
Tutto ciò però rappresenta il minimo indispensabile per poter definire un cavo “funzionante”, senza tuttavia definirne né le caratteristiche sonore né qualitative.
Eppure i cavi suonano, ovviamente non in maniera attiva, ma interagiscono con il segnale in modo tanto evidente da poter affermare che essi possiedono delle caratteristiche e un carattere sonoro proprio.
Immagino che qualcuno potrà obiettare che qualsiasi cavo, se ben costruito, avrà una resistenza, una capacità e una induttanza tanto basse da far passare al meglio il segnale e che, quindi, tutti i cavi suonano nello stesso modo. Sarebbe però come voler sostenere che tutti i Pick-up con eguale resistenza in CC e risonanza suonano uguali, o, se preferite, che non ci sono differenze sonore tra corde di eguale diametro! Potremmo addirittura affermare, come facevano illustri “tecnici” nel settore HiFi negli anni ’70, che due amplificatori con eguali misure di risposta in frequenza e distorsione, a pari potenza suonano allo stesso modo. Invece, tutti noi sappiamo che ciò non è assolutamente vero.

Quali sono quindi le caratteristiche da cercare per avere un buon cavo?
Purtroppo nessuno può dichiararle poiché è impossibile rendere numericamente un aspetto che si risolve nell’area del “qualitativo” e non del “quantitativo”.
Solo l’esperienza basata su prove e lo scambio di know how (vista l’enormità di offerta) può dare delle risposte circa la bontà del cavo.
Tutti i cavi presenti nel sistema di riproduzione sono importanti, a partire da quelli di cablaggio della chitarra, per arrivare a quelli di potenza che collegano l’altoparlante all’amplificatore. Però, il più critico sembra essere quello tra chitarra e la prima elettronica attiva ( sia essa un amplificatore o un pedalino), probabilmente perché questo è il cavo dove il segnale è più debole, soprattutto in relazione ad una lunghezza generalmente elevata.

Per puro spirito accademico e nella consapevolezza che qualche aspetto verrà dimenticato (post a completamento altamente auspicati), ecco, comprensivi di alcune note personali, un breve elenco dei principali fattori che contribuiscono al suono dei cavi:
Materiale dei conduttori: rame, rame argentato (generalmente il rame argentato tende a esaltare la gamma medio-acuta mentre il rame ha maggiore equilibrio). Personalmente ho avuto anche modo di provare cavi in argento e uno che usava una strano mix di rame, ottone e alluminio (prodotto in Giappone da Isoda), un cavo molto interessante ma, oggi, introvabile.
Qualità del conduttore: il rame esiste in vari stati di purezza, l’OFC (Oxigen Free Copper) è il meno caro di quelli ad alta purezza (99,99% con cristallizzazione media di 2 mm) . Il più pregiato è invece il PC-OCC (Pure Copper Ohno Continuous Casting) puro al 99,9997% e cristallo lungo fino a 125 metri (non è un errore è la lunghezza dell’estrusione monocristallo unidirezionale). L’importanza di avere meno cristalli è data dalle minori impurità, la mancanza di micro ossidazioni intercristalline con relativa maggior resistenza alla corrosione, maggiore flessibilità e conduttività.
Formato del conduttore: due sono le grandi famiglie, i cosiddetti Solid Core, che si presentano con un unico conduttore di dimensioni abbastanza grandi, e i multifilari. Questi ultimi, come il nome suggerisce, sono formati da molti conduttori (trefoli) di piccolo diametro. I primi, sotto il profilo strettamente fisico, hanno il grave difetto di essere piuttosto rigidi, mentre i secondi possono essere anche molto flessibili. Ovviamente troviamo anche ibridi, spesso infatti i cosiddetti coassiali presentano un conduttore centrale Solid Core e una calza esterna multi filare (ci sono però anche coassiali multifilari). Tra i multifilari puri esiste anche una particolare categoria: i “Litz”, che presentano una laccatura su ogni singolo conduttore; ogni trefolo è quindi isolato dagli altri.
Geometria e disposizione dei conduttori: questo è un aspetto importantissimo, infatti il modo in cui i trefoli sono intrecciati, avvolti o anche semplicemente quanto i conduttori viaggiano distanti tra loro fa variare pesantemente le caratteristiche “elettriche” del cavo. Inoltre, un conduttore attraversato da una corrente genera un campo elettromagnetico, due conduttori divisi da un elemento isolante sono la base di un condensatore, quindi la disposizione dei conduttori deve essere pensata anche tenendo conto delle interazioni di questo tipo. In generale possiamo dividere le “famiglie” di cavi rispetto alla loro geometria interna in coassiali e bilanciati. I primi, come visto precedentemente, hanno un conduttore centrale (tipicamente il polo positivo) e uno periferico sotto forma di calza che avvolge in dielettrico (polo negativo). Quelli bilanciati invece presentano due conduttori identici per i due poli e sovente hanno una calza esterna in funzione di schermo.
Isolamento: altro fattore determinante è il dielettrico. Il migliore sarebbe l’aria, ma non ha proprietà meccaniche facilmente gestibili; quindi, sebbene alcuni costruttori abbiano sviluppato cavi con oltre il 70% dell’isolamento garantito da aria, i materiali plastici, in virtù della facilità d’uso industriale, fanno la parte del leone. Tra tutti i derivati, il polipropilene è il più utilizzato per realizzazioni di alto livello, sebbene il teflon e il polietilene siano probabilmente migliori ma entrambi sono più costosi. Alcuni cavi particolarmente sofisticati hanno isolanti in seta o cotone capaci di assolvere anche una funzione importantissima di isolamento e smorzamento meccanico. Le caratteristiche meccaniche rispetto al suono potrebbero sembrare di secondaria importanza, ma disponendo di apparati sofisticati sarebbe possibile fare una interessante esperienza: generando un suono vicino ad un cavo collegato ad un generatore ed un analizzatore, si potrebbero visualizzare distorsioni del segnale che attraversa il cavo quasi direttamente proporzionali alla quantità di vibrazioni che raggiungono il cavo stesso. La “pelle” esterna che protegge il cavo è generalmente PVC, robusto, flessibile e pratico.
Prima di rimandarvi ad una prossima puntata in cui presenterò le mie esperienze con il cavo di interconnessione (chitarra - amplificatore) vorrei fare alcune riflessioni circa le mie idee sui cavi e, più in generale, sui componenti “speciali”.

