650s scrive "Per un po' di anni ho lasciato la chitarra in fondo a un armadio e in fondo al cuore ("Devo laurearmi!", "Devo trovare lavoro!").
Ora lavoro (incrociamo le dita!) e la passione per la 6 corde si è impadronita di me.
Così ho incominciato a guardarmi intorno. E dopo un anno e mezzo di giri e rigiri tra web e negozi (scelta ponderata, eh!), ho deciso di comprare una Manne Semiacustica XXXL con tanto di Piezo e GK-2... "
Scelta ponderata ma fatta a occhi chiusi: alla fin fine mi son fidato della descrizione e delle clip che c'erano sul sito della Manne (quelle di Pietro Condorelli sono meravigliose, ma soprattutto del commento di Palombo, che conosco come persona estremamente seria dai contributi su "Chitarre". Il suo commento mi sembrava equilibrato e ora che ho la chitarra in mano devo dire che invece è semplicemente "fedele". Sulla carta questa chitarra era estremamente versatile: camere tonali; magnetici, piezo e gk-2 collegati in tutti i modi. Complice un'occasione sul sito, scrivo a Andrea Ballarin e dopo un piacevole scambio di mail, decido di avere una Semiacustica XXXL con la stessa finitura sunburst di quella sul sito.
Ballarin mi manda un paio di foto in corso d'opera e quando sta per essere finita.
Ora che è nelle mia mani, posso dire che per me la chitarra è bellissima. Rifinita molto bene (forse per questo a qualcuno le Manne sono sembrate "freddine"?), il manico satinato è molto scorrevole e comodo in tutte le posizioni.
La tastiera in resina e inavvertibile sotto le dita. Non so quanto dipenda da questa tastiera, ma la chitarra è perfettamente intonata in tutte le posizioni e in tutte le posizioni le note sono molto definite. Proprio qui su accordo ho letto che queste tastiere in resina sono sensibili agli sbalzi di temperatura. Ho chiesto a Ballarin che mi ha assicurato di aver cambiato materiale dal '98 per risolvere questo problema e di non aver mai negato assistenza a nessuno. Per me, posso dire che la chitarra mi è arrivata perfettamente intonata (anche se non ha meccaniche autobloccanti) e che è rimasta tale anche se l'ho portata in giro (non l'ho quasi mai riaccordata e al massimo ho dovuto dare un pizzico al re e al sol – neanche ai cantini!) e qui a Roma siamo passati dal caldo estivo al diluvio universale (sono andato in giro senza auto sotto il diluvio, l'ho tirata fuori ed era perfettamente accordata).
L'elettronica è altrettanto inavertibile. Non si sente lo switch dei pick-up e non si sentono i potenziometri. La chitarra non è schermata (peccato!) ma se non fosse per questo potreste pensare di non avere uno strumento elettrico tra le mani. I pick-up magnetici Manne mi sembrano molto buoni (ma io posso confrontarli direttamente solo con quelli di una PRS standard): hanno un loro suono, che a me sembra caldo e definito, e che varia molto con il selettore del "tono". Non c'è uno scarto eccessivo tra il pick-up al manico e quello al ponte: sono diversi ma, sarà anche perché hanno tono e volume in comune, non sembra di passare da una chitarra a un'altra passando dall'uno all'altro. Il piezo invece è davvero credibile e con il variare del tono sembra di passare da una chitarra acustica a un'altra. Magnetici e piezo sono miscelabili tra loro con un potenziometro di "balance" e anche questo aiuta a dare altre sfumature. Con un altro switch a tre posizioni si può scegliere se miscelare a magnetici e piezo anche il gk-2. Ma questo non ho ancora deciso come sfruttarlo. Comunque già così di suoni ne ho davvero tanti: tanti bei "puliti"- anche se non sono ancora riuscito a fare il suono "grosso" da semiacustica – ma questo sembra dipenda da me e dal mio JTM 30 – e bei "distorti", che con la chitarra con l'action non troppo alta mi porta a tirare un po' troppo la corda!
