

CARATTERISTICHE TECNICHE IN PILLOLE
- Costruzione neck-thru-body
- Corpo in agathis
- Manico in acero
- Tastiera in palissandro
- Ponte Floyd Licensed
- Pickup EMG-HZ (EMG-ESP nel modello introdotto quest'anno)
- Hardware nero
- Tuners ESP
- 1 volume, 1 tono (che controlla anche il coil tap tramite push-pull)
- Finitura STBK (see through black)
ESTETICA
A livello estetico la chitarra si presenta più che bene, rifacendosi in maniera abbastanza evidente a mamma Horizon, quindi con una forma che di certo non sorprende, ma che funziona più che bene. Si notano comunque, anche con una occhiata veloce, le intenzioni bellicose di questa bimba, soprattutto in dettagli come paletta (magari fosse reverse) e hardware nero, ma anche i p.u. con la loro copertura di metallo nero a finitura ruvida e quell'ammiccante scritta EMG fanno la loro parte. A parte questo, non è una chitarra esclusivamente “in-your-face”. In casa ESP, evidentemente, hanno deciso di lasciare aperta la porta anche a quelli che vogliono sì un bel suono spinto e aggressivo, ma senza indossare fiammeggianti chitarre a stella.
Questo modello, infatti, ci regala un paio di chicche come un bel binding legno naturale sul corpo e crema su manico e paletta, un top quilted (più matching headstock) che fa sempre la sua figura e un bel carving (ovvero sporgenza della parte centrale) del corpo, anche questo piacevolissimo alla vista, dati anche i riflessi che provoca sulla vernice lucidissima. Il livello globale di finitura è più che buono, non è una PRS, ma non ci sono difetti di verniciatura o di accoppiamenti fra il legno, a parte le giunzioni fra ali e parte centrale del corpo sul retro, lasciate volutamente a vista grazie a una squisita verniciatura molto scura, ma semitrasparente.
L'unico difetto significativo è, a mio parere, la tastiera. Qui proprio non ci siamo. Già digerisco male i segnatasti asimmetrici, ma quei quadratini appoggiati al margine superiore della tastiera mi fanno pensare a qualcosa di buttato lì e non rifinito, per non parlare poi della targhetta indicante il nome della chitarra al 12°tasto. Ma stiamo scherzando? Ci mancava solo il cartellino del prezzo sul body.
A parte questo, davvero una bella chitarra, con una personalità molto spiccata. Aspetto generale e qualità costruttiva davvero elevati per essere una entry-level.
FEELING
Ma andiamo avanti nella scoperta di May (come l'ha chiamata il legittimo proprietario) e diciamo qualcosa sul feeling della chitarra.
Una volta imbracciata la chitarra si fa sentire, è bella pesante e dà l'impressione di essere davvero solida, a parte forse il pot del tono, che, probabilmente anche a causa del push-pull, è un po' troppo leggero. Comunque il bilanciamento è più che buono, l'ergonomia non lascia affatto a desiderare e ci si ritrova con le mani già in posizione prima di accorgersene. Il primo approccio è molto naturale: il manico (profilo thin U) si lascia abbracciare facilmente, grazie anche alla bombatura più accentuata di quanto non ci si aspetterebbe da una chitarra del genere. Qui, ovviamente, subentra una questione puramente di natura personale. Diciamo, comunque, che non è un manico che può far impazzire un Ibanezzaro convinto, su questo non ci piove. Questa caratteristica, in ogni caso, può essere considerata favorevole per quanto riguarda l'aspetto versatilità. Questa “rotondità” asseconda sia le posizioni da shredding e ritmiche heavy sia quelle più classiche (blues, rock'n'roll), quando il pollice si chiude bene attorno al manico.
La tastiera, invece, è espressamente dedicata ai metallari tutti borchie, chiodo e catene: radius pressochè piatto, fret belli alti e un'accessibilità ai registri alti ottima, dovuta soprattutto (ovvio) alla costruzione neck-thru-body.
La chitarra ha accettato più che bene un setup quasi “da corsa”. Corde 0.09-0.42 e action bello basso: legati e tapping sono il pane quotidiano e la chitarra non sembra conoscere il termine “buzz”.
Unica nota dolente: il ponte. Un licensed di qualità non eccellente. Per carità, è stabilissimo e la chitarra va riaccordata di rado, la sua azione, tuttavia, non è fluida come si vorrebbe e l'escursione può risultare per i gusti di qualcuno davvero troppo ridotta, specie in pull-up. Un ponte più adatto a vibrati, anche selvaggi, che a dive bombs e pull up estremi.
Anche sul versante della suonabilità abbiamo una chitarra ben fatta e molto personale. Appunto per questo è uno strumento di cui è facile innamorarsi, ma che, se non cattura al primo impatto perde gran parte del suo appeal, insomma non è una di quelle chitarre che si fanno apprezzare col passare del tempo.
