thedog scrive "Ciao a tutti. Da quattro o cinque anni ormai mi trovo a girare e rigirare tra le mani un misterioso strumento a sei corde. Sono un'autodidatta, un po' per scelta, un po' per tempo, un po' per necessità economiche. Il guaio è, secondo me, che 4/5 anni anni da autodidatta valgono 2 anni di un normale studente di chitarra seguito costantemente da un maestro. Ho preso solo poche lezioni, seguivo già bene il tempo, avendo iniziato come cantante, e ho ricevuto poi un'infarinatura di accordi, scale maggiori, minori e pentatoniche e via, nel mondo della musica. Già, e poi? Dopo qualche tempo passato studiando abbastanza assiduamente sono riuscito a mettere insieme voce e chitarra, ed era già qualcosina, ma non mi bastava. Da un annetto circa sto provando a sviluppare la mia tecnica in modo da diventare un solista almeno accettabile, ma sono francamente spaesato. Tutti i miei chitarristi preferiti (Gilmour, Rothery, Healey, Gibbons, etc) mi sembrano irraggiungibili, o per tecnica o per un uso altamente professionale degli effetti)e inoltre un tremendo quesito mi paralizza, è meglio concentrarsi sui "grandi" e copiarne suono e tecnica nei minimi particolari, o sviluppare un proprio stile e dei propri suoni?"
La dura vita dell'autodidatta
di thedog
- accordiano
#1305 |
10 January 2004 @ 16:03 |
0
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All by my self!
Indubbiamente l'originalità è un elemento importantissimo per un chitarrista, anche se chi di tutti noi non ha mai cercato (o ancora cerca di emulare il proprio guitar hero?). Credo che il copiare spudoratamente uno stile e un suono di qualcuno non sia il massimo però, se costituisce una fase di passaggio, può aiutarci nel costruire il nostro suono e i nostri fraseggi, basta che poi si isa in grado si raggiungere una propria personalità nelle performance in modo tale da non risultare una brutta copia di qualcun'altro, si perché non si è mai fedeli all'originale... Cmq secondo me è meglio cercare un proprio suono e un proprio stile! Ciao! Lorenzo.
...Blues is the sound which brings you to heaven... ...It's the sound of reality and unreality...
<p>... blues is the sound which brings you to heav
Amici ed esperienza
Ciao, io al contrario di te sono sempre stato seguito da maestri che cambiavo a seconda della strada che volevo prendere (musicalmente). Quando iniziai, io avevo le tue stesse "paure", e forse una in più: non ero capace di tirare giù canzoni ad orecchio, ma non perchè non ero portato, solo che per trovare 3 accordi potevo metterci una giornata perchè dopo il primo passavo per tutte le tonalità, tutti gli accordi che conoscevo fino a che non trovavo quello giusto. Fu li che un' amico musicista mi disse: "porta pazienza, vedrai che più maturi più farai in fretta." Così è stato!!! Adesso ci metto la metà della metà della metà etc etc, anche perchè ho imparato a conoscere i gradi degli accordi e come più o meno girano... certo, ci sono eccezioni e se poi esci dal rock o dal pop e ti aggiri in territori jazz, samba etc allora ne vedi delle belle; però anche li è tutta questione d'esperienza. Anche per gli effetti è stata la stessa storia, sul primo non ti rigiri poi, sempre per quel che mi riguarda, a vedere amici, maestri e musicisti conosciuti magari in un locale cominci a prendere confidenza, magari copiando settaggi pari pari che poi cambierai mano a mano che ti farai esperienza. Non avere paura di domandare a persone o amici come funziona il chorus o il delay, se sono veri artisti (nel senso umano della parola) non avranno paura, anzi si sentiranno, secondo me, lusingati nell'aiutarti. Io una delle ultime volte che ho suonato avevo 4 o 5 ragazzi che mi chiedevano il funzionamento della mia pedaliera o come mai usavo la tele in certe canzoni piuttosto che la gibson; mi sono sentito molto onorato e gasato al tempo stesso, tra me e Steve Vai in quel momento non c'era differenza. Ho sempre avuto la fortuna di trovare persone gentili e disposte ad aiutarmi. Quindi, riepilogando, NON AVER PAURA A DOMANDARE AD AMICI O PERSONE PIù PREPARATE, non farai mai figure di merda e non passerai mai per pivello, ma come uno disposto a migliorare la propria posizione di strumentista. Figure di merda le fai quando magari chiedi: "Cavolo come fai ad andare così veloce, c'è un trucco che dovrei sapere?" Ho sentito pure domande come queste!!! In bocca al lupo.
