Oggi voglio annoiarvi con l’ennesimo capitolo dedicato alla mia pedaliera. Diciamo subito che il concetto originale, basato sull’idea di (relativamente) pochi pedali ma buoni, e’ rimasto piu’ o meno intatto. Quello che invece e’ cambiato e’ la gestione forse piu’ pratica dei suoni, l’unita’ di alimentazione sicuramente migliore della precedente e la valigetta-pedaliera stessa. Ah, e un paio di facce nuove tra i pedali...

Il cuore del sistema e’ ora un doppio loop true by-pass. Per la cronaca si chiama Doop Loop ed e’ fatto a Liverpool da due ragazzi dietro il nome poco rassicurante di Napalm Pedals. Non hanno un sito web, ma i loro pedali sono acquistabili su eBay.co.uk.
Il pedale ha un input e un output (ma va?) piu’ due send-return che possono essere attivati, e disattivati, sia singolarmente che in coppia attraverso i due footswitch dedicati (true by-pass? Of course!). I due loop discreti hanno rispettivamente un led blu e uno bianco entrambi ad alta luminosita’; l’unita’ e’ alimentata a batteria, che in pratica serve solo per far funzionare la luminaria. Questo mi permette due grossi vantaggi: primo, evitare che il segnale passi attraverso uno dei loop, o entrambi, quando non ho bisogno di quei determinati pedali e, secondo, di avere ai miei piedi la possibilita’ di prepararmi dei rudimentali ‘preset’.
Vediamo allora come ho organizzato i pedali.
Il segnale entra in un compressore T Rex CompNova e da qui nell’input del Doop Loop, esce poi dall’output per andare in un Xotic RC Booster e da qui nell’input dell’ampli. Praticamente quindi, se voglio un suono pulito e non effettato il segnale passa soltanto attraverso tre unita’, di cui due (il looper e il booster) true by-pass.
Il divertimento comincia con il primo loop (contrassegnato dal led blu), dove ho raggruppato le unita’ di guadagno: un Crowther Hot Cake, un Fulltone Distortion Pro e, udite udite un T-Pedals HiFuzz di cui parlero’ fra poco.
Il secondo loop (che ha un led bianco) invece e’ dedicato alle modulazioni: un MXR Phase 90, un TC Electronic SCF (stereo chorus flanger) e un Electro Harmonix Memory Man Deluxe.
Dunque, possiamo pensare questa pedaliera come organizzata in tre ‘banchi’ discreti: compressione, drive, modulazione/ritardi.
Dei pedali che compongono il set up ho gia’ parlato in un precedente articolo, mentre riguardo al Phase 90 esiste un’ampia letteratura sia su Accordo che altrove. Mi limitero’ soltanto a sottolineare una delle caratteristiche di questo pedale, cioe’ quella di incrementare leggermente il segnale quando attivato. Ovviamente qualcuno puo’ trovarlo irritante sulle ritmiche ultrapulite, specialmente se questo incremento puo’ portare ad un lieve break-up. Personalmente non me ne curo troppo, per il fatto che mi piace che il suono pulito non sia proprio tale, e poi perche’ e’ proprio per ovviare a queste situazioni che abbiamo un potenziomentro del volume sulle nostre beneamate chitarre…
Passando all’altra faccia nuova del setup, ho sentito pareri molto freddi anche a proposito del Fulltone Distortion Pro. Premetto che l’ho preso a scatola chiusa (mia sorella era in viaggio di nozze a NY e… casualmente e’ finita in un Guitar Center).
Personalmente a me piace e tanto: non un distorsore nel solco dei Boss, per intenderci, che danno (in)soddisfazione immediata ,ma un pedale con un suono complesso, multidimensionale. Probabilmente non e’ adatto al metal piu’ spinto, ma e’ facilissimo ricavarci suoni molto credibili in stile NWBHM, mentre utilizzato con un po’ di compressione e modulazione fa moooolto Van Halen!
Ovviamente, come ogni pedale con molti controlli e una paletta sonora ampia, i margini per ottenere suoni bruttini ci sono eccome; l’antidoto e’ smanettare fino a trovare quel benedettissimo suono che abbiamo in testa. Come anticipato in apertura, un capitolo a parte lo merita l’Hifuzz. Lo costruisce il nostro Mr.T, in una speciale livrea nera appositamente per Music Ground (Music Ground detiene i diritti sul marchio HiWatt). L’ho preso dando dentro un numero impresionante di pedali: un Whammy IV, un MXR Dist+, un RAT e altri che non sto qui ad elencare.
Il prezzo qui e’ impressionante, spero bene che MrT abbia la sua bella fetta delle molte sterline che ci vogliono per portarselo a casa, perche’ secondo me se la merita proprio. Come consuetudine di Alberto il pedale e’ alloggiato nella scatola di un trasformatore, mentre il fondo e’ di legno con quattro piedini di gomma antiscivolo. I controlli, che ricalcano “the good ole fuzzes of yore” si limitano a due potenziometri: gain – tanto gain- e volume. TANTO VOLUME!!!
