Il mondo degli amplificatori

di Pierangelo - accordiano #955 | 05 May 2008 @ 11:30 |
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L’attuale disponibilità di informazioni, su supporto cartaceo o via internet, rende a dir poco banale ogni trattato sul tema dell’amplificazione per chitarra. Nel tempo ho avuto il modo di rendermi conto del caos che alberga nella diffusione delle notizie tecniche in rete e nella conseguente confusione che si genera nell’utente, semplice appassionato o professionista in cerca di informazioni preziose. Questa rubrica vuole essere quindi un punto di sintesi, oltreché di analisi, sia per il neofita che per il chitarrista esperto, con l’intento di far chiarezza e divertire, donando spunti a chi vuole cimentarsi in soluzioni personali e personalizzate. Questa prima uscita, una panoramica globale sul materiale che abbiamo deciso di proporre, servirà a compattare le materie che tratteremo nel tempo.

Ma prima un po’ di schematizzazioni.

L’amplificatore per chitarra è formato da 3 sezioni necessarie:

  • Sezione preamplificatrice: la sezione in cui si generano i suoni, normalmente dotata di un unico canale, può avere la possibilità di creare più suoni attraverso l’uso di canali separati. Il segnale della nostra chitarra viene scolpito dall’equalizzatore e si decide il contenuto armonico dello stesso.

  • Sezione finale di potenza: la sezione di amplificazione vera e propria, trasforma il segnale proveniente dal preamp in un segnale di potenza capace di pilotare gli speakers. Fondamentale, ai fini della qualità del segnale, è il trasformatore di uscita e il tipo di valvole finali utilizzate (EL34, 6L6, 6550 ecc.), capaci di donare una caratterizzazione timbrica al suono.

  • Diffusore: se il compito del pick-up è convertire il nostro segnale acustico in segnale elettrico, è il cono a convertire di nuovo il segnale elettrico in segnale acustico e a far muovere l’aria che giungerà alle nostre orecchie. Sezione di fondamentale importanza, con le sue varie configurazioni distinguibili in base alla misura e alla marca dei coni, al numero degli stessi e alla struttura del cabinet che li ospita.

Si possono quindi tentare delle classificazioni in modo convenzionale e dividere gli amplificatori per chitarra in 3 categorie, a seconda della tecnologia utilizzata:

  • Valvolari: utilizzano le valvole per amplificare il segnale e, in alcuni casi, anche per ottenere la saturazione. A tutt’oggi sono riconosciuti come superiori per le qualità timbriche, ma hanno due problemi fondamentali: il peso e l’inaffidabilità.

  • Transistor e ibridi: sfruttano la tecnologia a stato solido e hanno vissuto il loro acme tra gli anni ’80 e gli anni ’90, oggi superati dagli ampli digitali. Sono maneggevoli, perché molto leggeri, e discretamente affidabili.

  • Digitali: è l’ultima generazione di amplificatori, permettono una grande versatilità e una relativa maneggevolezza. Spesso sfruttano finali a stato solido, ultimamente anche a valvole.

All’interno di queste 3 grandi categorie possiamo distinguere altre famiglie, a seconda del formato utilizzato:

  • Stack: testata più diffusore esterno, la soluzione ideale per chi suona rock, grazie all’efficienza del sistema, soprattutto su alcune frequenze impossibili da ricreare con altri formati.

  • Combo: in questo caso l’amplificatore è contenuto da un unico mobile. Abbiamo quindi sezione preamp, sezione finale di potenza e diffusore in un una soluzione compatta e trasportabile.

  • Rack: oggi non più in voga come in passato, si basa su una misura convenzionale di 19”. In questo caso le 3 sezioni dell’ampli (preamp, finale e diffusore) sono separate e possono essere scelte dall’utente a seconda delle personali preferenze.

Anche se il discorso dovrà essere necessariamente approfondito negli articoli che proporremo, ho deciso di frazionare questi appuntamenti basandomi su un concetto di storicità tanto caro ai pragmatici chitarristi. Più che esporre gli argomenti prendendo spunto dalle invenzioni e intuizioni che si sono succedute nel tempo, sono partito dai nostri giorni, cercando di intuire quali sono i produttori e i prodotti che hanno fatto la storia, affermandosi come filosofia progettuale, costruttiva o sonora.

