Meccaniche per acustica - 1

di Mario Monteleone - accordiano #10 | 14 October 2008 @ 08:30 |
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I nostri affezionati lettori hanno potuto già verificare che, su Accordo, le chitarra acustiche le facciamo a pezzi per poi rimetterle insieme. Di recente, abbiamo parlato di corde, poi di legni, poi ancora di corde, e di chitarre di pregio come le Schoenberg. Parleremo ancora tanto di acustiche, facendole ancora a pezzi e poi rimettendole insieme. Come oggi, ad esempio, giorno in cui tratteremo di un pezzo importantissimo delle acustiche, fra i più visibili e i più manipolati, strettamente connesso a corde, suonabilità, accordatura, estetica, e tanto altro ancora: le meccaniche.

Possiamo in partenza affermare senza tema di smentita che le meccaniche per l’acustica rappresentino un argomento in sé abbastanza vasto, aggredibile da diversi punti di vista. Noi qui cercheremo di trattarlo sotto tre aspetti essenziali: quello tecnico, relativo a caratteristiche costruttive e performative; quello sonoro, relativo al rapporto che si crea tra meccaniche e legni della chitarra; ed infine quello estetico, relativo alle diverse forme delle meccaniche, nonché alle diverse colorazioni e tipologia di alcuni materiali decorativi, senza poi dimenticare di quanto sia difficile a volte abbinare le forme di certe meccaniche a quelle di certe palette di chitarra acustica. Ci accorgiamo di quanto sia difficile questo abbinamento soprattutto quando dobbiamo sostituire le tuning machines originali con altre di nostra scelta, o anche quando dobbiamo sceglierle a corredo di una chitarra di alta liuteria. Chi non si è mai trovato in questo dilemma, scagli la prima chiavetta…

L’aspetto delle meccaniche che oggi cureremo è quello tecnico. Perciò, cominciamo da come le meccaniche vengono chiamate e definite, cercando di spiegarne i motivi. Le foto nelle risorse dell'articolo compiranno il resto dell'opera ;-).

Aspetti tecnici: un po’ di terminologia

Molte caratteristiche delle meccaniche vengono oggi indicate in inglese, poiché gran parte dei costruttori di meccaniche hanno mosso i loro primi passi in America. Fanno eccezione la Gotoh, che è giapponese, e la Schaller, che è tedesca. Entrambe queste case descrivono comunque i loro prodotti in inglese, soprattutto per favorirne la commercializzazione sul mercato internazionale.
Spesso, i termini inglesi utilizzati possono tuttavia apparire poco trasparenti ad alcuni potenziali acquirenti, rendendo l’acquisto per certi versi difficile, oppure inducendo in scelte errate. Quindi, qui di seguito, trovate una lista di termini tecnici molto ricorrenti nella definizione delle meccaniche, ordinati alfabeticamente, ed esposti come delle voci di un piccolo dizionario:

1) 3+3 (o anche “3 per lato”): in opposizione a “6 in linea (vedi voce presente in questa lista) formula con la quale si indicano quelle meccaniche che si montano su chitarre con palette rettangolari, trapezoidali, finestrate o generalmente su palette costruite in modo simmetrico e dotate almeno di due lati lunghi opposti fra loro. Le meccaniche 3+3 hanno gli ingranaggi disposti in modo speculare, per agevolarne il montaggio (tre su un lato della paletta, e tre su quello opposto).

2) 6 in linea: notazione che si oppone a “3+3” (vedi voce presente in questa lista). Le meccaniche 6 in linea sono da sempre montate sulla gran parte delle chitarre Fender elettriche ed elettroacustiche, ed in seguito sono state adottate anche da altre case costruttrici. Contrariamente alle 3+3, le meccaniche 6 in linea hanno tutte la stessa forma e lo stesso orientamento degli ingranaggi.

