Nutshell scrive "Sono stato chiamato a fare un "provino" per un nuovo gruppo che fa cover miste tra Funky, tower of power.. Gli altri chitarristi che avevano fatto il provino con questo gruppo li hanno scartati perchè non avevano il "tiro" giusto, anche se tecnicamente erano molto preparati; io invece pur non essendo un mostro di tecnica sono stato nominato chitarrista del gruppo. Da qui ho cominciato a pensare e mi sono reso conto che tutti i ragazzi che suonano la chitarra che conosco sono sempre a studiare gli esercizi di tecnica, cercano di superare il muro del suono, credono di essere dei mostri perchè suonano Malmsteen, e poi quando si tratta di suonare qualche accordo in un certo modo si perdono in un bicchiere d'acqua. Dopotutto è comprensibile, non l'hanno mai fatto! Eppure in generale si suona prevalentemente parti ritmiche... non è un controsenso? Lo studio della tecnica predilige lo studio dell'improvisazione e del fraseggio lasciando completamente da parte lo studio della ritmica che è molto importante. Non vorrei generalizzare, ma la mia modesta esperienza mi da ragione."
I chitarristi sono fissati con gli assoli?
di Nutshell
- accordiano
#1115 |
06 February 2004 @ 09:01 |
1
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Giusto ma...
"Lo studio della tecnica predilige lo studio dell'improvvisazione e del fraseggio"
Tutto vero ma non sono completamente d'accordo con questa frase, per quello che vedo e sento lo studio "esclusivo" della tecnica spesso e volentieri taglia le gambe alla capacità di improvvisazione, molti tendono a usare sempre i soliti fraseggi su tutti i pezzi, magari cento, ma sempre quelli, difficili ma fini a se stessi. Io direi invece il contrario, che lo studio dell'improvvisazione porta con sè, in maniera a volte impercettibile, lo sviluppo della tecnica. Ciao ;)
---
sono d' accordo
Concordo con te amico, in certi contesti musicali il chitarrista virtuoso non serve; considerando che poi al giorno d' oggi in giro si suona quasi solo pop e rock covers, l' esigenza del gruppo è di avere un chitarrista che si incastri bene nella ritmica e che faccia dei soli brevi ma con la "zampata" giusta, che non significa suonare i 64esimi !! Esempi di chitarristi così ? Stef Burn ( Vasco ). Stef non è un supervirtuoso, è un grande professionista della chitarra, ha un suono grande come una casa e un tiro pazzesco; a me piacerebbe suonare così, non certo come Malmsteen !! ciao Pietro
Re:sono d' accordo anch'io ma
si è vero Stef Burn è un grande ma tu hai mai sentito Malmsteen suonare un pezzo senza i doveri imposti dal suo personaggio? Mi spiego meglio: sei sicuro che se suonasse con Vasco il concerto non ne guadagnerebbe? Secondo me sarebbe rischioso solo perchè a mettere due personaggioni sullo stesso palco si finisce col farli picchiare ma, altrimenti... La musica è anche spettacolo e spesso un personaggio fa ciò che vende, l'importante è essere di grado di poter fare tutto e Stef Burn non ha certo la preparazione tecnica per eseguire anche solo mezzo pezzo di Malmsteen e tu?
Re:sono d' accordo anch'io ma
Buongiorno amico,
mah guarda sinceramente ti dico, Malmsteen l'ho sentito solo sui dischi è senz' altro grandissimo ma il suo modo di fare musica non mi piace, stesso di casi per satriani tanto per fare un altro nome.
Mettendolo con Vasco secondo me non sarebbe in grado di suonare come Stef, e viceversa Stef non sarebbe in grado di suonare le cose di Malmsteen.
Io sicuramente le cose di Malmsteen non le so fare, penso però che essere un bravo chitarrista non vuol dire andare a 200 all' ora. Faccio un altro esempio, molti sarebbero in grado di suonare le cose di Santana xchè tecnicamente semplici, ma nessuno le fa suonare come lui.
Onestamente se potessi farmi un "download" della tecnica di Malmsteen sarei felicissimo, ma se mi fosse imposto di scegliere tra lui e Robben Ford preferirei Robben o Stef.
Grazie per aver risposto al mio commento ciao Pietro
Re:sono d' accordo
Concordo col fatto che ci sono chitarristi che pur non essendo degli axeman hanno un tiro micidiale (vedi Burn, B.May,R.Ford...) e che ci sono dei chitarristi che sono solo virtuosi (vedi Malmsteen e altri metallari) ma bisogna anche ricordare che ci sono dei chitarristi che sono entrambe le cose. Mi riferisco ai soliti Satriani, Vai, Allan Holdsword, Frank Gambale, Paul Gilbert e ultimamente J.Petrucci e Tony Macalpine. Siete sicuri che la tecnica non serve? Non ditemi che un blues di Satriani non è figo perchè ci sono troppe note! Ogni genere musicale ha le sue facce. E' questo il bello: si può suonare un buon blues con una pentatonica minore a ottavi e quarti o con variazioni modali a 32esimi.Il risultato può essere buono in entrambi i casi. Quindi non rifiutiamo il concetto di tecnica perchè ci fa comodo o per andare controtendenza rispetto ai guitahero degli ultimi tempi. Raccogliamo nozioni da tutti e facciomole nostre per suonare ciò che ci esce.Buona schitarrata!!!ciao
Re:sono d' accordo
Anch'io sono d'accordo. A volte senti assoli superveloci con milioni di note al secondo e dopo 2 secondi non ti ricordi cosa ha fatto poco prima! Mentre ci sono assoli di poche note che alla fine ricordi per tutta la vita! W gli autodidatti e coloro che non studiano!
Re:sono d' accordo
Non sono daccordo con la tua frase,studiare non vuol dire andare forte,colui che studia non è per forza quello che vuole suonare a 1000 all'ora,dietro lo studio della chitarra e ancor più della musica in generale c'è tantissimo da sapere.
Re:sono d' accordo
Io invece sono convinto che per suonare poche note fatte bene(scelta, tocco)durante un assolo molte volte si deve aver studiato o per lo meno suonato(ma non è anche quello studio, inteso come pratico?) di più di un velocista(talenti naturali a parte)
Re:sono d' accordo e non lo sono
Nel senso che sono d'accordo con tutti, cioè non importa se fai 10 note o ne fai 2 basta che quello che fai abbia un senso. Se mi fai 10 note di una scala in fila a 200 di metronomo sinceramente non mi smuove neanche un pò, idem per plettrati folgoranti, tapping, sweep e compagnia bella. Se però mi fai dieci note come wes montgomery o Barney kessel o pat martino gilmour o jeff beck o anche van halen per certe cose (uno dei pochi virtuosi che imho hanno un senso) allora applausi e standig ovation perchè stai suonando musica e non eseguendo bene un fraseggio o una determinata combinazione e intreccio di dita. Senza contare che per me i migliori non sono certo quelli che vanno su e giù sulla tastiera ma quelli che su un arpeggio pulito stanno un'ora e fanno sempre cose diverse. Ciauz ;) ----
Scusa Nutshell...
Ma non sono d'accordo con te. C'è da fare una distinzione semplicissima: c'è chi studia per andare su e giù per la tastiera (e fa esercizio fisico) e c'è chi studia perchè vuole diventare un chitarrista con i controca22i. Ne primo caso avrai solo scale, nel secondo avrai scale, ritmiche, teoria, e così via... Per fare uno studio completo devi,inoltre avere un insegnante (o un'autodisciplina molto forte) che sappia importi tutto ciò che c'è da fare, senza lasciarsi troppo trascinare. Cmq è verissimo che la ritmica è importante, ma studiare fraseggio e improvvisazione non è mica "useless", anche se nella musica moderna non sono molto apprezzati (grrrrr)..
Re:Scusa Nutshell...
Io non ho detto che studiare il fraseggio sia inutile!! Anzi, credo sia molto importante per acquistare scioltezza nei movimenti, e pulizia, ma allo stesso tempo credo che questo studio dovrebbe essere una piccola parte dell'universo da studiare sullo strumento. Comunque come ho detto prima, non posso generalizzare, ci sarà sempre l'eccezione a quello che ho detto, quindi accetto la tua critica con piacere.
Oltre gli assoli ci piace anche la f...
Io posso confermare che lo studio di tecnica per diventare delle mitragliette umane è una malattia diffusa. per molto tempo ho sempre cercato lezioni ed esercizi su come battere petrucci etc... Ho suonato per molti anni hardrock anni 70 (deep, zeppelin..) e il culto dell'assolo è stato sempre alla base del mio pensiero chitarristico.
Ora però "qualcosa è cambiato".
Ho formato un gruppo che è praticamente un tributo ai Red Hot Chili Peppers (vecchi e nuovi) e devo dire che nonostante l'odio e le critiche che leggo contro j.frusciante, mi diverto di più ora a suonare queste particolari ritmiche, a volte magari semplici, ma che comunque sono fondamentali nella canzone, che a spararmi l'assolo di Highway Star (con tutto il rispetto per il piu bel solo della storia del rock [a mio giudizio personale].
Credo che la ritmica se suonata con la giusta passione dia grandi soddisfazioni.
Entrambi
Sono d'accordo con te fenderino ma molti chitarristi esageratamente veloci poi alla fine non si rendono conto che non dicono praticamente nulla.... specialmente a chi ci suona insieme!!! Avete mai ascoltato almeno una volta nella vita Place in Line dei deep (LP who do we think we are)
,trovo sia da prendere ad esempio per qualsiasi chitarrista sia per l'assolo ma specialmente per la ritmica che secondo me è allo stato dell'arte!!! Mitico Ritchie!!!!
