Cantare in italiano è rock? Sì.
Lo è perché il rock è un linguaggio multiforme. E’ un veicolo di trasmissione in continua evoluzione. Non ha regole se non quella di essere “vero”, di trasmettere qualcosa. Cantare in italiano significa mettersi nell’ottica di costruirsi un proprio linguaggio musicale, che non è fatto solo di note ma anche di parole. E allora perché sempre più gruppi, soprattutto in ambito "underground" scelgono l'inglese?
Partiamo dal presupposto che la parola è soprattutto un suono.

Non è nata per prima la scrittura, è nato prima il linguaggio. La scrittura è stata inventata per tenere i conti del commercio, per promulgare le leggi. Il linguaggio esisteva già da prima e chissà da quanto, era parte della vita degli uomini da millenni. Il linguaggio creava le società. Ed è ancora così, per fortuna.
Ma allora perché si ha paura di giocare con la propria lingua che è tanto ricca di sfumature e musicalità?
Il rock è nato negli Stati Uniti e questo è un dato di fatto. E’ nato dall’intreccio fra la cultura degli schiavi africani e la tradizione anglosassone. Ma quello che rende questa musica speciale è l’immensa variabilità di stili che può contenere, perché parte da un presupposto semplice: un ritmo e una melodia.
L'inglese suona naturalmente fluido in questo terreno, è ricco di consonanti, è frammentato e infatti è la lingua dei Grandi che tutti amiamo.
Ma chi l'ha detto che non possa esistere una forma italiana per questo linguaggio? Esiste il rock latino, che sbanca le classifiche di tutto il mondo. Perfino i francesi riescono a porsi con convinzione, e non dite che il francese è una lingua facile, per carità.
Allora dove casca l’asino?
A mio avviso ci sono alcune ragioni individuabili nei nostri usi e costumi.
Abbiamo una sovrastruttura mentale che ci condiziona l’ascolto, e una delle maggiori cause di tutto questo, per dirne una, è il Festival di Sanremo.
Questa manifestazione ormai inutile e vetusta in realtà non ha mai tradito le sue premesse, è sempre stata quello che era nata per essere con coerenza inossidabile, e cioè il "Festival della Canzone Italiana". Ho detto inutile e vetusta non a caso. E’ inutile perché non condiziona più il mercato discografico. E’ vetusta perché propone ancora un genere che non appartiene quasi più alla cultura nazionale. Dico “quasi” perché forse qualcuno l’apprezza ancora, ma è parte di una minoranza e allora il festival dovrebbe chiamarsi “Festival della Canzone Tradizionale Melodica Italiana”, come il rispettabile Festival della Canzone Napoletana che, guarda caso, rappresenta un vero e proprio genere.
La lingua italiana si presta benissimo al rock, lo cambia a suo vantaggio, lo trasforma. La Premiata Forneria Marconi fu notata all’estero con i testi in Italiano e DOPO li tradusse in inglese. E’ naturale che si voglia provare anche la carta dell’inglese per scalare le classifiche, in fondo è come giocare a casa loro, ma dare per scontato che è l'inglese a far funzionare un pezzo rock è un errore madornale. Raramente un gruppo italiano ha sfondato oltre le patrie frontiere cantando nella lingua d’Albione. Il più delle volte è successo esattamente il contrario.
Qualcuno si ricorda di un certo Domenico Modugno? Sembra incredibile, ma questo signore ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo cantando in italiano, perché era bravo e sapeva comporre della musica semplice e immediata ma mai banale. Proprio come fanno gli anglosassoni.
E allora qual è il problema se non una cronica, assurda sfiducia che abbiamo in noi stessi?
Direte: però abbiamo i cantautori, la lunga e prestigiosa tradizione dei cantautori italiani. Che non hanno (quasi) mai olttrepassato le suddette frontiere, neanche loro. Ed ecco un'altra ragione.
Hanno fatto grandi cose, hanno scritto pagine stupende di poesia e impegno, ma come il Festival di Sanremo anche loro hanno bloccato la nostra cultura musicale. Hanno creato l’altro paradigma: o sei melodico o sei un cantautore. E il rock?
Provate a chiedere a un inglese o a un americano se preferisce il rock o la “canzone d’autore”. Si gratterebbe la testa e vi chiederebbe di riformulare la domanda. Alla fine risponderebbe che ama la musica. Punto.
Perché, ahimé, siamo la patria dei partiti e delle coalizioni, dei Guelfi e dei Ghibellini, dei Bianchi e dei Neri, dei Milanisti e degli Interisti, delle vacanze al mare o in montagna.
Eppure qualcuno ha tentato di uscire dai canoni e ci è riuscito.
La mia città ha sfornato il meglio del rock italiano negli anni ’80, dai Litfiba ai Diaframma. I Litfiba suonarono perfino in Australia ed erano tra gli alfieri del rock italiano. Negli anni ’90 ci sono stati i CSI, i La Crus, i primissimi Tiromancino, Max Gazzè, Cristina Donà, gli Scisma per arrivare a chi calca ancora le scene con la stessa convinzione (magari con alterni risultati) come Afterhours, Marlene Kuntz, Subsonica, Verdena.