1) La storia della musica recente è stata scritta da Grandi Chitarristi che, probabilmente, non si sono mai curati di aspetti così particolari come i cavi, i connettori o i potenziometri (se non nella misura in cui essi funzionassero correttamente); quindi, perché dovremmo preoccuparcene noi? Infatti non ce ne preoccupiamo più di tanto, ma credo che approfondire anche gli aspetti meno conosciuti delle nostre attrezzature possa essere utile per trovare “il nostro suono”.
2) A chi serve un cavo di alta qualità? Forse sarebbe meglio chiederci quando ci potrebbe servire. Sicuramente lo studio di registrazione è il posto dove le differenze si fanno macroscopiche e la spesa affrontata dà il massimo del “ritorno”. All’opposto, in situazione live, essenzialmente per colpa di acustiche sovente disastrose unite a sistemi PA altrettanto tragici, potrebbe essere scarsamente apprezzabile la differenza tra un cavo ed un altro, ma questo purtroppo vale per quasi tutta la nostra attrezzatura! Con chitarre acustiche o jazz e relativi amplificatori arriverei a dire che è necessario dotarsi di buoni cavi. In ogni situazione, comunque, un buon cavo può avere un impatto del tutto simile al cambio di un PU (ovviamente di stesso tipo, non trasforma un single in humbucker!) o al passaggio da una muta di corde vecchia a una “fresca”.
3) Vale la pena di spendere anche oltre 100 uro per un cavo? Non ho una risposta univoca, cambiereste le valvole del vostro amplificatore con altre migliori? Avete cambiato un amplificatore con un modello più costose e performante? Avete varie chitarre magari alcune particolarmente pregiate? Potrebbero avere suoni, armoniche e una timbrica che non avete mai ascoltato nella sua interezza. Forse io sono un “fanatico tecnologico” o forse mi dà solo fastidio pensare che per risparmiare 100 euro (che sono comunque tanti) non sfrutto al 100% le caratteristiche qualitative di TUTTO il resto della mia attrezzatura; però, sono assolutamente convinto che siano soldi spesi bene.
Alla prossima, Buona musica a tutti.
Bellissimo articolo!
Grande differenza? Specificare come e quando.
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Grande differenza? Specificare come e quando.
Re: Grande differenza? Sarà, ma...
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<p>Darei la vita per non morire. (Jim Morrison)</p
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Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Costi aggiuntivi per quale effettivo miglioramento? Non facciamo confusione!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Costi aggiuntivi per quale effettivo miglioramento? Non facciamo confusione!
<p>Darei la vita per non morire. (Jim Morrison)</p
belden, mogami, proe
son l'unica cosa che non ho ancora cambiato...
Concordo pienamente
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Re: Concordo pienamente
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Io ho trovato la pac
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Klotz
Io ho adottato una s
Caro cavo, anzi cavissimo!
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Solid Cables
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lI love Vovox cables.
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Klotz
Geroge L's
gran bel articolo, c
You See, I Cannot Be Forsaken
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Evidence audio
I Cavi fanno la differenza
Vivo con la musica nel cuore...
Felice Malinconico
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Malchevada Jazz Band
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Io tempo fa feci una ricerca molto dettagliata...
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<p>Rev. Cleophus James - parrocchia di Triple Rock
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Rigore e immaginazione (G. Bateson)
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Rigore e immaginazione (G. Bateson)
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Confusione
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
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bellissimo articolo.
Ringrazio chi mi ha apprezzato e chi mi ha criticato.
Klotz Standard?
Cavo d'antenna?Perchè no?
Secondo me è paragonabile al discorso degli Hi-Fi
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re: Secondo me è paragonabile al discorso degli Hi-Fi
ma si sente realmente una differenza?
Si sente la differenza?Dipende...
Re: Si sente la differenza?Dipende...
ho fatto prove... :-)
A spirale
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Re: A spirale
io pensavo di acquis
"Il bello della musica è ke quando ti colpisc
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