Ciao Nutshell!!!!
Hai detto cose giuste e chi ti scrive è uno che tecnica e velocità non le ha mai curate. Ma gli assoli... gli assoli... non me li toccate! Quando si apre il sito della Gibson esce (a volte) l'immagine di uno con la LP in mano e in basso una scritta: LYRICS. WASTED TIME BETWEEN SOLOS. :-)
secondo me...
...secondo me bastano due note al posto giusto senza bisogno di farne 41451401 alla velocità della luce. Poi oggi la chitarra rock è cambiata...pochi assoli,se non nessuno e grande ritmica.Io la vedo cosi'
Re:secondo me...
Grande ritmica? dove? i chitarristi rock di oggi fanno cagare sia a fare rirmiche che assoli,la buona chitarra è(a livello di novità discografiche) un lontano ricordo degli anni '70 e '80,i grandi chitarristi(Hendrix,Van Halen,Vai,Satriani,Robben Ford,SRV,solo per citarne alcuni) sono (o erano purtroppo) bravissimi sia nei soli che nelle ritmiche, a mio avviso esistono solo due tipi di chitarristi:quelli bravi(che fanno tutto e con gusto) e quelli meno (che fanno o poco o male) e lo studio è alla base di tutto,Hendrix anche se non è mai andato a lezione ha passato giornate intiere attaccato allo strumento,questo non è studio?
problema di fondo...
A mio parere il problema principale e' alla base del discorso...con l'avvento negli anni 80, dello shredding e del mito del guitar hero per alcune persone, soprattutto tra i giovani, la parola 'tecnica' ha assunto un significato strettamente legato alla velocita' d'esecuzione...io, e spero molti altri, intendo con tecnica, un insieme di cose che non si limitano al saper eseguire una certa scala ad una determinata velocita'...ho sempre considerato la 'tecnica' intesa come velocita' e basta una cosa molto meccanica e raggiungibile con un elevato esercizio da qualsiasi persona...la tecnica come andrebbe invece concepita e' il mezzo per esprimerci sullo strumento e racchiude tocco, timing, orecchio, feeling...e volendo...velocita'. Anche questa divisione tra feeling e tecnica separati come se una precludesse l'altra o come se gia il feeling non fosse parte integrante della tecnica di un chitarrista. Purtroppo questa piega che molti tra i piu giovani stanno prendendo nei riguardi dello strumento chitarra mi lascia un po perplesso...sembra spesso una gara infinita a chi arriva primo, a chi corre di piu...a snobbare a priori qualcosa che non si rifaccia ai canoni dello shredding e mi ritorna in mente una frase letta proprio qui su accordo che diceva "di questi tempi si giudica un chitarrista piu per quello che non sa fare che per quello che sa fare. Spesso c'e' una corsa al "saper fare un po di tutto'" io sono per un "farne una ma farla bene"
Re:problema di fondo...
Sono perfetamente d'accordo con te,qui ogni volta che si parla di queste cose si finisce sempre a feeling VS tecnica...basta! La tecnica è qualcosa di veramente molto generale e solamente nella chitarra rock significa velocità. Uno studio di chitarra classica sugli accordi è uno studio di tecnica,esattamente come uno sui legati. Accompagnare funky è espressione di tecnica come qualunque gesto sullo strumento:bisogna avere un buon controllo di mano dx,tra 16esimi e note stoppate, e una buona sx per i voicings e il release per il muting...non è tecnica questa? Chi non è in grado di prodursi in un buon accompagnamento è innanzitutto carente tecnicamente. Penso che questo pensare la possibilità armonica e polifonica del nostro strumento come secondaria e un po' da "sfigati" sempre secondi senza talento sia il dramma del nostro strumento, che ormai da qualche decenio è diventato prevalentemente un sax dei poveri...ma questa è un'altra storia...
ritmica lead
Per me chi fa solo ritmica è un musicista a pieno titolo, chi fa solo assoli è un mezzo musicista.
Possiamo citare B.B.King, ma non è propriamente un chitarrista, è un performer in quanto canta e usa la chitarra per rispondere alla voce.
Ai miei allievi insegno ritmica al 70%, anche se loro non ne sono entusiasti (almeno inizialmente). Chi dedica la maggior parte del tempo a fare scale rischia di studiare per anni una cosa inutile.
I soli di chitarra sono una minima percentuale di tutta la musica del mondo :)
Re:ritmica lead
"Possiamo citare B.B.King, ma non è propriamente un chitarrista, è un performer in quanto canta e usa la chitarra per rispondere alla voce"
si.. bonasera... :-) (sono anche io un propugnatore della ritmica.. ma bbking lassiamolo fare, o almeno critichiamolo con motivazioni piu' serie)
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re:ritmica lead
caspita, guai a chi nomina il Re invano :)
Io non volevo assolutamente fare critiche. Ho citato BB King perchè è un chitarrista che non fa mai accordi, e a quanto dice non li sa fare.Quindi è ovvio che senza un gruppo di supporto non esisterebbe. Che poi sia un grande chi lo nega.
Re:ritmica lead
Bah, permettimi su b.b.king, senza polemica, si chiamano bluesman non performer e sono chitarristi.
;)
Re:ritmica lead
Grrrr non mi toccate B.B.!! Se non è un chitarrista lui... beh allora ragazzi prendiamo armi e bagagli e lasciamo perdere tutto perché la musica è finita. Io l'ho visto dal vivo e vi assicuro che ogni nota è un brivido lungo la schiena. Che poi sia anche una grande voce blues, è una cosa in più che di certo non ne sminuisce le qualità chitarristiche. Il discorso del musicista a metà va bene, ma non applicato a gente come B.B., piuttosto ad uno come me. Io ho il suo stesso problema: vado niente male negli assoli e nei fraseggi (non sono un velocista, sia chiaro) ma sono così così sulle ritmiche (solo col blues). Il fatto è che i miei assoli non sono quelli di B.B.King e, quindi, non giustificano la mia carenza sulle ritmiche. Grande BiBiiiiii!!!! Ciao, C
perchè generalizzare?
mi sembra di leggere sempre più spesso qui su accordo frasi come "ormai gli assoli devono essere corti o inesistenti", oppure "la musica che si suona adesso non prevede assoli". sono strasicuro di non essere l'unico a storcere il naso leggendo queste cose. insomma cosa c'entra la moda con la musica?
vabbè ad un certo livello c'entra e come, ma questo dovrebbe essere un sito "tecnico" e la musica intesa come sviluppo e crescita di un gusto e una tecnica personale non capisco cosa abbiano a che fare con "quello che si sente oggi".
poi chi scrive ste cose, che ascolta? uan nescion uan stescion? io cerco di ascoltare molti tipi di musica, ma non faccio distinzione tra musica con assoli, musica con ritmiche o musica senza chitarra.
stessa cosa quando compongo qualcosa di mio: la scelta del tempo, delle ritmiche o degli assoli o della melodia ecc ecc dipende da quello che si vuole "dire", e in questo senso noi musicisti abbiamo a disposizione questa fantastica lingua universale, fatta di dialetti, neologismi, frasi fatte, luoghi comuni...
a proposito grazie per la gag comica di bbking che non è chitarrista ma "performer", ora mi ci faccio una maglietta.
<p>
---
felipe - <a href="http://box17.altervist
Re:perchè generalizzare?
***mi sembra di leggere sempre più spesso qui su accordo frasi come "ormai gli assoli devono essere corti o inesistenti", oppure "la musica che si suona adesso non prevede assoli"***
A me comincia a venire il dubbio che 'ste cose le scrivano quelli meno bravi a fare assoli.
Io credo che uno per definirsi chitarrista debba essere completo, cioè saper fare tutto, accompaganmento e soliste e magari saper usare elettrica, acustica e (perché no!?) classica.
E poi sta cavolo di diatriba sul suonare veloce o suonare con feeling! Perché chi suona veloce non può suonare anche con feeling?
Mah!
<i>AAHHYAAKK!</i>
Re:perchè generalizzare?
"A me comincia a venire il dubbio che 'ste cose le scrivano quelli meno bravi a fare assoli. "
puo' anche darsi... ma il fatto e' che sono quasi sempre i "non tecnicissimi" a fare la storia del rock (richards, gilmour, townshend, clapton, harrison, page ecc.) non i "vorrei essere segovia ma non posso allora suono il rocknroll" :-)
ovvero i "soprattutto ritmici".. questi portano avanti il suono della band e l'accompagnamento al canto.. il gruppo, siccome sono le canzoni a fare successo, non l'assolo a sostituzione della terza strofa, ha successo e loro diventano chitarristi famosi... simple
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re:perchè generalizzare?
Gilmour, Page e Clapton (tecnici o meno per me non ha significato) sono bravissimi a fare assoli, oltre che ritmiche.
Quindi riconfermo quello che avevo già scritto: bisogna saper fare (almeno un pò) di tutto.
Poi alla storia del rock hanno contribuito pure Hendrix, Blackmore, Beck, Van Halen e compagnia cantando (anzi suonando) che non è che fossero imbranati fare soli.....o le ritmiche.
Più che altro non comprendo perché dare il via a questo genere di diatriba ritmico/solista etc. etc.. Forse per passare il tempo. O per perderlo.
O forse è una scusa per scambiare un paio di chiacchiere: allora va bene!
Un saluto.
<i>AAHHYAAKK!</i>
Va bene così
Ben detto CHARLIE!
Poi, l'importante è divertirsi ad emulare questi grandi, con il tuo gruppo o davanti allo stereo a paletta, con la mano che cerca di inseguire l'assolo del grande di turno su uno dei tanti CD o 33 giri rispolverati per l'occasione.