3) Autobloccanti (vedi foto nelle risorse dell’articolo): si dice di meccaniche che usano espedienti costruttivi per bloccare lo slittamento delle corde, allo scopo di mantenere costante l’accordatura, anche in presenza di un uso ripetuto e energico delle corde stesse. Le meccaniche autobloccanti sono state create principalmente per le chitarra elettrica. Negli anni ’50 del secolo scorso, con l’evolversi delle tecniche esecutive, e con l’uso sempre più intenso del tremolo, si comprese che le meccaniche allora in uso reggevano male i continui cambiamenti di tensione delle corde, non permettendo di mantenere l’accordatura. Diversi produttori di hardware per chitarre, tra cui Grover e Floyd Rose, introdussero quindi una nuova tipologia di meccanica, detta appunto autobloccante, che presentava un meccanismo – o altri aggiustamenti tecnici – per bloccare le corde e stabilizzare l’accordatura, in modo che non si perdesse durante le performance. Tuttavia, queste meccaniche ebbero inizialmente un impatto limitato sul mercato, a causa del loro costo elevato. Oggi, invece, con un decremento dei prezzi del 50% rispetto ai modelli iniziali, le meccaniche autobloccanti sono molte diffuse ed utilizzate.
Montare meccaniche autobloccanti sulle acustiche può essere utile soprattutto in presenza di corde dal tiraggio elevato (vedi serie di articoli dal titolo “Le corde per l’acustica”), e anche con accordature alternative quale la “Nashville Tuning” o quelle elaborate da Michale Hedges (vedi link fra le risorse dell’articolo), in cui alcune corde vengono intonate al di sopra della loro nota base di riferimento.

4) Autolubrificanti: termine usato in riferimento alle meccaniche die-casting (vedi voce presente in questa lista). La scatola sigillata che copre queste meccaniche (vedi voce “sealed”) contiene infatti del lubrificante che serve a favorire il corretto movimento degli ingranaggi. Poiché il lubrificante non viene mai sostituito, le meccaniche sono dette appunto autolubrificanti.

5) Die-casting (o anche “die-cast”): termine con cui si indica la pressofusione, ovvero il procedimento tramite il quale del metallo fuso viene forzato ad alta pressione all’interno di stampi lavorati a madrevite, in grado di modellare il metallo fuso in ingranaggi. La pressofusione in genere si effettua su metalli non ferrosi, come lo zinco, il rame, l’alluminio, il magnesio, il piombo e le leghe a base di stagno, ma è possibile effettuare pressofusione anche su metalli ferrosi. Il metodo della pressofusione è molto utile quando è necessario produrre una elevata quantità di parti (di piccole o medie dimensioni) che abbiano rifinitura precisa e dettagliata, superficie liscia e compattezza dimensionale.

6) Gear ratio: ovvero “rapporto di trasmissione”. In genere, viene stabilito da due ingranaggi di dimensioni diversa e che lavorano in coppia. Il rapporto dipende strettamente dalla forma e dalla configurazione degli ingranaggi, in particolare dal diametro delle ruote degli ingranaggi e dal loro numero di denti. L'ingranaggio che trasmette il moto si definisce conduttore (o ruota conduttrice), mentre l'ingranaggio che riceve il movimento si definisce condotto (o ruota condotta). Nel caso delle meccaniche, la coppia è composta da un ingranaggio ed una vite senza fine (vedi voce “meccaniche”). Il gear ratio è perciò il parametro utilizzato per calcolare il rapporto con cui il movimento ottenuto ruotando la chiavetta della meccanica si trasferisce dalla vite senza fine all’ingranaggio che fa girare l’albero della meccanica. In genere, nelle meccaniche moderne il rapporto di trasmissione più diffuso è il 14:1. Esistono tuttavia rapporti anche inferiori, come il 16:1 e il 18:1, che forniscono un’accordatura più precisa ma dànno una velocità inferiore nell’avvolgimento delle corde.

7) Knobs (o anche “buttons”): termine con cui si indicano le chiavette delle meccaniche, ovvero le piccole manopole su cui si agisce per accordare o scordare una chitarra. Nelle meccaniche die-cast (vedi voce presente in questa lista), anche se di marca diversa, sono in genere sostituibili, o intercambiabili con chiavette di tipo universale. Non sono intercambiabili invece tra meccaniche che hanno ingranaggi di dimensioni diverse (ad esempio, tra le serie “mini” e le serie “standard”). L’uso di chiavette intercambiabili permette alle case produttrici di comporre linee di produzione universali per quanto riguarda gli ingranaggi, e più dettagliate e variegate per quanto riguarda le forme, i colori ed i materiali delle chiavette. La sostituzione delle chiavette non ha ricadute di tipo tecnico, ma solo estetico. Degli aspetti estetici ci occuperemo in un’altra sezione di questo articolo.

8) Lunghezza dell’interasse: nelle meccaniche per palette finestrate (vedi voce presente in questa lista) termine utilizzato per indicare la distanza fra ciascuno dei tre argani posti sulla stessa fila di tre.

