C'era una volta ... UN RE ... diranno i nostri giovani (e meno giovani) lettori. E invece no, un RE lo sarebbe diventato dico io. One upon a time ... già, proprio con c'era una volta potrebbe cominciare la recensione di un libro, con il classico c'era una volta, in quanto il libro di cui andrò tra poco a trattare ha radici profonde e lontane negli anni legate ad un tempo che, è il caso di dirlo, non esiste più. C'era un volta ... una rivista, un giornale che trattava di musica, pop soprattutto ma in esso confluivano intenti e scritti di chi attento anche ad altra musica si preoccupava ed occupava di estendere le segnalazioni ed i suggerimenti sul mondo della musica più in generale.
Ciao 2001 si chiamava, "settegiorni giovani" riportava sulla copertina come se il modo di trattare di certa musica fosse rivolto solo ai soggetti anagraficamente meno dotati. Ciao 2001 aveva un taglio molto "generalista" e proprio per questo, non era allora tra le riviste meglio considerate dalla critica musicale, poco importa, quel che importa è sapere o conoscere almeno che su Ciao 2001 si trovassero segnalazioni ed articoli abbastanza esaurienti sul mondo del pop-rock e sulla musica in generale, Ciao 2001 permetteva quindi allora, una apertura ed una diffusione estremamente varia ed eterogenea.
Capita che un bel giorno, su Ciao 2001 numero 37 del 1975 appare come per incanto, una rubrica "CHITARRA", curata da un personaggio che rispondeva e risponde fortunatamente tutt'oggi al nome e cognome di ANDREA CARPI

Su detta rubrica, Andrea Carpi pubblicava trascrizioni ed interpretazioni di canzoni cercando di attingere il più possibile da dischi conosciuti e di attualità (allora), tra quelli regolarmente distribuiti e promossi dalle case discografiche in Italia. Il progetto di Andrea era di trovare dei brani che contenessero una parte di chitarra ben udibile e riconoscibile: una parte che permettesse di suonare il pezzo nella sua interezza e che contenesse sempre degli elementi nuovi, in grado di far compiere un passo avanti al chitarrista principiante o di medio livello e magari anche a quello più o meno avanzato.
Per fare questo, Andrea usò, primo fra moltissimi, certo in Italia, forse secondo in Europa, un sistema di scrittura assolutamemte nuovo ed allora sonosciuto, la giustamente famosa intavolatura, sistema di scrittura musicale che prevedeva e prevede l'uso di righe, numeri ed altri simboli a corredo rappresentanti tasti e posizioni sulla tastiera della chitarra (e/o el basso) in sostituzione della notazione classica su pentagramma. Riassumendo, Andrea Carpi fu... è l'uomo che ha fatto conoscere ai chitarristi Italiani, più o meno professionisti, la intavolatura; mi sembra che l'importanza della rivoluzione culturale, per i chitarristi ed i bassisti sia quanto meno evidente.
Bene, non contento, Andrea Carpi, fece molto di più. Dopo un certo tempo, diciamo cinque anni, di pubblicazioni su Ciao 2001, Andrea raccolse intavolature, idee, intenti e quanto altro, li riordinò dando al lavoro un senso compiuto e pubblicò il primo libro di didattica musicale Italiano, in Italiano; il libretto che fu l'inizio di un vero cambiamento per molti di noi, il libro che avrebbe cambiato la vita a molti di noi.

IL MANUALE DI CHITARRA ROCK: la chitarra acustica dal folk-blues al rock. Il sottotitolo in copertina riportava: dalla impostazione delle mani all'intavolatura e al "finger picking", dalle scale per improvvisare alle accordature "aperte" e al "bottleneck style", una facile guida ai trucchi e segreti della chitarra "country"; ciò che credevamo non sarebbe mai esistito ci veniva servito su un piatto d'argento, scusate ... su sei corde ed una tastiera in palissandro. Quando, nel 1981, uscì il Manuale erano veramente altri tempi sia per il giornalismo musicale che per molto altro: internet era ben al di là da venire, di computer se ne sentiva appena parlare, i telefonini cellulari erano ancora nelle teste dei progettisti (fortunatamente) e se ci avessero parlato di compact disc avremmo pensato al formato 45 giri in cui, per qualche miracolo strano della tecnologia, ottenere lo spazio necessario alla incisione di un intero album; beata ignoranza ... :-)

Andrea Carpi ed Augusto Veroni che scrisse la presentazione di quello che fu il primo di una collana di "quaderni per chitarra" furono dei veri e propri pionieri nel campo della didattica musicale Italiana, di più, furono due rivoluzionari che diedero agli appassionati, professionisti o meno, un linguaggio nuovo, affascinante, interpretabile con i pregi ed i difetti del caso è vero, ma un linguaggio finalmente chiaro e finalmente facilmente leggibile da tutti.