Ste-low
Re:Amici ed esperienza
Condivido tutto tranne l'affermazione: Figure di merda le fai quando magari chiedi: "Cavolo come fai ad andare così veloce, c'è un trucco che dovrei sapere?"
Perchè, non è cultura musicale pure questa? Non credi che ci possano essere degli accorgimenti che un neofita potrebbe aver interesse a conoscere? Sai che per esempio Kee Marcello suona le parti plettrate veloci tutte in outside picking ed evita invece l'inside? Similmente quanti si chiedevano come facessero Van Halen o Gambale? oggi però tapping e sweep sono conosciuti da chiunque, praticati da tanti; ci si doveva vergognare di chiedere come facevano? e l'hybrid picking dei chitarristi country, ripreso quindi da Garsed e soci? Anche sentirsi dire "io alterno sempre" può essere fonte di risoluzione di difficoltà per un chitarrista + o - "in erba" (e con ciò non mi riferisco solo ai chitarristi reggae :^)! Non c'è solo il talento per la velocità, c'è anche lo studio e il "trovare il proprio metodo" cioè quello che funziona individualmente!
Re:Amici ed esperienza
Hai ragione pure tu però, colpa mia che non ho specificato, come trucchi non intendo il modo di plettrare, anche perchè io non sono un fan dell'alternate picking, se non che per esercizio; io uso una combinazione di plettrate e legature che mi consentono di ottenere un mix tra i suoni plettrati e legati, in più scendo/salgo di corda con plettrata continua. Il fatto è che mi chiedono se il segreto sta nel plettro che uso o cose simili... io più che dire che l'esercizio costante è il segreto, che basta anche un'ora al giorno di scale a velocità crescente ma fatta bene con la testa per vedere i risultati in tempi ragionevoli non so che cosa dire... spesso mi sento rispondere che loro non hanno voglia e preferiscono cose di uso più immediato, cercando una scusa che gli sconti le ore di studio, che poi la ricerchino nel "particolare set up" o nel plettro X il succo non cambia. Oramai mi sono stancato di ripetere qst cose a chi non vuol sentire la verità, ma cerca strade corte e dritte. Ed ho scritto così nella risposta del post perchè solitamente chi mi chiede trucchi sulla velocità non ha voglia di applicarsi (forse li becco tutti io!!!), se vedo che c'è chi è veramente interessato sono il primo a "svelare" le mie strade che uso. A volte a fine serata mi sono messo a far vedere esercizzi o pezzi di assolo a delle persone che mi chiedevano di mostrargli la diteggiatura che io uso o la spiegazione di un passaggio un po' complicato; ma credimi sono veramente in pochi. Ciao
Ste-low
Re:Amici ed esperienza
Allora ho capito, ti chiedono il colore del plettro o dell'ampli :^) Capisco cosa vuoi dire, mi spiace se ho frainteso ma io "ce l'ho" con quelli che ce l'hanno con la tecnica o la velocità, pur non essendo io un "endorser" in senso assoluto di queste cose. Io ho avuto molte difficoltà per la mano destra e pensavo che in effetti "gli altri" avessero un trucco o roba del genere; ed in effetti ho poi superato queste difficoltà con un "trucco" (o tecnica, se vogliamo) simile a quello adottato da Kee Marcello (v. post precedente). Per il resto anche a me piace mixare plettrati e legati!
Re:Amici ed esperienza
Vai tranqui, non c'è problema, però vorrei avere delle delucidazioni sul "trucco" di Kee Marcello, per non levare spazio al post originale t'invio la mail, così mi spieghi con calma anche perchè non ho idea dell'inside/outside picking... nessuno è perfetto. Ciao
ste-low@libero.it
Non ti scoraggiare!
