darsti821 scrive "Su Accordo molte volte si è discusso sulla versatilità di uno strumento e dei pregi che derivano da questa tipologia di strumenti, ebbene in questa categoria ricade lo strumento che vi presento, il basso elettrico ATK 405, 5 corde, prodotto dall’orientale Ibanez fino al 2002, uno strumento che offre una quantità incredibile di suoni a un prezzo abbordabilissimo..."

La scheda tecnica:
- Corpo in mogano con top in frassino (unico colore disponibile blu trasparente)
- Manico e tastiera in acero 24 tasti con meccaniche 2+3
- Un pickup Jazz-style al manico e un TripleCoil (praticamente un MM) al ponte entrambi passivi
- EQ.Attiva (Vol, Bass, Mid, Treb) più un selettore a 5 posizione per la selezione dei PU
- Possibilità di montare le corde sul corpo o dal retro attraverso il body
A questo punto direi di partire coi difetti (presenti come su ogni Ibanez che si rispetti, o pensavate che ne fosse esente?): per iniziare voglio dire che non è un basso di facile utilizzo, infatti tirare fuori il suono che ci soddisfa agli inizi è molto laborioso e questo penso sia dovuto alla “pasta” sonora che offre lo strumento, che è molto cupa e con un buco grande quanto una casa sulle medie, probabilmente da imputare al mogano che lo fa affogare nel marasma di chitarre distorte e batteria (logicamente mi riferisco tenendo l’EQ on board tutta in flat), lavorandoci sopra con l’elettronica le cose migliorano, ma anche qua bisogna agire con cautela perché esasperando i controlli si rischia di incasinare il suono. Dal punto di vista costruttivo devo dire che si vedono tutti i limiti di uno strumento da 500 Euro, niente di eccezionale quindi ma di buona funzionalità anche se un appunto va alla coppia manico/tastiera che rendono le corde molto “molli” (infatti è su scala da 34” pur essendo un 5 corde) e, per colpa di un lavoro di fretting non molto accurato, mi hanno costretto ad alzare l’action sopra il mio standard…questo però è relativo se considerate che uso un action tipicamente corsaiola, tutto sommato rimane bassa abbastanza da essere agevole anche nei pezzi più veloci. Ultima nota dolente: ma all’Ibanez quand’è che impareranno a fare un set-up decente in fase di prevendita? A intenditor poche parole…
Passiamo ai pregi. Come vi ho già detto la versatilità, infatti tramite la combinazione PU+selettore stratoforme a 5 posizioni si possono ottenere tutti gli standard offerti dai bassi famosi, avremo quindi a disposizione un P bass (anche se non rende confronto ve lo dico) selezionando la prima posizione (che utilizza unicamente il singolo al manico), un J bass in posizione due (PU al manico + una bobina del TripleCoil) le restanti tre posizioni usano unicamente il TripleCoil per creare variazioni sul genere MusicMan…si, direte, ma in soldoni il suono com’è? Mah onestamente è un filino compresso per i miei gusti ma rende bene, soprattutto su suoni di matrice rock-funkettosa dove il PU al ponte fa la parte del leone anche se può facilmente essere convertito per contesti più morbidi.
Un’ultima nota va a chi vorrà fare slap su questo strumento: io continuo a usare il 4 corde, sarò menomato io ma sto vizio che ha l’Ibanez di mettere le corde vicine vicine mi complica la vita, fatto sta che con un po’ di pratica tutto va a posto.
Spero di avervi dato le informazioni necessarie per valutarne l’acquisto, magari come basso secondario in virtù del fatto che costa poco e potrete disporre di numerosi suoni per tutte le occasioni.
-Dario-
PS: Ah dimenticavo, viste le accurate ricerche del nostro caro Slash…NON LO VENDO MICA :-))))))
atk 400
non lo trovo cosi tanto versatile come basso,ma la tastiera e veramente bella(peccato che sia in acero) lo consiglio a chi è alle prime armi: non scorda,è robusto e molto accattivante,ha un suono molto legnoso che personalmente mi piace.Io lo uso come secondo basso li dove nel primo finisce la tastiera,ma piu che altro e il basso che tengo in casa per studiare