Salve a tutti, oggi sono qui per recensire un pedale che probabilmente molti di voi hanno sentito nominare ma mai provato. Mi riferisco all’Uber Metal della Line 6, un distorsore high gain a modelli fisici, come consuetudine della casa produttrice, che fa parte di una serie di pedali dal nome “Tone Core”.Di primo impatto si presenta molto compatto e di piacevole estetica, con una grafica dei controlli molto cattiva, da buon metallaro insomma. Il pedale è completamente rivestito da uno chassis in acciaio molto spesso, di colore grigio, cosa che comporta un notevole peso dello stesso che si aggira intorno al chilo, ciò nonostante tale caratteristica permette una notevole resistenza a qualsiasi forma di urto e pedata (naturalmente non provate a lanciarlo dal terzo piano di una casa per testarlo!).

Le possibilità di connessioni sono quelle comuni ad ogni altro pedalino:
- Input jack
- Output jack
- Connessione alimentazione esterna a 9v
Un punto sul quale vorrei aprire una piccola parentesi è l’alloggio della pila, posizionato sempre sullo switch del pedale, che si apre premendo due pulsanti sul lato e si richiude automaticamente spingendolo nella posizione di partenza.
Ma ora passiamo ai controlli, in tutto sono 6 manopole più due switch posizionati al di sotto. Quindi abbiamo:
- Level: regola la quantità dell’effetto
- Drive: regola il quantitativo di distorsione (gain)
Equalizzazione composta da:
- Treble: regolazione alti
- Bass: regolazione bassi
- Mid: regolazione medi
- Scoop: contour per i medi
I due switch servono:
Il primo per regolare il tipo di distorsione, che si suddivide in:
- Metal: distorsione adatta per un metal anni ‘80, non molto pompata, consigliata per gruppi Heavy alla Judas Priest
- Pulverize: distorsione High Gain molto cattiva, pompata e graffiante. Simula una famosa testata della Line 6, la Vetta, adatta per Pantera e similia..
- Insane: un’altra distorsione con gain infinito, con timbrica marcata maggiormente sui bassi, secondo il manuale adatta per metal anni ’80 ma io ci farei ben oltre
Il secondo switch è un utilissimo noise gate a due livelli:
- Il primo livello tappa egregiamente rumori di fondo e può essere utilizzato quasi sempre.
- Il secondo livello tappa ogni tipo di disturbo, ma allo stesso tempo mangia un notevole quantitativo di gain, consigliato solo per accompagnamenti.
Ora veniamo al suono.
La pasta sonora è molto grossa e pastosa, ma riesce tranquillamente ad essere definito e preciso. Paragonandolo a un classico del genere ovvero il “Metal Zone” della Boss è tutto un altro mondo, riesce ad essere molto più pulito e percepibile dal nostro orecchio umano, e a coprire una fascia più estesa di frequenze medio-basse, tanto utilizzate nel metal moderno. Naturalmente, come dice il nome stesso è adatto solo per suonarci metal, dal più classico al più moderno, ma niente di più, forse con un po’ di impegno ed una buona equalizzazione può rendere anche nel campo dell’Hard Rock, ma non andrei più giù di lì. Per rendersi conto in maniera approssimativa del tipo di timbrica che il pedale sprigiona, consiglio di ascoltare l’album dei Meshuggah “Obzen” e l’ultimo dei Symphony X “Paradise Lost”, ove le chitarre sono colorate da tecnologia Line 6.
Le possibilità sonore risultano molteplici e grazie anche allo scoop dei medi è possibile ricreare il suono di molti chitarristi a noi cari, anche se ad essere sincero, tale manopola in determinate posizioni può creare sonorità assurde e inascoltabili, che rassomigliano vagamente a bombolette spray, più che a chitarre.
Naturalmente il pedale ha sonorità digitali, per tale motivo potrebbe non piacere a tutti, anche se ritengo che molti chitarristi metal, ne riuscirebbe a fare un buon uso. Sicuramente il suo punto di forza è nelle ritmiche, soprattutto con chitarre a 7 corde o droppate, che farebbero commuovere anche l’estinto Dimebag; tende a perdere di qualità invece nelle solistiche, che amplificano maggiormente quella timbrica digitale, che in soli più dolci può risultare fastidiosa.
Dal vivo se posizionato su amplificatori a transistor economici (anche se su una 4x12), o su ampli valvolari con pasta sonora molto tagliente (vedi Engl o peggio Peavey) tende ad essere molto zanzaroso e a volte incomprensibile. Anche se a sua discolpa posso dire che nelle occasioni live in cui ho suonato con i suddetti ampli, non ho avuto molto tempo per poter regolare bene i suoni. Il suo prezzo si aggira intorno al centinaio di euro, io personalmente l’ho pagato 90 in un negozio di Napoli, ma credo che non sia difficoltoso reperirlo per prezzi simili al mio.
In conclusione ritengo che il rapporto qualità prezzo del pedale sia molto buono, ed è consigliato naturalmente a tutti coloro i quali fanno del Metal uno stile di vita, naturalmente invito sempre ogni potenziale acquirente ad una prova in negozio, in quanto come già detto, le sonorità possono non piacere a tutti, soprattutto per maniaci del suono valvolare, anche se non sempre è detto!
Mi interessava saper
rece chiara
sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?
<strong></str
a me....
Metal Master
salve, secondo te è
Re: salve, secondo te è
ciao, grazie della ri
Re: ciao, grazie della ri
lo utilizzo accoppia
Metal anni 80?
Re: Metal anni 80?
Re: Metal anni 80?