alecocker scrive "All' età di cinque anni, mio padre (non volendo che toccassi la sua elettrica) mi regalò una chitarra acustica facendomi la raccomandazione che in caso la rompessi, non ne avrei ricevute altre; Mi insegnò gli accordi del giro di do e lo strumming col plettro. Passarono alcuni anni e giunto all' età di undici, non sapevo fare altro che quel cacchio di giro.
Poco dopo conobbi un ragazzino che studiava violino al conservatorio; questi mi insegnò un po' di teoria e solfeggio, la costruzione di nuovi accordi e qualche posizione vantaggiosa per la mano sinistra.... "
Nello stesso anno mi regalarono la prima elettrica, e fu così che mettemmo su il primo gruppetto new wave (nel quale lui suonava le tastiere).
Poco tempo dopo fummo pervasi dall' ondata di metal che aleggiava in quegli anni. Me ne innamorai e attorno ai quattordici anni mi misi a suonare con un gruppetto che faceva roba di Bon Jovi, Iron Maiden, Deep Purple (un purrè). Grazie a questo 'nuovo' genere, cominciai a ricercare la velocità, che trovai in pochi anni (naturalmente la scala era sempre quella, la pentatonica).
Intanto il tempo passava, le mode passavano e c' era voglia di imparare roba nuova (e roba buona). Conobbi un ragazzo svizzero molto bravo che mi insegnò la scala maggiore utilizzando tutta la tastiera, tutte le dita (anche il mignolo) e mi impose di posizionare il pollice dietro il manico (non sporgente dalla parte superiore) utilizzandolo come fulcro per le altre dita affinché queste ultime si comportassero come una sorta di martelletti. Un casino (!), tutta la mano mi doleva poiché l’impostazione che avevo assimilato fino a quel momento era completamente sbagliata.
Dimenticai presto questa brutta (e dolorosa) esperienza e ricominciai a suonare a tre dita e col pollice per i cazzi suoi, come avevo sempre fatto e misi in piedi un gruppo rock-blues. Arrivarono presto i vent’ anni e con loro arrivò l’ era dei chitarristi ipertecnici. Cominciai presto ad ascoltare Brett Garsed, John Scoffield, Alan Holdsworth, (e tra i più conosciuti) Steve Vai, Steve Lukater, Joe Satriani, Jngwie Malmsteen; questo cambio di rotta mi suscitò la voglia di imparare quelle tecniche e quelle scale meravigliose che non conoscevo fino a quel momento e, quando capii quali erano le mie difficoltà nell’ eseguire queste novità, fui pervaso dal panico e mi tornarono alla mente i presunti (all’ epoca) vaneggiamenti dello svizzero. Aveva proprio ragione lui (!), il mignolo andava usato (eccome!) ed il pollice (cazzo, che male) andava proprio dietro!
Da quel giorno sono passati altri dieci anni, una marea di chitarre e, all’ inizio, un gran dolore alla mano sinistra. Ho trascorso questi anni ad imparare le tecniche moderne ed ho incontrato notevoli difficoltà. Oggi non ho ancora smesso di imparare e quando avrò novant’ anni sarà lo stesso. Nel frattempo ho assimilato diverse cose ed ho capito che la tecnica della diteggiatura e della posizione delle mani ci viene in aiuto facendoci compiere esclusivamente i movimenti necessari all’ esecuzione ed eliminano tutti quei movimenti che intervengono utilizzando le posizioni sbagliate e che ci rendono più lenti e più sporchi nel suono. Penso anche che se fossi andato a studiare presso qualche bravo insegnante, tutto quello che conosco adesso, avrei potuto impararlo nel giro di cinque o sei anni.
Giusto ieri sera ho assistito ad un concerto di un gruppo blues che suonava brani di B.B.King; bravi, bravo anche il chitarrista (che mi sembrava essere un mio coetaneo) ma (cazzo!), tre dita ed il pollice sporgente! Così mi sono chiesto se ha senso compiere le acrobazie per raggiungere posizioni aperte oppure per fare scale veloci quando, suonando con la tecnica corretta di queste acrobazie non c’ è proprio bisogno.