Ballarin, forse perché verba volant e scripta manent e forse perché ha sempre da fare, mi consigliava di scrivere piuttosto che telefonare. Mah! Io spero di poterlo incontrare di persona prima o poi (magari nel suo laboratorio, tra le sue chitarre), però penso che a sentirlo parlare molta più gente si convincerebbe a comprare le sue chitarre: alla fine, al telefono ha un filo di voce dolce, pacata, che insieme al dialetto veneto è uno spettacolo; e non se l'è mai tirata e mai l'ha tirata alle sue chitarre. A vederlo nelle foto dei Manne Voodoo experience ti aspetti una voce roca e sguaiata e invece ti ritrovi una voce argentina e definita: come quella delle sue chitarre? Io sono estremamente soddisfatto, tra un anno magari prendo anche una Taos (colpa anche di Glen) e chiedo qualche personalizzazione in più in fatto di manico (scala un po' più lunga per le mia lenta manona), ma se intanto penso che allo stesso prezzo di questa Manne avrei preso una Strato americana scarna scarna, posso ben dire che con la XXXL sto davvero comodo per ricominciare. E pensare che pesa solo 2,6 kg (te la scordi al collo) ed è "piccola" per essere una semiacustica.
Accidenti!
Accidenti che bella chitarra ti sei scelto per ricominciare! Non posso che confermare tutto ciò che hai detto: io sono stato allievo di Giovanni Palombo per due anni e naturalmente a lezione avevo modo di sentire -e provare! yum! - la sua collezione di Manne (ne ha tre, se non 4). Devo dire che, da fenderista convinto, all'inizio mi ero fatto una idea abbastanza negativa di questo liutaio. Le trovavo francamente troppo poco rough per affascinarmi. Le trovavo perfette, invece, per il genere specifico che suona Palombo, che è una sorta di jazz-fusion acusticheggiante, ma per me, manco regalate! Anche la corpo solido la sentivo così esile, così poco personale (io suono un Tele).
L'ho rivalutata col tempo. Con il tempo ti rendi conto che Manne crea strumenti di qualità non comune, assolutamente affidabili e di rara smoothness. Certo la tua non è la chitarra che mi comprerei per tutte le stagioni perchè a mio modesto avviso sente molto liuteristicamente l'influenza di un certo utilizzo principe, che poi è quello che ne fa Palombo, ma è comunque un signor acquisto, del quale devi andare giustamente orgoglioso! Consiglio. Provala su un altro ampli, magari uno specifico per acustica: ti si aprirà un mondo fatato e piezoelettrico!
Gabriele Santoro
grazie
Grazie davvero Ozkar! Della scelta sarò veramente orgoglioso quando me la sarò meritata. Questa chitarra è "dedicata" a sonorità acustiche e jazz, anche se io ho cercato di renderla più versatile. Allievo di Palombo? Beato te! Ma magari, se ti va, ne parliamo in privato. Palombo infatti la usa più come "acustica". Condorelli ne tira fuori anche un suono da "hollow-body": gli ho scritto e lui è stato molto gentile; mi ha detto di averla amplificata con un Polytone e un Mesa Boogie contemporaneamente. Non so, ma ne ottiene un suono fantastico. Proverò sicuramente qualche ampli. Mi han consigliato il Roland Jazz Chorus. Posso chiedere consiglio anche a te? Sapresti dirmi come l'amplifica Palombo? Grazie davvero Gabriele!!
bella proprio
Complimenti, bella proprio. La sonorita' e' adatta al jazz? Credo che alla fin fine, anche se si attesta x essere versatile, lo specifico dello strumento si orienti molto sul jazzy. Esteticamente e' bella, anche se la finitura vintage mi piace ancora di +. Le Manne non mi hanno fatto mai impazzire, ma ne parlano un gran bene. La taos, l'ho provata, ha una tastiera veramente notevole per comodita'. L'hai comprata direttamente o presso qualche rivenditore?
Re:bella proprio
Grazie Lapo! (mi sembra di essere un papà che riceve i complimenti x il primo figlio!) Sì, più per il jazz. L'ho presa direttamente. Era un'occasione e le ho fatto aggiungere piezo e gk-2. Forse ho esagerato, non ci prenderesti solo una strato americana scarna scarna - ma siamo lì.
