Nella nostra costante ricerca di liutai e piccoli produttori nazionali, ci siamo imbattuti in Paolo Grassi, musicista che ha evoluto il suo amore per la chitarra: prima la suonava, ora la costruisce. Con Paolo Pilo abbiamo provato l'intera gamma degli strumenti disponibili in questi giorni nella sua bottega, cogliendo l'occasione per mettere a punto il workshop sulla chitarra ritmica che Paolo terrà domenica pomeriggio a SHG 31.

Prima di cominciare, ricordiamo che il workshop di Paolo, rigorosamente acustico, avrà come tema l'importanza spesso sottovalutata della chitarra ritmica. I chitarristi aspettano sempre il momento dell'assolo, ma è la ritmica a tenere in piedi la baracca musicale. Il workshop propone un approccio creativo alla ritmica suonata con la chitarra acustica, che trae ispirazione dai grandi, dai tempi di Django ai nostri giorni, passando per Stevie Ray, Pete Townshend, Elvis Costello e tanti altri grandi del ritmo.

Di sé Paolo Grasi dice: «Il mio primo strumento ha visto la luce nel 1981 grazie a due libri ("Guitars" e il prontuario "Compagna chitarra" di Marco Cavedon) per puro hobby. Negli anni successivi la mia produzione era rivolta soprattutto agli amici musicisti. Pochi anni più tardi ha iniziato a farsi strada l’idea di farne la mia professione. Oggi sono a quota 50 strumenti, finiti tutti nelle mani di professionisti. Gli strumenti dell'ultima generazione sono curati in ogni dettaglio. Tendo sempre a creare forme originali, avendo come obiettivo bellezza, personalità e riconoscibilità. Va da sé che se un cliente vuole la forma “D” piuttosto che "000" verrà sicuramente accontentato, anche se non prima di aver valutato i miei "shape" Pur usando la classica X come carenatura della tavola, con l’esperienza sono riuscito ad ottenere un suono equilibrato, ma nello stesso tempo potente, carico di "cantini" e con la giusta presenza di bassi. I legni sono quanto di meglio si può trovare sul mercato: abete della Val di Fiemme per le tavole, acero, mogano, palissandro indiano e brasiliano per fasce e fondo, ebano per tastiere e ponti. Gli ultimi esemplari presentano il retro della paletta che richiama il legno usato per fasce e fondo. Preparo i filetti di volta in volta per ogni strumento per avere più libertà nell’accostamento dei colori, rendendo ogni chitarra unica. Anche il copri trussrod è in strati di legno che riprendono il motivo della filettatura. Al prezzo di una “americana” essenziale si può quindi avere una chitarra unica e rifinita a piacere. Per il suono basta ascoltarla. In attesa dell’imminente sito, sono reperibile al 335-6389558».
Ecco i brani e le chitarre usate, nell'ordine in cui li vedete nel video:
- 12 corde in acero + abete della Val di Fiemme - Ritmica ispirata a Wish you were here
- Parlour strana Blue serie Rio 42 in palissandro Rio + abete della Val di Fiemme - Ritmica ispirata a Red River Blues
- Shape D in mogano + abete della Val di Fiemme - Ritmica ispirata a Tunnel of love
- Forma originale di misura jumbo in palissandro Rio + abete della Val di Fiemme - Ritmica ispirata a A salty dog (Procol Harum)
- Forma originale di misura jumbo Blue serie NDL in palissandro + abete della Val di Fiemme - Ritmica ispirata a Stray cats strut
- Fuoriprogramma con la 12 corde
Il workshop di Paolo Pilo si terrà a SHG 31 alle 16.30 in sala Guitars, accanto al bar dell'Alcatraz.
Impressionante
Re: Impressionante
Gustose!!!
Ma è il mio dirimpettaio!!!
Tutte belle e suonanti!
chiùù Pilo pe' tutti!!
Corriamo curvi come gatti, travolti da quest'onda
Grassi
Speranza tutta italiana