Devo confessare che, pur cresciuto a strato e marshall, sono sempre rimasto stregato dalle chitarre arched top. Vuoi la scoperta dei grandi come Wes, Joe Pass, Jim Hall ecc negli stessi anni in cui rincorrevo il Jimi in europa. Vuoi il suono che producono, le sfumature infinite che consentono solo variando il tocco, sono rimasto incantato. Le possibilità di interazione con questi strumenti arriva a livelli da paranoia. Spesso al primo incontro deludono il neofita e riesce difficile comprendere cosa possa esserci di interessante oltre tutto sono così prone al larsen! Oggi suono pochissimo e per mangiare mi sono dovuto dedicare ad altro lavoro che comunque mi ha consentito di avere buoni strumenti che altrimenti sarebbero rimasti nelle vetrine.
Avendo deciso di coronare un sogno lungo più di 30 anni mi sono guardato intorno, ho avuto la fortuna di valutare una magnifica ES 175D blond e poi due L4CES.
Con estrema curiosità mi sono messo a confrontarle. Gli ampli usati per la prova sono stati un Twin reiusse, rivera R55, Politone M2, JC120, Mesa MackIV messi a disposizione da alcuni amici interessati alla prova. La 175D è arrivata per prima, era il magnifico strumento che avevo sempre desiderato, usato da quasi tutti i maggiori chitaristi jazz. Un bel modello natural del 69 come nuovo, con l'acero del top con belle venature, manico in mogano, il suono bello caldo anche in acustico. "Spippolando" sui controlli della chitarra e cambiando gli ampli sono riuscito facilmente a riprodurre quasi tutti i suoni tipci da Metheny a Wes passsando per gli altri grandi; un amore di strumento, ero in visibilio!
Negli stessi giorni però mi sono capitate due stupende L4CES una vintage sunburst Istoric Collection e una natural Custom Shop, stessa forma e dimenzioni della 175.
La blond modello del 1988 ha le fasce in mogano che si raccordano come colore con il manico in mogano con tastiera in ebano. Il top in abete massello chiaro scavato, più arcuato della 175, è leggermente flamed, fondo in laminato è pure flamed ma in acero e per la verità sembra massello perchè hanno fatto corrispondere il disegno esterno anche all'interno. L'intervento del custom shop si nota, ed è pesante, tutti i particolari anche i più insignificanti sono "aggiustati", anche sellette del ponte sono sagomate a parte. Le buche hanno i bordi curati e lasciano vedere le fibre del legno, il manico è perfetto morbido e scorevole, leggermente più stetto della 175 sembra più quello di un Les Paul Custom, le cornici dei pick up sono perfettamente sagomate sul top come i pick up allineati alle corde, dei PAT 2.737.842 come nella 175. Quello al manico e alla fine della tastiera e non spostato verso il centro come sulla 175. Le corde si innestano in un robusto e pesante attaccacode uguale a quello dell'L5CES ma con fregio in ebano, diverso da quello della 175 che al confronto sembra piccolo e "leggerino", l'interno è curato e pulito. Il cablaggio è accurato e tutti i fili sono rivestiti di tessuto e fissati in modo da evitare vibrazioni.
I potenziometri sono a filo e molto precisi, il suono acustico è morbido, ma deciso e potente, e amplificata ..... Beh! un'altro pianeta, ero rimasto affascinato dalla 175 ma devo dire che se sulla prima occorreva spippolare su questa bastava cambiare solo tocco e i suoni erano lì belli, pronti, pieni, decisi, incredibilmente "identici" a quelli dei miei miti, e su qualsiasi aplificatore, incredibile! anche nello stereo. Ne uscivano anche decine di nuovi solo usando il pick up al manico, tanto da chiendermi in un primo momento a cosa servissero due!.
L'impressione era quella che la 175 fosse la copia e L4 l'originale, i suoni sulla 175 sembrano passati attraverso un filtro di attenuazione e un compressore. Non parliamo delle finiture la 175 sembrava una brutta copia coreana al confronto. Decisamente un altro livello, le mani ci rimangono proprio attaccate e come trasmette bene le vibrazioni l'abete scavato!! E' anche meno soggetto al Larsen della 175.
Veniamo a l'altra L4CES un 96 historic collection, un bellissimo vintage sunburst come troneggia in un disco di Joe Diorio. Stessi materiali dell'altra a meno delle fasce in acero flamed laminato (quì non così ben accoppiato all'inteno come nell'altra) e i Pick up, in genere classic 57, quì sostituiti con due veri PAF!!. Le differnze: minor cura nei particolari: manico, finiture, ecc; una differnza significativa è nell'altezza del manico sulla cassa più alto di un cm su questa, più raso alla cassa sulla L4 natural. Partcolare curioso il ponte e attacca corde sono più alti in proporzione in modo da mantenere uguali nei due modelli gli angoli delle corde con il ponte ed il manico. Il suono assolutamente magnifico, godurioso, praticamente identico all'altra, stessa ricchezza di sfumature, enormità di timbri, solo una leggera sensazione di maggiore morbidezza e setosità dovuta forse ai PAF originali o all'acero delle fasce.
Beh! mi spiace per il mio mito 175 ma queste due L4 lo hanno letteralmente demolito. Dopo molte notti insonni, litigi con la moglie e la vendita della moto, confesso che ho optato per la seconda L4, unica accortezza, assieme ad un amico liutaio ho apportato le finiture dell'altra che avevo come rifermento.
Certo sul nuovo il costo tra L4 e 175 è significativamente diverso e favorevole alla seconda, ma non altrettanto nell'usato. Infatti la sunburst è pari alla metà della natural e pari a quello di una buona 175 deglia anni 60/70 a questo punto assolutamente non confrontabile e solo più famosa. P.S. Per farmi male il liutaio mi ha fatto provare una D'Angelico. Hoi, hoi, povera L4! Provare per credere!