Ciao!!
Bella... ma...
Sì: senza dubbio una bella chitarra. Oddio: delle Manne continuo a trovare un po' sconcertante la forma, tuttavia se così tanti grandi (di Condorelli e Palombo già si è detto; bisognerebbe dire anche di Fiorentino) l'hanno scelta un motivo ci dovrà pur essere.
E però... e beh: e però per esempio Condorelli l'estate scorsa ha fatto un concerto (o una serie di concerti), di cui ho letto la recensione su Jazzitalia, in cui ha usato una Gibson 175 della fine '50 - inizio '60 con un P90: questo perché pare abbia dichiarato che i suoni di cui aveva bisogno glieli poteva dare solo una semiacustica di quel genere. Fiorentino, da parte sua, mi risulta sia andato ulteriormente avanti nella propria ricerca sonora, e nel suo sito si fa riprendere con una chitarra Raro (anch'essa artigianale, ma tutta in legno: ivi compresa la tastiera, di ebano). Eccetera.
Insomma, quello che voglio dire è: sì, d'accordo. Spesso a ragione si domanda "ma perché, visto che in Italia abbiamo degli ottimi liutai, uno dovrebbe andare a spendere un buon trenta-quaranta per cento in più, in media, per una PRS, una Gibson di fascia alta e roba analoga: per ottenere alla fine dei conti gli stessi suoni?". Tuttavia è vera e legittima anche la domanda opposta, secondo me: ossia "ma una Manne che cosa mai darebbe in più rispetto ad una Paul Reed Smith Hollowbody - per esempio - oppure a una Gibson Pat Martino?".
Di fatto, poi, come tu riconosci i suoni "grossi", quei suoni che tradizionalmente siamo soliti associare - forse anche a torto, per carità - al jazz, ancora non sei riuscito a tirarli fuori. E poi, per esempio, la mancanza di cose ovvie come la schermatura dell'elettronica, o una decente custodia rigida (se non ho capito male è disponibile solo la "borsa"), un po' mi sconcerta.
Insomma: sì, d'accordo, è bella, ben fatta e precisissima. Ma è davvero un investimento?
Eno L. Woods
P.S.: il tutto, senza nulla voler togliere ad Andrea Ballarin, che è veramente una persona squisita ed è senza dubbio un eccellente "guitar maker".
investimenti
Ciao! grazie del commento! Quando sogni qualcosa x tanto, nel momento in cui lo ottieni non ti sembra bella come te lo aspettavi. A maggior ragione con gli strumenti musicali: ci si aspetta sempre che ci facciano diventare subito dei Ghitar iro ov de madon (per la traduzione chiedete a Glen). Invece è bene non entusiasmarsi o deprimersi troppo, ma rimboccarsi le maniche. Allora un paio di precisazioni: la Manne xxxl ha le meccaniche autobloccanti (mea culpa, me ne sono accorto adesso che mi accingo a montare una muta flatwound 0.12 - e peccato per le corde Manne che sono buone!): sono marcate Manne, ma funzionano come le Gotoh. La borsa non è niente di che, ma non è nemmeno uno sfoglio di cipolla e ci si può andare in giro senza troppi patemi. Quel che mi è mancato di più è "la scheda dello strumento", che invece Stefano mi ha dato, "di serie", a voce. Insomma cerco di essere obbiettivo (Ballarin non mi paga e semmai sarò io a pagarlo ancora, se decido di prendere una delle Taos ora in offerta): suoni grossi? Mah! Spero di vedere presto Condorelli in concerto. Certo i suoi suoni che mi fanno impazzire non sono proprio quelli "grossi" di Montgomery o di Pass o di