Microtilt, spessori e Barbra Streisand

di luke75 - accordiano #9072 | 01 June 2008 @ 14:08 |
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Ciao a tutti, ho visto di recente sul sito Fender che le american standard attualmente prodotte hanno il sistema micro-tilt. Dato che ho sentito dire che il sistema micro-tilt utilizzato negli anni '70 insieme al fissaggio a 3 viti dava parecchi problemi, mi chiedo se vi siano gli stessi problemi col sistema nuovo. Qualcuno ha avuto modo di provare queste nuove american standard, smontare il manico e regolarlo?
 
Risponde Alberto Biraghi: il Microtilt (inventato nientepopodimeno che da Leo Fender a fine anni '60) ha sempre suscitato (non totalmente a ragione) moti di indignazione e disgusto tra i cultori delle "buone vecchie Fender". In effetti le prime Stratocaster dotate di questo sistema di regolazione rapida dell'inclinazione del manico erano ciofeche pazzesche, il peggio nell'intera storia dell'azienda californiana. Questo "peggio" non era però dovuto tanto al microtilt, quanto all'orgia di tagli ai costi di produzione scatenata dai manager CBS messi in croce perché rientrassero dei 13milioni di dollari (del 1965, una roba da capogiro) versati a Leo. Vennero implementati metodi di produzione industriali, totalmente carenti dal punto di vista del controllo della qualità e della precisione (il controllo numerico era di là da venire) col risultato di produrre accoppiamenti corpo-manico più ballerini di Nureyev. Ma andiamo per gradi.
 
Il pallino di Leo
I tecnici CBS - manco a farlo apposta - presero l'idea di Leo e la realizzarono male, sputtanando il glorioso marchio che gestivano, ma Leo non fece lo stesso errore. Sia nell'epoca Music Man (1972-1979) sia in quella G&L (1978-1991) realizzò strumenti di altissimo livello qualitativo (ancorché non esaltante successo commerciale), che riuscivano a garantire una buona stabilità dell'insieme nonostante l'accoppiamento a tre viti e microtilt.
 
A COSA serve il microtilt
Il buon accoppiamento corpo-manico è determinante per l'action di una chitarra. Negli strumenti set neck (per esempio Gibson, Gretsch, PRS di alta gamma) l'angolo non è ovviamente modificabile salvo interventi invasivi, il che obbliga a realizzare i due componenti con la massima precisione nella zona dell'incastro. Fu anche (soprattutto) per rendere meno critica questa parte della costruzione (l'altro motivo era la riduzione delle operazioni di manutenzione, si cambiava il manico e via) che Leo ideò la chitarra con manico avvitato. All'epoca delle quattro viti, lievi difetti di produzione venivano corretti inserendo opportuni spessori tra corpo e manico, per aprire o chiudere l'angolo e ottenere una posizione corretta distanza tra corde e tastiera. Il sistema è tanto rudimentale quanto efficiente, soprattutto se l'accoppiamento è preciso e impedisce spostamenti spostamenti laterali. 
 
QUANDO serve il microtilt 
microtilt
Una sola volta (e spesso neanche quella, per fortuna) nella vita della chitarra. Punto. Le normali variazioni di action (per esempio quando si cambia calibro delle corde) si ottengono agendo sull'altezza del ponte, come per le set neck, non certo sull'angolo corpo manico. Insomma, chitarre che non vengano usate come clava in una rissa non necessitano di ulteriori regolazioni di questo assetto. 
 
A CHI serve il microtilt
Non ai musicisti. Se acquistano una chitarra nuova hanno tutto il diritto di ottenerla ben regolata. Se invece non lo è (per esempio in caso di acquisto di usato un po' malmesso), bastano una mezz'ora di lavoro e una striscia di plastica o cartoncino per risolvere il problema. 
Neppure ai liutai, per i quali il microtilt è niente più che un surrogato scadente della loro professionalità. Serve invece alle aziende, che adorano l'idea di risparmiare ore-uomo regolando gli strumenti con un giro di una vite, anziché con una serie di monta-smonta-controlla-rismonta. 
 
