

Quando tocca a me suonare, ovviamente per ultimo, ho già le orecchie massacrate dai volumi assai consistenti e dalla acustica terrificante del locale. Il mio batterista ha una DW con i tamburi più grandi dell'universo noto, e piatti larghi come le ruote di un carro. Il bassista mi guarda, e dopo due minuti, sui nostri amplificatori, tutto quello che può essere messo a dieci, è a dieci. Quaranta minuti di rock sostanzioso, e poi vado a concedermi un bel po' di chiacchere con gli amici, e varie birre (essendomi premurato di avere lasciato la macchina a casa, stanotte si torna a piedi).
Sabato sera. In un casolare della bassa rodigina, uno dei gruppi che ha suonato la sera prima, suona ancora. La festa è rigorosamente autogestita: si pagano due euro, ed a disposizione ci sono birre in lattina da 50 Cl a volontà e patatine. Alcune ragazze ballano sulle note dei musicisti, un duo rock'n'roll strumentale che non adoro, ma dalle indubbie qualità. Le ragazze sono carine, nei loro improbabili accostamenti cromatici, anche se hanno pance non propriamente da velina, forse perchè preferiscono la birra agli addominali in palestra.
Per una sera smetto i panni di chitarrista-audiofilo-radical-chic e mi abbandono a chiacchere, non più da ventenni, con vari amici: si parla di lavoro, di politica, di sport, di quante mogliettine quarantenni insoddisfatte il mio batterista si farà sul transatlantico, mentre i mariti si sputtanano i loro risparmi alle slot machine.
C'è, in questa festa fondamentalmente sfigata, tanta energia positiva. C'è un rifiuto a priori di modelli culturali calati dall'alto, che ci vorrebbero tutti agghindati alla moda, a fare la fila davanti a banconi di locali che vendono pessimi cocktail a otto euro, mentre dagli altoparlanti esce non-musica. C'è, latente, una profonda polemica contro i canali ufficiali della musica, che vendono prodotti, e non opere d'arte. Qui ci sono venticinquenni e trentenni, figli dei figli del boom economico, le cui pulsioni più sane sono trascurate dalla classe politica, ignorate dai media. Io ed i miei amici ce ne andiamo prima che i nostri amici musicisti finiscano di suonare: loro sono ben consci del fatto che non diventeranno mai famosi, nè, tantomeno, ricchi. Magari, ogni tanto, qualche avveduto gestore di locale darà loro cinquanta euro a testa per suonare, e loro, il giorno dopo, andranno a comprare un pedale da cento euro, uscendo dal negozio in bolletta, ma con il sorriso dei bambini a cui hanno appena regalato la bicicletta nuova.
Sabato sera non ho pensato al precariato, al decadimento del potere di acquisto degli stipendi, al sistema politico-economico italiano che sta rubando il futuro alla mia generazione. Non ho pensato al fatto che la macchina non è ancora perfettamente a posto e che non ho ancora pagato l'affitto. Sabato sera il peggiore dei problemi che mi sono posto era che non ho ancora una chitarra con manico e body in mogano.
Bell'articolo
Re: Bell'articolo
Isidoro Serrati
"chitarristi passano metà del
Il senso della GAS
"In un tripudio di miccette..."
è proprio vero,non
bell'articolo la mus
viene da chiedersi...
grazie
Davvero bello!
beato te..
enjoy every note..of your life and music!
Re: beato te..
EVERYTHING YOU KNOW IS WRONG------>ZOOTV ERA
Re: beato te..
"In un tripudio di miccette..."
Despero
Life is A Lot Like Music... It's Best When You Imp
Bello e triste
OK
Re: OK
Commuovente!
Isidoro Serrati
"chitarristi passano metà del
uhm
Simpaticissimo
Giorgio
bello
Gran
EVERYTHING YOU KNOW IS WRONG------>ZOOTV ERA
Verissimo
Re: Verissimo
Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
Re: Verissimo
Isidoro Serrati
"chitarristi passano metà del
Re: Verissimo
Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
Pino s'è scotto
le feste migliori
Re: le feste migliori
Isidoro Serrati
"chitarristi passano metà del
bell'articolo
Bravo Aday.hai tocca
Ci sono articoli che
beh... c'è poco da aggiungere...
:)
<p>amare significa poco dolci</p>
eh sì...
Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
Suonare per sentirsi vivi
Matt Confusion
http://flavors.me/mattconfusion
Oggi mentre ripensav
--Magari, ogni tanto
A me non va