Al centro tra i due pot (bianchi “chickenhead”) c’e’ anche un selettore a due posizioni che governa il voicing. Diciamo che questo pedale si mangia tutti i miei altri fuzz (un Big Muff Pi originale e un ZVex Fuzz Factory) e rimane anche con un certo appetito… A dispetto della semplicita’ apparente, i controlli sono altamente interattivi tra loro. In situazioni di gain non esagerato le alterazioni degli accordi, a.k.a. 7me, 9ne etc., non solo rimangono intellegibili, ma sfruttando l’altissima risposta dinamica e’ possibile farle addirittura schizzare fuori. Il selettore a due posizioni come dicevo, se settato su 1 grida Fuzz Face a pieni polmoni, senza pero’ le idiosincrasie dei pedali d’annata (o dannati, fate voi). In posizione 2 invece le mie orecchie avvertono una ‘squadratura’ maggiore dell’onda, che arriva quasi – nel registro alto del manico - a suggerire un leggero effetto octavia. E’ relativamente facile passare da Hendrix a Gilmour soltanto utilizzando il volume e i toni della Stratocaster.
Questo pedale, pur trovandosi benissimo con toni cupi e grossi della Les Paul, predilige i single coil agli humbuckers, e mi sembra che si esprima alla grande con i Bareknuckle Trilogy Suite della mia Stratocaster. Si tratta di pick-ups veramente potenti, avvolti a mano qui in Inghilterra, con magneti in Alnico V (per gli amanti della fredda cronaca il trio esprime i seguenti valori di output: 15.5K, 11.2K e 11.2K)
L’accoppiata con la SG equipaggiata con P90 Haeussel e’ invece espressamente vietata dalla Convenzione di Ginevra: e’ semplicemente devastante!!! Le note vengono letteralmente scagliate fuori dal cono come se fossero sparate da una mitragliatrice… semplicemente devastante!
Tutti i pedali a parte l’HiFuzz che puo’ essere solo alimentato con una batteria da 9V, il SCF che va direttamente nella ciabatta con la sua presa e il MMD (che ha il suo personalissimo alimentatore da 24V!!!), sono alimentati da una unita’ Gator Cases Bus 8. Quest’ultima e’ dotata di 8 outlets da 9V e 3 da 18V. E’ silenziosissima e con i suoi 1500 milliamps ha tutto quello che mi serve. In piu’ e’ piccola e leggera… cosa volete di piu’, che faccia il caffe’?
I pedali sono tutti collegati con cavi e connessioni solderless GeorgeL. Tagliate il cavo della lunghezza desiderata – possibilmente in perpendicolare- lo inserite nel jack, avvitate il fondello del medesimo e il gioco e’ fatto: cablatura silenziosa e di qualita’. Il tutto trova alloggio in una valigia Rockbag la cui base si stacca diventando la board stessa (decisamente un passo in avanti rispetto alla soluzione casereccia che avevo adottato fin’ora). I pedali sono tenuti al loro posto tramite strisce adesive di velcro; I pedali hanno tutti la base “velcrata”, tutti tranne l’Hifuzz… che e’ tenuto al suo posto dagli altri pedali, dal coperchio della valigia imbottito di gommapiuma nera e… dalla forza di gravita’.
Dopo anni di assemblaggi di pedaliere varie, vorrei qui sottolineare un postulato della legge di Murphy: non importa quanto grande sia la vostra ‘board: prima di fare entrare tutto in maniera ordinata e razionale vi aspettano sempre quei due-tre giorni di Pedal-Tetris. Infatti, di norma, l’acquisto di una piattaforma piu’ grande prelude naturalmente all’aggiunta di quei due-tre pedali in piu’ col risultato che lo spazio, all’improvviso, non basta piu’…
Tornando a noi, la pedaliera trova la sua collocazione naturale tra le mie ragazze (un paio Stratocaster, una Les Paul, una SG e una Framus Diablo Pro) e un combo Hiwatt, che si mangia di buon grado tutto quello che gli butto davanti.
Alcune considerazioni finali: ci sono ben poche cose che non si possono ottenere con un compressore, un overdrive, un distorsore, un fuzz, un phaser, un chorus e un delay. Una cosa facilissima da raggiungere e’ un insieme pauroso di rumore di fondo, giungle di cavi e segnale perso per strada. Pedali di qualita’, un routing “paraculo”, cablaggi ad hoc e un’alimentazione… corretta hanno minimizzato il problema, lasciando il campo esclusivamente alla potenzialita’ dei pedali stessi (e alla insipienza chitarristica del sottoscritto).
Parlando dei pedali, la loro selezione e’ piuttosto orientata verso i classici (senza cadere nella vintagefilia); si tratta di cose forse viste e riviste, ma in my humble opinion in grado di poter soddisfare tutte le mie esigenze soniche (rock ’60-‘70-‘80). L’altra speranza, neanche troppo segreta, che questo progetto si trascina dietro e’ quello di estinguere a tempo indeterminato la PAS, la temibile variante pedalara della GAS. Chissà?
e l'accordatore? ho
Floyd - www.wallproject.it
Re: e l'accordatore? ho
Re: e l'accordatore?
Ciao.
Manc.
Re: e l'accordatore?
Ben fatto...
ti manca solo un bel buffer..
Re: ti manca solo un bel buffer..
Ciao.
Manc.
Complimenti...
Basterebbe solo un po' di buon senso!
Buffer
Re: Buffer
I colori...
Re: I colori...
Ciao.
Manc.
Il loop
Bareknuckle Trilogy Suite
Il sito del mio paese: <strong><a href="http://www
Re: Bareknuckle Trilogy Suite
Ciao.
Manc.
Re: Bareknuckle Trilogy Suite
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alimentatore
Re: alimentatore
Ciao.
Manc.
x Nico
chiaritemi un paio di cose...