Non si tratta di gossip, sto realmente indagando su questo sospetto. Ho cominciato ad ascoltare Joe Bonamassa da un anno ed esattamente dall’uscita dell’album “Sloe Gin”. Si tratta di un lavoro piacevole con bei pezzi e ben suonati a tal punto da farmi acquistare anche “Blues deluxe” del 2003. Nel primo album ero stato attirato dalla nota di copertina che segnalava come il pezzo “One of these days” fosse stato scritto/riarrangiato da Joe e da Alvin Lee.

Sono andato subito a vedere nella rete ed in effetti Alvin suona ancora, ha una bella faccia da ex bello un po’ in sovrappeso e con in braccio la vecchia ES 335 rossa. Che bello per voi giovani avere la rete, ai miei tempi le notizie musicali si trovavano solo in edicola su Ciao 2001!

Ed ecco perché vi scrivo. Ho acquistato il CD doppio “Live from nowhere in particolar” di Joe ed il sospetto che Alvin sia il padre naturale di Joe ha cominciato a farsi strada. Nel primo CD si parte subito sparati con “Bridge to better days”. Le atmosfere più tranquille degli album in studio sono sostituite da una chitarra più distorta e tonica, il cantato è sempre ottimo e lievemente roco. Già nel secondo pezzo il riff blues mi comincia ad essere familiare (vedi “Help me” dei Ten Years After Live). Si tratta di blues “serio”. Il suono è puro Gibson (anche se Les Paul e non ES 335), la chitarra corre veloce ed è di efficace impatto emotivo. Alvin, ma sei Tu? Veramente struggente è la successiva “So many Roads”. Poi nella canzone “Another kinda love” Joe inizia con divagazioni pseudo-indiane fino a confluire sul un bel blues. Le due conclusive canzoni sono “Sloe Gin” e “One of these days”, un crogiolo di vecchi ricordi. Non c’è plagio, ma è l’anima del vecchio Alvin che aleggia.

Passo al secondo CD vi assicuro un po’ perplesso. Si inizia con “Ball peen hammer” con un piacevole fingerstyle (o arpeggiato come si diceva ai miei tempi) ed è autentico Joe! Mi vengono in mente però i famosi intro arpeggiati classici di Alvin non presenti sull’originale CD “Recorded Live”, ma presenti sui numerosi bootlegs che all’epoca circolavano. Non vi perdete le due successive canzoni da brividi la prima e da virtuoso della chitarra acustica la seconda. “Woke up dreaming” invece mi riporta sempre al solito album live del 1973 di Alvin. Pezzo lungo quasi 20 minuti con divagazioni sperimentali alla chitarra come in “I can’t keep from cryin’ sometimes”. ..E vi ricordate all’isola di Wight quando mentre suonava scordava e riaccordava la chitarra senza sbagliare una nota (che coraggio !!). L’album finisce con tre bei pezzi specie il penultimo blues. Spero di avervi fatto venir voglia di ascoltare Joe e riascoltare Alvin ai soui tempi d’oro “Recorded Live”. Ricordate poi che Joe viene in Italia a Novembre e che io mi sto preparando per effettuargli la prova del DNA per il riconoscimento di paternità! E’ giusto che Alvin si prenda le sue responsabilità di padre.
Grande Joe
Re: Grande Joe
grande joe! credo ch
zach
Re: grande joe! credo ch
<p>Luca.</p>
Ciao ...
joe
Unico
flygibson
grande joe!
Doyle Bramhall
Joe...
A differenza di Johnny Lang
Joe Alive!
Ok, visto date sul s
NO I PADRI SONO MOLTI!!!
... e quanti
Gratta
La mamma
<i>AAHHYAAKK!</i>
Re: La mamma
e Derek?
Yo no canto por cantar ni por tener buena voz / ca