Piaciuti gli articoli sulle corde ? Bene, la prima sorpresa è che l'ìlluminato Maestro Mario Monteleone (il fattore M impera) ha deciso di avvalersi della mano d'opera del sottoscritto per proseguire ed entrare nel vivo dell'argomento, impostato il gioco ora bisogna puntare a rete ... scusate ... diciamo che da ora mettiamo mani agli oggetti.
Brevemente, ragioniamo sulla definizione di corda: insieme di fili intrecciati, di materiali vari, capaci di sopportare sforzi di trazione. Può essere costituita da materiali fibrosi naturali, sintetici o metallici. Nel primo caso viene comunemente chiamata corda, nel secondo si usa il nome di fune.
Qualsiasi corda assume al ruolo nobile di "strumento" grazie al montaggio su chitarra o basso, entrambi necessari di una interazione con una componente del corpo umano: è vero che possiamo affermare che diversi chitarristi "suonano con i piedi" ma mi sembra evidente che sugli strumenti, mediamente, ci mettiamo le mani.
Usando uno strumento a corda questa è sottoposta ad una serie di sollecitazioni meccaniche, chimiche e fisiche che ne causano la usura ed il conseguente decadimento delle carattersitiche meccaniche e sonore.
Guardatevi le mani ... sudano ?
Dice il saggio ... il sudore si manifesta durante tutto l'anno aumentando tipicamente d'estate; il sudore è chiaro, acquoso e può variare da una sottile pellicola cutanea ad un vero e proprio "gocciolamento" apparentemente inarrestabile. In alcune situazioni al disturbo si associano odore esageratamente intenso (osmidrosi) oppure particolarmente acre (bromidrosi) soprattutto quando l'iperidrosi palmare è accompagnata da aumento sudorale alle ascelle ed alle aree genitali.
In questi ultimi casi il cattivo odore sarebbe provocato dalla modificazione chimica del sudore, con maggiori componenti ormonali, che favorirebbe la moltiplicazione di batteri sulla cute e capaci di provocare la fermentazione del sudore stesso.
Oltre al sudore delle mani che possiamo individuare come il principale aggressore chimico, altri fattori possono ridurre la vita media di una corda: la pulizia della corda stessa, il tira-molla (tira E molla eh ... non tiramolla il fumetto) causato da intemperie, umidità ambientale, accorda e riaccorda, l'usura meccanica della corda che poggia su ponte e capotasto, le bacchette che vi lancia il batterista perchè suonate troppo forte, la birra che vi lanciano dalle prime file perchè suonate troppo piano, i tiraggi causati dalle fans che si aggrappano alla primo oggetto dritto sporgente ... insomma ... ogni tanto si presenta la necessità di cambiare le corde allo strumento.
Cosa significa "ogni tanto" ?
Potremmo riassumere sempre brevemente quando per una causa o per un altra la corda ha perso quelle caratteristiche sonore proprie ma molto più realisticamente significa semplicemente "a sentimento", cioè quando la sonorità della corda non ci soddifa più; senza trascurare frenesie e frustrazioni di chi da sempre è alla ricerca della corda ideale e cambia oltre che per necessità anche per sperimentazione.
COSA cambiare ? Una corda alla volta o tutte insieme ?
Tra i chitarristi convivono in pace due filosofie per quanto riguarda la ri-cordatura: alcuni sostengono essere dannoso per il manico privarlo di tutte le corde (stress meccanico) e rimontarle contemporaneamente; altri, facendosi scudo del "per tutti gli interventi di liuteria si tolgono tutte le corde, perché fare un'eccezione?", preferiscono la soluzione più radicale. Come sempre consiglio di affidarsi al buon senso, personalmente ne cambio due alla volta procedendo dalle due centrali verso le due più esterne (che per una paletta tipo acustica o classica sono i due MI), sulla simil tele una alla volta dal basso al cantino ma mai ho riscontrato problemi seguendo ora l'una ora l'altra filosofia.
Nota: se in occasione della ri-cordature doveste decidere di pulire il manico e manutenzione di vario tipo, togliere tutte le corde contemporaneamente è pressochè un obbligo più che un consiglio.
COME cambiare ? Cosa serve ?

L'attrezzatura minima necessaria consta di una minima e sufficente dose di pazienza (non costa nulla ma in linea di principio è la cosa più preziosa di cui disponiamo) per crescere ad un modestissimo trim da tre euro per unghie che dopo diversi cambi sarà inutilizzabile mentre quella ottimale vede la presenza di un avvolgicorde da pochi euro, tronchesine per acciaio (ottime quelle da elettronica, costano dai tre ai cinque euro e durano una vita) e diapason (2 euro mediamente) o accordatore (da pochi a migliaia di euro, per ora limitiamoci ad un modesto ma efficace Seiko cromatico con microfono); più ovviamente, le corde nuove, anche qui da pochi a decine di euro per la serie, detta "muta", completa.
Dal sito della D'Addario è possibile scaricare il catalogo dei prodotti (DAddarioFrettedCatalog) che alla fine riporta delle utili immagini su come operare al meglio.

