Il servizio di consulenza risponde a questa domanda di crixout: Innanzitutto un saluto a tutti voi di Accordo, e complimenti. Da un po' di tempo sto osando cambi di pick up nelle mie chitarre al fine di riuscire a trovare un compromesso tra "ciò che mi serve" e "ciò che una chitarra è nata per fare". Purtroppo suonando in una cover band e non potendo portarsi dietro tutte le chitarre a disposizione, qualche compromesso bisogna accettarlo. E' chiaro che non si pretende che una Strato con humbucker suoni come una Les Paul. Quindi vorrei aprofittare dell'esperienza dei collaboratori di accordo, e degli accordiani, per lanciare una richiesta/idea di articolo sulla relazione che intercorre tra i pick up, i pot del volume/tono e i condensatori che vengono inseriti tra quest'ultimi.
Penso che sia di interesse comune poter capire come le timbriche possano cambiare cambiando tali elementi e fino a che punto è possibile intervenire. Per esempio: a me è capitato di sostituire l'Humbucker al ponte della mia Les Paul con uno Alnico Pro II, quello di Slash per intenderci. Non suonava affatto bene alle mie orecchie finchè non mi sono accorto che avrei dovuto sostituire il Cap tra Pot del Tono e Volume con uno da 0.047. Ora va tutto oK, ma vi sarei grato se mi spiegaste il perchè ho dovuto effettuare tale modifica. Se possibile facciate finta che nessuno di noi capisca niente di elettronica, come il sottoscritto! Grazie.

Risponde Luca Villani di I-SPIRA: La chitarra elettrica è normalmente equipaggiata con un circuito di tipo passivo, cioè non alimentato. La mancanza di alimentazione fa sì che i componenti in gioco abbiano un ruolo "sottrattivo": non possono cioè aggiungere caratteristiche al segnale, ma solamente togliere.
Il potenziometro del volume, quando non è posizionato a fine corsa (tutto aperto), devia progressivamente il segnale che arriva al suo ingresso verso la massa del circuito, diminuendone l'ampiezza (dB) in uscita fino a zero. Il potenziometro del tono si comporta allo stesso modo, ma porta progressivamente verso massa solo una parte del contenuto in frequenza (Hz) del segnale, grazie alla presenza di un condensatore non polarizzato, che fa da filtro. Tale range di frequenze è definito da una "soglia", al di sopra della quale il potenziometro agisce. Il valore di tale soglia è determinato dal valore del condensatore (nF), che è connesso tra il potenziometro e la massa stessa.
La minore influenza dei componenti si ha sempre per posizioni di "tutto aperto": per capirci, quando gli indici delle manopole di Volume e Tono sono posti sul valore 10 il segnale passa con il minimo di alterazione possibile. In effetti, anche in questa condizione, entrambi i potenziometri hanno una lieve influenza: per il segnale generato dal pickup essi rappresentano un ostacolo che, essendo parte di un sistema passivo, li fa comportare come un filtro involontario che fa da barriera per le frequenze più alte dello spettro sonoro. Minore è il valore dei potenziometri e maggiore è la quantità di alte frequenze che va persa.
Dunque: valori più alti dei potenziometri fanno arrivare all'uscita jack una maggior quantità di frequenze acute; valori più alti del condensatore sul tono estendono verso il basso la soglia al di sopra della quale le frequenze vengono tagliato quando esso agisce.
Ecco perché quando si ha a che fare con pickup single coil, che di loro sono tendenzialmente molto aperti sugli acuti, sono opportuni valori più bassi dei potenziometri (solitamente 250KOhm), che controbilanciano efficacemente una brillantezza che potrebbe risultare eccessiva. Viceversa, quando sono presenti degli humbuckers, che per loro costruzione sono già soggetti a cancellare frequenze acute, si preferiscono potenziometri da 500KOhm (o addirittura da 1 MOhm), che prevengono l'ulteriore intensificarsi di tale fenomeno.
Il valore del condensatore sul tono, solitamente compreso tra 22nF e 47nF, è più che altro una scelta soggettiva, così come lo sono i potenziometri di tipo logaritmico (A) o lineare (B) (tra l'uno e l'altro cambia solo la gradualità di azione), anche se si ritengono in genere più adatti i logaritmici, perché il loro intervento è percepito dal nostro orecchio come più naturale.
A volte può essere utile modificare il valore dei componenti in funzione di esigenze particolari, di caratteristiche peculiari dei pickups montati o per compensare eccedenze o lacune di un particolare strumento. Sicuramente, sperimentare con i valori dei componenti del circuito può essere l'approccio più corretto (ed economicamente vantaggioso) per risolvere problemi di svariata natura, che spesso vengono troppo frettolosamente considerati insuperabili e per i quali si finisce magari per cambiare l'intero strumento!
Se è per questo...
Re: Se è per questo...
Re: Se è per questo...
Re: Se è per questo...
Re: Se è per questo...
Re: Se è per questo...
grandissimo Luvi
Una domanda a Luca Villani
Re: Una domanda a Luca Villani
Luca Villani http://www.i-spira.com
Imparo, imparo, imparo...
Grandi
Basterebbe solo un po' di buon senso!
se volessi 'aprire'
Re: se volessi 'aprire'
Tutti quanti, tutti quanti, tutti quanti voglion f
Interessante
Re: Interessante
Luca Villani http://www.i-spira.com
e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
Luca Villani http://www.i-spira.com
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
te lo dico io come si fa
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re: logaritmico e lineare?
<i>rock n rollah!</i>
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
e
Re: e quando si hanno 1 humbucker e 2 single coil ?
stesso problema
Pickup attivi bistrattati ingiustamente..