Zoso83 scrive "Poco tempo fa, parlando con un amico alle prime armi con la chitarra, questo mi dice: "Con gli assoli non sono il massimo perchè il mio insegnante vuole che non guardi la tastiera mentre suono!". Ma come? Io guardo quasi sempre la chitarra quando suono, se poi la canzone la conosco a menadito faccio anche a meno. A mio parere è questione di sentirsi sicuri mentre si suona. E poi perchè non guardare? Se poi un musicista sta sempre chino sul suo strumento senza neanche degnare di uno sguardo il pubblico, non va bene. Io comunque non direi mai ad un principiante "suona, ma non guardare quello che stai suonando". Voi cosa ne pensate?"
Guardiamo la chitarra?
di Zoso83
- accordiano
#1538 |
04 January 2004 @ 13:10 |
0
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Ma come?!
A me sembra un pò inconcepibile che a un principiante vengano imposte certe cose! I passi nello studio della chitarra vanno fatti gradualmente: prima bisogna imparare a suonare guardando la tastiera e poi, quando si raggiunge una certa padronanza dello strumento si può anche non guardarla... Sinceramente non riesco a credere che un maestro SERIO possa dire al suo allievo "per ora fregatene di come suoni che anche se fa schifo l'importante è che non guardi la tastiera e che guardi il pubblico"... Scusate ma proprio non riesco a capirlo... Ancora oggi io gardo parecchio la tastiera quando suono (un 40 % buono). Non sarò uno che fa uno spettacolo assurdo però ci sento in quello che suono e quello che mi interessa è si far divertire il pubblico però suonando bene, cercando di trasmettere una qualche emozione, almeno impegnandomi in quello che stò facendo... quindi se sono insicuro la tastiera la guardo eccome! Dillo al tuo amico che, se proprio il suo insegnante non vuole, si metta a casa a studiarsi per bene i soli e, una volta padroneggiati, può provare a suonarli senza guardare la tastiera!
P.S. Secondo voi perchè il grande slowhand Clapton se la guarda la tastiera quando suona? E Sash non faceva lo stesso? Santana, Hendrix...
...Blues is the sound which brings you to heaven... ...It's the sound of reality and unreality...
<p>... blues is the sound which brings you to heav
io DEVO guardare la kitarra!!!!!
la kitarra per me è come 1 donna:mentre la suono mi piace guardarla!quando stai con 1 donna non guardi il muro?no?almeno spero!!!!!!!!
Infatti me la guardo tutta nelle sue belle forme..
Non mi è sembrato di aver detto che non la guardo, proprio no! Mi capita molte volte che mentre stò facendo una ritmica o un accompagnamento vado tranquillo "a occhi chiusi" ma nei soli non posso fare a meno di guardarla... Ciao!
<p>... blues is the sound which brings you to heav
Sorry
Quel "Sash" è un erroraccio! Volevo dire Slash!
<p>... blues is the sound which brings you to heav
Crescita
Il non guardare la tastiera è un crescita, così come riuscire a fare un buon assolo accattivante e tecnicamente corretto. Sono passi che un musicista compie in base ai suoi obbiettivi e a quello che vuole esternare. Non dimentichiamo che la chitarra (ma ogni strumento ovviamente) è l'estensione dei nostri sentimenti. C'è chi è timido, c'è chi è sfrontato. In mezzo tante sfumature.
Ad un allievo si può solo consigliare di non guardare la tastiera ogni tanto, giusto per farsi un'iniezione di fiducia durante lo studio. Sarà il suo carattere a fare il resto.
Ciao, RicoBlues.
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
forse un senso c'è
Infatti guardando la tastiera è più facile andare a cercare la nota "giusta" seguendo schemi geometrico-scalari.Senza guardare la tastiera uno dovrebbe essere un poco più incoraggiato a "pensare" la nota cercando di centrarla con le mani , imparando a correre ai ripari nel caso le cose non vadano come previsto.
(mitico , al proposito , il suggerimento di Mick Goodrick : se suoni una nota "sbagliata" ne trovi di sicuro una giusta mezzo tono sopra o mezzo tono sotto. la-pi-da-rio)
Superare i limiti.
Secondo me dover guardare la tastiera è un limite. Ed in quanto tale, se si intende proseguire, deve essere superato. Anche i più grandi guardano la tastiera. Ma solo ogni tanto ed esclusivamente nei passaggi difficili con spostamento lungo l'asse del manico. Anche se non stanno leggendo. Personalmente, nel mio piccolissimo, e perlopiù leggendo, guardo raramente la tastiera. Un tempo lo facevo di più. Quando suono con altri guardo loro (es. direttore, pianista, ecc.) per percepire segni quali attacchi, dinamiche, ecc.