Ciao,
VPR
Re:perchè generalizzare?perche' e' divertente!
Gilmour, Page e Clapton (tecnici o meno per me non ha significato) sono bravissimi a fare assoli, oltre che ritmiche. ••hai ragionissima.. ma non sono degli sparanote secondo l'odierno standard del solista virtuoso.. i ragazzini li considerano generalmente vecchi e un po' scarponi
Più che altro non comprendo perché dare il via a questo genere di diatriba ritmico/solista etc. etc.. Forse per passare il tempo. O per perderlo. O forse è una scusa per scambiare un paio di chiacchiere: allora va bene! ••la componente del "bar dello sport" e' sicuramente presente, pero' (da ex commesso di negozio di strumenti musicali per 9 anni (per fortuna part time) e insegnante di musica, anche se non di chitarra) che il ragazzetto chitarrista pensi che la bravura stia soprattutto nell'assolo, possibilmente velocissimo, e' vero. Quindi, a mio parere, e' invece bene dirgli che quando dopo due strofe, due incisi e due ritornelli arriviamo allo "sfogo" del chitarrista, la decisione di comprare il disco o lasciarlo sullo scaffale (o, per un direttore di casa discografica la decisione di ingaggiare o meno l'artista/i) e' gia' stata presa.
ricambio il saluto....
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re:perchè generalizzare?perche' e' divertente!
Beh, forse Page, Beck, Townshend eccetera hanno fatto la storia perchè hanno vissuto negli anni 70!!!
Probabilmente tra 30 anni diranno che pure Malmsteen,Gilbert,Vai hanno fatto la storia. Non credi?
Re:perchè generalizzare?perche' e' divertente!
vuoi dire che questi fanno apposta musica brutta e scollegata dalla band per poi salvare tutto con l'assolo?
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re:perchè generalizzare?perche' e' divertente!
Beh, i gusti sono gusti, però Vai con David Lee rOTH e i whitesnekae faceva della bella roba all'interno di un gruppo, cosi come Gilbert coi Mr.Big(gruppo fantastico, grande tecnica e grandi canzoni)
Re:perchè generalizzare?
beh vedi charlie, a mio parere il problema non sta nel fatto di fare o non fare assoli. il problema è che la gente non è capace di farsi un proprio stile, rimane ancorata a cio che ascolta e cerca di emularne le parti che risaltano maggiormente all'ascolto (nella maggior parte dei casi gli assoli), pensando che se riesce a riprodurle fedelmente allora sa suonare bene.
qualche mese fa sono stato all'shg e ci sono rimasto un po male:ovunque mi giravo c'era gente che provava chitarre , e tutti facevano il solito assoletto blues.Centinaia di persone diverse, sparse x l'alcatraz che suonassero tutti la stessa cosa.
con cio non volgio dire che chi suona assoli è un mezzo chitarrista, ma guistamente come dici tu, credo che un chitarrista debba essere completo, cioè debba sviluppare un proprio stile e debba saper fare come si deve tutto cio che il suo stile personale richiede!
Re:perchè generalizzare?
"il problema è che la gente non è capace di farsi un proprio stile, rimane ancorata a cio che ascolta e cerca di emularne le parti che risaltano maggiormente all'ascolto (nella maggior parte dei casi gli assoli), pensando che se riesce a riprodurle fedelmente allora sa suonare bene. "
Non dimentichiamo anche chi fa le cose a cappella (nel senso di superficialmente e non "con sole voci" ;-) e per non passare per la sega che è si autoconvince che ha un suo stile ;-) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
"Non dimentichiamo anche chi fa le cose a cappella (nel senso di superficialmente e non "con sole voci" ;-) e per non passare per la sega che è si autoconvince che ha un suo stile ;-) Robyz "
dipende da cosa intendi per fare le cose a cappella.se intendi fare le cose senza cura è un conto, se invece intendi coloro che sperimentano (sperimentare puo ANCHE includere tentare alcune cose a caso) ti sbagli di grosso. un certo Hendrix suonava in una maniera tutta sua, usava una scatoletta che nessuno aveva mai usato, faceva il barre col pollice, pizzicava le corde coi denti, qualunque virtuoso prima di allora sarebbe rabbrividito.eppure non mi sento di dire che suonasse "a cappella".
Re:perchè generalizzare?
Per suonare a cappella si intende suonare alla cazzo di cane, alla carlona, avere un approccio somaresco alla cosa, male, in modo superficiale, senza avere una preparazione sufficiente per quello che si vuol fare; sperimentare è un'altra cosa tutt'altro che negativa... quello che volevo mettere in evidenza è che come ci sono quelli che sperano di trovare la soluzione ai loro mali (carenza di idee) nello studio esaperato della tecnica, ci sono quelli che sperano di cammuffare da stile personale la loro pigrizia ed incapacità. Ad ogni modo le sperimentazioni si fanno a casa ed in misura minima nel live (mica pago per vedere uno che si esercita! ;-), quando si suona dal vivo in genere si dovrebbe proporre qualcosa di valido. Poi se ritieni che Hendrix sia stato uno che prendeva la chitarra al contrario o faceva le cose a caso buon per te, la verità è ben altra, Jimi era un pioniere ma aveva un background chitarristico da far impallidire la maggior parte dei cosiddetti "chitarristi alternativi" e buona parte degli attuali shredders, ma viene sottovalutato perchè è talmente grande (come lo è Eddie Van Halen e pochi altri nel rock) da superare l'orizzonte visivo della maggior parte di noi (me compreso).
Questo non significa che tutti i chitarristi che non hanno una tecnica convenzionale siano degli emeriti idioti, di quelli famosi in genere non lo è nessuno, e tutti grossomodo hanno uno stile abbastanza distinto, di quelli sconosciuti ce ne sono tanti validissimi (grosso modo come ci sono dei validi "tecnici" e dei validi "minimalisti") ma mi è capitato frequentemente di sentire chitarristi (o presunti tali) che imbracciavano una chitarra da incapaci ed emettevano suoni da incapaci perchè erano degli incapaci convinti di avere stile... non so se avete presente i fenomeni che ogni tanto propongono alle trasmissioni della Gialappas tipo mai dire Tv. Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
"Ad ogni modo le sperimentazioni si fanno a casa ed in misura minima nel live (mica pago per vedere uno che si esercita! ;-), quando si suona dal vivo in genere si dovrebbe proporre qualcosa di valido. "
io parlavo di sperimentazione in ambito della ricerca del proprio stile, non dal vivo.e cmqquando una sperimentazione è collaudata la puoi fare anche live.si chiama PROPORRE QUALCOSA DI NUOVO.
x quanto riguarda hendrix non ho mai detto hce facesse cose a caso, ho detto solo che talvolta la sperimentazione di cose nuove e originali puo nascere anche dal caso, hce è cosa ben diversa, se poi vuoi fare il polemico a tutti i costi è un'altro conto
Re:perchè generalizzare?
Rispondo semplicemente perchè dalla tua replica mi sembra di non essere stato chiaro e non per fare il polemico (che poi mi sembra che te la stia prendendo solo tu, la prima riguardava un'aggiunta a quanto detto da te e non un contro, la seconda chiariva il concetto di suonare a cappella che credevo fosse di uso comune ma a volte dimentico che i modi di dire non sono universalmente riconosciuti), e per apportare qualcosa in più... detto questo: la sperimentazione è una cosa che fai per la prima volta (hai un'idea), poi ci si studia sopra (e si chiama sviluppare un'idea) e poi la si suona dal vivo che giustamente chiami "proporre qualcosa di nuovo" (o meno presuntuosamente, proporre qualcosa che si pensa sia nuovo); ed è quello che fanno molti chitarristi (Hendrix compreso, manche Van Halen, Steve Vai, Tom Morello, Vernon Reid), i campi sono tantissimi e gli approcci ancora più numerosi, si passa dal rumore, all'effetto, alla tecnica, alla sonorità particolare, allo studio sul suono... ritornando ad Hendrix, come dicevo, ed anche qui evidentemente non sono stato troppo chiaro, il problema non sta nel chitarrista che ha stile pur non usando tecniche in quel periodo convenzionali (andrebbe sottolineato anche questo, le tecniche ed il loro grado di innovazione sono relative al tempo) ma nell'emulo che vede la sua "alternatività" in maniera distorta e superficiale, ignorando tutto lo studio che normalmente c'è dietro, spesso molto più consistente di quello di un iper tecnico (che come tutti gli ipertecnici si basa su metodi di apprendimento super efficienti, volti a consentire il maggior apprendimento possibile), ed arrivando a credere che sia una via più semplice per arrivare al risultato; purtroppo in quei casi le cose non vanno mai bene perchè il famoso stile non si forma, e se si forma non significa che sia una cosa positiva, non conta avere solo lo stile, deve essere largamente riconosciuto da chi ci ascolta; se per esempio fai le pernacchie con la chitarra, e sei l'unico a farlo, puoi anche convincerti che hai uno stile unico ed inconfondibile, ma se nessuno ti riconosce questo la realtà è molto più triste: sei uno dei tanti incapaci che ha trovato una via sua ma che purtroppo si è rivolata un vicolo cieco.
E' vero anche che alla fine chissenefrega se uno con la chitarra ci fa delle pernacchie e crede ingenuamente di essere il primo sulla terra ad averle fatte, dopotutto è una passione, non fa male a nessuno e alla fine il Padreterno in Paradiso ci farà entrare lo stesso (o se non ci farà entrare non sarà perchè siamo cattivi chitarristi ;-) ma a quel punto chi vuole prendere la strada della tecnica esasperata, anche se fosse fine a se stessa, che male farebbe?
