Dopo anni di svariati sistemi piezo under-saddle (partendo da Barkus sperimentati i vari Fishman, EMG, Highlander, …per approdare infine al sistema di Fontanot con il quale ho felicemente convissuto dal 2000 al 2006 circa) mi sono ritrovato a non poterne più di inserire corpi estranei sotto al saddle (tra l’altro, …per poi avere comunque il tipico suono “piezo”) ed ho iniziato la ricerca di soluzioni alternative che fossero meno invasive per lo strumento e più naturali nella resa.
Il mercato in effetti sta già da un po’ recependo questa esigenza e sebbene non si sia ancora arrivati ad una vera svolta (nel senso che siamo ancora lontani dall’avere un sistema professionale che risponda in pieno alle attese), possiamo dire che ha già partorito dei sistemi che possono essere considerati il punto di partenza verso la soluzione ideale: sto parlando dei sistemi a contatto, e cioè di quei sistemi che prevedono l’applicazione di uno o più sensori all’interno della cassa.
I sistemi presi in considerazione sono stati: LR Baggs iBeam, K&K Pure Western, Schatten HFN Artist.
Sull’iBeam devo essere onesto e dire che non l’ho mai provato in quanto ho letto da qualche parte che qualcuno l’ha accusato di essere troppo monolitico e rigido interferendo così con le vibrazioni del top della chitarra, …mi sembra eccessivo, ma per non rischiare ho optato per gli altri 2 che sono più leggeri ed hanno minori punti di contatto con il top della chitarra
Di seguito mi sono trovato a testare/suonare per un annetto con uno Schatten HFN Artist (mi era stato raccomandato dal mio consueto fornitore USA), e poi un per altro annetto con un K&K (Pure Western mini).
Che dire!
Posso dire che questi 2 sistemi danno vita ad un suono abbastanza naturale, e che non è del tutto errata l’opinione più o meno diffusa che si limitino a riproporre ad un livello più alto il suono originale dello strumento (forse un pò decurtato e smagrito di tutta una serie di armoniche e frequenze”), ma è altresì vero che questo suono è un compromesso che, almeno in setup semplici, da il meglio in piccoli contesti perché quando il palco si affolla, e/o ti viene richiesto più volume, tende un po’ a perdersi per strada, …manca di definizione, di botta, …e se vuoi uscire devi accettare delle regolazioni che danno comunque vita ad un suono che è un compromesso.
Considerate le poche volte che ho necessità di amplificarmi, ed il contesto in cui lo devo fare, a livello personale avrei potuto accontentarmi di questo compromesso, …ma devo tenere conto che al mondo ci sono anche chitarristi “veri” le cui esigenze sono più complesse, …e poi si sa che i chitarristi sono degli animali strani che ricercano la perfezione per default, …magari solo per il gusto di dire una volta all’anno: “senti che bel suono che ha la mia chitarra amplificata” …ed io ammetto di far parte di questa schiera. Detto in altre parole “non mi sono fermato”, ed in attesa delle soluzioni che sicuramente arriveranno, mi sono ispirato ai professionisti che da anni convivono con questi problemi ed ho realizzato che forse la soluzione migliore “di oggi” può essere la già sperimentata via del magnetico alla buca con un contatto all’interno per dare il “colore giusto” al suono (storicamente sarebbe “magnetico + piezo” …ma come dicevo non voglio più niente sotto al saddle).
Detto, fatto
Acquisita la consapevolezza mi sono guardato intorno e, guarda caso, ho visto che avevo a disposizione tutto il necessario: 1 steel strings non amplificata (Merrill OM18), 2 contatti ancora inscatolati (K&K Pure Western Mini + Schatten HFN Artist), e 2 magnetici freschi freschi (I-Spira Acustico + Sunrise S1 LWJ), …non mi rimaneva altro da fare che l’organizzarmi per provare il tutto.
Ho montato K&K e Schatten su 2 strisce di biadesivo e le ho piazzate all’interno della cassa della Merrill in corrispondenza del saddle facendo poi uscire i cavi dalla buca. Le prove le ho eseguite in due step diversi invertendo di volta in volta le posizioni dei bi-adesivi (in questo modo ognuno dei due sistemi si è trovato in una sessione di prova nella posizione perfetta, ...sotto il saddle, e nell'altra spostato di 1 cm circa in avanti).
Prime impressioni
I due sistemi non hanno fatto registrare grosse differenze nelle 2 sessioni e questo significa che l'allineamento degli stessi rispetto al saddle non è proprio fondamentale che sia precisissimo.
Un altro aspetto decisamente interessante il fatto che rispetto al tipico suono piezo cui siamo abituati appena alzi il volume dell’ampli ti trovi di fronte ad un suono molto naturale che non snatura lo strumento e che non ti costringe a cambiare approccio sulle corde per controllare l’effetto amplificazione: suono ed handling molto naturali.