Riassumendo, si allenta la corda da sostituire, si sfila il pirolo fermacorda facendo delicatamente leva usando una moneta o altro di simile oppure in via più professionale, usando l'apposito incavo ricavato su molti avvolgicorde e si sfila la corda vecchia. Si da una breve e veloce pulita con un pennello (non si sa mai), si infila l'estremità della corda nuova dotata di pallino nel foro corrispondente, si reinfila il pirolo, si annoda la corda alla meccanica e si riaccorda.
Sul fissaggio della corda al ponte siamo tutti d'accordo, se il pirolo tende a sfilarsi, si allenta un po' la corda, si riporta il pirolo in posizione e si ri-tende.
Sul fissaggio della corda alla meccanica, entriamo nel "soggettivo tecnico" cioè nel campo in cui ciascuno di noi ha le proprie convinzioni che derivano dalla esperienza e dalla meccanica a disposizione.
Nella stragrande maggioranza dei casi si può operare con estrema tranquillità come riportato nella immagine 1 in cui la corda si "ferma" da sola facendola passare sotto il primo avvolgimento, Lauro L27 non sopporta di indurre la corda a tensioni inutili e fa fare il primo avvolgimento sopra e tutti gli altri sotto "immorsando" il capo della corda tra due avvolgimenti.

Una corda ben montata tiene meglio la accordatura e si romperà molto difficilmente, non ci sono Santi che tengano; in questo caso siate particolarmente attenti, evitate stress inutili in uno dei punti di maggior sollecitazione dell'oggetto vibrante come saliscendi sopra e sotto, sovrapposizioni strane e siate ordinati: con un minimo di esperienza si prende la misura per la corda in eccesso sufficente ad effettuare tre o quattro giri "sotto" al foro dell'alberino della meccanica, più che sufficenti per garantire un montaggio stabile ed una tensione ottimale sul capotasto.
Anche nelle meccaniche di tipo vintage (in cui la corda si inserisce dal'alto dritta dentro l'alberino) due o tre avvolgimenti attorno al'alberino stesso sono sufficenti per ottenere un montaggio stabile.
La corda in eccesso oltre il fissaggio può poi essere rimossa senza problemi oppure essere avvolta in caratteristici e pittoreschi occhielli atti a trasformare la paletta in una sorta di bronzeo giardino fiorito; anche qui, a ciascuno il suo proprio gusto personale soggettivo cordeo bronzamente intrinseco.
POI ... stirare le corde.

Messa in tensione la corda nuova, sarà necessario un certo intervallo di tempo perchè questa possa raggiungere l'assetto stabile necessario alla miglior resa sonora, tempo durante il quale si allunga gradualmente. In termini pratici si traduce come un processo ababstanza noioso, durante il quale la chitarra si scorda continuamente mentre suona.
Per far fronte a questo inconveniente, è consigliabile stirare le corde, inducendo un allungamento forzato eseguendolo su una corda alla volta: si imbraccia la chitarra, si preme con un dito il primo tasto della corda in esame (per non arrecare stress al capotasto), con l'altra mano afferrare la corda e allontanandola dalla chitarra, tirare formando un movimento oscillatorio lungo tutta la tastiera. Le corde sono resistenti, ma attenzione a non eccedere con le corde più fini.
E' consigliabile eseguire questo movimento un paio di volte, intervallando ciascuna sessione con una accordatura dello strumento.
Ciò fatto, il sottoscritto tiene le corde in maggior tensione (uno o due semitoni sono più che sufficenti) una notte intera per poi accordare definitivamente il giorno successivo senza alcun tipo di problema.
Corollario.
Una vibrazione si trasmette meglio se e quando incontra la stessa "densità specifica", in parole povere lo stesso materiale.
Pertanto, essendo l'acciao un materiale elastico ad alta densità che trasmette le vibrazioni da un punto all'altro lungo tutta la sua lunghezza, il miglior risultato si ottiene sicuramente se la corda poggia su due punti (capotasto e ponte) che hanno appunto la stessa densità specifica; che siano micarta, osso, avorio scelgliete voi ma che siano dello stesso materiale. Per lo stesso motivo ritengo che siano da preferire piroli in ebano su ponti in ebano, in palissandro su ponti in palissandro, ecc ...
Cominciamo a suonare: la sollecitazione della corda ed il suono prodotto.
Possiamo mettere in vibrazione una corda per produrre suono, grazie alla cassa acustica o alla captazione di un segnale con tre diverse "azioni":
la corda viene pizzicata (in genere con le dita o nel caso della chitarra, anche con un plettro)
la corda viene percossa (in genere con un martelletto)
la corda viene sfiorata (in genere da un archetto)
Il punto della corda che viene utilizzato per iniziare la vibrazione influenza il tipo di onda che si forma: se la vibrazione inizia vicino al centro, il suono risultante è generalmente più morbido, caratterizzato dalla prevalenza dell'armonica fondamentale; nel caso opposto, quando la corda viene messa in vibrazione da un punto vicino alla sua estremità il suono è più secco e hanno la prevalenza le armoniche più alte: sperimentate le diverse tipologie di suono ottenibili ed il diverso comportamento delle corde suonando più vicino al ponte, più vicino al manico e più vicino al capotasto.