Voi cosa fate? Dove cacchio lo mettete quel pollice?
Il pollice non sempre dietro al manico
Ciao, hai ragione quando sottolinei l'importanza di tenere il pollice dietro al manico. Questa è per altro l'impostazione più ortodossa per chi studia chitarra classica, ed anche per chi studia classicamente tutti gli strumenti a corda (ad esempio, il contrabasso suonato con l'archetto). Tuttavia, ti consiglierei di non applicare rigorosamente questo tipo di posizione, ovvero di non tenere sempre il pollice dietro al manico. A volte, dipende dal tipo di accordo o passaggio che devi eseguire, dal tipo di accordatura che suoni ed anche dalla larghezza del manico della chitarra che stai usando. Ad esempio, nel fingerstyle e nel tapping il pollice viene spesso usato per comporre accordi formati da cinque note diverse, creando perciò posizioni altrimenti impossibili :-) da realizzare. Tuck Andress è un vero maestro in questo.
M
You expect us to swallow this crap?
Re:Il pollice non sempre dietro al manico
Nel...1981 in un seminario Stefan Grossman ci disse che il bello del fingerstyle è che non ci sono regole ma solo ...suggerimenti ;-) dettati dall'esperienza dei grandi chitarristi, ed in effetti, come dice Mario, certi pezzi ragtime e countryblues senza l'ausilio del pollice non li suoni proprio.
Re:Il pollice non sempre dietro al manico
grossman suonava un do7 con il mignolo sul cantino a prendere il sol e il pollice che sul Mi e il La basso prendeva il sol e il do. semplice ma geniale.
Re:Il pollice non sempre dietro al manico
Tuck Andress, l'ho visto dal vivo un paio di volte, usa il pollice come quinto sul fronte del manico, non so come spiegare meglio, al posto dell'indice per fare i barré, ma siamo nella fantascienza...
Re:Il pollice non sempre dietro al manico
:-) Sei stato chiarissimo, il procedimento è per altro ben visibile sulla cassetta didattica Fingerstyle Masteryaccordo.it>
M
You expect us to swallow this crap?
Re:Il pollice non sempre dietro al manico
concordo in pieno, dopo anni passati a studiare varie tecniche ed impostazioni mi sono accorto di passare automaticamente da una all'altra (e posizioni intermedie) semplicemente in base a cosa sto suonando, è molto difficile che nel blues mi capiti di impostare in modo classico e viceversa quando suono cose un po' più moderne. Saluti Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Do you like Jimi?!?
può essere vero tutto quello che dici...teoricamente e tecnicamnete....ci sono chitarristi che però hanno dimostrato il contrario.... per esempio guarda IL CHITARRISTA, e guarda dove mette il pollice. è altrettanto vero, che però per suonare con quelle posizioni ci vogliono delle palanche al posto delle mani!! good$ound
Errore di base.
L'errore di base che commetti e che moltissimi altri sottovalutano è che non esite una sola posizione corretta, suonando la chitarra "elettrica", o ampliando il discorso la chitarra "moderna". Contrariamente a quanto succede per il chitarrista classico dove l'impostazione è abbastanza rigorosa e generalmente lo strumento viene suonato in posizione statica da seduti, il chitarrista moderno deve scontrarsi con una serie di variabili molto maggiori, per esempio la varietà delle tecniche applicabili sullo strumento ed il fatto che generalmente si suona in piedi e possibilmente muovendosi anche sul palco.
