Una chitarra fatta in casa - 1

di alberto - accordiano DOC #3 | 13 March 2004 @ 17:20 |
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Una chitarra fatta in casa - 1Chitarra definitiva, ampli perfetto, setup completo. Diciamocela tutta, lo sappiamo bene che questa roba non esiste. Si desidera spasmodicamente "quella" chitarra, ci si sta svegli la notte, quando arriva si raggiunge un orgasmo musicale ma non troppo ("lo sapevo, lo sapevo, è fantastica!"), poi, dopo un po', l'occhio comincia a ballare su palette diverse. Eppure, un modo c'è per avere la chitarra "un po' più definitiva" delle altre: farsela costruire su misura. Oppure, meglio ancora, costruirsela. Da tanti anni mi passava per la testa questa idea, che in diverse occasioni avevo messo in pratica parzialmente (modifiche pesanti, sostituzioni di manici ed elettroniche, eccetera). Ma a partire da zero non ci avevo mai provato, così ho deciso di farlo. In questo e in un prossimo articolo "a cose fatte" racconterò com'è andata.

Red Pearl Pickguard Ho gestito il progetto in modo organico, suddividendo le diverse fasi, definendo bene i dettagli a priori per essere certo di eliminare le emotività più "caduche" e arrivare a ottenere un risultato davvero soddisfacente. Seguirò il processo anche in questo racconto, nella speranza di dare agli intrepidi che si cimenteranno nell'impresa quante più dritte possibile.

Linee generali

Prima di tutto ho ragionato bene sul "cosa". Qui entra in campo il soggettivo, ovviamente. Quello che piace a me non piace a te, per cui è evidente che ognuno arriverà a conclusioni diverse. Ho scelto di costruire uno strumento tipo Fender sia per la grande disponibilità di parti, sia perché suono praticamente solo strumenti tipo Stratocaster e Telecaster, sia perché non sono quasi mai riuscito a farmi piacere le forme diverse. L'unica forma di solid body che considero accettabile è la Les Paul (!?!), ma per ovvie ragioni non è facile costruirsene una con pezzi raccolti qua e là. Già, ma QUALE Fender? Scartata la risposta più ovvia (e poi sono già fortunato custode della più bella Strat-clone della Galassia) ho deciso per il mio vecchio e bizzarro amore, la Telecaster Thinline (primo tipo ovviamente, quella con i single coil costruita tra il 1968 e il 1971). E' uno strumento che a me piace molto, leggerissimo, con un briciolo di calore in più grazie alle cavità del corpo, che giustifica anche qualche caduta nel kitsch visto che in fondo è già molto kitsch di suo. OK, il più è fatto no?

Manico e corpo

L'unica volta in cui ho provato a verniciare qualcosa ho fatto un tale pastrocchio che mi ha tolto la voglia di riprovarci almeno per tutta questa e anche per la prossima vita. Da questa constatazione è derivata la decisione di acquistare parti già verniciate e la conseguente scelta del fornitore. Di parti Fender-style se ne trovano a dozzine, da quelle più economiche prodotte dagli schiavi orientali fino ai manufatti pregiati di alcuni gioiellieri statunitensi. Per restare coi piedi per terra, ma senza compromessi in termini di qualità, la scelta è caduta sul nome più famoso: Warmoth. L'azienda di Puyallup WA è il principale fornitore di privati e piccoli costruttori che vogliono parti molto ben fatte, ragionevolmente personalizzabili in fase di ordinazione, disponibili a diversi livelli di finitura (dal grezzo al verniciato, in una vasta gamma di tinte), a prezzi adeguati (soprattutto con il cambio Euro - Dollaro del 2004). Il sito è ricchissimo: gira che ti rigira trovo un fantastico corpo Tele hollow, contoured con buca a F, ma più tardi scoprirò che non è compatibile con le buche della Thinline (e con la relativa forma del battipenna, ovvero avrei dovuto ripiegare sulla soluzione ibrida che trovo orribile). Quindi scelgo il corpo classico Thinline in ontano, leggero e risonante, da colorarsi in vintage white. Per il manico scelgo la struttura "total vintage" (21 tasti e raggio 7" 1/4), flame maple neck, capotasto in osso, tasti 6105, profilo "Clapton", forato per meccaniche Kluson, con segnatasti in abalone e finitura "clear satin".

Dunque chiaro no? Corpo bianco vintage, maple neck e ... il battipenna? Ovvio, un fantastico e dannatamente kitsch madreperlato rosso. Insomma, la mia Self-made-Thinline sarà kitsch come una mignotta di periferia, ma è esattamente quello che andavo cercando. Scherzi a parte, vorrei spezzare una lancia a favore del catalogo Warmoth, in cui c'è letteralmente da perdere la testa, inventando combinazioni di legni e colori da sballo totale. A questo proposito suggerisco un giro panoramico della fabbrica, tanto per avere un'idea delle dimensioni e delle risorse dell'azienda (in attività dal 1980, tuttora squisitamente semi-artigianale, 100% americana, proprio come faceva Leo ai bei tempi).

