Crack the Skye: la svolta dei Mastodon

di breigh - accordiano #13973 | 08 April 2009 @ 07:45 |
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A due anni e mezzo da Blood Mountain, i Mastodon pubblicano il loro ultimo e discusso lavoro: Crack the Skye. Album chiaccheratissimo, a dire il vero, ancora prima della sua uscita a causa delle parole di Troy Sanders e compagni, che dichiarano alle più importanti riviste del settore musicale di voler dar vita a qualcosa di nuovo, ispirato alle proprie radici musicali fatte sì di metal e Metallica, ma anche di seventies e King Crimson. L’esplicita volontà di rifarsi all’eredità dei grandi del progressive spiazza da subito molti supporter, che interpretano le dichiarazioni come una velata ammissione di svolta commerciale, di cedimento di fronte alle lusinghe del dio denaro. Non contenti delle polemiche innescate, i Mastodon gettano altra benzina sul fuoco, annunciando la produzione di Brendan O’Brien. Anche su Accordo.it i dubbi dei fan si sono fatti sentire (si vedano i commenti al mio precedente articolo sull’argomento, nei link tra le risorse).

Dopo mesi di discussioni e di trepidante attesa, il 24 marzo 2009 esce finalmente Crack the Skye e anch’io, da buon fedele dei Mastodon, mi precipito curioso ad acquistarlo dopo aver ascoltato i due singoli sul myspace del gruppo.

Con questo articolo vorrei allora cercare di recensire approssimativamente il nuovo album del quartetto di Atlanta, nella speranza di rassicurare chi già lo conosce e, perché no, invogliare magari ad un ascolto anche chi non ne ha mai sentito parlare.

Crack the Skye è un concept album di circa cinquanta minuti, è composto da sette tracce, che costituiscono le tappe di un viaggio etereo. È lo stesso Brann Daylor, batterista del gruppo, a definirlo “ether record”, ispirato alla sostanza della nostra anima. A suo avviso il cammino raccontato tramite la musica di Crack the Skye non va comunque inteso letteralmente, ma piuttosto come un insieme di metafore, il cui contenuto può essere compreso solo dopo diversi ascolti ed interpretato secondo la sensibilità del singolo ascoltatore. I Mastodon narrano di un paraplegico, protagonista della storia, costretto a viaggiare solo con la mente, che esce dal suo corpo in meditazione per andare nello spazio. Questi finisce però per avvicinarsi troppo al sole, bruciando il cordone ombelicale che lo teneva ancorato al suo plesso solare, rimanendo sperduto nello spazio. Egli viene allora risucchiato in un tunnel spazio temporale, che lo catapulta nel reame degli spiriti. Qui chiede loro assistenza e viene così spedito presso una setta occultista della Russia zarista che, attraverso una divinazione, lo incarna nel corpo di Rasputin. Quest’ultimo tenta di usurpare il trono dello zar, ma viene scoperto ed ucciso, cosicché le due anime fuggono via dal corpo attraverso una crepa nel cielo (Crack in the Sky). Ora Rasputin diviene il Virgilio del protagonista e tenta di aiutarlo a ricongiungere anima e corpo prima che sia troppo tardi. Ma il viaggio è pieno di peripezie, addirittura il diavolo tenta di rubare le due anime pellegrine, e il finale della storia rimane aperto, con il protagonista ancora incerto sul suo futuro, aggrappato all’unica speranza dell’assistenza offertagli dal suo protettore. Non c’è dubbio: si tratta di un vero trip! Anche la musica si adegua all’intricato e fantasioso contenuto della narrazione, e non è un caso che Crack the Skye sia l’album meno immediato e di più difficile ascolto dei Mastodon. Ma vediamo più nello specifico le diverse tracce:

1 – Oblivion (5:46)

L’intro di Oblivion sembra la metafora di un grande portale che si spalanca sul mondo mistico dell’album. La porta conduce immediatamente a ritmiche di tensione, che si distendono nella sognante melodia del ritornello. La voce che apre Crack the Skye è quella del batterista Brann Daylor, e scopriamo così una prima novità. Da sottolineare l’assolo di Brent Hinds, meno tirato rispetto agli album precedenti, più riflessivo e ben sposato con il sottofondo arpeggiato dal suo collega Bill Kelliher. Buon pezzo, legato allo stile dei Blood Mountain ma con elementi che ci introducono gradualmente alle atmosfere del nuovo disco.

2 – Divinations (3:38)

Aperta dal banjo di Brent Hinds, Divinations esplode subito in una ritmica violentissima, e si presenta come brano in pieno stile Mastodon. Linee di chitarra che si incrociano magistralmente, assolo potente, Brann Daylor che ci dà giù come un dannato, in una parola: Mastodon! Non a caso il singolo dell’album (video a fine articolo).

3 – Quintessence (5:27)

Benvenuti nel lato “prog” del nuovo disco dei Mastodon: tempi rompicapo, esaltati dalle due chitarre e dal virtuosismo di Brann Daylor, uniti ad un cantato più epico, sempre pronto alle detonazioni vocali dei cavernosi ritornelli. Perfetto esempio di heavy prog.