Se suoni in maniera "moderna", non puoi prescindere dal conoscere ed applicare entrambe le posizioni del pollice, perchè ti troverai a dover suonare intervalli larghi dove l'impostazione classica diventa indispensabile e ti troverai a fare bending, vibrati moderni, a saltare mentre suoni un accordo, ecc, ecc tutte situazioni in cui hai assolutamente bisogno di aggrappare il pollice sopra la tastiera se vuoi sviluppare un minimo di controllo sulla tua 6 corde. Se analizzi alcuni video di chitarristi moderni (Vai, Satriani, Malmsteen, ecc) che suonano in piedi ti accorgerai che la grande maggioranza mantiene il pollice sopra la tastiera per il 90% del tempo, ricorrendo all'impostazione classica soltanto nel caso in cui serva una maggiore apertura delle dita. Ti ripeto che per applicare correttamente alcune delle più importanti tecniche chitarristiche moderne, il pollice sopra è indispensabile.
Ciao.
Re:Errore di base.
concordo sul discorso fatto sopra, anche se non mi convince molto il termine "indispensabile". In effetti (nella mia limitata esperienza), la maggior parte dei chitarristi, famosi o no, conosciuti o meno, utilizzano quest'impostazione mista, perchè appunto fornisce una maggiore comodità e versatilità. L'unico chitarrista che ricordo aver visto sempre col pollice dietro la tastiera è Dimebag Darrell dei Pantera.
Bending?
Ti cito solo l'esempio della tecnica del bending per dimostrarti come per "alcune tecniche" posizionare il pollice sopra è indispensabile! Se vuoi fare dei bending definibili tali per intonazione e controllo, la forza che devi trasmettere alle corde deve nascere dal polso e dall'avambraccio, compiendo un movimento circolare, tipo quello che fai per aprire o chiudere un rubinetto vecchio stile agganciato ad una parete. Il pollice diventa quasi una specie di perno attorno al quale ruotare, mentre le dita impiegate sulla tastiera devono rimanere immobili, trasmettendo in questo modo il movimento del polso e dell'avambraccio alle corde. Se mantieni l'impostazione classica e tenti di fare dei bending sei costretto ad impiegare i flessori ed estensori delle dita, cosa sbagliatissima perchè hanno molta meno forza e perchè il movimento diventa molto più difficile da controllare, risultato, bending di m...a.
Ciao.
Sempre dietro al manico
Premetto che suono con il pollice sempre dietro al manico. Da piccolo ho suonato per anni la chitarra classica ed ho mantenuto parzialmente l’impostazione, il che mi ha permesso di sviluppare una buona tecnica anche da autodidatta (erano i primi ‘80). Poi ho studiato con Robert Fripp che mi ha imposto la posizione classica del pollice unitamente ad una nuova tecnica della mano destra. Non vi è dubbio che tecnicamente il lavoro della mano sinistra venga agevolato, sia relativamente alla velocità che alla precisione. Concordo che questa non sia la posizione migliore per fare i bending, ma li si può fare eccome, ed assai bene. Io uso varie tecniche di vibrato della mano sinistra (verticali ed orizzontali) e ritengo che questo possa dare una tavolozza di colori assai più ampia. Con il pollice sopra mi sentirei limitato anche in questo senso. Poi il mignolo. La mia chitarra è accordata per quinte, per cui la maggiore estensione delle diteggiature mi impone l’utilizzo di tutte e quattro le dita. Sinceramente non riesco a trovare difetti a questa impostazione, anche se è chiaro che questo poco ha a che vedere con la musicalità o l’espressività.
Re:Sempre dietro al manico
Scusami, ma la limitazione sta nell'utilizzare un solo tipo di impostazione, non nel saper utilizzare l'una, o l'altra a seconda delle esigenze :-)
Re:Sempre dietro al manico
Tu giudichi un chitarrista in base alla “versatilità” di posizionamento del pollice? Non credo proprio. So suonare benissimo anche col pollice dietro, ma per il mio stile ritengo molto più fruttuosa l’impostazione classica (e mi ci trovo meglio), come tu evidentemente trai vantaggio dal pollice fuori dal manico. Va bene così. Non ne farei una questione pseudo-partitica (e sono certo che la pensi così anche tu), anche perché mi sembrerebbe un questione sterile. Mi sembra più opportuno concentrare la discussione sui vantaggi che possono dare le diverse impostazioni della mano.
