Ben ritrovati! Continuiamo la nostra panoramica sui pickup humbucker con quel che riguarda i collegamenti possibili delle bobine. La struttura di un humbucker, come abbiamo visto in precedenza, consta di due bobine gemelle, dalla polarità magnetica e dalla fase elettrica inversa l’una rispetto all’altra, assemblate in tal modo allo scopo di eliminare i disturbi e far passare un segnale esente da interferenze. Ogni singola bobina è costituita da un avvolgimento di conduttore in rame che ha un inizio ed una fine definiti tali solo per convenzione (i terminali “Hot” e “Cold”), in quanto sono in realtà perfettamente intercambiabili. Il loro collegamento a massa o al circuito, infatti, determina semplicemente la fase elettrica del segnale generato.
Gli humbuckers in circolazione sono di norma a due, tre o quattro conduttori. Questo significa che nonostante siano sempre dotati di quattro terminali, non sempre essi sono lasciati uscire tutti singolarmente dalla struttura del trasduttore.
SERIE
Il normale collegamento di un humbucker in serie prevede che la prima bobina sia collegata “in cascata” alla seconda: i due terminali vengono così saldati ed isolati dal circuito.

Dal pickup possono uscire solamente il terminale “hot” e il “cold”, mentre i due terminali saldati restano all’interno della struttura. Questa è la soluzione adottata dai cosiddetti humbuckers a due conduttori, che rende il pickup immune dai disturbi e gli fa generare il classico timbro potente e scuro, non molto ricco di armoniche alte, come si può vedere dall’analisi dello spettro.

SPLIT
Se ai due terminali saldati e rimasti nascosti colleghiamo un terzo cavo in uscita, otteniamo un pickup a tre conduttori.

Questa soluzione permette di escludere dal circuito una delle due bobine (split), perdendo così la facoltà di eliminare i disturbi, ma trasformando allo stesso tempo il pickup in qualcosa di abbastanza simile ad un singlecoil. Tale similitudine dipende dall’efficienza dell’humbucker, dal valore della sua capacità elettrica e da quello della sua induttanza, che sostanzialmente si dimezza. La perdita di volume è consistente, ma anche il cambio di sonorità si nota con evidenza, rendendo il suono del pickup meno potente, ricco di frequenze alte e più espressivo. Tuttavia, vuoi per la presenza fisica della seconda bobina (sia pure isolata dal circuito), vuoi per la posizione lungo il diapason della bobina che suona, spesso diversa da quella di un ipotetico trasduttore a bobina singola, non è facile ottenere un feeling da vero singlecoil da un humbucker splittato, che paga a seconda dei casi un prezzo più o meno percepibile in termini di resa dinamica e in colorazione timbrica. Nonostante questo, appare evidente dall’analisi come tornino presenti le armoniche più alte, grazie alla più estesa sensibilità della singola bobina, a fianco di una perdita di livello di uscita.

PARALLELO
Se ad ogni capo delle bobine corrisponde un terminale disponibili anche in uscita si ha un humbucker a quattro conduttori.

Questa configurazione risulta di gran lunga la più versatile, perché permette tutti i tipi di collegamento fin qui descritti, ai quali va aggiunta l’interessante possibilità del collegamento in parallelo. Si considerano in pratica le due bobine come due entità separate, quasi che fossero due singlecoils affiancati, collegandole entrambe contemporaneamente a massa e al circuito della chitarra. In questo modo si conserva la funzione di annullamento delle interferenze, pur perdendo comunque volume e presenza. Il suono resta appena meno ricco di armoniche di quello dato dall’esclusione di una bobina, quindi molto simile a quello di un pickup singlecoil, grazie al fatto che anche in questa configurazione il valore dell’induttanza diventa molto basso: questa modalità è dunque molto interessante dal punto di vista sonoro, sebbene venga utilizzata meno frequentemente rispetto allo split.

TEST AUDIO
Ecco due esempi della resa audio dei collegamenti che abbiamo descritto. Il primo sample mostra la differenza del livello dei disturbi nelle tre modalità di collegamento: SERIE, SPLIT, PARALLELO. Il secondo sample, invece, esemplifica la differenza di resa timbrica delle tre modalità sempre nello stesso ordine: SERIE, SPLIT, PARALLELO.
In entrambe le registrazioni la chitarra utilizzata è una Ibanez AS200 del 1988, pickup al manico (I-SPIRA Replica), registrata in diretta su PC da un POD 2.0 senza alcuna elaborazione successiva del segnale. Come sempre attendo le vostre domande.
Molto interessate
Re: Molto interessate
Luca Villani http://www.i-spira.com
Re: Molto interessate
Re: Molto interessate
Luca Villani http://www.i-spira.com
Re: Molto interessate
<br><hr>
free your mind and your ass will follow
split a single coil
Re: split a single coil
Luca Villani http://www.i-spira.com
Re: split a single coil
Luca Villani http://www.i-spira.com
link
Secondo link
<p>
Ora che ho perso la vista, ci vedo di più...</
Grazie, Luca ... i t
raw
Re: Grazie, Luca ... i t
Luca Villani http://www.i-spira.com
10 e lode!
<p>
Ora che ho perso la vista, ci vedo di più...</
una curiosità
Re: una curiosità
Luca Villani http://www.i-spira.com
Re: una curiosità
Luca Villani http://www.i-spira.com
Salve... chi mi saq dare una hum risposta?
sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?
<strong></str
Re: Salve... chi mi saq dare una hum risposta?
Luca Villani http://www.i-spira.com
Re: Salve... chi mi saq dare una hum risposta?
sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?
<strong></str
complimenti Luca
Re: complimenti Luca
Luca Villani http://www.i-spira.com
Non si vede... :)
Alcune curiosità tecnice
... quelli che si innamorano della pratica senza s
Re: Alcune curiosità tecnice
Luca Villani http://www.i-spira.com
conduttori in abbondanza: il dually lace sensor
dubbio collegamento serie
aiuto!!