Maestri, questi complessati
Di maestri ne ho girati un pò ma soprattutto di gente che suona ne conosco tanta e se chiedi a ognuno di loro ti senti dire una cosa diversa. Stai dritto, stai piegato, tieni la mano cosa, le dita colà, suona in piedi, suona seduto, guarda/non guardare, etc... Sai che ti dico: pensa alla MUSICA!!! L'impostazione è importante nelle basi fondamentali, poi il resto, come non guardare la tastiera, si acquisisce col tempo. Senza contare che in alcuni passaggi a me piace un sacco guardare la mia chitarra "negli occhi". Fai bella musica, questa è l'unica cosa veramente importante, stai sicuro che se a fine concerto hai suonato coi controcaxxi nessuno verrà a dirti "ah bè però guardavi la tastiera", tutti ti invidieranno per quello che fai e nessuno farà caso a come lo fai. ;)
guitar virtuoso
Ciao!
Sono assolutamente d'accordo con te Badmirror.
Volevo solo fare un esempio:
http://www.riffinteractive.com/expguitar/JoePass1. htm
Paletta oltre l'altezza della spalla, cassa semi-rigirata all'in su e occhi puntati sulla tastiera.
Joe Pass può non piacere, ma non si può negare che era un assoluto "guitar virtuoso".
Poi di foto di chitarristi che guardano la tastiera o non rispettano la posizione "classica" mentre suonano ne trovate un'infinità, ma questa mi piaceva perché mostra tutta una serie di peccati veniali nell' "impostazione" del chitarrista.
Tuttavia sono convinto che l'impostazione "classica" sia la più comoda per suonare e sia fondamentale da acquisire per un principiante. Poi esiste anche un'impostazione "jazz" e non ho mai visto un chitarrista rock suonare seduto (Page, Townshend e Van Halen anzi si vedevano spesso per aria!). Per il resto, il non guardare la tastiera è importante per la nostra schiena non per il nostro modo di suonare o per la nostra musica. E in questo senso nella foto, fateci caso, Pass è ritto come un fuso: piega la chitarra a se stesso, non se stesso alla chitarra.
Ciao ciao!!
Re:guitar virtuoso
Thanks ;)
Per quanto riguarda Pass è un grande, ho la versione di summertime su acustica ed è da brividi, si sentono addirittura i suoi respiri di sottofondo che "seguono" le note e l'ispirazione, un grandissimo ;)
De gustibus!
Premesso che l'importante è suonare bene...
...se uno suona bendato o suona guardando il proprio strumento che male c'è per entrambi i casi?!? Ma siamo arrivati addirittura a queste seghe mentali?!? Io penso che un buon insegnante debba insegnare bene e basta! Poi se io ho voglia di guardarmi la chitarra mentre suono... ..beh, puo' comportare qualche scompenso?!? Sarà poi l'esperienza del chitarrista stesso che lo porterà ad un punto in cui conoscerà così bene la sua chitarra da non guardarla di sovente come prima. Non penso che su diteggiature molto difficili ci sia tanta gente che non da neanche un piccolo sguardo per assicurarsi che tutto vada per il verso giusto...
Il mio consiglio è: pensiamo a suonare e in modo corretto! Anche guardando sempre la chitarra, se necessario!!
Ciao a tutti.
Davanti allo specchio
Penso che questo sia un falso problema, mi sembra inutile obbligare una persona alle prime armi con la chitarra a non guardare la tastiera, è come imparare le poesie a memoria alle elementari, non serve a niente, io adesso conosco un sacco di poesie a memoria ma le ho imparate con il tempo, comprendendole e facendole mie.
Questo più o meno è quello che mi è successo con la chitarra, adesso riesco a fare passaggi relativamente complicati senza guardare la tastiera, ma è stato un processo che è durato anni. Ricordo all'inizio che anche guardando la tastiera per beccare un barrè ci mettevo una vita, e a cosa mi sarebbe servito stare mezzora a gaurdare fisso il muro mentre arranco per cercare le corde... mi sembra un metodo di insegnamento un pò alla Montessori, anacronistico e inutile!
Potrei consigliare una cosa che ha me serve tanto, quella di guardarsi allo specchio mentre si suona e concentrarsi su una della due mani a seconda del passaggio che si sta facendo. In questo modo non stai scomodo con la schiena arcuata per guardare la tastiera, e allo stesso tempo riesci a vedere quello che fai.
Ho detto la mia... ciao!
-- siM-One
<p>--
siM-One</p>
Ha ragione x'
basta fare una serata in un pub con la luce che li caratterizza (poca) e cosa fai, vai in crisi x' non vedi? Verrà quasi naturale, non guardare col passare del tempo e quindi acquistando padronanza sullo strumento, ma certo anticipare questo processo non fa certo male visto che ti costringerebbe ad acquisire una specie di "memoria" sulle posizioni della mano lungo il manico e questo non è affatto male.
Va bene, ma senza esagerare.
Secondo me suonare senza guardare la tastiera può essere un ottimo esercizio, però non credo sia giusto imporlo sempre e comunque ad un allievo alle prime armi, anche perchè il risultato può essere frustrante. Forse sarebbe più sensato suggerire all'allievo di suonare almeno dieci minuti al giorno senza guardare, lasciandolo poi libero di fare come meglio crede per il resto del tempo. Sicuramente saper suonare senza guardare è molto utile, soprattutto quando si deve leggere uno spartito, quindi almeno un po' di esercizio in quella direzione trovo giusto farla, senza però essere troppo rigidi, altrimenti si rischia di provocare disaffezione verso lo strumento. Un saluto a tutti.