Tre e quattro viti
Non solo il microtilt non è utile al musicista, ma è anche controproducente ai fini della sonorità della chitarra. 
Critica e pubblico sono concordi nel rifiutarlo. Anzi, molti lo considerano la causa vera del tracollo Fender-Cbs. La dimostrazione? Le palettone a quattro viti 1966-1970 valgono somme ingenti, le tre viti di un anno dopo non se le fila nessuno (ualcuno dirà che è merito di Jimi, ma allora Ritchie, che suonava una tre viti, non conterebbe nulla). 
Altra osservazione: si replica tutto, in quest'epoca di riflusso decadente (perfino le chitarre inesistenti, come Gibson Moderne e noCaster Thinline), ma non il famigerato microtilt a tre viti, che compare solo su strumenti di basso prezzo per completare l'offerta verso ogni nicchia.
Va un po' meglio il microtilt a quattro viti. Nato alla fine degli anni '80 con l'American  Standard, è stato sdoganato dalla Stratocaster Eric Clapton (ma i prototipi non ce l'avevano). In effetti il microtilt-4-la-vendetta, pur conservando la sua totale inutilità per l'utente della chitarra, è messo in condizioni di non nuocere dalle tolleranze produttive minime garantite oggi dal controllo numerico. Manico e corpo delle nuove Fender si incastrano con precisione, gli angoli sono sempre corretti, di fatto l'oggetto è inutilizzato per la gran parte delle chitarre.
 
Perché il microtilt può essere una mezza SCIAGURA
Gli esperti sono sostanzialmente concordi nel considerare determinante ai fini di sonorità e sustain della chitarra un accoppiamento solido e compatto tra manico e corpo. E manco a farlo apposta il microtilt va nella direzione opposta. Se la sua azione non il contatto tra corpo e manico è normale, su tutta la superficie. Se viceversa uno ha la malaugurata idea di regolare l'angolo sfruttando il microtilt, il contatto tra le due componenti viene meno e resta limitato  a uno spigolo di legno e testa di una vite. Di fatto la superficie di contatto si riduce a pochi millimetri quadrati. Come mettere un ammortizzatore di vibrazioni proprio al centro dello strumento.
 
Ma allora?
Se si acquista uno strumento nuovo, bisogna assicurarsi che il microtilt non agisca, ovvero sia a zero. Per farlo basta infilare la chiave a brugola nel foro e provare a svitare: se la vite gira molle, va tutto bene, In questo caso - come detto - l'aggeggio non non servirà a nulla, ma neppure farà danno. Se viceversa svitando il manico si muove, è meglio  scegliere un altro strumento. 
Per uno strumento usato (Stratocaster 1971-1980, Telecaster Custom e DeLuxe, qualche basso, eccetera) fermo restando il discorso che è MOLTO meglio se il microtilt non serve perché le componenti sono precise, è chiaro che al cuore non si comanda (io per esempio amo teneramente le mie due Stratocaster 1980 Morocco red International e Siena Sunburst), uno si può innamorare anche di una racchia piena di feeling (tipo Barbra Streisand) magari con le gambe storte (assetto corpo-manico corretto col microtilt per non avere un'action insuonabile, tipo Egmond acustica anni '60). In questo caso la soluzione sta nel sostituire la funzione del microtilt con un caro vecchio spessore: 
- si smonta il manico (io evito di togliere le corde, monto un capotasto al primo tasto prima di smollarle così non si incasinano)
- si ritaglia uno spessore (se non ho di meglio uso la plastica di una busta di corde, in genere uno strato basta, ma possono volercene due) largo quanto la tasca del manico, alto 15 mm circa
- lo si fora in corrispondenza della vite del microtilt e di quella di serraggio
- lo si posiziona nella tasca col foro al posto giusto
- si appoggia il manico badando a non muovere lo spessore
- si serrano le tre viti di fissaggio
- si porta a intonazione
- si verifica che l'azione sia corretta (a me piace che le sellette stiano in alto così le viti di regolazione non sporgono e non grattano la mano)
- se tutto OK si suona, se l'action è ancora troppo alta si aggiunge un secondo spessore.
 