9) Meccaniche (anche “gear heads”, “machine heads”, “tuners”, “tuning machines”): serie di termini con cui si indica l’intero apparato usato per bloccare le corde ed accordare la chitarra. Generalmente, una meccanica è formata da:

a. un cilindro (argano) montato al centro di un ingranaggio a pignone;

b. una chiavetta (vedi voce “knob”);

c. una vite senza fine;

d. una rondella, un dado e delle piccole viti che servono a serrare e fissare la meccanica alla paletta della chitarra.

L’argano ha un foro sull’estremità che non è a contatto con l’ingranaggio. Il foro è necessario a far passare la corda che verrà in seguito avvolta e bloccata intorno all’argano girando la chiavetta. In alcune meccaniche autobloccanti (vedi voce in questa lista) sull'argano possono esserci anche due fori, o altro tipo di punti di passaggio per le corde. La vite senza fine evita che l’argano giri in assenza di movimenti della chiavetta. Inoltre, più basso è il valore di gear ratio (vedi voce presente in questa lista), più precisa è l’accordatura della chitarra. Il valore del gear-ratio viene dato dalla struttura della vite senza fine. Nelle meccaniche die-casting (vedi voce presente in questa lista) gli ingranaggi sono coperti; nelle open-gear (vedi voce presente in questa lista ) sono invece visibili.

10) Meccaniche per paletta finestrata (o anche per “paletta a finestra”, o “slotted”): possono essere assemblate come le meccaniche per chitarra classica (ovvero in due gruppi di tre meccaniche non separabili, un gruppo per il lato destro ed uno per il lato sinistro della paletta). Tuttavia, contrariamente alle meccaniche per chitarra classica, hanno l’argano in metallo e non in materiale plastico. Possono anche essere singole, sia open-gear (vedi voce presente in questa lista) e molto più raramente die-cast (vedi voce presente in questa lista).

11) Open gear (anche “open frame”): termine che si oppone a die-casting (vedi voce presente in questa lista). Indica meccaniche in cui l’ingranaggio e la vite senza fine sono a vista. In termini di gear ratio (vedi voce presente in questa lista) e di aspetti tecnici e costruttivi generali, non differiscono dalle meccaniche die-casting, fatta eccezione per il procedimento di pressofusione, che è assente, e per la manutenzione, ovvero la lubrificazione degli ingranaggi, che va fatta sistematicamente. Sono più pregiate delle die-casting, proprio in virtù della visibilità degli ingranaggi e per altri abbellimenti estetici di cui tratteremo in seguito; sono tuttavia più delicate, proprio perché non protette dall’azione degli agenti esterni. Inoltre, a causa della forza esercitata sugli ingranaggi durante l’accordatura, la vite senza fine tende a deformarsi se non viene lubrificata con costanza e precisione.

12) Sealed: alla lettera, “sigillato”. Nelle meccaniche die-casting (vedi voci presenti in questa lista), tale termine viene utilizzato in riferimento alla piccola scatola metallica che copre gli ingranaggi e che, appunto, li sigilla proteggendoli dagli agenti esterni (vedi anche voce “autolubrificanti”).

13) Tuning pegs: bischeri o piroli; vengono montati su strumenti come violini, viole, violoncelli, liuti ed in passato anche sulle chitarre da Flamenco e sugli ukulele. Sono privi di ingranaggi, quindi basano l’accordatura sulla frizione e sulla resistenza al tiraggio.

I materiali

In genere, tutte le parti delle meccaniche sono quasi esclusivamente realizzate in zinco, acciaio, ed ottone. Le superfici possono essere placcate e satinate con altri metalli, anche molto pregiati, tra cui il nickel, il nickel nero, il cromo, il cromo nero, l’oro, il rutenio e così via. È per altro importante che la vite senza fine e l’ingranaggio siano composti (o ricoperti) dello stesso metallo, perché in caso contrario i due elementi saranno più soggetti a corrosione da attrito.

La sostituzione delle meccaniche: qualche rapido accenno

In attesa di un articolo dedicato esclusivamente alla sostituzione, affrontiamo solo un aspetto di questo modalità di manutenzione, che può però essere fortemente problematico.