Poi, io non pretendo di insegnare nulla a nessuno, tantomeno a te che probabilmente mi hai già bollato col marchio del polemico a tutti i costi per cui ogni cosa che dico, oro o merda che sia, ai tuoi occhi non ha un minimo di legittimazione, ma come mio solito approfitto di un post per proporre alla comunità un punto di vista differente (se fossi d'accordo con te semplicemente non risponderei, anche perchè postare commenti tipo "hai ragione", "bravo, è tutto giusto" oltre che inutile è considerato off topic) aggiungendo la mia personale opinone, o sviluppando l'idea con cose che mi sembra non siano mai dette... almeno ci provo :-) Saluti Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
Mi pare che siamo sostanzialmente d'accordo.
La verità è che io trovo sterile le diatribe ritmico/solista feeling/veloce: pensiamo a suonare e a fare la cosa giusta, al momento giusto, nel posto giusto. Che poi è quello che serve. Più giù uno ha postato una frase del tipo "sarebbe meglio che pensassimo ai prima ai nostri difetti." Mi sembra molto saggio.
<i>AAHHYAAKK!</i>
Re:perchè generalizzare?
ciao io ho 16 anni e suono solo da 4 per5ciò non'è che ho moltissima esperienza comunque credo che un chitarrista per diventare tale, deve passare dagli esercizi di tecnica..perkè se vorrà esprimere una suo fraseggio, la tecnica gli permettera di farlo..ora tutti quelli ke dicono kegli assoli sono pallosi o cose varie lo dicono solo xkè guardano quei kitarristi e sono invidiosi della loro bravura..!!!
Re:perchè generalizzare?
C' è più verità nelle parole di uno che ha 16 anni che in quelle di gente che suona da 10. Oggettivamente la tecnica è il mezzo che permette di esprimerti e bisogna saperne un tot. La tecnica va abbinata alla cultura musicale, quindi all' ascolto di unpacco dimusica di tutti igeneri, sopraattutto di non chitarristi. Guardate Andrea Braido: suona su qualsiasi genere: swing, blues, rock, funky, utilizza un po' tutte le tecnche moderne e su di una base tipicamente blues modale. Non spara solo note a raffiche, costruisce una fitta trama musicale che senza tecnica+cultura, non sarebbe assolutamente ottenibile. E non c' è riff che tenga...... www.fustfust.altervista.org
Re:perchè generalizzare?
e se a me non interessa ottenere quello che ottiene Braido? Intanto non confondiamo la tecnica (che indica la capacità di fare qualunque cosa, dallo strumming, al finger picking, al respiro di diaframma, al mettersi le dita nel naso) con l'esasperazione tecnica (che è propria di coloro che credono che avere un bagaglio tecnico superiore alla media sia una strada possibile ed utile... a ragione o a torto che sia). Studiare lo strumento non è una cosa che fai a tavolino, prendendo un foglio bianco e scrivendoci su tutto quello che vale la pena imparare/ascoltare/analizzare/riutilizzare, ci sono cose che in linea di massima apprenderanno tutti e possiamo considerare come "bagaglio minimo" per un chitarrista (e questo bagaglio minimo è comunque ampiamente opinabile), ed altre che dipendono dal gusto, dalla volontà, dall'interesse e, perchè no, dalle proprie capacità fisiche... la scelta è una cosa assolutamente personale, il tempo per imparare è limitato (non starai pensando che sia sufficiente una vita umana per imparare tutte le tecniche chitarristiche per caso ;-) per cui tagliamo la testa al topo e scegliamo quello che ci piace... ti parlo da ex convinto che la tecnica fosse una cosa da accumulare senza limite e sosta, tutto quello che sentivo cercavo di impararlo, alla fine mi sono accorto che non c'è un premio e che il percorso da muscista non è un viaggio per arrivare da qualche parte ma qualcosa da assaporare in quanto tale a prescindere dalla meta finale, per cui adesso studio quando ne ho voglia (e spesso ne ho voglia) e solo quello che mi piace, mi preoccupo meno di fare ginnastica e molto di più del mio suono, sperimento sul tocco e sugli effetti invece che passare giorni sul metronomo a cercare di guadagnare quei 10bpm che non riesci mai a superare. Poi se hai in mente di diventare un musicista professionista, magari un turnista, è giusto che studi di brutto, ti specializzi in un certo numero di stili e chiaramente ti tenga informato per essere sempre un buon musicista. Ciao Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
Mi fa piacere continuare la discussione, quindi ti esprimo il mio punto di vista. Non sono uno che suona una canzone e sta tutto tiratissimo fino all' assolo d' obbligo con tapping a 8 dita e numeri circensi. A dire il vero io ho suonato in varie band e dubbi sull' "utilità" del solo di chitarra ne ho avuti parecchi. Me ne rendo conto solo ora, ma è che in vita mia ho sempre visto la musica dal mio piccolo cantuccio: la chitarra. E' lì che nascono tutte le idee; quando preparo pezzi con il cubase, con lei realizzo la linea melodica , preparo la progressione armonica, invento delle cose e quant' altro; non amo la definizione canzone (standardizzata in melodia vocale con strofa rit. eccecc.) ma cerco di realizzare un pezzo sebbene per chitarra, ma che sia musica, quindi che emozioni chiunque, ditemi se sono sterile!! Cerco di creare delle cose con quello che so, e più cose so, più arricchisco le mie idee, proprio nutrendole, per questo rabbrividisco quando la gente dice che la tecnica uccide sto cazzo di feeling. Non amo il solo assurdo che magari non c' entra un cazzo col pezzo, quando suono con altri faccio soli raramente. A volte realizzo idee su un tappeto di tastiera, in stile Gilmour, oppure mi faccio accompagnare dagli altri per improvvisazioni di un paio di minuti. E' più divertente che fare un solo di 30 secondi .Così faccio musica io. Senza la tecnica non farei niente, tutt' al più mi sfogherei con i riff e criticherei chi è veloce dicendo che è troppo tekniko!! P.S. Io non ho mai studiato per guadagnare quei 10 Bpm che tu dici e, ad essere sincero, non mi sono mai misurato e non posseggo neanche un metronomo in casa ne' quando studio.
uno che ha 16 anni di galera alle spalle..
Oggettivamente la tecnica è il mezzo che permette di esprimerti
dipende.. ci sono tecnici che si esprimono e ci sono tecnici che esprimono solo tecnica... oppure ci sono "non tecnici" che si esprimono, o "non tecnici" che esprimono solo ignoranza..
la tecnica come valore assoluto esiste solo nella musica classica.. e volendo anche li'...
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Re:perchè generalizzare?
Ti sembrerà strano perchè magari hai 16 anni ma c'è parecchia gente al mondo che di avere tecnica se ne frega beatamente per validissimi motivi (altrettanto validi quanto quelli di chi invece studia seriamente) e per altrettanto validissimi motivi non è invidiosa dei chitarristi che di tecnica ne hanno per 10... questo non significa tutti. Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
Senti, non te la prendere, ma fino a metà post posso darti ragione, la tecnica serve, ma se acquisita nel momento in cui vuoi creare un certo tipo di sonorità o in tutti modi per usarla nel tuo stile, ma imparare una tecnica solo per il gusto di saperla fare e non usarla mai o peggio ancora usare solo quella senza mai riuscire ad avere un proprio stile è tempo completamente perso. Se c'è qualcuno da ammirare non è quello che fa l'assolo super ma quello che mette una dietro l'altra delle note e a ognuna tu ti chiedi "ma come farà a pensare certe frasi", un esempio? John Scofield. Ciao ;)
Re:perchè generalizzare?
io credo ke la tecnica serve per crearsi un proprio stile..se io penso un fraseggio ci voglio mettere una scala suonata in trentaduesimi oppure dei tapping a due dita se ho acquisito una certa tecnica li potrò inserire, senò nn mi resta ke sbavare davanti la cassetta di alien love secrets...!!!
Re:perchè generalizzare?
Si ma credo che sia la tecnica che segue lo stile e non il contrario, non puoi imparare una tecnica e poi su quella base crearti uno stile, è una cosa imho abominevole perchè non scaturisce da te ma dagli esercizi, invece se il tuo stile richiede una certa tecnica e ti eserciti in quella la cosa cambia ma guarda che tecnica non vuol mica dire agitare velocemente le dita sulla tastiera. Seee quella è ginnastica, che va fatta sicuramente per chi vuole aspirare a certi stili ma non è quella che fa il buon musicista. Al massimo sarai un buon esecutore ma non un musicista. Il fatto che siano facili da suonare poche note invece di molte non ci deve ingannare, chi è veramente bravo riesce a mettere insieme le due note che difficilmente uno meno bravo saprebbe dove piazzare. E cmq per il tapping a due dita e simili, prenditi un mese (ma anche meno) e fallo tutti i giorni e ti riuscirà, poi però vedi se in un mese riesci ad acquisire le conoscenze necessarie per improvvisarmi una frase alla pat martino e ne riparliamo.
Ciauz ;)
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Re:perchè generalizzare?