Effettivamente la via dell'autodidatta può essere più faticosa, però ci sono tanti chitarristi leggendari che non hanno preso una sola lezione, quindi non ti scoraggiare e continua per la tua strada: se ci metti impegno e passione i risultati non tarderanno ad arrivare. Magari compra qualche metodo (meglio se di quelli con video allegato) per facilitare le cose. Per quanto riguarda poi il fatto di trarre ispirazione dai tuoi chitarristi preferiti, credo sia perfettamente normale, in fondo il proprio stile lo si matura con il tempo, e all'inizio della loro carriera anche i grandi che hai citato avranno avuto dei modelli di riferimento, quindi non preoccuparti e suona più che puoi! Ciao
Hamer-maniaco no.1 nonchè masottiano convinto.
Continua
Ciao
sono stato anch'io autodidatta per tanti anni, ma poi ho deciso di prendere lezioni. La differenza si sente. E' un problema fondamentale di "trucchi e esperienza", ovvero spesso sui libri, su internet sono spiegate le regole in modo asettico, mentre i nostri eroi, forse perchè molti si sono fatti da sé usano diteggiature diverse dai manuali. Risultato che si suda per ottenere certi fraseggi e poi quando da un video o da un maestro scopri come invece il nostro eroe procedeva viene da mangiarsi il plettro. Un semplice consiglio, cerca di concentrarti sui fraseggi e poco sugli effetti per non "distrarti". Se riesci a trovare delle basi (le puoi creare anche tu con batteria elettronica e accordi) prova a mettere in pratica costantemente tutto quello che sai, provare a spostare un riff in varie posizioni e diteggiature. Comunque un buon insegnante aiuta a risparmiare tempo ed energie questo è certo.
Ti auguro tanta bella musica e tieni duro. Ciao, RicoBlues.
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
Ahhhh finalmente!!!!
Finalmente un topic in cui sono tra i più ferrati!!! :-) Ciao thedog! Ti parlo dall'alto (ma sarebbe meglio dire dal basso) di 12 anni di auto-didattica o di auto-non-didattica. Per prima cosa ti dirò che, a mio parere, l'equazione 4 anni da autodidatta = circa 2 anni dal maestro può valere (ma non è detto) soprattutto all'inizio. Purtroppo man mano che vai avanti questa equazione peggiora ulteriormente per noi poveri autodidatti. Cominciano ad arrivare cose che non riesci a capire intuitivamente in un batter d'occhio come all'inizio. Gli esercizi di scioglimento che hai sempre fatto non ti servono più a nulla, anzi cominciano a dare il risultato opposto, e da solo non sei più in grado di "inventare" un esercizio che vada oltre le tue capacità tecniche e che ti permetta realmente di migliorare. E questi sono solo alcuni aspetti. Di sicuro da un certo punto in poi hai bisogno di un aiuto (metodo, amico, maestro etc...). Un'altra cosa da fare assolutamente è spaccare i cog..oni a tutti i chitarristi che ti capitano a tiro. Ognuno di loro ha qualcosa da insegnarti, anche se lui suona da un mese e tu da 12 anni! Però l'autodidattica ha i suoi pro. Uno su tutti la creazione dello stile personale. Qualunque maestro, inevitabilmente, finisce per indirizzarti verso il SUO stile e il SUO modo di suonare o, nella migliore delle ipotesi, ti da un bagaglio tecnico-armonico-culturale che tu dovrai comunque imparare a sfruttare da solo secondo il tuo gusto. In questo senso un autodidatta è avvantaggiato perché, senza neppure accorgersene, forgia il suo stile dal giorno stesso in cui imbraccia la prima chitarra. Molto probabilmente avrà un impostazione sbagliata (non è il mio caso ma ho solo avuto culo), una tecnica "bizzarra", ma di sicuro uno stile apprezzabile (nel suo piccolo...). Suono da 6 anni con lo stesso chitarrista. Io, come detto, sono autodidatta da 12 anni, lui ha cominciato 7 anni fa e ha quasi sempre studiato da vari maestri (musicisti Jazz soprattutto). Inutile dire che tecnicamente c'è un abisso, lui è più veloce, più pulito, più preciso e più consapevole di quel che suona. Ma è anche molto più "freddo" di me. Più di una volta è capitato che chitarristi mooolto più bravi di lui e, a maggior ragione, più bravi di me, ascoltandoci insieme, facessero i complimenti a me per lo "stile". Oltretutto è una cosa che lui stesso ha notato e sulla quale sta lavorando da circa un anno, e da circa un anno non va da alcun maestro. Risultato: è un po' regredito tecnicamente (ma non ci metterebbe molto a tornare in forma) ma, secondo me, il suo sound ne ha guadagnato enormemente. A conti fatti io direi: maestro sì, ma con parsimonia, arriverà comunque il momento dello "svezzamento"... Ciao, C
inutile e dannoso stare dietro ai guitar hero...