K&K + Schatten nell'AER in diretta
Il fatto che lo Schatten sia preamplificato permette un utilizzo in diretta "dignitoso" con un suono bello a volumi contenuti e con una certa perdita di definizione e incisività a volumi più sostenuti. Il K&K, che per essere un passivo ha comunque un bel segnale, nell'utilizzo in diretta rimane un po’ più fino e freddo e convince un po’ meno dello Schatten, ma proprio per questi “difetti” perde un po’ meno in definizione quando si alzano i volumi. I sistemi si rivelano sicuramente semplici ed onesti, il suono che senti è abbastanza naturale ma non brilla per colore e ricchezza, …aumentando i volumi si accentua un certo senso di confusione sonora che ti costringe a smagrire molto le basse ed accentuare medi ed alti per poter uscire.
K&K + Schatten nell'AER attraverso LR Baggs Paracustic DI
Tutti 2 i sistemi si trasformano dando vita ad un suono decisamente più convincente, colorato, e decisamente utilizzabile. L'impressione ricavata dalle prove è che tra i due sistemi lo Schatten rimanga comunque più naturale, pieno, e morbido, a fronte di un K&K che rimane sempre un pelo più fino e secco. Anche in questo caso aumentando il volume il K&K rimane un pelo più definito; …pur dando meno problemi rispetto al collegamento “dritto nell’ampli” i suoni non convincono in pieno perché si sente la mancanza della botta del piezo.
Alla fine della fiera ho preferito lo Schatten sia per un discorso di migliore resa in diretta (strada non ottimale ma percorribile in virtù del pre onboard), sia per le sue caratteristiche di colore e morbidezza sonora che mi hanno convinto di più (molto bello anche in flatpicking e strumming): me lo sono installato in maniera definitiva utilizzando il collante in dotazione.
Nota: Il passaggio tra biadesivo ed incollaggio fa aumentare sensibilmente la resa del sistema che guadagna in definizione (della serie: prende meglio e slabbra meno all’aumentare del volume).
Magnetico alla buca
Il passo successivo l'ho effettuato installando sulla OM18 (adesso attrezzata con lo Schatten) anche il magnetico alla buca, …anzi “i magnetici”, perchè il fatto che il pickup I-Spira sia strutturato per essere installato verso il ponte ed il Sunrise verso la tastiera mi ha permesso di installarli in contemporanea ed eseguire dei test di confronto più veloci.
Le prove sono state effettuate in 2 step distinti:
1) Schatten nel canale 1 in diretta – I-Spira/Sunrise alternati nel canale 2 attraverso la Baggs Para DI
2) Schatten nel canale 2 con Baggs Para DI – Spira/Sunrise alternati nel canale 1 in diretta
Attaccarsi ad un magnetico di rango (ambedue quelli testati lo sono sicuramente) dopo un po’ di tempo che vai di “contatto” ti cambia la vita perché ti trovi di fronte ad un suono preciso, veloce, definito, e con una botta da paura. Al primo impatto ti piace tutto perché hai finalmente quella definizione e separazione che cercavi, …solo in un secondo tempo presti attenzione alla qualità del suono e riconosci i limiti “acustici” del pickup magnetico.
Andiamo per gradi: magnetici da soli
Provato ad entrare in diretta ed attraverso la LR Baggs Paracoustic DI: anche in questo caso i 2 magnetici hanno fatto registrare suoni decisamente migliori con la Baggs Para DI.
L'impronta "magnetica" si sente con tutti 2 ma il suono rimane comunque decisamente convincente e definito ed i due possono tranquillamente duellare tra di loro in condizioni quasi paritarie (grosso plauso per l’I-Spira che si trova a confrontarsi con uno dei magnetici più blasonati della storia). Il Sunrise conferma ancora una volta che 25 anni di anzianità di progetto non vogliono dire proprio niente: era e rimane un gran bel prodotto, ...forse uno dei più belli mai apparsi sul mercato, ...proprio un prodotto di riferimento. Lo I-Spira comunque non cede di un passo: forse un pelino meno inciso e meno ricco, …ma comunque decisamente “bensuonante”, …già da solo riesce a dar vita ad un suono che è acusticamente piacevole e convincente.
…ed abbinati allo Schatten?
Sia che si decida di dare predominanza al magnetico (e correggere con un pizzico di contatto), o dare predominanza al contatto (e definire con un po’ di magnetico), tutti 2 i sistemi convincono in pieno perché la miscelazione da vita ad un suono decisamente piacevole e finalmente si riesce a sentire un suono di chitarra acustica convincente ed efficace. Lo I-Spira mantiene fede al suo nome (si chiama “Acustico”), ed il Sunrise sorprende per la sua definizione “inarrivabile”, …definizione che non ha assolutamente niente a che vedere con “freddezza”. Ritengo che la preferenza per l’uno o per l’altro possa essere soggettiva anche se personalmente ho preferito il Sunrise perché la sua ricchezza, precisione, e definizione, si presta un po’ di più a lavorare in miscelazione “fine” con il contatto.