Per quanto riguarda le meccaniche singole, può succedere che gli argani nuovi abbiano un diametro diverso da quelli delle meccaniche originali.  Le case costruttrici, in genere, nelle specifiche di montaggio forniscono per ogni tipo di meccanica il diametro (in pollici) che deve avere il relativo foro di alloggio sulla paletta. Nelle risorse dell'articolo trovate come esempio una tabella presa dal sito della rinomata Grover. Le misure della tabella vanno lette come segue: 25/64” significa venticinque sessantaquattresemi di police, pari a mm. 9,921875.

Tuttavia, anche in presenza di diametri dissimili, sarà comunque possibile sostiuire le meccaniche originali con quelle da noi scelte. Infatti, se i fori di alloggio sulla paletta risulteranno più stretti di quelli delle meccaniche nuove, sarà possibile allargarli (e parliamo in questo caso di decimi di millimetro di differenza). Se invece risulteranno più larghi, allora sarà  possibile comprare delle boccole, ovvero dei riduttori specifici per meccaniche (vedere foto nelle risorse dell’articolo) che di fatto restringono il foro di alloggio delle meccaniche.

Un altro problema che può presentarsi, sempre con le meccaniche singole, è quello relativo alla piccole viti di fissaggio che si avvitano sul dorso della paletta. Capita a volte che quelle delle nuove meccnaiche siano diverse - in numero ed in dislocazione - da quelle originali. In tal caso, si dovrà stuccare i vecchi buchi sulla paletta, e farne di nuovi, nella speranza che alla fine non restino segni eccessivamente visibili

Diverso invece è il discorso per le palette finestrate, in cui al problema della larghezza dei fori, come precisano Sirio ed L27, va aggiunto anche quello dell’interasse. Infatti, nelle palette finestrare attrezzate con meccaniche a gruppi di 3+3 non è infrequente trovarsi di fronte a lunghezze diverse di interasse, che di fatto impediscono fisicamente il montaggio delle meccaniche. Lalunghezza standard dell'interasse è 35 mm, ma se ne trovano anche a 36 mm. e, raramente, con altri valori. La differenza di lunghezza  fa sì che alcuni argani possano non coincidere con i fori già realizzati sulla paletta, ed in casi simili è impossibile montare le meccaniche. Le cose si complicano ulteriormente quando anche la lunghezza totale dei gruppi di meccaniche è diversa. Il rischio è di trovarsi a non avere il giusto allineamento argani/fori-paletta, nonché di vedere che la meccanica "esce" dal profilo della paletta perché una delle estremità è troppo lunga. Il caso più classico è quello delle palette delle chitarre in stile Torres sulle quali si vuole montare meccaniche dette "a lira", e ci si ritrova con la paletta più corta delle meccaniche. Questo problema assume una valenza maggiore con la liuteria spagnola, in cui per la definizione dell’interasse, al posto del calibro/micromatro si tende ad usare lo "spanning". In questi casi si assiste anche a meccaniche di serie montate in modo "forzato", con l’alleneamento dei fori realizzato male, o anche a fori troppo larghi che portano l'argano a flettersi e la meccanica ad indurirsi, a causa il tiraggio della corda.

Anche in questo campo si stanno affermando degli standard, che è necessario conoscere per poter ordinare la meccanica appropriata. Nelle risorse dell’articolo, trovate alcune schede che riportano degli esempi di misurazione delle meccanche 3+3 per paletta finestrata, insieme a qualche nota sull'istallazione.

Perciò attenzione: non tutte le meccaniche entrano nello stesso buco, e non tutte hanno la stessa lunghezza e lo stesso numero di viti di montaggio. Prima di sostituirle, varrà la pena prendere le misure giuste, e le giuste misure.

Manutenzione delle meccaniche

Come detto, le meccaniche open gear vanno lubrificate sistematicamente ed accuratamente. Allo scopo, è possibile usare lubrificanti minerali o naturali. In termini di lubrificazione, non ci sono grandi differenze fra gli uni e gli altri. In termini di pulizia, invece, i lubrificanti naturali risultano più untuosi di quelli minerali, quindi più difficili da eliminare in caso di sbavature.

È inoltre buona norma pulire a fondo con un pennello le meccaniche open gear prima di lubrificarle, in modo da evitare che la polvere presente sugli ingranaggi si impasti con l’olio, creando un composto che di fatto impedisce il corretto movimento degli ingranaggi, oltre ad essere difficile da asportare.

Invece, per la pulizia esterna delle meccaniche die-casting, è sufficiente l’uso di un metal-polish non eccessivamente abrasivo, come quello indicato nelle risorse dell’articolo, in grado di eliminare l’opacità delle meccaniche provocata dall’usura e dagli agenti esterni.