4 – The Czar (10:54)

Se Quintessence ci dà un assaggio del lato progressivo di Crack the Skye, The Czar ci sazia decisamente. Il lungo brano è composto da quattro parti: I Usurper, introdotta dal synth di Troy Sanders (non più solo al basso, altra novità) e cantata da Brent Hinds, ormai definitivamente consacrato come aedo delle melodie sognanti dei nuovi Mastodon. Per finire il tutto è arricchito da un tappeto di arabeschi tessuto dalle due chitarre; II Escape, martellata thrash che strizza l'occhio ai buoni vecchi Metallica, caratterizzata da un potente botta e risposta tra Sanders e Hinds; III Martyr, questa terza sezione riesce incredibilmente a riprendere sia la parte arpeggiata di Usurper sia quella “cattiva” di Escape, trasportandola in un ambiente più rock, in cui le chitarre sembrano cantare, nei soli, affianco a Brent Hinds; IV Spiral, ripropone il tema di Usurper, chiudendo il cerchio di The Czar, pezzo veramente maturo.

5 – Ghost of Karelia (5:24)

La traccia è introdotta da una frase di chitarra, accennata diverse volte, che riporta alla mente Sleeping Giant (Blood Mountain). Il cantato malinconico della strofa viene incanalato verso le brutali esplosioni di potenza a cui ormai i quattro ci hanno abituati.

6 – Crack the Skye (5:54)

La title-track dell’album, che ospita alla voce Scott Kelly dei Neurosis con le sue celebri urla “tombali”, alle quali fa da contrappunto una costante melodia, in un quadro di continua tensione e sfogo.

7 – The Last Baron (13:00)

Seconda cavalcata progressiva dell’album, la cui parte introduttiva ricorda Pendelous Skin (Blood Mountain), con Brent Hinds che regala ottime linee melodiche. Seguono sezioni heavy, con cantato aggressivo, collegate tra loro da parti strumentali tecniche in stile tipicamente prog anni ’70 (a 5:57 sembra entrino in scena Fripp e compagni, ascoltare per credere!), che culminano con la ripresa del tema iniziale e l’assolo finale.

Credo sia emerso da quanto ho scritto che Crack the Skye mi pare davvero ben riuscito. Come ho già anticipato lo reputo un lavoro da comprendere con calma: le strutture dei pezzi sono più complesse del solito, i brani stessi sono più lunghi e ritengo che alcune melodie necessitino di tempo per essere “digerite” dai fedelissimi dell’heavy. Inoltre ritengo che quest’album vada apprezzato nella sua interezza, nella sua concatenazione naturale tra i vari brani, e che l’ascolto di un singolo in sé non sia sufficiente per coglierne atmosfere, colori e sfumature. Indubbiamente si tratta di un album di transizione per i Mastodon, alle prese con il loro nuovo corso stilistico, con la loro svolta, ma se queste sono le premesse il futuro dei quattro di Atlanta ci può far davvero ben sperare.

 

Risorse
Il mio precedente articolo
Intervista a Brann Daylor
Il myspace dei Mastodon



Tutti i commenti

  • Stupendo
    di Mil C. - accordiano #13607 | 08 April 2009 @ 09:30
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    Man Behind The Sun
  • Tamarri
    di Nevskji - accordiano #15840 | 08 April 2009 @ 10:44
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    • Re: Tamarri
      di denzelsavington - accordiano #4087 | 08 April 2009 @ 13:15
    • Re: Tamarri
      di mondonexus - accordiano #7209 | 08 April 2009 @ 11:03
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      long life and prosper
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      • Re: Tamarri
        di Nevskji - accordiano #15840 | 08 April 2009 @ 11:24
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        • Re: Tamarri
          di Roobs - accordiano #16188 | 09 April 2009 @ 11:26
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          • Re: Tamarri
            di Nevskji - accordiano #15840 | 09 April 2009 @ 11:32
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            • Re: Tamarri
              di mondonexus - accordiano #7209 | 09 April 2009 @ 15:06
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        • Re: Tamarri
          di mondonexus - accordiano #7209 | 08 April 2009 @ 11:53
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          • Re: Tamarri
            di Nevskji - accordiano #15840 | 08 April 2009 @ 12:04
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            • e i SAXON???!!
              di adriphoenix - accordiano #11414 | 08 April 2009 @ 13:00
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              enjoy every note..of your life and music!
    • Re: Tamarri
      di breigh - accordiano #13973 | 08 April 2009 @ 11:01
  • Grandissimo disco ..
    di mondonexus - accordiano #7209 | 08 April 2009 @ 10:48
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    long life and prosper
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    • Re: Grandissimo disco ..
      di breigh - accordiano #13973 | 08 April 2009 @ 11:32
      • Re: Grandissimo disco ..
        di mondonexus - accordiano #7209 | 08 April 2009 @ 11:58
        --
        long life and prosper
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  • Un bel disco. Americano.
    di RobertoJazz - accordiano #17959 | 08 April 2009 @ 12:53
  • Non sono un metallar
    di mahogany_joe - accordiano #18259 | 08 April 2009 @ 14:18
  • Mastodon: The Last Cazzari.
    di Zoskia - accordiano #16656 | 08 April 2009 @ 18:00
  • I Mastodon tamarri? dilettanti...
    di ADayDrive - accordiano #12502 | 08 April 2009 @ 19:12
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    <p>...interessante...</p>
  • Mastodon!
    di nicolametallica26 - accordiano #18522 | 08 April 2009 @ 21:14
    --
    Kirsute Gomen!
    • Re: Mastodon!
      di mondonexus - accordiano #7209 | 10 April 2009 @ 12:05
      --
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