Se proprio devo fare degli appunti (forse più sensazioni che non realtà) mi sento di farlo solo sugli aspetti costruttivi dove dovrei togliere dei punti all’I-Spira: Il Sunrise è un piacere installarlo, ...è solido, ha dei buoni appoggi, rimane perfettamente in loco dando una sensazione di robustezza, stabilità, ed efficienza, ...il contendente ha gli appoggi rastremati, fa presa su una piccola porzione di buca e non rimane "bello allineato", ...l'impressione è che tenda a ribaltarsi un pochino. La ristrettezza degli appoggi alla buca ti fa temere per l'integrità della stessa, ...ed hai sempre paura di urtarlo scardinando e rovinando i bordi della buca.
Il Sunrise è monolitico con il cavetto che esce da una fusione di resina, ...lo I-Spira non è resinato ed il cavo è protetto da una striscia di isolante, ...hai un po’ di paura/timore a maneggiarlo. Gli agganci del Sunrise sono semplici ed estremamente funzionali, ...lo I-Spira con le sue mollette e doppia coppia di viti per il fissaggio è più complesso, ...ma decisamente meno funzionale.
Doverose note finali:
Limitatamente alle mie chitarre ed al Sunrise devo rettificare leggermente la frase “…è un piacere montarlo…” perché il diametro della buca è tale da non permettere il montaggio volante ed è necessario togliere completamente una delle alette di bloccaggio per poterlo installare, …e chiaramente è necessario anche allentare almeno un paio di corde per poter reinstallare l’aletta e fissare il tutto (lo I-Spira invece, pur essendo al limite, si riesce a montarlo normalmente).
Per chi fosse interessato al range di diametri buca che permette il montaggio volante del Sunrise posso dire che i valori riportati dalla casa sono min. 3”1/2 e max. 4”1/4
So di non aver provato il Sunrise al meglio, …è risaputo che questo pickup ha delle potenzialità che trovano la loro massima espressione quando viene utilizzato in abbinamento con Pre sofisticati dotati di una sezione di equalizzazione di primo livello (i mostri sacri che ancora oggi lo utilizzano in concerto tirandoci fuori dei suoni stratosferici non lo “pluggano” certamente in una se pur ottima, ma modesta, Baggs Para DI come ha fatto il sottoscritto), …ma, anche senza considerare che lo stesso discorso potrebbe essere valido anche per lo I-Spira, il mio intento non era quello di capire quale pickup sia il migliore in assoluto ma piuttosto quale possa rendere al meglio in un setup normale, …un setup come quello che ognuno di noi potrebbe avere in casa.
Due parole finali sui magnetici
Il Sunrise dimostra ancora una volta che lo sforzo per riuscire ad accaparrarsi uno dei i 1000 pezzi/anno fatti a mano da Jim Kaufmann è più che giustificato: siamo di fronte ad un prodotto altamente professionale che da il meglio in un setup professionale.
Lo I-Spira dimostra ancora una volta che l’inventiva e la professionalità “nostrana” non hanno nulla da invidiare con quella d’oltre oceano.
Il Sunrise rimane un prodotto di riferimento, ma se volete un suono acustico ed avete in casa un I-Spira forse non vale la pena di spendere altri 230 Euro per farvelo (come costi i 2 sistemi sarebbero equivalenti ma tenete conto che x il Sunrise ho considerato il costo comprensivo di spese per trasporto e sdoganamento
I sistemi che ho proposto sono nella configurazione volante e questo significa che sono provvisti di cavo di connessione che si fa uscire dalla buca; è comunque possibile averli per l’installazione fissa nel qual caso la connessione la si può portare all’endpin (doppi jack per contatto e magnetico oppure Jack singolo stereo con possibilità di miscelazione dei 2 segnali).
Conclusioni
La soluzione del contatto abbinato ad un magnetico alla buca si è dimostrata decisamente valida, …o almeno non mi fa rimpiangere di aver rinunciato al piezo. Sicuramente è più semplice avere installati in modo permanente sullo strumento un piezo abbinato ad un contatto (una delle soluzioni più praticate e gettonate) ma il mio obiettivo era di trovare un sistema efficace e poco invasivo che mi permettesse di non alterare il suono dello strumento “da spento” (ed il piezo under-saddle che vi piaccia o no lo altera): con contatto più magnetico alla buca ritengo di averlo trovato.
A livello personale la soluzione adottata mi concede un ulteriore plus che consiste nel fatto di poter utilizzare lo strumento con il solo contatto e/o disporre di un sistema volante per amplificare alla bisogna qualsiasi strumento non preamplificato (proprio qualche giorno fa ho utilizzato la Schoenberg installandovi in meno di 5 minuti il Sunrise), …sempre considerando che per situazioni complesse l’ideale è lavorare con i due sistemi abbinati.
Sirio
Bravo
Impressioni personali
Re: Impressioni personali
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
anch'io odio decisam
Re: anch'io odio decisam
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Bravo!
Anche io alla fine h
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Veri gùd!!!
Re: Veri gùd!!!
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
trance audio
play loud!!!
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www.face
Re: trance audio
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re: trance audio
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articolo interessante
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Acustamplificando.....
Re: Acustamplificando.....
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Sonic System
Re: Sonic System
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re: Sonic System
lr baggs
ma c'è il modo di i
Ho letto con molto e
Re: Ho letto con molto e
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Grazie
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