Perché una, tra le tante chitarre, diventa infine la nostra? Tra una miriade di blasoni, modelli e suoni ci innamoriamo di uno strumento e da subito, ma ancor più nel tempo, ci regala emozioni, gioie, soddisfazioni.
Come si giunge a questo? Ovviamente attraverso una scelta che dipende dalla nostra preferenza in fatto di suono, dal genere prediletto, dalla qualità dei legni e anche, non nascondiamocelo, dal prestigio del nome scritto sulla paletta.

Fin qui niente di nuovo: tutti noi ci siamo passati e alcuni continuano a passarci (mai sentito parlare di G.A.S.?!). Ebbene, con questo articolo vorrei sottolineare un altro aspetto legato al blasonato oggetto della nostra scelta – o che forse ha scelto noi -, una conseguenza che deriva inaspettatamente, come un gradito regalo, dalla nostra stessa scelta iniziale. La riflessione che vi propongo è figlia della mia esperienza personale, nello specifico l'incontro, avvenuto più di un anno fa, con il mio strumento: una Gibson Les Paul standard.
Al momento dell’acquisto l’orizzonte del mio gusto musicale non si allargava di molto oltre il genere metal ed affini. Ma da allora qualcosa nella mia vita di “chitarraio” era cambiato: ogni vibrazione di quel legno, ogni striatura di quel top di acero mi sussurrava qualcosa. L’imponente raffinatezza di quel suono, lo sprone a riprendere a suonare con regolarità, i costanti stimoli alla stesura di pezzi nuovi mi portavano oltre lo strumento in sé. L’autorevolezza del pezzo di legno che stringevo tra le mani mi costringeva a saperne di più, ad interessarmi alla sua storia e a quella di chi l'aveva reso grande.
Fu così che scoprii del genio che fu Lester Polfus e del regalo che fece al buon vecchio Jimmy, che ci indicò la via fatta di gradini che conducono al paradiso, all’eccentrico Robert, che fece della sperimentazione un imperativo per il suo re Crimisi, al grande e grosso Warren, che con i suoi Gov’t Mule fu uno dei primi ad introdurmi alle vibrazioni del blues, e a molti altri ancora. La nostra chitarra, insomma, non è soltanto il risultato di una scelta più o meno razionale basata su suono e prestigio. La nostra chitarra è molto di più: è un oggetto che ci rende curiosi di scoprire com’è nato e chi l’ha reso magico. Così facendo essa ci rende parte e partecipi della sua storia, arricchendoci ed educando la nostra sensibilità musicale.
gas?
Re: gas?
Re: gas?
Mmmmh...
Re: Mmmmh...
COME TI CAPISCO.
E si prendono anche cantonate
Giorgio
...ho capito bene ci
www.zona20020.com
www.myspace.com/lace47
Re: ...ho capito bene ci
EVERYTHING YOU KNOW IS WRONG------>ZOOTV ERA
Re: ...ho capito bene ci
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"You lock the door and throw away the key,
Re: ...ho capito bene ci
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"You lock the door and throw away the key,
quale chitarra?
cavolo...
www.reliveband.com
therobbiekids.com
tre chitarre...
non e' diventata la mia,lo e' sempre stata...
Re: non e' diventata la mia,lo e' sempre stata...
...e invece siamo in due!