La scheda tecnica (se di scheda tecnica di un libro si può parlare:
Autore: Andrea Carpi
Titolo: Il Manuale di Chitarra Rock: La chitarra acustica dal folk-blues al rock
Genere: Musica
Tipo: Moderna
Editore: Anthropos
Prima ristampa del gennaio 1981
Formato cm: 15 x 21,5
Prezzo di copertina: lit. 5'000 (si, ho scritto cinquemilalire, oggi siamo ad euro 6,90)
Contenuti
Cap. 1 PerchÈ líintavolatura
Cap. 2 Che impostazione adottare
Cap. 3 I nomi degli accordi
Cap. 4 Gli arpeggi
Cap. 5 Il Finger Picking
Cap. 6 Líuso del plettro
Cap. 7 Il Blues
Cap. 8 Melodia e improvvisazione
Cap. 9 Le accordature aperte
Cap. 10 Altre accordature
Cap. 11 Il bottleneck
DISCOGRAFIA
(Il Manuale indica per ogni brano l'autore originale, la versione trascritta, la edizione ed i dischi in cui è possibile reperire il brano)
IF - Pink Floyd
Saucy Saylor - Steeleye Span
Quattro Cani - Francesco De Gregori
You're In My Heart - Rod Stewart
Cocain - John Martin
Una Città per Cantare - Ron versione originale The Road - Jackson Browne
Don't Think Twice, It's All Right - Bob Dylan
Genesis - Jorma Kaukonen with Tom Hobson Quah (anche Hot Tuna)
Right Between The Eyes - Crosby, Stills, Nash & Young
Tell Me Why - Neil Young
The Lee Shore - Crosby, Stills, Nash & Young
Winin' Boy Blues - Hot Tuna
Keep Your Lamps Trimmed And Burning - Hot Tuna
Super Gasoline - Roberto Ciotti
Wish You Were Here - Pink Floyd
Find The Cost Freedom - Crosby, Stills, Nash & Young
Mr. Johnson & Mr.Dunn - Mike Bloomfield
Circle Game - Joni Mitchell
Police Dog Blues - Jorma Kaukonen with Tom Hobson Quah
Word Game - Stephen Stills
Spencer The ROver - John Martyn
Il Mare Salato - Carlo Sillotto
Jesus, Joy of man's desiring - trad. arr. Leo Kottke
Four And Twenty - Crosby, Stills, Nash & Young
Canzone numero uno da "Carnascialia"
Machine Nr. 2 - Leo Kottke
Crossroads - Robert Johnson arr. Roberto Ciotti
Qualcuna ereditata da Ciao 2001, qualcuna scritta ex novo ... interamente a mano. Già, a mano, probabilmente con un normografo ma rigorosamente a mano, non esistevano i computer, come credevate si scrivesse allora ?
Avvicinarsi al Manuale di Chitarra Rock come ad un libretto di trascrizioni tout court sarebbe uno degli errori più grandi e gravi che si potrebbero commettere: nel 1981, in Italia, i cultori di Jorma Kaukonen, Joni Mitchell, CSN&Y erano pochissimi, per non parlare poi di quelli di Leo Kottke e Roberto Ciotti che molti di noi conoscevano esclusivamente per avere letto qualche traccia su un giornale uscito alla fine degli anni '70: Il Mucchio Selvaggio; pertanto pubblicare quel libro fu innanzitutto una scelta molto coraggiosa: una scelta che avrebbe costruito la coscienza di una musica popolare universale, legata si alla tradizione d'oltreoceano ma di una musica che attraverso le trascrizioni ed i commenti dell'Autore poteva davvero essere fruita da chiunque possedesse una qualsiasi chitarra: allora imperavano le Eko ed i più fortunati possedevano le prime Ibanez e Yamaha mentre le Martin erano figure leggendarie osservate sulle copertine dei dischi, figuriamoci possederne una e figuriamoci se allora potevamo anche solo pensare a Merrill o Schoemberg.