Hamer-maniaco no.1 nonchè masottiano convinto.
Vagamente perplesso
Ha ragione qualcuno a dire che è un falso problema. Il vero in problema sta diventando più che altro la paura diffusa (e io credo ingiustificata) che alla minima uscita dagli schemi (es. quel dato musicista lo fa quindi per essere bravo lo devo fare anch'io senno sono un fallito) la nostra capacità musicale ne risenta con conseguenze nefaste. E ciò la maggior parte delle volte è ridicolo. L'impostazione musicale è qualcosa che ci si forgia a propria immagine e somiglianza ed anche per questo non sono molto d'accordo (haha..) con un sistema standardizzato di insegnamento, che uccida le nostre esigenze e il libero arbitrio necessario nel rapporto con lo strumento. Non voglio essere prolisso più del dovuto quindi mi limito per concludere a esprimere questa mia convinzione personale (condivisibile o meno) : il contatto fisico e visivo con la nostra chitarra è pressocchè fondamentale, la nostra passione e ciò che esprimiamo vibra attraverso essa e per trasmettere tutto questo credo che sia necessario instaurare un certo rapporto che si sublima attraverso lo sguardo. Non a caso grandi chitarristi molto espressivi (quali Page, Clapton, Gilmour anche quando canta) hanno un contatto visivo predominante con lo strumento. Lo sguardo vincola e trasmette emozioni (allo strumento, al pubblico, allo strumento che poi recapita al pubblico). I tecnicisti di solito non ne hanno bisogno anchè perchè, diciamolo, loro son bravi fin chè vuoi, ma in quanto a farti provare forti emozioni (che nn siano la nostra spalla lussata durante un pogo) ci devono ancora lavorare un po' su.. (piccola nota polemica :). E poi entra in gioco il fattore sicurezza già detto e cmq di scelta personale che ognuno è in grado di decidere con la propria testolina, o no?
Questione di Feeling
Ha ragione qualcuno a dire che è un falso problema. Il vero in problema sta diventando più che altro la paura diffusa (e io credo ingiustificata) che alla minima uscita dagli schemi (es. quel dato musicista lo fa quindi per essere bravo lo devo fare anch'io senno sono un fallito) la nostra capacità musicale ne risenta con conseguenze nefaste. E ciò la maggior parte delle volte è ridicolo. L'impostazione musicale è qualcosa che ci si forgia a propria immagine e somiglianza ed anche per questo non sono molto d'accordo (haha) con un sistema standardizzato di insegnamento, che uccida le nostre esigenze e il libero arbitrio necessario nel rapporto con lo strumento. Non voglio essere prolisso più del dovuto quindi mi limito per concludere a esprimere questa mia convinzione personale (condivisibile o meno) : il contatto fisico e visivo con la nostra chitarra è pressocchè fondamentale, la nostra passione e ciò che esprimiamo vibra attraverso essa e per trasmettere tutto questo credo che sia necessario instaurare un certo rapporto che si sublima attraverso lo sguardo. Non a caso grandi chitarristi molto espressivi (quali Page, Clapton, Gilmour anche quando canta) hanno un contatto visivo predominante con lo strumento. Lo sguardo vincola e trasmette emozioni (allo strumento, al pubblico, allo strumento che poi recapita al pubblico). I tecnicisti di solito non ne hanno bisogno anchè perchè, diciamolo, loro son bravi fin chè vuoi, ma in quanto a farti provare forti emozioni (che nn siano la nostra spalla lussata durante un pogo) ci devono ancora lavorare un po' su.. (piccola nota polemica :). E poi entra in gioco il fattore sicurezza già detto e cmq di scelta personale che ognuno è in grado di decidere con la propria testolina, o no?
Dipende cosa guardi!
In genere guardo parecchio il manico, ma spesso anche il body e la paletta perché mi accorgo di nuovi graffi e mi distraggo. Poi, puntualmente, suonando nei pub, ti si mette davanti la strafiga della situazione e la tastiera chi c..... la guarda più! morale della favola: Suonare nei pub pieni di figa aiuta!
vero
il tuo maestro ha ragione. se alzi lo sguardo hai il vantaggio che la tua mente è totalmente concentrata su un senso solo ossia l'udito e non è distratta dalla vista, ossia il cervello opera nella ricerca della nota tramite il suono e non la posizione sulla tastiera. Naturalmente non è una regola assoluta quindi puoi suonare bene lo stesso anche guardando, ma sicuramente ha un suo fondamento logico che condivido.
Non guardare, forse devi leggere.
Forse si intendeva il fatto che quando studi le note e i primi accordi o guardi lo spartito e suoni o guardi la tastiera e suoni una nota ogni 10 secondi. Ciao.