Per American Standard e derivati il discorso è identico,  cambiano solo i fori sugli spessori perché le viti di tenuta sono quattro anziché tre. 
 
 
PS: concludo con un pensiero riconoscente al mai abbastanza rimpianto Roberto Pistolesi, che non usava gli spessori, ma il "neck wedge", un cuneo di acero a forma della tasca della chitarra, che andava da spessore minimo ai decimi di millimetro necessari per un settaggio perfetto e un contatto totale, tutto di legno. Le sue chitarre - ovviamente - non ne avevano bisogno.  Grande Roberto.
Risorse




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Tutti i commenti

  • nessun problema :-D
    di Giniski - accordiano #14131 | 01 June 2008 @ 14:52
  • aggiungo...
    di Giniski - accordiano #14131 | 01 June 2008 @ 15:02
  • effettivamente
    di maicolp - accordiano #13546 | 01 June 2008 @ 15:15
  • Qualità Fender American Standard
    di stampante - accordiano #12510 | 01 June 2008 @ 21:49
  • Scusate l'ignoranza,
    di frank70 - accordiano #13263 | 02 June 2008 @ 11:54
    --
    Francesco
    • Re: Scusate l'ignoranza,
      di Chamade - accordiano #12922 | 02 June 2008 @ 18:24
      --
      Ciao
      Chamade
      • Re: Scusate l'ignoranza,
        di frank70 - accordiano #13263 | 02 June 2008 @ 19:14
        --
        Francesco
    • Re: Scusate l'ignoranza,
      di luvi - accordiano #3191 | 02 June 2008 @ 17:59
      --
      Luca Villani http://www.i-spira.com
  • ma insomma...
    di tushio - accordiano #3342 | 02 June 2008 @ 19:19
    --
    <p>tushio
    www.myspace.com/tushio</p>
    • Re: ma insomma...
      di alberto - accordiano DOC #3 | 03 June 2008 @ 08:17
      • Re: ma insomma...
        di andkemp - accordiano #5834 | 03 June 2008 @ 08:43
        • Re: ma insomma...
          di alberto - accordiano DOC #3 | 03 June 2008 @ 11:43
          • Re: ma insomma...
            di andkemp - accordiano #5834 | 03 June 2008 @ 14:37
            • Re: ma insomma...
              di SHENANDOAH1980 - accordiano #10847 | 05 June 2008 @ 13:35
        • Re: ma insomma...
          di jeff - accordiano #3107 | 03 June 2008 @ 09:25
  • A proposito di truss rod
    di Met - accordiano #5210 | 02 June 2008 @ 23:32
    • Re: A proposito di truss rod
      di alberto - accordiano DOC #3 | 03 June 2008 @ 14:49
  • Microtilt?
    di CHARLIE - accordiano #1047 | 03 June 2008 @ 12:11
    --
    <i>AAHHYAAKK!</i>
  • Ma allora...
    di Tyler Durden - accordiano #10062 | 04 June 2008 @ 10:34
    • Re: Ma allora...
      di brisky55 - accordiano #1574 | 04 June 2008 @ 14:18
      • Re: Ma allora...
        di Tyler Durden - accordiano #10062 | 04 June 2008 @ 14:51
        • Re: Ma allora...
          di rockit - accordiano #11557 | 04 June 2008 @ 15:42
          --
          Rivoglio il tasto preview!
  • Micro...che...???
    di Peterpanico - accordiano #9724 | 05 June 2008 @ 01:21
    --
    "Well, they say time loves a hero
    But only time w
  • Domanda per Alberto
    di sony - accordiano #17615 | 10 March 2009 @ 11:15

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