La pizza, in America, a volte è una pietanza niente male. Spesso non è il massimo, per carità, e talvolta mette alla prova le capacità digestive medie di un intestino nostrano. Ciò che invece indispettisce è la manifesta ignoranza del fatto che la pizza è cosa italiana...
...perciò, quando una decina colleghi d'oltreoceano hanno partecipato ad una sessione di lavoro per una settimana presso la mia ditta, mi sono sentito molto missionario nel proporre a tutti loro una cena in pizzeria.
Da bravo ospite, ho cercato di mettermi a sedere e a "curare" soprattutto il loro capogruppo, un ultracinquantenne dal fare giovanile dall'americanissimo nome di Chuck.
Nonostante reiterati tentativi, però, non c'era verso di venirne a capo. Siedo vicino a lui e il cameriere mi fa spostare all’altro capo del tavolo; provo a parlargli, ma il frastuono della pizzeria rende la comunicazione impossibile.

Ero piuttosto scornato. Così alla proposta scherzosa del collega che, saputo che abitavo poco distante dalla pizzeria, proponeva di andare a fare un party a casa mia, risposi con una punta di sarcasmo “Ho diverse chitarre: se volete facciamo un concertino”. Non una gran battuta, ma abbastanza da far ridere i due commensali che avevo a fianco, abbastanza vicini da sentire.
Paghiamo e andiamo: programma successivo, giro a piedi per il centro storico.
Ancora non riesco a posizionarmi vicino a Chuck: il marciapiede è troppo stretto, ma finalmente si allarga e… arriva lui!
“Which guitars?” mi fa, quasi sussurrando.
Forse aveva notato le mie unghie lunghe. Forse ci annusiamo tra di noi. Non lo so. Gli ho detto delle mie bimbe, delle quali vado piuttosto fiero.
Lui ne aveva di più. Tante. Comprate da quando aveva quattordici anni. Tenute in una stanza apposta.
Vado a memoria...
Una strato del ’62 per 60 dollari quando aveva 16 anni.
Una SG per meno di ...
Una Jaguar quando aveva…
Una LP da un tale che…
Una Martin per suonare il folk…
Una...
Ad un certo punto l’istinto di sopravvivenza mi ha soccorso confondendomi l’udito e la memoria.
Continuava a comprarne su eBay, adesso. Stava facendo la corte ad una G&L.
Le cercava anche malmesse per il gusto di restaurarle, e suonarle.
Ci siamo rivisti in una sua visita successiva, sei mesi dopo. Mi ha promesso che, se mi capiterà di tornare in America per lavoro, mi porterà a negozi e mi mostrerà la sua collezione.
Occhio alla collezione
Parliamoci chiaro, io non stravedo per il vintage...
L'America
play loud!!!
www.myspace.com/tonyamante
www.face
Re: L'America
Martin su Ebay....
Re: Martin su Ebay....
Re: Martin su Ebay....
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