Per me uno dovrebbe avere un chitarrista di riferimento da prendere solo come spunto, non come icona o idolo da copiare e osannare. So solo che da quando ho capito quale era il mio -io- chitarristico sono riuscito a migliorare come tecnica e suono ma soprattutto adesso quando suono sento che quello che esce dall'ampli è mio anche se è meno bello (solo gusti) di quello che suona il mio chitarrista preferito!.
<p>
<a href="http://enzo85.altervista.org/">Enzo85
I miei consigli
Copia da tanti, non da uno solo. Come ha già scritto qualcuno qui, non avere idoli ma riferimenti o apprezzamenti verso qualcuno.
Non pretendere di fare tutto, col tempo capirai cosa ti piace veramente. Sì, a me piacerebbe esser capace di suonare qualsiasi cosa, anche il jazz, ma col tempo ho trovato i miei limiti, alcuni li ho superati e sto sviluppando quello che mi piace e per cui sono ferrato; non sarò mai un bravo jazzista, perchè non ascolto jazz!
Se suoni in maniera diversa dagli altri, non è detto che sia sbagliato, molti autodidatti hanno trovato approcci rivoluzionari per caso, vedi Van Halen per il tapping, Garsed per l'hybrid picking (ripreso dal country e dallo stduoi della chitarra classica, ha notato che il medio della destra voleva "intervenire" :^), B.B. King per il bending (siccome non sapeva usare il bottleneck)!
Cuore tanto cuore
Cerca il tuo stile, non stare troppo dietro ai guitar hero, perche' quelli sicuramente passeranno e tu cambierai gusti. Cerca di utilizzarli come una guida, scegli da loro quello che ti piace di piu' e fallo tuo: con i suoni diversi, con il modo diverso di interpretare, etc. Rendi tue anche le cose di altri, che siano amici, maestri o altri chitarristi. Cerca frasi nuove che siano solo tue magari cantale prima in testa e poi buttale sullo strumento. Tutto questo puoi farlo ascoltando e ascoltandoti (soprattutto!). Se vuoi solo sviluppare la tecnica e' come la ginnastica fanne un tot al giorno, ma non troppa! Raccogli tutti i consigli e poi scegli i migliori,sei tu che devi svilupare il tuo stile, non diventare la copia di nessuno.
Ma SOPRATTUTTO fai tutto col cuore e con l'anima! Il suonare diventera' diverso per te e poi anche per chi ti ascolterà.
scusami
ma non sono per niente in accordo su quello che hai scritto , e cioè che 4 anni da auto didatta sono come due anni con un maestrao. Secondariamente ritengo che prima di tutto non bisogna imitare o creare qualche cosa di originale a livello di suono o sonorità, al contrario bisogna conoscere lo strumento, la tecnica e la musica, al fine di sfruttarne a pieno tutte le potenzialità. Un maestro è in grado con uno sguardo di correggerti un difetto che da solo non saresti in grado neanche di riconoscere. Ciao
<p> Gianca</p>
A proposito di autodidatta...
ciao,io sono per un certo punto di vista autodidatta e per un altro no... cioè studio al settimo anno di chitarra classica al conservatorio e per conto mio da ormai quattro anni suono l'elettrica... volevo chiedervi:qualcuno puiò consigliarmi un buon metodo per migliorare la velocità sull'elettrica? Anche perchè avendo la base classica io suono proprio a mio modo, ovvero riesco ad andare tutto sommato veloce ma faccio tutto il più possibile legando con la mano sinistra...si,uso il plettro, ma appena posso vado avanti a legati più veloci che posso.... Magari acquistando velocità con un buon metodo usando anche il plettro posso trovare sicuramente nuove sonorità e probabilmente anche più velocità!
<p> --- Stefano ---</p>