Martino, e se per quelli ci vuole solo una semiacustica pazienza: mi fanno impazzire i suoni sui suoi dischi e lui afferma di averli ottenuti con la Manne, un Polytone e un Mesa. Non comprerò un Polytone e un Mesa, voglio andare in quella direzione, ma poi dovrei studiare 30 anni per essere la pessima copia di Condorelli (e magari!!!). Invece mi monto le 0.12 (e spero di non dover smanettare troppo con il truss-rod) e smanetto sul Fender a transistor. Investimento? investimento della Mad***a altro che!! Sono tornato a girare per i negozi: sarà che i marchi americani (o i loro importatori europei) qui vendono la loro seconda scelta, ma mi sono capitate tra le mani un paio di Gibson "blasonate" attorno ai 2000 euro che in confronto alla mia Manne posso solo dire "chitarre economiche" (e che gli accordisti mi lincino - tanto quando potrò un LP ov de Madon me lo compro, solo che per un LP come si deve non so quanto dovrei spendere: 5000 euri??) Meglio la Fender - dai 600 ai 1200 euri - una "chitarra economica" rispetto alla mia Manne, ma con il "mito" a un prezzo, in questi termini, "ragionevole". Ma forse sono traviato anche dalla mia PRS, comprata usata alll'equivalente di 800 euri nel '96: quanto costerebbe nuova oggi? ma più passa il tempo (più provo altre chitarre nei negozi) più apprezzo il suo corpo in mogano, il ponte semplice ma preciso, la tastiera bella (ebano?) e comoda (anche se mi rode di avere 24 tasti e di poter arrivare comodo solo al 22!). E più passa il tempo, più apprezzo la mia Manne, rifinita e accessoriata come nessuna Gibson che ho visto in giro può offrire a quel prezzo. Certo se vogliamo andare sul Vintage o vogliamo parlare di semiacustiche signature allora... ma più la suono, più torno alla realtà e più scopro che è una bella realtà, una gran bella realtà e un gran bell'investimento.
Re:investimenti
Beh: devo dire la verità. Oggi ho visto una Manne in un negozio di Milano. Era una Taos (Special, credo): vale a dire il modello che sarei più propenso a comprare se decidessi per una Manne (ci sto pensando anch'io da qualche mese, sai? Anzi, ti dirò di più: tu devi essere quel famoso "cliente di Roma" che è arrivato giusto un po' prima di me su quella XXL qualche mese fa ;D).
Embé: veramente fantastica. Non sfigurava affatto di fianco ad una Tom Anderson Cobra, anzi: sotto certi aspetti era anche meglio! Un oggetto sinuoso e tutto curve, una "ragazza" mozzafiato. Peccato non averla potuta sentire per la fretta: ma se tanto mi dà tanto...
Quindi, se mi dici che a tuo parere è un investimento, ti credo senza problemi.
E allora, già che ci siamo, parlacene un po' più diffusamente. Le meccaniche tipo Sperzel autobloccanti: hai avuto problemi, poi, a inserire le 012 lisce? E ora come suona?
Il capotasto di che è fatto? E la famosa "gigbag" (questa però è una cosa che non capisco. Che ci vorrebbe, a parte un paio di cento in più nel prezzo, ad aggiungere una buona custodia rigida?) com'è?
Ma soprattutto, la suonabilità: non so se tu ami azioni basse. Per quanto mi riguarda, sì: abbastanza. Non dico che vorrei le corde pennellate sulla tastiera, ma quasi.
Ecco: secondo te che livelli d'azione sopportano questi manici Manne? Come definiresti il manico della tua semiacustica?