Re:Sempre dietro al manico
> Tu giudichi un chitarrista in base alla “versatilità” di posizionamento del pollice? Non credo proprio.
- Appunto. Chi lo ha mai scritto? Lo hai forse letto in uno dei miei post?
> So suonare benissimo anche col pollice dietro,
- Forse intendevi sopra...
> ma per il mio stile ritengo molto più fruttuosa l’impostazione classica (e mi ci trovo meglio),
- E chi ti dice niente? Io ho forse detto di non utilizzare l'impostazione classica?
> come tu evidentemente trai vantaggio dal pollice fuori dal manico.
- Io ho scritto che per "alcune tecniche" è molto più appropriata come posizione, non ho mai detto che uso solo quella.
> Va bene così. Non ne farei una questione pseudo-partitica (e sono certo che la pensi così anche tu), anche perché mi sembrerebbe un questione sterile.
- Ho fatto il mio ultimo commento con il sorriso sulla bocca vedi :-) , perchè mi ha fatto sorridere la tua frase dove dici: "Con il pollice sopra mi sentirei limitato anche in questo senso." quando in precedenza hai aperto il tuo post dichiarando che: "Premetto che suono con il pollice sempre dietro al manico." quindi mi sembra che ad essere limitato a livello di mentalità sia tu, non certo io che ho sempre scritto che uso entrambe le impostazioni senza alcun problema :-)
> Mi sembra più opportuno concentrare la discussione sui vantaggi che possono dare le diverse impostazioni della mano.
- Infatti io ho descritto abbastanza dettagliatamente perchè per esempio nella tecnica del bending sia molto più indicata la posizione "moderna". Fare bending con delle corde dalla scalatura abbastanza pesante (0.11, 0,12, 0,13) con la tecnica classica e quindi andando a spingere o tirare con la sola forza delle dita è molto pericoloso e può causare gravi tendiniti, oltre che un suono davvero pessimo. Tu fai pure quello che vuoi, a me non importa, però se un giovane che ha appena preso in mano una chitarra legge il tuo post e pensa che con l'impostazione classica può coprire tutte le esigenze del chitarrista moderno, sbaglia e sotto alcuni aspetti rischia molto. Esistono alcuni difetti di postura che se sottovalutati per lunghi periodi, costringono ad abbandonare lo strumento. Oltre alla chitarra studio da anni anche l'anatomia del corpo umano e la funzionalità dei tendini e dei muscoli, quindi ti posso assicurare con una certa attendibilità che sbagli a fare bending in quel modo. Sbagli e rischi, poi fai come preferisci a me non importa.
:-)
Re:Sempre dietro al manico
Caro xxx, colgo nel tuo post una impostazione polemica che non capisco (e francamente avrei evitato, anche perché mi sembri estremamente preparato). Dal canto mio ti rispondevo perché, pur usando il sorriso, mi parli esplicitamente di limitazione, cosa che mi lascia perplesso. Non metto in dubbio che tu ne sappia infinitamente più di me e quello che dici a proposito di eventuali problemi fisici lo trovo molto interessante, ma non sono uno sprovveduto e nemmeno un autodidatta. Ho frequentato per anni il Guitar Craft di Robert Fripp (che può piacere o no, ma ha una sua autorevolezza) e ho sempre curato la tecnica cercando di evolvere il mio stile e le mie conoscenze da oltre 20 anni. Ti cito testualmente: “mi sembra che ad essere limitato a livello di mentalità sia tu, non certo io che ho sempre scritto che uso entrambe le impostazioni senza alcun problema”. Si commenta da solo. “Se un giovane che ha appena preso in mano una chitarra legge il tuo post e pensa che con l'impostazione classica può coprire tutte le esigenze del chitarrista moderno, sbaglia e sotto alcuni aspetti rischia molto”. Ma tu pensi che io o te con un piccolo intervento possiamo influenzare qualcuno nelle scelte tecniche? Io di certo non ho questa pretesa. Chiudo porgendoti idealmente la mano, augurandomi che tu non veda motivi di rilancio di una polemica tra noi che non ha motivo di esistere. Buona musica.
dipende!