Il carved top è più squillante
"Il suono "filtrato e compresso" che descrivi è tipico delle chitarre costruite con legni stratificati, difatti hai notato differenza tra la 175 e la L4 proprio perchè la L4 ha il top in abete massello scavato, quindi un suono più chiaro e ricco di bassi: come se equalizzassi a "V" la 175. E' la particolarità del suono nasale e compresso della 175, dato dal top in legni stratificati e piegati a caldo nelle presse, che l'ha resa famosa, non si può confrontarla con le D'Angelico o altre carved top come L5 e Super 400. I legni sono differenti e anche la tecnica costruttiva. Il suono della 175 è stato reso famoso dal Jim Hall della seconda metà degli anni sessanta e prima ancora , verso la fine degli anni 50, da Jimmy Raney, a cui Jim Hall si è ispirato e da cui ha un po' "copiato" il suono vellutato e cupo. La 175 è ottima se si tende a chiudere il tono, perchè risponde meglio alle frequenze medie, mentre le carved top tendono a diventare cupe e impastate ma con una fastidiosa e pungente resa sugli acuti delle prime due corde. (vedi il suono di Jim Hall nel duo con Pat Metheny). Secondo me la differenza sonora tra arch-top e carved-top è davvero notevole e i due tipi di chitarre non sono assolutamente confrontabili. Posseggo una Gibson L5 W.M. del Custom Shop e amplificarla è difficile: acuti squillanti, bassi ingombranti e larsen a volontà. Ma se ti piace Wes Mongomery, non puoi fare a meno di questa chitarra!
Re:Il carved top è più squillante
Help. Anch'io sono un innamorato delle gibson e da un po' di tempo sto suonando con una signora L4 CES di colore nero. Timbrica stupenda e dinamica sensibilissima. Per aver un suono caratteristico, visto che sono un nostalgico del genere, ho associato alla chitarra un ampli Fender Deville 212 - 60W, ma ho dei gravissimi problemi di Larsen. Ieri sera per esempio ad un concerto sono stato tutta la serata con il polso sulle corde per contenere gli inneschi, nonostante l'ampli era a 2 di volume e con tutte le frequenze al minimo. Qualcuno di voi sarebbe così gentile da suggerirmi qualcosa per alleviare il problema?
Re:Il carved top è più squillante
Fab http://www.myspace.com/fabrizioprevidi
Re:Il carved top è più squillante
Mi chiamo Paolo, ho 54 anni e di Gibson le ho suonate tutte. Mah, ultimamente mi son preso l'ennesima 175 e di nuovo mi sembrava di suonare con l'armadio di mia nonna, la L 5 per me è solo un cassone per gli amanti di cose vecchie, per gli antiquari, per i nostalgici. Certo che sti cassoni hanno fatto storia, ma non c'era altro. La bravura stava nei musicisti e non nella vecchia Gibson. Che chitarra è se devi pagare 7.000 dollari per poi avere acuti tipo vetri rotti e bassi tipo scoreggie di balena in apnea ? Oppure un cretino Larsen, degno di una EKO con cassa di compensato da 100.000 LIRE ? Le Gibson vivono del passato e le comprano persone che vivono di miti. A parte qualcuna ben riuscita, la maggioranza, se mascheri il logo Gibson, uno la confonde per una scatola di compensato. Dopo aver anch'io superato questa mania di credere che se è Gibson è bello, mi son comprato una bella PRS ARCH TOP e finalmente suono seriamente. Paolo
Re:Il carved top è più squillante
Re:Il carved top è più squillante
Re:Il carved top è più squillante
Re:Il carved top è più squillante
In effetti hai ragione riguardo alle caratteristiche dei top in laminato come quello della 175, anche se devo dire che nel frattempo ho avuto modo di provare ad esempio delle Ibanez o delle Ephiphone che pur essendo in laminato e più economiche avevano un suono più caldo. Ho anche avuto per alcuni mesi una Gibson L5 W.M. del Custom Shop sunburns credo simile alla tua e la differenza con la L4 è notevole pur essendo tutte e due con top in massello. Ovvio che intervengono la scala, legni del fondo e delle fasce, ed altri particolari ma la differenza principale fra le due è che la L5 e una chitarra acustica elettificata e la L4 è una chitarra elettrica di tipo acustico. Nell'uso amplificato la L4 mi è risultata più congeniale anche se la L5 è sicuramente più ricca di sfumature, anzi è decisamente più moderna , suona più acustico ed è anche adatta a generi country piking. Suana discretamente senza amplificazione ed il volume dell L5 da spente è doppio dell'L4. Riguardo ai problemi di larsen L4 è meno soggetta e non ho mai avuto problemi di bassi spugnosi o impastati con nessuna delle due mentre il problema si è presentato con le 175 (provate ben 6 di epoche diverse) dove le corde basse denunciano una minore separazione rispetto alla L4 e alla L5. Ho ultimamente avuto tra le mani alcune chitarre artiganali fatte in Italia e devo dire che sono vereamente notevoli, nulla da invidiare alle Gibson e anzi confesso che danno pure dei punti. Riguardo alla prova con la Dangelico mi ha sorpreso come questo strumento senta il chitarrista. Del tipo che cambia suono a seconda di chi la usa, tanto che in alcuni casi esce un suono brutto e cartonoso in altri è puro miele. Amplificata stesso discorso. Strumento decisamente "difficile". La L5 riesce ad approssimarla solo in minima parte in questo "sentire" l'esecutore.
chitarre jazz archtop e feedback
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