Questi gruppi hanno dimostrato che si può cantare in italiano e fare rock ed essere anche propositivi, interessanti, originali e talvolta proporsi all'estero. Perché ognuno di essi ha trovato la sua formula, il suo modo di scrivere in italiano ed essere “rock”. La lingua si è fusa con le note, le parole hanno accompagnato muri di chitarre o di elettronica. E in tutto questo c’erano i contenuti, il racconto, ciò che si ha da dire.
Molto spesso il cantato in inglese nasconde una posa (soprattutto in ambito indie-rock) oppure cela una paura atavica nel misurarsi con le parole, dimenticandosi che con le parole si può giocare. Esiste il cut-up, per esempio, con cui si possono creare dei collage di frasi prese a caso, tecnica usatissima da Afterhours e Verdena. Ma anche raccontare sé stessi, semplicemente. Creare immagini, dire anche stronzate ma divertendosi, osando.
La gente ha bisogno di questo. Il pubblico vuole sentire l'italiano, lo dimostrano gli oceani di persone che seguono i vari Vasco e Ligabue. Ma si può andare ancora oltre, come hanno fatto negli anni '90. Si può uscire del tutto dalla nostra tradizione melodica o cantautorale e cercare nuove strade, nuovi modi di esprimersi che siano davvero slegati dai cliché.
La musica è musica e se un musicista ha qualcosa da dire lo può dire in tutte le lingue, ma allora perché non dirlo in italiano che è la lingua che parliamo tutti i giorni e che ha ancora tanto da dare?
credo che il problema sia un altro
al paese dei ciechi l'orbo gli' e un re
Re: credo che il problema sia un altro
Re: credo che il problema sia un altro
<p>... blues is the sound which brings you to heav
Problema di struttura linguistica
Re: Problema di struttura linguistica
Re: Problema di struttura linguistica
Re: Problema di struttura linguistica
play loud!!!
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Re: Problema di struttura linguistica
<p><b>I wanna rock and roll all night and party ev
Re: Problema di struttura linguistica
===Cantare in italia
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Re: ===Cantare in italia
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Re: ===Cantare in italia
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Mauro Pagani, in pie
<p>Al</p>
Grande problema
industry
Re: industry
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Ok, però
Re: Ok, però
Re: Ok, però
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What???
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Secondo me ci sono tre motivi principali...
Re: Secondo me ci sono tre motivi principali...
Re: Secondo me ci sono tre motivi principali...
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beh...noi con la ban
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<p><br><br>Nicola</p>
Vera l'analisi lingu
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Re: Vera l'analisi lingu
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La mia (for those about the rock)
Non è la fame ma è l'ignoranza che uccide!
Re: La mia (for those about the rock)
<p><br><br>Nicola</p>
Re: La mia (for those about the rock)
bellissimo articolo!
Nicola
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Re: bellissimo articolo!
Rock in Italiano? Si può!!!
Re: Rock in Italiano? Si può!!!
Paolo Micheletto
se posso
Attenzione!!!!!!
Re: Attenzione!!!!!!
discussione interess
Re: discussione interess
io per la mia esperi
Re: io per la mia esperi
sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?
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Re: io per la mia esperi
Esterofilia, Radio e Vendite...da qui vengono i problemi!!!
www.myspace.com/pisciulitto
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Cantare in Italiano è una scelta discutibile
Re: Cantare in Italiano è una scelta discutibile
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Re: Cantare in Italiano è una scelta discutibile
Non è la fame ma è l'ignoranza che uccide!
Il rock in italia non esiste
Re: Il rock in italia non esiste
Re: Il rock in italia non esiste
Bell'articolo ma... mah
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Comporre e sperimentare in "Inglisc" e poi provare a buttar su l'Italiano
<p>Valentino Caporizzi<br><br><strong>myspace.com/
anche il liga lo disse..
L'italia Filosofica
Cantare in Italiano è una scelta imposta dei discografici italiani (peraltro falliti)
OT: de gustibus non sputacchiandum est
Re: Cantare in Italiano è una scelta imposta dei discografici italiani (peraltro falliti)
Re: Cantare in Italiano è una scelta imposta dei discografici italiani (peraltro falliti)
La mia banda suona roccia
Commento ulteriore
Re: Commento ulteriore
Purtroppo nn è solo questione di lingua....
Mi dicono:"Ma la musica è finita ha solo 7 note"
"
Si può uscire dagli armadi...
Re: Si può uscire dagli armadi...
Mi dicono:"Ma la musica è finita ha solo 7 note"
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Questa la devo dire...
Re: Questa la devo dire...
Ormai non è più un argomento solo ma lameno due o tre...
I' m in love with Rock 'n Roll, it satisfies my so
Vasco
Re: Vasco
Non dimentichiamoci
Non dimentichiamoci