Mario Poletti - Baith

di porter - accordiano #6115 | 06 September 2008 @ 17:37 |
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E' con estremo ritardo (e con grande piacere) che recensisco questo gustosissimo CD di Mario Poletti, polistrumentista valdostano di estrazione etno-folk, già membro dei Lou Dalfin, formazione di folk-rock occitano presente da svariati anni sulla scena italiana, e ideatore di diversi progetti tutti più o meno legati al mondo della "folk music", tra cui il Mario Poletti Quartetto (world-music e Etno-jazz) e lo Amarcorde Trio (swing italiano e Manouche), ha composto per il teatro, è autore del tema ufficiale per il Torino Film Festival nelle edizioni dall '89 al 2002 e docente presso il Centro Jazz di Torino dall'89 al '99. Le sue musiche sono state utilizzate per sonorizzare documentari e fiction RAI. Insomma, abbiamo davanti un musicista con la M maiuscola!

Questo suo "Baith", uscito per la MaPo (Mario Poletti Music), racchiude vari aspetti della tradizione folk mondiale, da quella scozzese a quella gitana passando per quella puramente italiana tipica delle zone alpine. Pur non essendo un esperto di questo tipo di linguaggio musicale mi sembra che, in questo lavoro, l'obiettivo di Mario e dei suoi compagni musicisti sia quello di operare una commistione di tutte queste diverse tradizioni al fine di creare qualcosa di originale e inedito. Effettivamente nell'ascoltare i brani si percepiscono i rimandi a questo o quell'altro stile, senza però mai poter inquadrare con precisione un brano in un filone particolare.

Il CD apre con due brani di stampo piuttosto classico ma interpretati con delle sonorità che definirei più moderne che "retro": "Scottisch", tradizionale, di ovvia eredità Scozzese, e "Valse cruelle", un valzer dalle tonalità intriganti di stampo italo/francese.

Una prima sorpresa stilistica ci è offerta dalla terza traccia, intitolata "Branle des robots", dove Mario intesse melodie al mandolino su una base elettronica di chiaro stampo reggae! La sonorità è molto originale e piacevole.

Nella quarta traccia ("Ton ton"), invece, si respirano atmosfere tipiche del country americano, e si balla! Molto bella la coralità del gruppo, che contribuisce al sapore di giocosità ed allegria del brano.

Con "Baith", quinta traccia, torniamo al folk sì classico ma di origine non ben definibile. Un brano malinconico (finora il primo del CD) e pittoresco nella sua tristezza.

"Carnaval" ci porta dritti in Scozia: siamo nelle Higlands! Incredibile la capacità di Mario e dei suoi musicisti nel ricreare atmosfere così tipiche di certi luoghi del mondo, tra l'altro senza l'utilizzo degli strumenti per così dire "obbligatori": la cornamusa qui è sostituita da flauto e violino! Con un risultato straordinario.

"Il ritorno di Popof" è invece ispirato alla tradizione russa. Mi sembra che qui Mario citi la mitica "Popoff" dello Zecchino d'oro! Un brano molto ritmato e divertente, oltre che pervaso di indubbia simpatia.

in "Paparogne/Papagagne" (altro brano tradizionale riarrangiato da Mario) è il banjo a trainare le danze: siamo ancora in territorio incerto, con tanti suoni e influenze diverse fuse a creare un sapore indefinibile. Ho il sospetto che Mario abbia voluto "colorare" un brano altrimenti molto classico. Anche qui si balla!

E si continua a ballare con "Polka alpina"; qui forse la tradizione del folk italiano del nord è abbastanza riconoscibile (anche se il banjo in sottofondo non fa certo pensare alle cascine d'inverno!).

Chiude il CD "Corinna", brano lento questa volta di ispirazione scoto/irlandese, con sfumature però, a mio avviso, più moderne. C'è qualche richiamo al pop/rock odierno negli arrangiamenti, soprattutto all'ingresso della batteria vagamente swingata. Come a voler ulteriormente sperimentare le commistioni di genere per dare linfa nuova a un genere così onoratamente "vecchio" come il folk.

E’ il mandolino di Mario a guidare le danze, e a tessere un po’ il filo conduttore di tutto l’album. Ed è un mandolino senza alcun dubbio ottimamente suonato, dal suono caldo e frizzante allo stesso tempo. Ma non è questa l’unica attrattiva per chi si appresta ad ascoltare “Baith”: gli strumentisti che accompagnano Mario sono di tutto rispetto, e non si limitano certo ad accompagnare, ma dipingono insieme a lui le trame dei brani con fantasia, precisione e gioia di suonare. Che si sente davvero!

In definitiva, questo "Baith" è un bellissimo lavoro, ottimamente pensato e costruito e, soprattutto, suonato. A ben pensare, Mario Poletti e i suoi compagni si devono essere divertiti un mondo, ma non riesco a immaginare un divertimento più "serio" di così.



I musicisti:

Mario Poletti: mandolino, bouzouki, banjo tenore

Oreste Garello: chitarra, banjo chitarra, lauta, mandoloncello

Gerardo Cardinale: flauti

Daniele Bianciotto: Percussioni

Marco Martinetto: tastiere, suoni aggiuntivi

Niina Weiblinger: violino in "Ton ton" e "Carnaval"



Info e contatti:

Mario Poletti,

Via Susa 19

10022 Carmagnola (TO)

tel: 0119715948

cell: 3334504294

email: mariopoletti@tiscalinet.it

sito: www.myspace.com/mariopoletti



E scusa il ritardo Mario!

Risorse
Mario Poletti My Space



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