Hardware

Facile no? Meccaniche (simil) Kluson, ponte Telecaster a tre sellette (non quello orrendo che usano ora sulle American Standard, un ponte Telecaster VERO) e qualche altro ammennicolo. Anche di questa roba c'è l'inflazione, in Rete e non, ma bisogna trovare quella giusta al prezzo giusto, a chi rivolgersi? Anche per questo la prima risposta è Stewart-MacDonald, l'azienda di Athens, OH che dal 1968 fornisce parti, attrezzi e materiali di consumo a liutai, appassionati, piccoli costruttori di tutto il mondo. Da anni acquisto da loro aggeggi di ogni tipo per fare il makeup alle chitarre, apprezzando servizio e scelta ineguagliati. Per il ponte ho deciso di unire il rigore storico (tre sellette in ottone) con un po' di moderna tecnologia: il "Wilkinson Adjustable Compensated Vintage Tele Bridge", grazie a un ingegnoso sistema di viti e perni, consente di regolare un'intonazione perfetta senza rinunciare alla sonorità e all'estetica classica (tra l'altro si possono acquistare anche le sellette separatamente). Per le meccaniche, la scelta è caduta sulle Gotoh Locking Vintage Oval Knob, che, per quanto non politically correct (le Thinline montavano le meccaniche con la F prodotte in esclusiva per Fender a partire da fine anni '60), si sposano bene con il design retrò della Thinline e poi funzionano magnificamente.

Pickup

La scelta è pressoché obbligata: VooDoo. Non ho ancora deciso se scegliere per il ponte la variante anni '50 o quella anni '60, mentre per il manico il TEF è unico e insuperabile.

Acquisto online

Quando ho scritto ai responsabili delle aziende in questione (Ken Warmoth, Jay Hostetler e Jay Hostetler, rispettivamente di Warmoth, Stewmac e WooDoo) sottoponendo loro l'idea di questo progetto, con l'obiettivo di dare tutte le informazioni possibili su come scegliere, acquistare e assemblare una chitarra, ho trovato grande entusiasmo. Il materiale necessario - al momento in cui pubblico queste prime note - in parte è già arrivato e in parte è ancora in fase di realizzazione (corpo e manico). Warmoth e StewMac hanno un catalogo online completo ed efficiente. Chiunque abbia un briciolo di dimestichezza con Internet può trovare e acquistare con estrema facilità. VooDoo è distribuito in Italia da Roberto Pistolesi (e - ci dicono - anche da LA Music, ma la notizia non appare sui siti ufficiali al momento della pubblicazione). Nella seconda parte dell'articolo daremo i ragguagli sui costi, per ora anticipo che l'hardware da Stewmac è arrivato senza aggravi fiscali.

Assemblaggio

Assemblare una chitarra tipo fender è facile: bastano un paio di cacciaviti, un saldatore, un po' di attenzione e pazienza per fare tutto in poco tempo. Nel nostro caso, volendo raggiungere lo stato dell'arte, abbiamo chiesto la collaborazione di Roberto Pistolesi, dottore in fenderologia applicata. Tutta la vicenda sarà documentata fotograficamente e descritta nella seconda parte di questa storia, online presumibilmente tra un mese.

Costi

Totale parti 1.078,77. I prezzi di trasporto e dogana nella seconda parte dell'articolo.

Risorse
Prima puntata
Seconda puntata
Terza puntata
Video a SHG 27
La gallery



Tutti i commenti

  • chi fa da se...
    di Claudio Garavaglia - accordiano #62 | 13 March 2004 @ 19:27
    --
    <p>hit</p>
    • Re:chi fa da se...
      di ibanez89 - accordiano #7917 | 19 August 2005 @ 12:28
    • Re:chi fa da se...
      di gio80 - accordiano #7823 | 25 June 2005 @ 13:56
    • Re: Anche io ho fatto la stesa cosa
      di minguccio - accordiano #1495 | 14 March 2004 @ 10:15
      • Martini
        di cek_sound - accordiano #2683 | 16 March 2004 @ 08:15
        • Re:Martini
          di minguccio - accordiano #1495 | 16 March 2004 @ 08:55
      • Re: Anche io ho fatto la stessa cosa
        di IronMan - accordiano #3515 | 14 March 2004 @ 16:24
        • Re: Anche io ho fatto la stessa cosa
          di ranks - accordiano #2338 | 16 March 2004 @ 14:16
          --
          <p>&quot;You can't stop rock n' roll&quot; Twisted
  • Solo Voodoo?
    di Giancarlo 78 - accordiano #2962 | 13 March 2004 @ 19:38
    --
    Hamer-maniaco no.1 nonchè masottiano convinto.
    • Re:Solo Voodoo?
      di alberto - accordiano DOC #3 | 13 March 2004 @ 22:51
  • Anch'io
    di Andre - accordiano #1408 | 15 March 2004 @ 08:52
    • Re:Anch'io
      di Andre - accordiano #1408 | 15 March 2004 @ 09:05
  • MiticaTele
    di Les_paul_s - accordiano #1391 | 15 March 2004 @ 14:26
  • Ponte compensato ?
    di frankblues - accordiano #831 | 16 March 2004 @ 13:19
    --
    <p>
    Frankblues</p>
    • Re:Ponte compensato ?
      di alberto - accordiano DOC #3 | 16 March 2004 @ 15:05
      • Re:Ponte compensato ?
        di frankblues - accordiano #831 | 16 March 2004 @ 16:09
        --
        <p>
        Frankblues</p>
  • complimenti boss...
    di Massimo Panchetti - accordiano #22 | 16 March 2004 @ 18:43
  • cazzo, che libidine...
    di ardez - accordiano #3464 | 16 March 2004 @ 19:52
  • Sarò monotono !! ;0)
    di Kata_ts - accordiano #2290 | 17 March 2004 @ 19:18
    --
    Antonello
    www.antonellocatanese.net
    www.myspace.

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