Non sono completamente d'accordo sul fatto che la tecnica sia in funzione dello stile, non mi sembra che sia così semplice in considerazione del meccanismo di apprendimento di una persona: non puoi avere uno stile senza la tecnica che ti permetta di realizzarlo, puoi avere al massimo un'idea su ascolti (tipo mi piace quel chitarrista, adesso provo ad imparare quella cosa la) ma il tuo stile in quel punto non è ancora formato (anche perchè imparare la tecnica è sostanzialmente una meccanizzazione del movimento, diventerà parte dello stile solo dopo molto tempo in cui riesci a metabolizzarla)... in definitiva credo che l'una sia al servizio dell'altro, una sorta di tira e molla di entrambi che influenzano l'apprendimento ed il proprio gusto in un percorso che non è mai rettilineo. Sulle altre considerazioni siamo più o meno in sintonia, anche per me tecnica significa un sacco di cose... potremmo però definire quella come esasperazione tecnica anche se in realtà non lo sarebbe (altrimenti che dovremmo pensare delle 8 ore di pianoforte o di violino a cui normalmente si sottopongono i musicisti classici?) ogni disciplina ha un numero di ore da pagare come impegno, tutto qui. Saluti Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
Si siamo d'accordo e se forse ti rileggi noti che hai detto 2 frasi che imho sono in contraddizione ma ho capito il senso e ti sono vicino come idea, cioè:
"Non sono completamente d'accordo sul fatto che la tecnica sia in funzione dello stile"
e
"non puoi avere uno stile senza la tecnica che ti permetta di realizzarlo"
Non mi fraintendere, non sono in contraddizione come senso logico ;) ma per come la intendo io, cioè la tecnica deve aiutare lo stile ma lo stile non deve sottostare alla tecnica. Più in specifico intendevo che è inutile imparare tutte le tecniche esistenti sulla terra solo per dire di saperlo fare se poi non si usano, a me per esempio piacciono gli arpeggi ma non mi interessa farmi tutto il manico in sweep quindi non ci passo ore a studiarlo, suono blues a cosa mi servirebbe? Preferisco approfondire l'improvvisazione del mio genere piuttosto e ok magari per la maggior parte farò pentatoniche ma se alla fine riesco a tirarci fuori il triplo di coloro che le denigrano sarò soddisfatto. Cmq si siamo d'accordo e ovviamente parlo tenendo conto dei chitarristi medi non dei classici o dei professionisti, turnisti, che dovendo fare delle cose non loro devono per forza studiare certe tecniche ma non scordiamoci che sono la minoranza ;)
Re:perchè generalizzare?
Ok (anche se la contraddizione in realtà non c'è, ma l'importante è capirsi ;-) Quello che volevo dire è che la scelta nell'apprendere certe tecniche non è così funzionale al proprio gusto come hai scritto, le influenze sono reciproche anche se a volte non sembra così. Se poi andiamo a vedere chitarristi famosi ci accorgiamo che molti hanno svilupato tecniche che nel loro genere non sono poi così d'obbligo, proprio perchè ci sono questi meccanismi inconsci (non lo dico io, lo dicono una marea di scritti sulle scienze comportamentali e studi sull'apprendimento umano)... così a freddo me ne vengono in mente due eclatanti: Roy Bucanhan (perdonate eventuali errori) con l'uso degli armonici artificiali e di bending estremi che nel blues non sono così frequenti, e Eric Johnson, che applica una marea di tecniche moderne con un gusto davvero fuori dal comune in un genere in cui non si trovano mai... ma proseguendo ci sono un sacco di chitarristi che sono partiti dal blues per poi approdare in altri generi prendendo vecchie tecniche e nuove e creando uno stile personalissimo. Ovvio che poi le scelte saranno anche conscie e come giustamente citi, non andrai a farti un mazzo sullo sweeping perchè non ti interessa (ma questo non significa che prima o poi arriverà qualche altro che lo sweep lo usa anche in generi per ora inesplorati)... Satriani una volta ha detto una cosa giustissima: "E' inutile ascoltare o imparare cose che non piacciono, è solo una perdita di tempo oltre che una cosa noiosissima", in virtù del fatto che è una passione e che non c'è il premio alla fine credo sia sacrosanto, per me è importante anche sperimentare ed ascoltare, si trova sempre qualcosa che piace e se poi non piace basta ignorarla ;-) RObyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
Hai completamente ragione da questo punto di vista, se uno nel suo genere vuole immettere cose nuove può studiarsi certe tecniche ma questo rientra imho cmq nello stile personale e quindi nel discorso che facevo prima. Personalmente mi piace guardare un pò avanti ma non troppo, a me i blues alla satriani o altri tipi (ne ho sentito uno una volta di malmsteen e uno di jason becker tanto pr citarne altri) proprio non riescono a piacermi (ma d'altra parte io sono un caso particoolare, di quelli che amano ad es. il ponte fisso e pochi armonici, alla strato non ho mai collegato la leva tanto per farti capire, è ancora incartata :D ). Poi altra cosa di cui mi sono accorto è che quando studiavo una tecnica inconsciamente cambiava qualcosa e spesso in peggio nel mio sound, quasi come se le mani automaticamente a volte facessero delle cose e il cervello pensasse "uè ma 'azzo c'entra questo mò?". Ok, sicuramente uno deve assimilarle bene e poi imparare a dusarle ma imho studiando qualcosa che in realtà proprio non serve o peggio ancora non ci piace ma lo studiamo perchè "lo devo saper fare" si rompe un equilibrio dentro di noi. Cmq ci sono infinite vie di mezzo, il discorso è chiaramente estremo volutamente nelle mie parole, poi nella realtà l'incontro/scontro con certe tecniche si fa con l'esperienza e non a priori ;)
Re:perchè generalizzare?
"d'altra parte io sono un caso particoolare, di quelli che amano ad es. il ponte fisso e pochi armonici, alla strato non ho mai collegato la leva tanto per farti capire, è ancora incartata"
beh, questo è un problema tuo mica dello stile ;-) Dai, scherzi a parte mi sembra che si sia raggiunto un buon punto in questa parte del discorso... aggiungo un'ulteriore postilla sul discorso dello stile: quando impari una tecnica succedono due cose, in un primo momento la infili in ogni cosa, come il peperoncino per i messicani, poi lentamente resta solo in certe cose oppure scompare del tutto, in quel momento hai metabolizzato la tecnica ed è entrata a far parte (oppure è stata respinta) del tuo stile, ma per far questo prima devi impararla... a volte resta assopita dentro di te e poi all'improvviso riemerge prepotentemente... per me sta cosa è estremamente affascinante! Quello che però non condivido è la tua ricerca dell'equilibrio, l'equilibrio per me non porta a nulla, indica staticità... in ogni aspetto dell'arte è il contrasto a generare movimento, è palese come lo sia nel "motivo dell'arte" (dalla più banale tristezza che ti spinge a fare una canzone per la ragazza che non ti corrisponde all'inquietudine di una situazione politica incerta, ad un'esperienza che ti ha sconvolto), ma secondo me anche nell'apprendimento è importante, scuotere e rimettere in discussione crea figure sempre nuove e uniche, aggiungere un pezzo mantenendo l'equilibrio dei precedenti è più limitante, non puoi ridisegnare ciò che hai già fatto... questo detto in modo drammatico, la realtà purtroppo è molto meno poetica ;-) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:perchè generalizzare?
Tutt'altro, per me l'equilibrio, forse mi ero espresso male, non è staticità ma grande grandissimo movimento. Tuttavia se ti muovi a caso o senza una linea madre imho (almeno è il mio caso) si resta persi in una miriade di studi tecnici e teorici. E' vero le tecniche vanno assimilate ed emergono piano e molto dopo nella maniera giusta, ma è proprio questo il punto, emergono solo quando il tuo sound ne sente la necessità e riesce ad adattarcisi, questo imho è mantenere l'equilibrio, che cmq guarda avanti e non indietro. In fondo quello che dico è semplicemente di non correre dietro gli studi tecnici ma di lasciarli affiorare in maniera graduale. Per me ad esempio è stato così per i bending, gli hammer on e pull of, il tapping (che uso poco) a suo tempo, non mi sono messo ore a picchiettare sulla tastiera, mi è venuto naturale nel suonare (certo mica subito, le prime volte usciva "stump toc greee greee" :D:D:D). Ok magari ci ho messo un pò di più a sviluppare la manualità pratica ma come idee sono rimaste mie molto più che se avessi fatto esercizi mnemonici. Credo che cmq possiamo concludere, visto che più o meno siamo sulla stessa lunghezza d'onda ;)
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Re:perchè generalizzare?
Puoi dire quello che vuoi, ma la tecnica non la acquisisce in quatro e quattrotto. E poi io credo che la maggior parte della gente suoni per piacere personale,non per piacere al pubblico, e se a me piace suonare delle cose insulse a velocita folle e mi sento soddisfatto lo faccio a fanbrodo alla ritmica e a tutto il resto.
Sul fatto dell'invidia ti dirò una cosa in certi casi è vero: ad esempio un mio amico ascoltava solo metal e voleva suonarlo a tutti i costi, ma poi visto che non riusciva a fare certe cose con la chiatarra è passato a suonare blues..... e adesso spara a zero su tutti i gruppi metallari e simili dicendo: tanta velocita ma niente gusto eccetera eccetera, magari ha avuto u ncambiamento interiore che ne so, ma probabilmente ha fatto solo ciò che gli era comodo.
Ps io adoro il blues, non me ne vogliate!
Re:perchè generalizzare?