Diminuendo la lunghezza della corda, ad esempio per metà se diteggiamo al XII° tasto, si ottiene un suono uguale al precedente come tono, ma più alto di un'ottava: la corda vibra con un numero di vibrazioni al secondo doppio.
Se accorciamo ancora la corda, ancora a metà, quindi un quarto rispetto al primo tentativo, avremo un suono ancora più alto: la corda vibra con una frequenza quadrupla. Questa è la definizione dell'altezza del suono, che cambia con la frequenza. La frequenza alla quale la nostra corda vibra può essere regolata anche modificando la tensione applicata alle estremità: al crescere della tensione, aumenta anche la frequenza e quindi la tonalità del suono prodotto.
Per variare il volume, è necessario variare con l'energia posseduta dalle onde sonore o la loro intensità: questo è possibile farlo pizzicando o colpendo la corda con maggiore forza, oppure dimensionando un'opportuna cassa di risonanza.
Il suono prodotto da una singola corda è migliorabile da un punto vista acustico con un ulteriore accorgimento, basato sul fenomeno dei battimenti, utilizzando quindi due o tre corde con frequenza di vibrazione molto vicina, ma non identica.
Vibrazioni e frequenza, qualche cenno di fisica.
1) Il numero delle vibrazioni è inversamente proporzionale alla lunghezza della corda: più lunga è la corda, più grave è il suono. Se ad esempio una corda lunga 1 metro produce 100 vibrazioni al secondo, una corda lunga 50 centimetri ne produrrà il doppio, ossia 200.
2) Il numero delle vibrazioni è inversamente proporzionale al diametro della corda: più sottile è la corda, più acuto è il suono. Se ad esempio una corda da 1 millimetro di diametro produce 100 vibrazioni al secondo, una corda con diametro da 0,5 millimetri ne produrrà il doppio, ossia 200.
3) Il numero delle vibrazioni è direttamente proporzionale alla radice quadrata della tensione: più tesa è la corda, più acuto è il suono. Se ad esempio una corda è tesa 4 volte più di un’altra, essa produrrà un suono 2 volte più acuto poiché 2 è la radice quadrata di 4.
4) Il numero delle vibrazioni è inversamente proporzionale alla radice quadrata della densità: più la corda è densa, meno acuto è il suono. Se ad esempio una corda è di un materiale 4 volte più denso di un altro, essa produrrà un suono 2 volte più grave.
Calibro e tensione delle corde
Il tono della nota prodotta dalla corda di chitarra dipende da tre fattori: la tensione cui è sottoposta (controllata dalle meccaniche); la lunghezza della parte vibrante (determinata dalla distanza tra il capotasto e l’osso del ponte); e la sua massa. Con l’aumentare del diametro sia del peso della corda, ne aumenta anche la massa. Se due corde di eguale lunghezza si trovano sottoposte a tensione uguale, quella dotata di massa maggiore vibrerà a frequenza minore e produrra una nota più bassa: ecco perchè le corde più basse sono più spesse.
Indichiamo anche le scalature più comuni (in pollici: 1 pollice = 25,4 mm)
Extra light (.010, .014, .023W, .030, .039, .047)
Custom Light (.011, .015, .024W, .032, .042, .052)
Light (.012, .016, .024W, .032, .042, .054)
Medium (.013, .017, .026W, .035, .045, .056)
Heavy (.014, .018, .028W, .040, .050, .060)
Ma teniamo presente che dette scalature non sono fisse ed immutabili, anzi, spesso diverse case forniscono mute assemblate con diversi spessori e non è infrequente trovare per es. una Light con il basso da .052 o .056.
La Italiana Dogal fornisce per ogni scalatura (Light, Custom, Medium ecc ...) mute diverse con diverse scalature di bassi offrendo nel proprio catalogo tre tipi di Light, tre tipi di Medium ecc ...
Tutte cose ampiamente note ma che ci serviranno per affrontare la parte finale di questo corposo escursus sulle corde; aspetti questi che sembrano scontati ma che dovranno essere assimilati completamente per ragionare in modo costruttivo su scalature, sonorità ed assetti; alla prossima puntata dunque, metteremo mani su nomi, marche e set-up tentando anche di fornire indicazioni su scalature ed assetti consigliati per i diversi generi.
Ciao Lauro, grazie
Re: Ciao Lauro,grazie
Un bel tipo di meccaniche
M
You expect us to swallow this crap?
Re: Un bel tipo di meccaniche
Utilissimo!!!!
HeY MuMmA, LoOk At Me, I'm On My WaY To ThE PrOmIs
Re: Utilissimo!!!!
come riconoscere?
qui per sognare mi tocca dormire o solamente suona
Re: come riconoscere?
eh eh
qui per sognare mi tocca dormire o solamente suona
Re: eh eh
<p>schecter</p>
Re: eh eh
Stare del bistengo dei moscardini tacamorra di un
molto bello e utile ma..
<a></a>
Re: molto bello e utile ma..
Come si Misura