

I primi ascolti di questo concerto risalgono alla mia infanzia, ai tempi dei primi approcci alla chitarra classica. Il “riff” (passatemi la blasfemia) elegante, fiero, quasi ipnotico, la forza della chitarra solista, le parti d’insieme dell’orchestra così toccanti contribuiscono alla magia dell’opera che ha sempre trovato in me un ascoltatore appassionato e coinvolto.
Qualche tempo addietro, spinto dall’esigenza di conoscere la storia di questa opera, mi sono lanciato alla ricerca in rete di informazioni, curiosità, documenti, di cui vi propongo un brevissimo resoconto.
Sul secondo movimento ogni musicista ci consegna la propria interpretazione e la propria personalissima rielaborazione. Miles Davis – ad esempio...uno qualunque – parla di una melodia tanto profonda da acquistare forza quanto più lentamente la si esegue.
Questa melodia, dalle parole della moglie Vicki , fu composta da Rodrigo in occasione della nascita del loro unico figlio. Durante il parto il bimbo nacque morto e la vita della donna amata fu messa in pericolo. Joaquin, dal silenzio della propria stanza, rivolge la sua preghiera a Dio, nell’unico modo in cui avrebbe potuto...con la musica.
Ecco che lo strazio di Rodrigo diventa il suono di una chitarra, che la sua preghiera si fa dialogo tra la sua chitarra e gli strumenti “del vento” che non sanno dargli una risposta.
Il rincorrersi del solista con i fiati quindi lentamente sfuma nel silenzio e nel silenzio parlerà ancora la chitarra, sola come sospesa a mezz’aria. La nitidissima immagine di un disperato.
Un dolore composto e fiero che al fine accetta il suo destino, il volere di Dio al quale non si può opporre.
Alla fine del canto solista della chitarra, sul quale - tranne Segovia - si sono misurati tutti gli imperatori della storia della sei corde classica...Williams, Barrueco, Romero, Yepes, rimane solo un istante di silenzio profondissimo. La pace. La verità.
La magnifica risposta di Dio arriva sul finale, l’orchestra frantuma il silenzio con potenza infinita e inaspettata travolgendo la chitarra ormai muta. Il movimento si chiude quasi sfumando sulle ultime note sostenute da un delicato tappeto di archi.
Personalmente mi sento di consigliare a tutti un’ascoltata di questa opera, indipendentemente dai gusti musicali ai quali si è abituati, vuoi perchè le immagini che Rodrigo è riuscito a costruire hanno – almeno per me – un significato che scavalca la semplice rappresentazione orchestrale, vuoi solo perchè ascoltare l’oboe che, in punta di piedi, si appoggia sul rasqueado toglie il respiro.
Scusandomi per la eccessiva sinteticità, vi lascio un link dove poter ascoltare l’adagio, con Williams alla chitarra e il maestro Barenboim alla direzione d’orchestra.
Ciao a tutti!
Sbaglio o è la stes
www.myspace.com/grooveaddictionbz
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meraviglioso
"per tutti il dolore degli altri è dolore a metà "
spettacolo
sublime
Barenboim su Accordo!
Re: Barenboim su Accordo!
"La musica può avere il valore che l'essere u
Re: Barenboim su Accordo!
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Re: Barenboim su Accordo!
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è davvero commuovente...
Grazie!
<br><br><a>...and don't forget the joker...</a>
Miles Davis
magnifico
<p>-Grappero Forever!-</p><p><a href="http://www.m
L'ho visto
jim hall
greg
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