Ho individuato a questi fini quelli che chiameremo in modo amichevole i “Magnifici 7”, case produttrici che con la loro comparsa sul mercato hanno dato un impulso profondo al mondo dell’amplificazione e alla nostra musica. Peccato non includere tante altre marche storiche, ma non si poteva trattarle tutte.

  • Fender: parte tutto da qui. Leo Fender, in una miscela esplosiva di intuizione, competenza e attenzione al mercato, riesce a proporre prodotti che diventano presto il riferimento per ogni compagnia. Tanto che, lo possiamo affermare, l’amplificazione mondiale gli deve (praticamente) tutto. Gli ampli Fender sono generalmente associati ad un suono pulito di qualità, trasparente e con una buona dinamica. Anche se la produzione della casa di Fullerton sembra un insieme inestricabile di scatole cinesi, all’interno della grande famiglia possiamo distinguere le due sotto-famiglie più importanti: Tweed e Blackface. La prima si riferisce ai primi Deluxe e al Bassman di fine anni ’50 ed ha un suono pieno e ricco di armoniche, morbido, ma anche aggressivo, all’occorrenza. I concetti apportati da Leo Fender con questa serie hanno influenzato, e ancora influenzano, la stragrande maggioranza dei costruttori. La seconda famiglia, quella dei Blackface, è normalmente associata ad ampli quali Twin Reverb, Deluxe Reverb e Super Reverb. Il suono di questa serie ha fondamentali più solide, ma con le medie più arretrate; ottimo per i suoni puliti, ha ispirato i progetti della Mesa Boogie e di Alexander Dumble.
  • Vox: non abbiamo neanche una vaga idea di quanti ampli Vox siano stati registrati nei brani pop e rock che hanno accompagnato la nostra vita. La tradizione continua oggi con il suo modello più famoso, l’AC30, e il suono Vox è ancora sinonimo di suono british per eccellenza. L’AC15, nato da una idea dell’ingegnere Dick Denney è il primo ampli commercializzato dalla Jennings (JMI) sotto il marchio Vox nel 1958. Il fratello maggiore, l’AC30, arriva qualche anno dopo e trova la sua configurazione circuitale storica nel modello Top Boost. La caratteristica di questi ampli è essenzialmente dovuta ad una saturazione molto graduale e musicale, con una ricchezza di armonici rara, grazie anche alla meravigliosa risposta tonale dei coni Celestion in alnico. Spesso definito (in modo impreciso) ampli in “Classe A”, ha calcato i palchi delle band più importanti di sempre: dai Beatles ai Rolling Stones, dai Led Zeppelin agli U2.
  • Marshall: la voce del rock’n’roll. Nato come uno dei tanti imitatori degli ampli Fender è riuscito nel tempo ad imporre una voce propria, grazie anche alla componentistica allora disponibile sul mercato inglese: coni Celestion, trasformatori Drake e valvole EL34 Mullard. Il circuito dei primi Marshall è dichiaratamente ispirato al Fender Bassman 5F6-a del 1959, ma le idee apportate in seguito al mondo della chitarra elettrica hanno oscurato le origini da clonatore. Basti pensare all’idea di stack, con testata separata dal diffusore, nella famosa configurazione 4x12. Numerosi i modelli prodotti negli anni: Bluesbreaker, JTM45, “Plexi” 1959 e 1987, Major PA, serie JCM800, monocanale e split channel, serie Jubilee, serie JCM900, per poi arrivare all’attuale produzione. Il suono Marshall lo si può descrivere con una sola parola: Rock! Brillante, aggressivo ma pastoso, con una dinamica notevole e una pressione sonora mostruosa, soprattutto nelle serie ad un solo canale.
  • Hiwatt: fondata da un ex-dipendente della Sound City, David Reeves, la Hiwatt rappresenta una filosofia progettuale e costruttiva precisa. Massima affidabilità, qualità nella scelta della componentistica e cura nell’assemblaggio la rendono, insieme alle doti di dinamica e trasparenza sonora, un riferimento per ogni costruttore, prima ancora che per l’utente. Lo stesso Michael Soldano non ha mai nascosto la sua passione per la cura costruttiva di questi ampli. Per realizzare il suo progetto Dave Reeves decise di contattare Harry Joyce, esperto in cablaggi militari, e la Partridge, azienda produttrice di trasformatori, anche audio, di raffinata qualità. La scelta delle valvole finali ricadde sulle EL34, così facilmente reperibili in Inghilterra, e proprio questo va a testimonianza di come è possibile ottenere ottimi timbri clean anche da questo tipo di tubi. Dotati di una notevole definizione e completezza armonica, gli amplificatori Hiwatt, hanno una non comune capacità di rimanere puliti fino ad altissimi livelli sonori.