Io credo che l'esempio del tuo amico serva a chiarire una cosa. Non si nasce grandi musicisti questo è in parte vero, magari si potesse, mi sarei già messo in fila da qualche vita. Ma si nasce con una predisposizione, questo credo di si. Questa "predisposizione" che dovrebbe indicarci anche il nostro cammino musicale in realtà riguarda tutto quello che facciamo, quello che siamo. Ora, molti purtroppo vedono l'approccio alla chitarra (molto più in questo strumento che in altri) come una lotta continua contro delle difficoltà per arrivare ad essere superbravi o come "quel famoso chitarrista lì"; non parlo di semplice emulazione ma di volontà di superarsi continuamente, che ben venga ma in maniera moderata non smodata. Molti (e ne conosco parecchi) si dedicano anima e corpo per riuscire a fare pezzi famosi uguali a come li hanno incisi i loro autori e si compiacciono del risultato. Bene, ma poi alcuni tra questi li vedi nei momenti di pausa abbozzare un ritmo funky o blues o altro e per un momento dal loro volto scompaiono quelle rughe di espressione sofferta per portare in fondo un pezzo e compare un sorriso involontario. Perchè mi chiedo io uno dovrebbe suonare o imparare cose che lo fanno star male e tralasciare quello che ha dentro, quello che non ha bisogno di studiare ma di esprimere, perchè uno dovrebbe reprimere una pentatonica perchè "è troppo semplice, poi dicono che non so suonare". Beh, che si fottano (scusate il termine). Imho si deve sviluppare la predisposizione che è dentro di voi, non dare retta a chi sta sulle copertine dei dischi, ispirarsi a loro, ascoltarli tanto ma non copiare il loro stile, quando si rifà un pezzo metteterci del vostro. E questo vale sia per chi è nato per suonare metal sia per chi suona jazz. Questo imho è il vero problema che hanno portato i guitar hero '80, hanno dato tanto ma hanno anche tolto parecchio all'individualità di ognuno, come se il loro livello fosse l'unico a cui aspirare. Bah, imho non è mai stata detta tanto grande bugia. Sapete perchè in fondo hendrix è stato veramente un grande? Perchè non voleva insegnare niente a nessuno e se suonava 2 corde sole invece di 4 o 5 su un accordo o usava un suono ai limiti del fuzz se ne fregava di quello che potevano pensare i puristi, a lui piaceva e a noi pure.
Ciao ;)
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Re:perchè generalizzare?
Quando uno dice delle cose giuste lo senti subito, è un qualcosa di viscerale. Non posso fare commenti, hai già detto tutto tu. Sei un grande (senza nulla togliere agli altri interventi).
Re:perchè generalizzare?
badmirror concordo con te, aggiungo che talvolta sviluppare troppo la tecnica e le conoscenze di teoria musicale quandolo stile ancora non è formato puo essere un'impedimento per la crescita di un musicista. quando ti metti in testa troppi schemi rigidi ti diventa impossibile immaginare qualunque cosa di diverso,e finisci persuonare solo cose gia sentite e risentite. hai detto bene :"la tecnica deve sguire lo stile e non il contrario"
Re:perchè generalizzare?
la tecnica serve se il suono complessivo della tua band e la musica che proponete piace al pubblico, se al tuo gruppo tirano i pomodori e invece applaudono quello con un chitarrista che gratta mi+ la+ si7 per tutto il concerto, lui che gratta e' senza dubbio piu' bravo di te (o di me... si fa per dire naturalmente) ..
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Re:perchè generalizzare?
non è più bravo, ha solo più successo... che è molto differente.
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penzo che si kapiva
la bravura di uno strumentista e' legata indissolubilmente al risultato complessivo della musica che esce fuori da lui e dai suoi collaboratori insieme.. quindi ogni studio, ogni accorgimento e tecnica devono essere al servizio della squadra e del brano
quindi se il risultato complessivo viene meglio col "grattatore" che con li "tecnicomane", significa che il grattatore e' meglio del tecnicomane
(conosco centinaia di chitarristi piu' bravi di dylan, frusciante, kobain e degregori.. pero'..)
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Re:penzo che si kapiva
Nessuno di questi ultimi può essere definito chitarrista a tutti gli effetti: ergo, se io so suonare due accordi sul piano non sono un pianista.....non trovi?
Re:penzo che si kapiva
io giudico a posteriori, cioe' a prodotto finito, se questi due accordi che sai fare ritengo che stiano bene nel brano che ascolto non mi faccio altre domande e per me sei un pianista (piano=pianista)
non riesco a concepire una definizione astratta di musicista al di fuori della musica, se la chitarra e' accordata e la sbatti nel muro viene un mi minore con il la e il re (quarta e settima)... se questo suono sta bene in una canzone io sono soddisfatto
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Re:penzo che si kapiva
come minimo se sai fare due accordi per fare qualcosa che suoni bene all' orecchio hai bisogno di qualcuno che suoni il cantato, ossia la parte solistica: da qui giungiamo al fatto che gli assoli non possono essere inutili, inoltre se sai suonare solo 2 accordi avrai bisogno che la struttura armonica venga un po' "allargata", quindi di qualche escursione modale e così via, altrimenti tirare avanti per 3 minuti di un pezzo con 2 accordi rischi di rompere un po' il cazzo, non trovi????
Charlye Parker:" studia la teoria, le scale, l' armonia, poi scordati di quella merda e pensa solo a suonare..."
beh...
ripeto giudico a posteriori, non ritengo che niente sia inutile ma non mi faccio abbagliare dalla "tecnica"
ascolto anche un sacco di musica con meno di due accordi e fatta pure da gente che col "musicista tradizionale" non ha niente a che vedere..
ripeto.. giudico solo il risultato, chi lo ha ottenuto e come l'ha ottenuto non mi riguarda piu' di tanto
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Re:beh...
Mi trovi d' accordo, il mezzo non migliora il fine, ma la pasta sonora è importante. NOn so, l' ultima volta che ho sentito una canzone con 1 accordo era un pezzo psichedelico dei Motorpsycho, ma sono reminiscenze di un' adolescenza passata, ora mi tira altro...vabbe' cia'
Re:penzo che si kapiva
hai ragione sui presupposti (o almeno abbiamo la stessa idea), ma resta semre il fatto che la musica non è migliore se il pubblico l'apprezza per due motivi: il pubblico è eterogeneo per cui apprezza quello che è in grado di apprezzare in base ad una marea di parametri (dalla cultura, al senso comune del periodo, al contesto ecc.), altrimenti generi di "esigenti" come il jazz, la classica ecc. finirebbero immancabilmente nella categoria degli inferiori ai vari gruppi pop più o meno tecnici, più o meno truffa, più o meno costruiti a tavolino... altro punto, il gusto varia e ciò che nasce e non viene apprezzato oggi potrebbe essere rivalutato domani e viceversa, per cui stando a quel ragionamento il tuo chitarrista grattone diventerebbe alternativamente bravo o una m...a a seconda del periodo, cosa per lo meno ambigua. Al massimo si potrebbe paragonare il successo come parametro di bravura fra generi simili ma questo farebbe venir meno la premessa di base: chitarrista grattone e tecnico faranno sempre generi non simili.
Poi, la mia personalissima visione è che non esiste essere più bravi di un altro, o è una misura estremamente difficile da fare. Robyz
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Re:penzo che si kapiva
capisco benissimo.. ho solo detto genericamente che la tecnica deve essere al servizio del risultato finale e che se serve fare poco.. e' piu' bravo quello che fa poco indipendentemente dal fatto che lui riesca a fare solo quello o che sappia fare altro
...
posso anche dire che il miglior chitarrista del mondo per me e' quello che suona nella piu' bella canzone del mondo..
...
posso anche dire che siccome ho tutti i dischi dei beatles e nemmeno uno di satriani, per esempio, harrison e lennon per me suonano la chitarra meglio di satriani (potevo dire anche petrucci, tolo marton, mino reitano o ghigo renzulli... solo un esempio)
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Che brutto articolo!
Qui tutti ricadono sempre nella solita storia del "tecnica si aut tecnica no" o del "suonare con tecnica o meno, con feeling o meno" ecc. Beh, lasciatemi dire due cosette: la parola tecnica mi sa che è diventata per noi chitarristi una specie di parola magica, evocativa, mistica se vogliamo, totalmente astratta. Che cavolo è sta tecnica? Cioè voglio è inutile parlare di tecnica, bisogna parlare di tecniche, secondo me; in secondo luogo non credo nessun chitarrista/strumentista/musicista/musicologo/arti sta/ecc possa giudicare il modo di suonare di un altro chitarrista/... dal momento che l'arte ha dei suoi canoni, e la musica come tale pure ne ha, ma ora stiamo parlando di un arte popolare che è poi la musica popolare, quella che noi suoniamo, in cui regole ben precise non ci sono mai state. Trovo inutile dire che un chitarrista che non sa fare le ritmiche non sia 1 chitarrista. Se non le sa fare o non le VUOLE fare, avrà i suoi buoni motivi, forse non gli servono. Un chitarrista che non sa fare gli assoli non vuole dire che sia un pessimo strumentista, magari la ritmica è l'unica cosa che lo emoziona. Ora da questo punto di vista, penso che l'apprendimento delle varie tecniche sia per la chitarra solista sia per quella ritmica deve avvenire in maniera graduale, e necessitata, ovvero deve nascere dal bisogno di saper fare qualcosa che si ha in mente ma non si riesce a mettere sulla chitarra. Finchè uno si emoziona, sogna facendo solo gli assoli, lasciategli almeno quella libertà di scelta che nel resto della vita è sempre più ristretta. Non esistono verità universali, nessuno sa se è giusto suonare così o colà, se un bravo chitarrista è quello che fa le ritmiche o chi fa gli assoli su scale esoteriche. Io penso solo che se ognuno di noi vedesse i propri difetti invece di scrivere articoli del genere che sono solo discussioni sterili, e puntasse a correggersi, senza occuparsi di quello che fanno gli altri, sicuramente saremmo tutti molto più bravi a suonare.