Bene, è tutto per questa puntata ;-). Ci leggiamo alla prossima.

M

Risorse
Meccaniche 3+3
Meccaniche 6 in linea
Meccaniche Fender 6 in linea
Gotoh autobloccanti
Sperzel autobloccanti del tipo 6 in linea
Doppio foro sulle Wilkinson autobloccanti
Montaggio delle Wilkinson autobloccanti
Accordature alternative di Michael Hedges e Joni Mitchell
Grover Imperial die-casting, 3+3, autolubrificanti sigillate
Knobs del tipo keystone o a tulipano
Meccaniche per paletta finestrata open gear a lira per classica
Meccaniche per paletta finestrata open gear per classica con indicazioni sull'interasse
Meccaniche per paletta finestrata open gear per acustica
Specifiche di montaggio per meccaniche open gear per acustica
Meccaniche open gear
Misure Grover per il diametro dei fori sulla paletta
Boccole per ridurre la larghezza dei fori
Montaggio per palette finestrate
Il Metal Polish



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Tutti i commenti

  • da applausi
    di Lauro - accordiano #1550 | 14 October 2008 @ 08:55
    • Re: da applausi
      di Mario Monteleone - accordiano #10 | 14 October 2008 @ 09:35
      --
      M

      You expect us to swallow this crap?
  • Sei un professore!
    di flex1979 - accordiano #10511 | 14 October 2008 @ 11:03
    --
    rozzezza è mezza bellezza
    • Re: Sei un professore!
      di Mario Monteleone - accordiano #10 | 14 October 2008 @ 11:09
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      M

      You expect us to swallow this crap?
  • #10...
    di longo - accordiano #14086 | 14 October 2008 @ 12:47
    • Re: #10...
      di Mario Monteleone - accordiano #10 | 14 October 2008 @ 13:20
      --
      M

      You expect us to swallow this crap?
      • Re: #10...
        di longo - accordiano #14086 | 14 October 2008 @ 13:45
        • Re: #10...
          di Mario Monteleone - accordiano #10 | 14 October 2008 @ 13:48
          --
          M

          You expect us to swallow this crap?
  • Chapeau!
    di Fenderato - accordiano #16103 | 14 October 2008 @ 16:09
    --
    <br><br><a>...and don't forget the joker...</a>
    • Re: Chapeau!
      di Mario Monteleone - accordiano #10 | 14 October 2008 @ 20:10
      --
      M

      You expect us to swallow this crap?
    • Re: Chapeau!
      di Tery - accordiano #5972 | 14 October 2008 @ 16:46
      --
      <p>The darkest hour is always just before the dawn
  • Mariuzzu, Mariuzzu ...
    di Giuseppe Mazzola - accordiano #90 | 14 October 2008 @ 17:50
    • Re: Mariuzzu, Mariuzzu ...
      di Mario Monteleone - accordiano #10 | 14 October 2008 @ 20:05
      --
      M

      You expect us to swallow this crap?
    • Re: Mariuzzu, Mariuzzu ...
      di Lauro - accordiano #1550 | 14 October 2008 @ 18:04
  • Basta con i salamelecchi!
    di Carlo Pipitone - accordiano #52 | 15 October 2008 @ 14:34
    --
    <i>Carlo &quot;slidincharlie&quot; Pipitone</i><br
    • Re: Basta con i salamelecchi!
      di Mario Monteleone - accordiano #10 | 15 October 2008 @ 16:21
      --
      M

      You expect us to swallow this crap?
      • Re: Basta con i salamelecchi!
        di Carlo Pipitone - accordiano #52 | 15 October 2008 @ 21:57
        --
        <i>Carlo &quot;slidincharlie&quot; Pipitone</i><br
        • Re: Basta con i salamelecchi!
          di Mario Monteleone - accordiano #10 | 16 October 2008 @ 07:40
          --
          M

          You expect us to swallow this crap?
    • Re: Basta con i salamelecchi!
      di Lauro - accordiano #1550 | 15 October 2008 @ 15:22
      • Re: Basta con i salamelecchi!
        di aria - accordiano #311 | 17 October 2008 @ 15:26
        • Re: Basta con i salamelecchi!
          di Lauro - accordiano #1550 | 17 October 2008 @ 17:17
  • O qui oppure non so!
    di luapnea - accordiano #14157 | 16 October 2008 @ 18:34

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