  • Mesa Boogie: Randall Smith, fondatore della Mesa Engineering, nasce come ennesimo clonatore Fender ma non tarda a proporre idee straordinarie. Prime fra tutte il Master Volume e il concetto di stadi in cascata nella sezione preamp. Grazie a queste intuizioni riesce a generare moltissima saturazione valvolare a volumi contenuti, cosa impensabile in precedenza, e la sua serie Boogie si propone come il primo ampli di nuova generazione, più versatile dei Fender e più utilizzabile dei Marshall, i quali necessitavano di volumi notevoli per poter saturare. La struttura dell’ampli si rifà alla serie Blackface, ma con uno stadio di guadagno in più e un controllo di Master Volume. Il suono è rotondo e solido sui puliti, morbido e ricco di sustain sui distorti. La struttura prevede 100w di potenza e un unico cono, con una compattezza rara. Peccato il peso… Nel tempo arrivano altri modelli, le serie Mark II (A, B, C, C+), Mark III e Mark IV, che si ispirano ed evolvono la celebre prima serie. Negli anni novanta un’altra rivoluzione, la serie Rectifier: ispirata ad un circuito in stile Marshall (e quindi Bassman 1959…), con soluzioni molto simili a Soldano ma con un suono completamente diverso, più rauco e scavato. L’attuale produzione discende dalle serie Boogie e dalle serie Rectifier.
  • Soldano: il maestro dell’high gain moderno. Nato come modificatore di Marshall e Mesa Boogie in quel di Seattle, si trasferisce nel 1987 a Los Angeles con il suo Dr. Science, ampli diventato poi famoso con il nome di SLO100. Riesce nel giro di pochi anni a diventare il riferimento per i chitarristi del periodo, le cui tecniche necessitano di molto gain e compressione. Ma propone il tutto con un gusto e un’attenzione per il “Tono” ineguagliabile, di qui la sua fortuna. Il circuito si sviluppa dall’unione di un circuito di derivazione Marshall (a far bene attenzione la sezione finale è identica ad un Bassman x 2) con le idee proposte da Randall Smith: Master Volume e stadi di guadagno in cascata. Diviene famoso anche per la produzione di apparecchiature a rack all’avanguardia: l’X88R, un preamp a 3 canali indipendenti derivato dalla sezione preamp della SLO100 e l’X99 Caswell, preamplificatore con potenziometri motorizzati, idea semplicemente meravigliosa anche se necessariamente costosa. Sono gli anni delle customizzazioni estreme e sulla scia di Soldano divengono famosi alcuni modificatori di talento: Bruce Egnater, Reinhold Bogner, Bob Bradshaw e la sua Custom Audio, tanto per citare qualche nome.
  • Dumble: il “mito” nasce grazie allo straordinario talento di questo modificatore di amplificatori: Alexander Dumble. L’idea parte dal circuito Blackface/Silverface, cui viene applicato un controllo toni in stile Vox (ma con controllo dei medi, più qualche “trick”) e il concetto di stadi in cascata reso celebre dalla Mesa/Boogie. Il suono pulito del suo modello più famoso, l’Overdrive Special, è molto dinamico e brillante, schioccante sotto le dita, estremamente adatto al blues. Il canale distorto, generato da un overdrive station in cascata al canale pulito, risulta morbido e ricco di sostegno, ma meno compresso rispetto ad un Boogie, con una notevole sensazione di pienezza sonora. Ottimo per il blues e la fusion, risulta meno adatto al rock duro. Sommo rappresentante dei costruttori di amplificatori “boutique”, Alexander Dumble deve la sua fortuna ad un innato talento per il bel suono e ad una singolare idea di marketing, dovuta probabilmente al suo carattere un po’ particolare, che lo ha reso estremamente desiderato sia tra i professionisti che tra gli aspiranti tali.