<p>In SHRED we TRUST!</p>
Re:Che brutto articolo!
parlare solo degli assoli, se sia giusto o meno farlo è una discussione sterile ,hai ragione. il fatto è che dietro il fatto di essere fissati con gli assoli c'è un'altra questione ben piu' profonda:il fatto che si tenda a suonare tutti allo stesso modo ,il fatto che l'approccio allo strumento sia talmente pilotato da essere quasi innaturale. credo che ognuno dovrebbe lasciarsi guidare motlo di piu dal priprio istinto e meno dalla propria ragione, suonando piu col cuore e meno con la testa.il sentimento principale che ti deve accopagnare mentre suoni e impari a suonare deve essere la passione per quello che fai, e non la disciplina, anche perche se ami fare una cosa ti viene automatico farlo con cura.
Re:Che brutto articolo!
In parte sono d'accordo, ma su una cosa sola devo contraddirti. Anche i barbari quando combattevano contro i romani, lo facevano per salvare la loro libertà, ecc e quindi con PASSIONE (furor). Ma ciò che caratterizzava i Romani e che permetteva loro di vincere era la disciplina, il rigore della tenuta sul campo, e la razionalità strategica. Fuor di metafora, anche il chitarrista deve avere una certa auto-coercizione che lo spinga a non perdersi nel momento dell'apprendimento. Quello comunque che tu dici è valido per alcuni chitarristi che fanno capo al metal come stile, e su questi posso darti ragione. Forse per quanto riguarda la chitarra ritmica, si è perso quel senso tribale, ancestrale del ritmo che invece molte culture hanno profondamente radicate in se; per quanto riguarda la chitarra solista, si è perso quel senso di musicalità, di armonia, a causa anche dell'eccessivo "teorismo" (passatemi il neologismo), ovvero dell'applicazione sempre più razionale di regole teoriche di armonia per la costruzione di pezzi che così perdono il senso della vera musicalità. Non bisogna comunque dimenticarci che sia la tecnica che la teoria sono fondamentali per qualunque musicista e che sono 1 mezzo non un fine, e un mezzo positivo se usato positivamente, negativo se usato diversamente.
<p>In SHRED we TRUST!</p>
Re:Che brutto articolo!
quello che dici non è in contraddizione con quello che penso io, forse non mi sono espresso bene. non dico che nn sia necessaria la disciplina, ma deve essere qualcosa che deriva dalla passione,qualcosa che nasce spontaneo e non deve essere una forzatura, intendo solo questo.
"Non bisogna comunque dimenticarci che sia la tecnica che la teoria sono fondamentali per qualunque musicista e che sono 1 mezzo non un fine, e un mezzo positivo se usato positivamente, negativo se usato diversamente. "
sul fatto che la teoria sia fondamentale, non ti do torto, ma voglio tornare all'esempio di hendrix x spiegare una cosa. Jimi è morto che non sapeva riconoscere una nota sul pentagramma, eppure è stato uno dei + grandi chitarristi della storia.apparentemente sembrerebbe uan contraddizione, ma in realta anche lui conosceva la teoria.Forse non la teoria convenzionale, ma cmq aveva formato tramite la sua esperienza degli schemi con cui organizzare la musica, anche se magari non erano gli stessi e identici schemi che ti insegna un maestro di musica.
gli schemi di cui è composta la teoria musicale non sono qualcosa di assoluto e univoco.la musica è un universo di suoni e ritmi che il nostro cervello puo organizzare e sistemare in diversi modi. Per fare un esempio, avete presente il test he fanno gli psicologi in cui vi fanno vedere delle macchie e dovete dire cosa ci vedete?ognuno ci vede qualcosa di diverso, perche ognuno organizza mentalmente in maniera diversa qyell'immagine.lo stesso accade per la musica.
per questo dico che uno studio troppo rigido e prematuro della teoria puo inibire la capacita' di immaginare qualunque cosa di diverso, e quindi di creare qualcosa di originale... lo so non è un discorso facile , cmq spero di esse stato chiaro..
Re:Che brutto articolo!
Anche se ha ragione chi scrive sotto che sta cosa di citare il non saper leggere il pentagramma è sinonimo di mancanza di teoria (per teoria si intende la codifica di un dato fenomeno, quella che aveva Hendrix era esperienza), io sono molto d'accordo con quanto detto, il parallelo del test delle macchie (di Rorschach) descrive molto bene il discorso della natura soggettiva della musica. A questo vorrei aggiungere, in risposta a chi sostiene che si sta perdendo il senso della ritmica e della melodia, che anche questi possono essere spostati tranquillamente dal senso generale, definire una cosa melodica indica solo la conformità al senso melodico comune (ed in particolare al senso melodico occidentale che rappresenta UNA delle tante sfaccettature presenti in questo pianeta), per questo ben venga chi si scosta, il problema non è suo (anche se in una certa misura lo sarà visto che significa vendite zero! ;-) ma dell'ascoltatore che ha un senso melodico poco ampio e non è in grado di apprezzarlo... non dimentichiamoci che siamo una minoranza che spesso tende a ragionare come se fosse l'unica presenza nel mondo, ma non è così. Saluti Robyz
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Re:Che brutto articolo!
Ciao, per quanto riguarda la seconda parte del tuo post, credo fosse riferita al mio intervento. Per cui vorrei rivedere la cosa perchè credo abbiate frainteso il senso. Io nel mio post parlavo di musicalità, il che non equivale a melodia. Armonia non equivale per forza a melodia. Tuttavia mi premeva dire che 1 orientamento troppo teorico in fase di composizione musicale toglie molto del sentimento che in se deve avere la musica.
<p>In SHRED we TRUST!</p>
Re:Che brutto articolo!
Armonia e melodia sono due cose distinte, ma per musicalità non ho ben chiaro cosa intendi. Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:Che brutto articolo!
Armonia e melodia, sono due cose distinte, sicuramente. Per musicalità, intendo l'istintività della musica. Ma non solo, è 1 approccio non sistematico. Non è escludere la tecnica e la teoria, ma è piuttosto 1 modo di esprimere ciò che si ha in mente. Forse non lo so nemmeno io spiegare bene ;)
<p>In SHRED we TRUST!</p>
Re:Che brutto articolo!
premesso che anche il pentagramma è una codifica e che l'esperienza di hendrix era quella che gli permetteva di codificare la musica in una maniera personale, sono perfettamente d'accordo con robyz sul discorso che fa sul senso melodico dell'ascoltatore. tuttavia è anche vero che oggi chi suona spesso pero ha meno cura per la ritmica, e non si cimenta affattto nella melodia riproponendo cose perlopiu' gia sentite. passo e chiudo
Non confondiamo teoria e scrittura
Non sono d'accordo per un cavolo...e comunque smettiamola di confondere teoria con saper leggere e scrivere sul pentagramma
Re:Che brutto articolo!
scusate la sintassi del post sopra ma non l'ho riletot priam di spedirlo!cmq credo che il senso si capisca!
assoli
per esperienza mi è capitato di vedere gente molto brava tecnicamente e in grado di fare "assoloni" perdersi e fare fatica a suonare canzoni di semplice ritmica.Secondo me una base tecnica ci vuole all'inizio,ma rimango dell'idea che a volte la troppa tecnica tende a soffocare la creatività.
l'assolo
ah.ah, sono trent'anni che suono solo assolo-da-solo e malgrado spesso mi sia stufato, e per un po' abbia riposto i legni, non mi sono mai posto il problema: dl resto la chitarra è uno strumento versatile, si può usare sia come una voce solista che come un coro: dipende dalla nostra vera voce. la mia è sgraziata...giusto in spiaggia...;-)
Si è già detto tutto?
Per me il problema è che ormai gli assoli classici sono stati fatti praticamente in tutti i modi, le salse e le velocità possibili! Per esempio, certi assoli di gruppi metal sembrano tutti uguali, anche se a volte inseriti in riff diversi! Per me la moderazione è la via da intraprendere. Che sia veloce, che sia lento, che sia bello, un assolo deve cadere nella canzone giusta al posto giusto!
La tecnica serve! (citazione)
"Possedere a fondo una tecnica, significa possedere a fondo i mezzi per manifestarsi pienamente nell'arte. Tecnica infatti, non è solamente eseguire la nota giusta al tempo giusto, ma esprimere le più sottili sfumature del sentimento con un vibrato, un crescendo, un ritardo, una nota tenuta, un suono metallico, o dolce, o sfumato." (M.Storti) dal sito di Donato Begotti
E' logico
Hai mai sentito dire da un ascoltatore medio, guarda che bravo quel chitarrista, come fa bene le ritmiche!!
Mentre molti dicono wow che bravo quel chitarrista, che assolo che ci ha piantato!
Quindi i chitarristi puntano per lo piu su questo...
