Chianti in musica '08: Il suono Italiano dal secolo XVII a oggi

di martaueca20131 - accordiano #14730 | 10 May 2008 @ 08:39 |
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Melodia, fraseggio, cantabilità, pronuncia, espressività, naturalezza: sono solo alcune caratteristiche che nei secoli hanno identificato la musica vocale e strumentale italiana, sia nelle parole e nei trattati degli stessi compositori italiani, sia nell’ammirazione di musicisti e dilettanti di tutto il mondo. Il paese del melodramma ha un suo “suono” non solo vocale, che mutua dalla voce umana l’espressività di ogni strumento in ogni epoca musicale.

Il corso affronta la letteratura musicale da questo particolare punto d’osservazione, che per affinità o contrasto coinvolge tutta la musica occidentale. Il repertorio privilegiato, ma non esclusivo, delle masterclass è dunque quello italiano di tutte le epoche. I docenti sviluppano il loro lavoro secondo tre grandi aree artistiche/didattiche: il grande repertorio, il virtuosismo strumentale e la cosiddetta “impostazione”, ovvero il rapporto tra l’esecutore e la fisicità dello strumento, con un’analisi delle posture strumentali attraverso i secoli.

Il suono italiano venne praticato sin dal passato, come per tutti gli strumenti, anche nel repertorio per chitarra. Trattati “sulla chitarra spagnola” (come quello di Gaspar Sanz del 1684) evocavano in realtà lo stile italiano. Così pure, nella letteratura per chitarra di ogni epoca e paese, tra cascate di note e ritmi trascinanti, emergono oasi di poesia in cui prevale l’emozione estatica per la semplicità di una linea, per un suono cantabile di tipo italiano. Flavio Cucchi guida gli studenti alla ricerca di questi momenti di intensa e lenta passione anche all’interno dei pezzi più virtuosi.

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