Spero che questo primo articolo sia stato spunto di curiosità ulteriore, ci vediamo alla prossima uscita in cui tratteremo un tema fondamentale: la preamplificazione.

Nota della Redazione:

Presentare Pierangelo è una cosa praticamente inutile. Probabilmente uno degli artigiani più amati e conosciuti del bel paese il cui stand a SHG molto spesso è preso d'assalto dai patiti della valvola (e si sente!!! :-)). Frequentatore incallito dei Grappa Guitar Camp, compagno delle ore piccole dove prima di andare a ficcarsi dentro al sacco a pelo è impossibile non scolarsi un'ultima grappa parlando di gnocca, Pierangelo è uno dei massimi esperti di amplificatori che io conosca. Annoverarlo nella redazione è ovviamente un piacere personale oltrechè un onore. A partire da questo primo appuntamento metteremo a nudo il mondo dell'amplificazione per imparare a saperne tutti un pò di più e riuscire a districarsi con maggior disinvoltura anche fra gli aspetti più tecnici ed ostici dell'argomento.

Jurgen

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Tutti i commenti

  • Chi ben comincia....
    di flex1979 - accordiano #10511 | 05 May 2008 @ 12:34
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    rozzezza è mezza bellezza
  • Magico
    di alberto - accordiano DOC #3 | 05 May 2008 @ 12:51
  • Bella lììì
    di guitarlory - accordiano #1166 | 05 May 2008 @ 13:01
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    Lory - Grappero Forever

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  • Mica vero!
    di smilzo - accordiano #428 | 05 May 2008 @ 13:21
  • Fondamentale.
    di CHARLIE - accordiano #1047 | 05 May 2008 @ 13:37
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    <i>AAHHYAAKK!</i>
  • Come sempre...
    di jurgen - accordiano DOC #1405 | 05 May 2008 @ 14:26
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    Luca
  • Ringraziamenti
    di Pierangelo - accordiano #955 | 05 May 2008 @ 14:43
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    • Re: Ringraziamenti
      di conternet - accordiano #1936 | 06 May 2008 @ 12:40
  • Grazie
    di SteveRV - accordiano #14271 | 05 May 2008 @ 16:02
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    "Ok ragazzi, questo è un blues con riff in Sì, per
    • Re: Grazie
      di Pierangelo - accordiano #955 | 06 May 2008 @ 09:10
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      • Re: Grazie
        di Pearly Gates - accordiano #12346 | 25 June 2008 @ 10:49
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        Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
        • Re: Grazie
          di Pierangelo - accordiano #955 | 25 June 2008 @ 11:08
          --
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      • Re: Grazie
        di Politicalamity - accordiano #4856 | 06 May 2008 @ 14:11
  • Complimenti
    di Giulioo - accordiano #14065 | 05 May 2008 @ 16:18
    --
    <p>Giulio</p>
  • aspetto il seguito
    di gna - accordiano #13055 | 05 May 2008 @ 16:32
  • Andiamo al sodo..
    di Tom Anderson - accordiano #2700 | 05 May 2008 @ 18:33
  • Impressionato
    di Maieutica - accordiano #3754 | 05 May 2008 @ 23:33
    --
    ZZ Train - Shaven ZZ Top Tribute Band
  • Combo vs stack
    di molokaio - accordiano #13517 | 06 May 2008 @ 00:42
    • Re: Combo vs stack
      di Pierangelo - accordiano #955 | 06 May 2008 @ 09:07
      --
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  • Sempre il meglio
    di nebu - accordiano #9725 | 06 May 2008 @ 08:44
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    <p>Ivan &quot;nebu&quot;</p>
  • Alimentazione
    di Masterburner - accordiano #14465 | 06 May 2008 @ 11:16
  • Boutique o non boutique?
    di smilzo - accordiano #428 | 06 May 2008 @ 14:34
  • Suoni distorti eccellenti in una stanza
    di stampante - accordiano #12510 | 06 May 2008 @ 16:39
    • Re: Suoni distorti eccellenti in una stanza
      di ilcecca - accordiano #12674 | 06 May 2008 @ 17:51
    • Re: Suoni distorti eccellenti in una stanza
      di guitarlory - accordiano #1166 | 06 May 2008 @ 16:58
      --
      Lory - Grappero Forever

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  • mi sento piccolo
    di feloi - accordiano #14193 | 06 May 2008 @ 17:46
    --
    sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?

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  • Complimenti e rilancio diplomatico
    di ricciolo2390 - accordiano #13950 | 06 May 2008 @ 21:59
  • Oscar alla divulgazione
    di robogg - accordiano #204 | 10 May 2008 @ 13:48
    --
    <p>Roberto Oggionni</p>
  • a quando il primo ar
    di anton90 - accordiano #13082 | 09 June 2008 @ 10:34
  • ciao Pierangelo
    di tele74 - accordiano #16591 | 26 June 2010 @ 18:01

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