SUONO
Scaldo le valvole e collego direttamente la ESP alla mia Carvin Legacy su cassa Marshall 1936.
Pulito: La chitarra, come è lecito aspettarsi, non si sente propriamente a suo agio, sembra comportarsi bene più che altro su arpeggi e frasi solistiche, ma su accordi pieni il suono risulta essere un po' confuso; per quanto si possa agire sull'eq, stranamente sembra sempre inciampare troppo nelle frequenze medio-alte, mentre i bassi (sebbene molto presenti) mancano di quella “botta” che, invece, mi sarei aspettato. Con in selettore del coil tap attivato (trasformando quindi gli humbucker in single coil) il discorso cambia. Il suono sembra venir fuori più cristallino e definito, complice anche l'output inferiore, e il lavoro di accordi diventa di gran lunga più accettabile, ma non è certo una Strato. La posizione intermedia risulta la più interessante, l'unica i cui la ESP si può permettere sonorità blueseggianti e non si sente troppo fuori posto se le si chiede di suonare Purple Haze o simili.
Distorto: Ancora una volta bisogna tener ben presente le intenzioni basilari della chitarra. Non è molto ben disposta a donare crunch morbidi o overdrive classici, anche se, devo dire, il suono che viene fuori con livelli di gain bassi non è troppo male, ma manca quell'incisività che, almeno per i miei gusti, è necessaria per il genere. C'è da dire che anche in questo caso il coil tap si può rivelare utile, non tanto come sul pulito, ma può aiutare.
Alzando il gain il discorso cambia radicalmente. May finalmente si sente a casa e può schiarirsi la voce. Abbaia davvero tanto, ha un volume pauroso anche se continua lievemente a pesare la mancanza di definizione e precisione sui bassi. Questo non le impedisce di tirare fuori accompagnamenti molto riempitivi e avvolgenti, specie sui palm muting, dove quel suo suono un po' impastato si riesce a trasformare in un pregio. Dà l'impressione di non essere una chitarra di impostazione troppo “moderna”, credo piacerebbe più a Van Halen che a Petrucci. Ha un timbro molto caldo che, come sempre, può piacere o meno, ma di sicuro è questo il lato più convincente della chitarra. O almeno è il secondo lato più convincente, dopo che ci si rende conto come si comporta sulla solistica.
Qui troviamo la sua vera anima. A parte il buon feeling già descritto, il suono sulle parti lead è davvero ottimo. C'è un sacco di sustain, veramente tanto (ricordate il neck-thru?) e suonare tutto di bending e armonici è un piacere. Sulle parti più shred paga quella relativa mancanza di definizione di cui parlavo prima e diventa leggermente rumorosa e poco chiara, ma è un peccato davvero veniale di cui è difficile accorgersi sia in situazioni di concerto che di prove in saletta.
Insomma è una chitarra davvero sporca e cattiva, ma che all'occorrenza sa anche tirare fuori timbriche più classiche abbastanza soddisfacenti. Questo è molto diverso dal dire che ci si suona tutto, diciamo che la si può portare a una jam senza essere troppo preoccupati per quello che si dovrà suonare. Il suo lato migliore è sicuramente la solistica pesante, che è poi quello che credo esiga l'acquirente medio della chitarra in questione.
CONCLUSIONI
La ESP LTD MH-250 è in conclusione una chitarra ben fatta, gradevole alla vista e molto suonabile.
Ha una grande personalità e non la nasconde, a scapito forse della versatilità e soprattutto della vendibilità (basti pensare a quante se ne vedono in giro...), ma al di là di questo ha una gran bella voce, che sa anche stregare.
Come acquirenti immagino Ibanezzari stanchi di manici troppo sottili e suoni freddi o Fenderisti con la voglia di una marcia in più.
Il rapporto qualità/presso è giusto: i circa 600 euro che si pagano per portarsi a casa questa bimba sembrano riflettere esattamente quello che si riceve.
Grazie tante ad Andrea che mi ha lasciato imbracciare, analizzare e criticare la sua May.
Adoro le ESP, nonost
Bella recensione Sna
Re: Bella recensione Sna
Stay Loud unless they shut you down. And if they d
Mi è sempre girata
Mah....
Re: Mah....
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Re: Mah....
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manico
Re: manico
Re: manico
Re: manico
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Re: manico
Re: manico
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Re: manico
Queste chitarrine mo
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MH-301
<a href="http://www.myspace.com/fritzroma">www.mys
ESP ltd H400
MH-1000 Deluxe
mmmm
Re: mmmm
Stay Loud unless they shut you down. And if they d
Re: mmmm
Re: mmmm
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Re: mmmm
Perquanto mi riguard
<p>Darei la vita per non morire. (Jim Morrison)</p
DIscontinuità
<p>...interessante...</p>
ESP Horizon
Re: ESP Horizon
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ESP Horizon
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