Per consentire alla classe AB il meritato accesso al paradiso è necessario inserire un altro circuito completamente avulso dal primo che lo alimenti adeguatamente applicando ai vari stadi le giuste tensioni e fornendo le correnti necessarie per un corretto funzionamento.
Il disegno della foto integra quello presentato nell'articolo precedente definendo la tipologia di un finale ormai completo in tutte le sue parti eccetto che nella determinazione dei valori dei vari componenti subordinata al tipo di valvole usate per ottenere la potenza richiesta.

E' chiaro che questo articolo, come quello precedente, non ha assolutamente come scopo la costruzione di un amplificatore dato che basterebbe tirare fuori dalla rete un progetto completo, ma solo il fatto di consentire al musicista di avere più coscienza di ciò che avviene all'altro capo del Jack tralasciando astruse congetture dettate solo da una consapevole inesperienza.
Guardando il nuovo disegno se ne percepisce immediatamente il cambiamento rispetto al precedente:
- le linee di tensione sono state chiuse e riferite alle rispettive fonti di energia
- sono spariti i riferimenti all' "ampli A ed ampli B" citati solo per pura convenzione
- sono stati definiti i tipi di valvole da usare, due triodi distinti ma nello stesso involucro, quindi un DOPPIO TRIODO
- due TETRODI che insieme al doppio triodo rappresentano gli elementi ATTIVI del circuito da distinguere da RESISTENZE e CONDENSATORI che sono invece le componenti passive
- l'aggiunta di un'altra valvola proprio nell'alimentazione che viene classificata come DOPPIO DIODO RETTIFICATORE.
Esaminando questo circuito aggiunto si nota immediatamente la presenza di un altro trasformatore che avrà un primario idoneo per la tensione di rete e, in questo caso, tre secondari che erogano diverse tensioni con altrettanto diverse correnti.
Dal basso verso l'alto il primo terminale sarà il capo, il cosidetto PUNTO STELLA, dove confluiranno i terminali di massa di tutto il circuito ridotto ad una pista ininterrotta nel caso si adotti un CIRCUITO STAMPATO ed a un insieme di cavi di sezione abbastanza generosa nell'eventualità di un montaggio POINT TO POINT dove il percorso di questi cavi richiede un'attenzione maggiore e precise regole di collocazione.
I successivi due terminali definiscono l'alta tensione ALTERNATA in questo caso lasciata con l'interrogativo considerando che li stiamo analizzando genericamente, tensione che si applica ai due ANODI della rettificatrice e che deve avere LO STESSO VOLTAGGIO SU ENTRAMBI I RAMI per essere restituita opportunamente "raddrizzata", cioè trasformata da "alternata in CONTINUA" e notevolmente "innalzata" come valore per alcune caratteristiche proprie dei diodi.
La tensione continua necessaria al funzionamento dell'amplificatore sarà prelevata da uno dei due capi dei FILAMENTI della raddrizzatrice a loro volta alimentati con una tensione generalmente di 5 volts alternati presente sui terminali immediatamente più in alto del trasformatore.
Gli ultimi due terminali, di solito con una tensione alternata di 6,3 volts, servono ad alimentare i filamenti delle tre valvole presenti nel circuito ma non, come si è detto, quelli della raddrizzatrice.
La tensione continua presente a valle della valvola al punto contrassegnato HOTPOINT è livellata dal primo condensatore elettrolitico ed inviata alla presa centrale del trasformatore di uscita che si dirama in due bracci che adesso non possiamo definire e che portano tensione agli anodi delle finali consentendo simultaneamente il passaggio del segnale già amplificato e pronto per essere ricompattato ed inviato agli speaker come si è detto in precedenza.
Dopo il primo condensatore la tensione incontra un altro componente che non è altro che un trasformatore con un solo avvolgimento che oppone una certa resistenza agendo, detto in termini semplicistici, da filtro. Questo componente, chiamato IMPEDENZA, si misura in HENRY ed ha più che altro la mansione di DISACCOPPIARE la tensione inviata al trasformatore di uscita da quella che dall'altro capo verrà inviata alle GRIGLIE SCHERMO tramite due resistenze di uguale valore e di un discreto wattaggio.
Un altro condensatore provvederà a livellare anche questa seconda tensione che continua la sua corsa incontrando questa volta una resistenza dalle caratteristiche piuttosto particolari.
Come classificazione questo componente è certamente solo una resistenza ma considerando la non trascurabile CORRENTE che l'attraversa sarebbe meglio se fosse del tipo "CERAMICO A FILO" per una migliore capacità di DISSIPAZIONE del calore.
Quest'ultima tensione prelevata dopo la resistenza in questione viene opportunamente livellata da un altro condensatore ed inviata agli anodi del doppio triodo sempre disaccoppiata per mezzo di due resistenze questa volta di tipo normale e di wattaggio adeguato.
I tre condensatori nel circuito di alimentazione sono chiaramente di tipo ELETTROLITICO e devolno avere una TENSIONE DI LAVORO mai inferiore a quella erogata dalla rettificatrice. Per quanto riguarda la CAPACITA' di questi ultimi, espressa in MICROFARAD, si deve far riferimento alle caratteristiche della rettificatrice ed alla corrente richiesta dal circuito considerando che la "qualità" in termini elettrici dell'alimentazione condiziona non poco il buon funzionamento del tutto.
Spero che questo scritto renda più facile la comprensione delle mansioni di un singolo componente all'interno di un circuito permettendone almeno l'identificazione.
Un saluto dal vecchio Gwynn.
Phase inverter
raw
Re: Phase inverter
Allora : premesso ch
raw
Re: Allora : premesso ch
Re: Allora : premesso ch
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re: Allora : premesso ch
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Ancora una domanda
raw
Re: Ancora una domanda
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phase inverter con 12au7/ecc82?