Come se tutto ciò (ed altro) non bastasse, la scrittura musicale, la didattica, la condivisione di brani e partiture soffriva di una carenza storica, mancava il linguaggio universale che potesse permettere la ripetitività di interpretazioni ed esercizi, certo esisteva la scrittura musicale classica su pentagramma che però, mal si adattava alla chitarra folk. Fu facile intepretare quelle canzoni (provarci almeno) e sentirsi come parte di una comunità che abbandonato il giro di DO, fruiva scambiandosi pareri ed impressioni su quello che in brevissimo tempo era diventato un testo di riferimento, porta ideale su un mondo che non avevamo la possibilità di vivere direttamente ma che attraverso quelle intavolature, potevamo finalmente sognare.
Il Manuale è una testimonianza splendida ed irrinuciabile di un modo di intendere e vivere la musica che oggi non esiste più, lo ripeto, oggi non esiste più, se non vivo in quelle persone che ancora credono che la musica sia veicolo per avvicinare gli uomini e di unire le loro coscienze, non di dividerle. E' la musica che conta, null'altro.
Lasciatemi aggiungere qualcosa di personale; ancora oggi, quando osservo quelle pagine ingiallite dal tempo e osservo quelle intavolature così piene di passione, mi coglie un leggero senso di notalgia, presto mitigata dalla serenità e dalla gioia che mi deriva dall'aver conosciuto l'autore, persona di cultura non solo musicale sconfinata ed uomo mite e cortese, padrone di una eleganza e di una educazione di altri tempi, in poche parole un uomo d classe e sappiate che questo gli è unanimemente riconosciuto.
Affido la chiusura di questa segnalazione ad un pensiero, uno scritto di Reno Brandoni che spero mi perdonerà di questa appropriazione indebita. Fu scritto per il sito www.fingerpicking.net, i cui frequentatori e amici saluto con affetto, un pensiero che ben coglie lo spirito di quei giorni e del Manuale di Chitarra Rock di Andrea Carpi.
Perché un sito sulla chitarra acustica? PerchÈ questa musica appartiene al mio passato ed al mio attuale presente. PerchÈ nel tempo gli amici di sempre sono scappati, fuggiti, spazzati via dal tempo e dal progresso e non vedo più spazio per le vecchie care emozioni, per il suono di uno strumento che prende il cuore, lo stritola e lo spreme e non ti lascia il fiato per respirare. Così dopo tanto tempo mi sono guardato intorno, nostalgico e perplesso mi sono chiesto, dov'è il ritmo di un tempo, quella vecchia e sincera energia tribale che ci spingeva sulle strade a suonare, spiegare, insegnare ? Non ho ricevuto risposte e neanche ho più voglia di fare domande, desidero solo sognare un tempo diverso, una strada ed una nuova storia da raccontare.
-Andrea Carpi fu...
io ce l'ho...il manuale
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Bei tempi?
caspita!
brucelucio
Certi libri
M
You expect us to swallow this crap?
Anche io...
Re: Anche io...
Re: Anche io...
Ricordo...
Rivoglio il tasto preview!
Carpi e Gramsci
Re: Carpi e Gramsci
Che nostalgia!
Re: Che nostalgia!
suonare & cantare il blues
www.notforsale-band.it
io
brucelucio
era il 1981...
tablature...
che (bei) tempi....
Che ricordi..... Il
Grande Lauro
Luca
Accade su Accordo
ma perchè so figlio
i love slide and love in vain
Bell'articolo, veram
GRAZIE!!!
<a></a>
Ce l'ho anch'io ;)
Troppo tardi?
<i>AAHHYAAKK!</i>
la bibbia del f.p. del Carpi
Ricordi
mi hanno rubato le tab!