Se suoni da così tanti anni, saprai meglio di me che (come qualcun'altro ha gia detto) non esiste una sola maniera di tenere il pollice, dipende da quello che vuoi ottenere dal genere che scegli, se è uno o se sono vari. Io sono un chitarrista autodidatta, non ho un impostazione classica, e ho scelto il blues. Di conseguenza, tendo asuonare con il pollice sporgente perchè lo trovo vantaggioso per alcuni riff e per alcuni accordi blues stile Hendrix, purtroppo aimè non ho le dità così lunghe (e non solo). A volte però se voglio cercare frasi più veloci, o aperture maggiori della mano, mi sforzo di tenere il pollice dietro, anche se con scarsi risultati perchè ormai sono un viziato. Credo che bisognerrebbe cercare appunto di ottimizzare le posizioni a seconda di quello che si deve fare, entrambi i casi hanno i loro vantaggi. Oltretutto è fondamentale l'altezza dello strumento sul nostro corpo. Una chitarra tenuta sul petto, facilita l'apertura della mano e l'abbassamento del pollice, è assolutamente penalizzante però dal punto di vista del bending e di un certo ti po di vibrato. Una chitarra tenuta all'altezza della pancia, è sicuramente più adatta ad un impostazione Rockblues, ma aprire bene la mano è più difficile. ecco perchè anche il genere che si suona è importante per capire quale scelta fare.
Ciao! Texasblues
Re:dipende!
Non ho detto che bisogna mettere il pollice dietro al manico, ho detto semplicemente che io suono così (e mi ci trovo bene, ovviamente). E’ forse un’impostazione poco conveniente per il blues ed il fingerpicking, ma li si può suonare comunque. Per tutto il resto si è facilitati, almeno secondo la mia modesta esperienza. Ti rispondo invece perché hai sollevato una questione altrettanto fondamentale, che è l’altezza dello strumento. In effetti con il pollice sporgente la chitarra risulta più comoda abbassata. Infatti io tengo lo strumento piuttosto alto, risultando molto più comodo diteggiare con il pollice dietro al manico. Ma non sono d’accordo che sia sconveniente per il vibrato, anzi. Personalmente ne faccio larghissimo uso, ne uso di tutti i tipi, con o senza bending, in orizzontale (come i chitarristi classici), verticali od obliqui, lenti e velocissimi, larghi ed impercettibili. Ritengo così di avere il massimo controllo, sia tecnico che espressivo. Il perno del pollice mi garantisce precisione e migliora l’intonazione. E’ chiaro che tutto ciò è molto soggettivo, visto che ogni tecnica risulta funzionale allo stile, al genere musicale e alle capacità artistiche del singolo musicista.
Re:dipende!
Ho capito benissimo quello che dicevi, mi sembra oltretutto di aver detto che entrambe le tecniche sono vantaggiose, ognuna per i propri motivi, e che andrebbero usate entrambe. Io suono prevalentemente con il pollice sporgente perchè sono un'asino, ma anche perchè nel blues credo sia abbastanza fondamentale. Se poi c'è qualche chitarrista blues che suona in posizione classica.., può anche darsi, ma io non lo conosco. Per quanto riguarda l'altezza dello strumento, resto convinto del fatto che una chitarra bassa al punto giusto facilita bending e vibrato. Scusa... un certo tipo di vibrato, es. stile Clapton. Tutto ciò che richiede una spinta dal basso verso l'alto credo sia facilitato da uno strumento "basso", e dalla contrapposizione del pollice. Una tecnica aggressiva in genere si avvale del pollice, una tecnica morbida e fluida predilige l'apertura, la scomparsa del pollice e l'utilizzo del mignolo. Non è un caso poi che in genere i Jazzisti, che non fanno largo uso di bending bensi lavorano molto su scale aperture e acccordi complessi hanno uno strumento "alto".
