

Si tratta di un doppio triodo e di due pentodi uniti singolarmente tramite un condensatore di accoppiamento anodico ed una resistenza di fuga di griglia.
Il segnale proveniente dal CD entra nel potenziometro che esplica la sua funzione di partitore resistivo variabile e viene indirizzato alla griglia del triodo che provvede alla preamplificazione per inviarlo poi per via anodica al pentodo che lo rivela in altoparlante tramite il trasformatore di uscita.
Tutto qui, qualche resistenza e qualche condensatore per la gestione di tensioni e correnti e due ottimi trasformatori di uscita avvolti per un funzionamento in classe A.
Gli elementi da sostituire in fase di sperimentazione sono veramente pochi e quindi si giungerebbe in brevissimo tempo ad una configurazione ideale per un funzionamento che non lascia dubbi riguardo al buon esito accettando i limiti che un minuscolo amplificatore certamente presenta quali una modesta potenza in altoparlante e l'uso dedicato al solo CD. E' impensabile che se qualcuno volesse produrre per usi commerciali un ampli con queste caratteristiche non potesse farlo o che fosse obbligato ad un diritto d'autore per un progetto attuabile con il semplice uso dei datasheets dei tubi impiegati.
Non c'è alcuna genialità nel progetto, nè soluzioni innovative per la sua realizzazione, avrà una risposta sonora rapportabile alla qualità dei tubi impiegati ed alla linearità dei trasformatori, potranno essere adottate diverse soluzioni per l'alimentazione, unica o di tipo misto, ad esempio stabilizzata per i triodi usando filtri di natura induttiva o resistiva e si potranno superare i mille euro per circa due watt in uscita rimanendo sempre nell'ambito di una elettronica elementare e minimalista.
E lo stesso discorso vale per i nostri amati valvolari.
Se volessi produrre e commercializzare un ampli in che cosa potrei differenziare un pre od un finale rispetto ai classici schemi in uso da vari decenni senza incorrere nei vincoli del copyright?
La mia propensione come autocostruttore si rivolge al monocanale con più ingressi ma abbracciando questa filosofia come farei a discostarmi in maniera evidente dai vari DELUXE o PLEXI che rappresentano la base di partenza di questa tipologia?
Potrei agire sull'alimentazione, sul circuito di reverbero, su l'aggiunta di un loop di effetti ma i fondamentali del circuito non muterebbero quindi penso che la distinzione da operare sarebbe solo nel look esterno e principalmente nel logo di presentazione che se uguale all'originale costituirebbe un chiarissimo reato di mistificazione mentre sono convinto che nessun vincolo condizionerebbe la circuitazione che comunque non è mai uguale all'originale anche per le diverse possibilità che la componentistica moderna offre rispetto a qualche anno fa.
Se qualcuno ricorda il clone del Blackface presentato qualche tempo fa avrà certamente notato la costruzione abbastanza minimale rispetto all'originale in considerazione del fatto che mancavano il tremolo ed il vibrato eppure il suono era uguale o molto simile e vi assicuro che nel video avete potuto apprezzare un decimo della vera qualità dell'ampli della quale non posso rivendicare alcun merito tranne un buon cablaggio.
Ma potrebbe essere vendibile senza incorrere in sanzioni?
Penso che sia possibile solo senza nominare la parola Blackface.
Qualcun altro ricorderà il mio 44 watti, ma quello non è un clone anche se il finale non si presenta molto diversamente rispetto ad un plexi contrariamente al pre che è praticamente inventato, tuttavia un ascolto attento lo avvicina molto al famoso ampli di qualche anno fa.
Allora se lo vincolassi con un copyright cosa succederebbe? Nessuno potrebbe realizzarne uno simile? Non ci crederò mai.
Lo stesso discorso per il valvemix, cosa credete che sia? Lo realizzai circa 15 anni fa e penso di non essere stato l'unico anche se è un tipo di circuitazione che non approvo ma se qualcuno volesse realizzarlo non potrebbe chiamarlo valvemix ma nessuno potrebbe obiettare trattandosi di una soluzione come un'altra nell'ambito di tecniche costruttive universalmente fruibili in quanto realizzabili con singoli componenti.
Un saluto dal vecchio Gwynn
Illuminami
qui per sognare mi tocca dormire o solamente suona
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Pasta asciutta
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brevetto_industriale
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Tiziano
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Interessante discussione, domani fondo la Flender
rozzezza è mezza bellezza