Inoltre pure il grande blackmore in una intervista disse che si annoia moltissimo nel fare le ritmiche. Eccovi l'articolo
I hate to do rhythm tracks, they bore me silly. That's why most of my rhythm tracks are very clinical. I'm so bored with just trying to get the thing right with the drums and the bass. I just love the part when it comes to putting my bit on there because if I clock up it's just me. But I can't stand going through, "I've done my bit," and the bass player goes, "Oh, I messed it up." And you do it again and the bass player gets it right and the drummer messes up. Of course by the tenth time you start hollering at everybody and you mess it up. And that's it, you're over the top by this time. Everybody is stale. You become a combination of things - annoyed, stale, worried that you're not ever going to get it off. And it's so simple, it's something you'd knock off in one minute, but get it onto tape is a pain in the ass. That's why I don't like recording too much, it's too clinical. A lot of people love it, they can edit their music and put it together and make it nice, but when they get onstage they're lost. My way of thinking is the opposite. I love to have that freedom of just going onstage and playing whatever I want to play at the time. I'll play the numbers, which I'm supposed to play, but in the in-between parts if I'm feeling good, I'll play something completely off the wall that I've never ever played in my life. In other words, I just lay back for the vocal and then I do my bit when it comes to the solo. I don't like to intricate things in the backgrounds; I don't like to clutter, I like the foundation to be simple.
ocigol é
a me suona come se dicesse: "gli assoli sono facili, faccio quello che mi pare, non correggo e non rifaccio e mi diverto... le ritmiche mi devo fare il mazzo e mi devo amalgamare col gruppo e prestare attenzione al tempo... infatti c'e' da rifare molto spesso"
e' un po' una dimostrazione del fatto che la ritmica, snobbata e bistrattata, in effetti e' la cosa piu' difficile da ottenere quando si vuole che sia veramente efficace..
se anche i grandi ci battono i denti, significa che e' un casino.. e io concordo
(in musica la cosa innegabilmente piu' difficile e' tenere il tempo.. se una nota di un solo e' leggermente anticipata o ritardata e' "espressione".. se lo e' l'accordo di una ritmica e' una "STECCA")
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re:E' logico
"Hai mai sentito dire da un ascoltatore medio, guarda che bravo quel chitarrista, come fa bene le ritmiche!! "
forse non hai mai ascoltato page hamilton degli helmet!
senza voler insegnare niente a nessuno
tanto per dire, consiglio un link:
http://www.jazzitalia.net/lezioni/chitarra5/c5_cho rdscale1.asp
Re:E' logico
Forse io non sono un ascoltatore medio..... Leggete i post prima di criticare
e l'orechio e l'intuito dove li lasciamo ?
Secondo me un buon chitarrista deve avere prima di tutto intuito ed orecchio...ho conosciuto chitarristi virtuosisti che, nel gruppo, in fase di arrangiamento di pezzi originali, non sapevano che fare se non assolacci ipertecnici (conditi casomai quel cazzo di chorus digitale anni '80...). Il buon chitarrista secondo me è quello che capisce QUANDO e DOVE fare COSA. Alcuni e mi rifersisco anche a mostri di bravura (che insegnano anche) molto spesso non riescono a capire che il quel determinato pezzo forse è meglio un bell'arpeggio su qualche triade, quelche effetto usato in maniera insolita, a volte anche 4 note ongi quarto d'ora...l'importante nella musica è il PEZZO non il CHITARRISTA...è questo l'equivoco di fondo...il musicista è l'artefice dell'arte, il pezzo che sta suonando è l'arte. E' il prodotto finale che è bello o brutto, non il chitarrista che è bravo o spastico.
Re:e l'orechio e l'intuito dove li lasciamo ?
A questo punto potremmo anche cercare di capire che significa che un pezzo è bello o brutto, che un solo è messo a pesce o correttamente, se in quel determinato passaggio ci vuole una cosa lenta o veloce, difficile o facile, in tono o dissonante... in base al numero di persone che decreta se piace o non piace? In base a quanti riescono a capire quanto ascoltano? In base al giudizio di guidici legittimati? In base al giudizio dei 5 musicisti presenti nel campione di ascoltatori? In base al parere dell'ascoltatore più evoluto e vicino all'onniscenza che si trova nel gruppo? Lanciamo una monetina, se esce testa è un brano bello, se croce è brutto... si ma con l'Euro come facciamo che ci hanno tolto la testa dalle monete? ;-) Spero che questo post venga capito dalla maggior parte del campione di lettori cosicchè venga giudicato come bello... :) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:e l'orechio e l'intuito dove li lasciamo ?
Non ho una risposta, ma un'impressione... su un caso concreto Chi di voi (molti) è stato ad un concerto di Vasco ha presente di cosa parlo: tutto il pubblico canta parola per parola tutte le canzoni, e fin qui ci siamo. Ma canta anche alcuni soli!!! Accompagnandosi con il nananana canta i soli di colpa d'alfredo, di brava, di albachiara... guarda caso quelli pensati da Solieri. ora non so se questo voglia dire che quei soli sono più belli o più brutti degli altri ma sicuramente FUNZIONANO, sono riconosciuti come parte integrante del brano, non come un abbellimento attacato sopra, sono parte dell'arrangiamento... sono espressivi quanto il cantato!!! Secondo me questo è il valore di chi suona in funzione del brano... almeno se suoni su canzoni, poi se suoni jazz o musica strumentale o altro il discorso cambia, ma se suoni una canzone il fatto che le tue parti ne facciano parte quanto il cantato è una gran cosa... ciao
Re:e l'orechio e l'intuito dove li lasciamo ?
"almeno se suoni su canzoni, poi se suoni jazz o musica strumentale o altro il discorso cambia"
perchè il jazz o la musica strumentale non sono canzoni? Forse il discorso non funziona poi così bene come in genere si crede, anche perchè mio fratello che suona il basso canta i soli e le parti di basso, mia cugina si ricorda a malapena il solo lento di Sweet Child o' mine mentre io mi canto nota per nota l'assolo di Rest in Peace degli Extreme ma per esempio non riesco a memorizzare tutto il solo di Layla, cosa che invece un mio amico fa benissimo.
La gente canta quello che riesce a ricordare, se fai linee veloci o atipiche nessuno le canterà mai, ma questo non significa che sia musica meno valida... paradossalmente se facessi ascoltare un solo di Solieri ad un indiano (oltre che avere una crisi di vomito) non avrebbe la minima efficacia perchè la sua testa si è formata con linee melodiche completamente differenti.
Per me sta cosa del assoggettare la musica a certi canoni, dire se una cosa è messa bene o a sproposito in base a tali canoni è una delle più grandi favole contemporanee. Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:e l'orechio e l'intuito dove li lasciamo ?
Solo un piccolo appunto... la musica strumentale non rientra nella definizione di "canzone", che deve comunque contenere della lirica. Il dizionario appunto definisca CANZONE: "breve componimento poetico musicato con melodia orecchiabile", oppure "componimento lirico formato da un certo numero di strofe ecc." Di conseguenza un pezzo strumentale (quindi senza un testo) non è una canzone! Bacioni!
Re:e l'orechio e l'intuito dove li lasciamo ?
BRAVO!!! La chitarra si chiama strumento perchè èun mezzo, non un fine: LA MUSICA è IL FINE!!! L'equivoco nasce dal narcisismo dei chitarristi che non suonano IN un gruppo ma SU un gruppo (naturalmente non tutti, ma il rischi è grosso). Keith Richards, quanti soli ha fatto in 40 anni? 4 o 5? eppure chi potrebbe escluderlo da una lista degli ."eletti" del chitarrismo rock? Inoltre non esistono grandi bassisti, vista la rarità dei soli di basso? Il problema è di mentalità, c'è chi si mette al servizio del brano, e questo è fare musica e chi mette il brano al servizio del proprio narcisismo, e questo, in genere, è rompere le palle all'ascoltatore!!!! In un ottica musicale anche il solo stesso diviene una micro composizione che ha lo scopo di arricchire il brano! Non è una questione di soli o ritmica, ma di fare musica o chitarrismo narcisista! Ciao a tutti
non e' solo questione di fissazione...
E' che avere "tiro" mica e' una cosa scontata , specie suonando accordi complessi!!!
Mi spiego : so prendere piu' o meno tutti gli accordi a tre o quattro voci (con diteggiature umanamente vicine) che puo' capitare di incontrare , e se studio un pezzo come si deve molto probabilmente avro' in ogni momento qualche variante a portata di mano...pero' cazzo non sempre quando mi ascolto registrato ho un timing impeccabile!!!
Il fatto e' che rimanere coordinati e a tempo mentre passi da un accordo all'altro (a meno che non si tratti di trascinare un power chord qua e la'...) , magari mettendoci di mezzo il fatto che stai con le orecchie tese a sentire cosa stanno combinando gli altri strumenti , e' , cazzo , molto difficile!!!Molto di piu' che tirare fuori una bella frase (con il timing giusto , le note giuste , etc) su quegli stessi accordi...
Mah...
Ecco il mio pensiero: 1. La moda c'entra se sei un turnista\session man (scusate l'ignoranza) non se fai musica tua. Se fai musica tua e vuoi farla alla moda, può essere un pensiero giusto...ma...mi sa un pò di plastica!! A quel punto non sei te che suoni ma forse la tua voglia di fare soldi. (no??) 2. La musica secondo me va studiata da vari punti di vista...nel piano di studi andrebbero inseriti esercizi di ascolto attivo, ritmiche, teoria, armonia Improvvisazione...etc.etc..e voglio comprendere anche lo studio di qualche chitarrista in particolare. A quel punto, secondo me...stai facendo tutto per non limitarti da nessun punto di vista!! 3. Secondo me...vanno studiati in passivo anche altri strumenti...in passivo intendo: cercare di ripetere un solo di sax e poi vedere che note sono state usate, che ritmiche, su che giro armonico e con quali dinamiche.Prendere un bel brano di Petrucciani ed improvvisarci sopra, cercare di rimanere coerenti con lo spirito del brano...e via di seguito.
Questo, vuol dire coltivare una passione. Personalmente non consiglio lo studio prettamente tecnico, o prettamente armonico, o prettamente quello che volete!! Il difficile è cercare di fare le cose che non ti vengono o quelle che ti chiedono dei ragionamenti, a volte complessi. Anche se un musicista vuol suonare solo per passione, secondo me sa perfettamente le cose in cui è carente. Lo sente...lo prova...nn so se mi seguite! Io non sono un mostro tecnico...x cui mi sforzo per inserire un'oretta di tecnica al giorno...nel frattempo cerco di curare e portare avanti tutto il resto.
Per cui...se è apprezzato un mio consiglio..
risposta
se non 6 un bravo chitarrista ritmico non sarai mai un bravo chitarrista solista.