Mie modestissime opinioni... Texasblues
Re:dipende! Acc,Acc, ma che casino ho combinato?
Davvero (!), mi sto divertendo moltissimo a leggere le vostre baruffe, naturalmente non mi ci metto in mezzo ma se volete una scure, ve la presto volentieri. Desidero solo fare una precisazione su quello che volevo intendere col mio post; non volevo aprire un altro dibattito su stile 'classico vs. pollice sporgente' come 'analogico vs. digitale', ed è ovvio che non ho 'abolito' il pollicione sporgente dal mio repertorio (naturalmente se devo fare dei bendings ne aprofitto volentieri) ma, non trovate che ad utilizzare 'solo' la tecnica del 'pollicione sporgente' ci si handicapizzi? Cioè mi riferivo a quelli che utilizzano 'solo' 'quella' tecnica, ma come cacchio fate a suonare? (e vai con un altro pacco di mannaiate sul cranio!) Ciao.
<p>
http://xoomer.virgilio.it/alexbrocca/index.htm
Re:dipende! Acc,Acc, ma che casino ho combinato?
Proprio un bel casino hai combinato. A parte gli scherzi ho trovato assai interessante il tema che hai proposto, ma il tono appassionato dei miei post era tutt’altro che da baruffa. Io vengo da una scuola chitarristica che ha una impostazione molto ferrea, non solo relativamente al pollice della mano sinistra. Vi sono delle tecniche ben precise per affrontare diteggiature ascendenti (1234) e discendenti (4321) che partono dal principio del minimo sforzo e del giusto posizionamento dei perni di equilibrio della mano. E’ una impostazione impegnativa, forse un po’ rigida inizialmente per chi è abituato a suonare più “liberamente”, ma che col tempo da i suoi frutti. Conosco molti ex studenti italiani di Fripp che hanno abbandonato l’accordatura per quinte, la (rigidissima) tecnica della mano destra e l’impostazione a granchio della sinistra. Personalmente l’ho trovata appropriata per me. Punto. Ho semplicemente parlato della mia esperienza, trovando interessanti gli altri interventi offerti alla discussione. Anni fa usavo entrambe le impostazioni a piacimento, oggi ho scelto la tecnica nazista di Fripp, ma non mi sento affatto limitato, anzi.
Pensa a Django
Ma se un chitarrista ex violinista che poteva utilizzare solo indice e medio (oltre al pollice) è riuscito a diventare l'irraggiungibile sultan of swing non credi che in fin dei conti la posizione del pollice sia non dico ininfluente ma almeno soggettiva? Dai mi sembra di leggere post già letti svariate volte ad es la chitarra ascellare o sotto le ginocchia? meglio Gibson o Fender? Bionde o More? Non ci vuole un genio E' sogettivo. Preciso che non voglio con questo stuzzicarti o polemizzare con chi sicuramente è più preparato di me ( e ammetto non ci vuole molto) ma vedere che gente si da contro per dove metto il pollice... Buona musica a tutti e Buon anno!
La felicità è un profumo che non puoi spargere su
Pollice + Accordo
Pollice ed Accordo, vanno d'accordo? Per me no! Ed è una tragedia!! Per me eseguire accordi con il pollice è un incubo! Se per esempio dovessi eseguire un re, con la posizione del Do (quella che si insegna ai bambini), usando il pollice, verrebbe fuori un rumore, non un suono!! Sapreste aiutarmi?? Mi piacerebbe davvero tanto imparare, perchè mi darebbe un sacco di opportunità in più nella costruzione di un accordo. Ho visto Metheny in trio a torino, ed era una cosa impressionante!