Un salutone
Tutto bene
Caro Eno Woods! Le meccaniche sono tipo gotoh, che io non avevo mai visto da vicino. Avrei preferito le Sperzel ma ti dico: sulla PRS c'è un sistema di blocco tipo Sperzel, perché prima accordi e poi blocchi. Sulla Manne, prima blocchi la corda e poi accordi. Strano no? Comunque il risultato è ok: come ho detto, la chitarra rimaneva accordata. Ho montato le 0.12 e per il momento non ho dovuto tirare il truss-rod: ho controllato con l'accordatore elettronico a vuoto e al 12 tasto: perfetta! Ma aspetto a cantare vittoria. Le corde sono nuove e suonandoci calano un po' (ma tutte assieme, e la chitarra rimane accordata - come dire? un po' sotto tono!). Fatto sta che tra un paio di giorni ricontrollo (si dovrebbe assestare anche il manico) e se servirà metterò mano al truss-rod. Il suono? ora dipende solo da me: non sento più i cantini "scarni" sul pulito e sui bassi ci si avvicina molto di più a una semiacustica jazz. Però ti dico, non fidarti delle mie mani e delle mie orecchie. Per quanto riguarda invece gli occhi, il capotasto è in plastica. Il manico, come ho detto, non si avverte sotto le dita. Ballarin mi ha chiesto se volevo un action ultra bassa, ma io ho il viziaccio di tirare le corde (anche a sproposito e sto cercando di correggermi) e lui mi ha consigliato un action non troppo bassa: sulla chitarra ora vedo 2 millimetri tra corda e tasto; vedi tu - per me è perfetto. Il ponte non mi sembra si possa regolare in altezza, dovresti prendere un "osso" più basso e dall'altra parte un capotasto più scavato. Eppoi, i tasti sono jumbo. Insomma, se ti serve sweeppare e smitragliare un po' credo che te la dovresti fare regolare apposta. Per l'estetica, dico che dopo una prima strana impressione (è piccola per essere una semiacustica, la paletta sembra piccola per questo modello che non mi sembra "slanciato" come le Taos ecc.) risulta più pratica che bella. Il trancio di c***o che dice Glen è comodo con la tracolla, mi aiuta a trovare una buona posizione, e anche da seduto la chitarra è ben bilanciata. La verniciatura è strana: all'occhio la chitarra è meravigliosa, e la satinatura fa scorrere molto bene sul retro del manico, ma poi l'impressione è più di robustezza che di bellezza: la chitarra sembra fusa in un blocco di un materiale sintetico, avveniristico, come la fibra di carbonio. La vernice qui non si può spaccare; questa chitarra si può solo graffiare (e io ne ho il terrore perché è bellissima). Ho detto, vorrei solo una paletta più ampia per questo modello: più "strato"? il mito è mito, che ce voi fa'? La borsa è piuttosto "rigida". Mi sono incollato la chitarra sulle spalle sotto la pioggia x mezza Roma e gli spallacci non han dato segni di cedimenti. Ma non è imbottitissima e non si apre come una cozza: la chitarra va estratta (troppo vicina la lampo!). Non dico una rigida, ma almeno una che si apra come un panino. È infatti è la prima cosa che prenderò: in quella della Manne ci metterò una strato o una tele economiche, quando sarà ;o). Hoy, credo di aver detto tutto: neanch'io ho mai sentito una Taos dal vivo (ho solo un freddo ricordo di una Manne tra le mani di Fiorentino) ma ti posso dire che i pick-up della Semiacustica spingono quanto e più di quelli della PRS e l'elettronica è precisa. Se potessi, una Taos la comprerei a orecchie chiuse (fidandomi solo delle clip), non a occhi chiusi perché vorrei scegliere il modello. Di come è rifinita non mi preoccuperei: di fronte alla semiacustica, chitarre blasonate sembrano chitarre economiche. Solo che adesso non ho soldi per un altro investimento. Comunque avrei dovuto comprare uno scooter invece di questa chitarra: che ti devo dire? sono a piedi ma non me ne pento per niente. Ciao! E se compri la Taos, ricambiami il favore e la rosicata, se son io il fortunato romano che ti ha scippato la semiacustica!
come va...
Sarà l'entusiasmo del principiante o del maniaco, ma quando non c'è l'ho sotto le mani debbo parlarne... Devo dire che sono tornato alle 0.10 perchè il manico regge le 0.12, ma non il capotasto. E soprattutto io: le ho inseguite per un sacco e ora mi rendo conto che non fanno per me. La chitarra sta accentuando la sua natura semiacustica; sto impazzendo?: boh, mi sembra sempre più che a togliere un po' di bassi e un pizzico di alti sull'ampli la xxxl prenda un suono più jazz e che il riverbero prenda maggior respiro. Che vi devo dire? non ci starò più con le orecchie. L'elettronica invece si è fatta sentire: un pot è saltato e Ballarin me ne ha inviato uno in cambio; ma soprattutto si fa sentire il mio tocco sporco e cattivo (mannaia la miseria!). Da domani comincio a smanettare anche con un vg8 e staremo a vedere: chi la dura la vince, no?