E’ sempre dura, almeno per me, salutare gli amici con cui hai condiviso tre giorni di musica, divertimento, ottimo cibo e qualche bicchiere in compagnia (forse anche un po’ più di “qualche”).
Ieri sera, al momento di lasciare il centro vacanze che ha ospitato l’XI edizione del Grappa Guitar Camp, quella sensazione di “vuoto” che sempre mi accompagna quando mi rendo conto che toccherà aspettare qualche mese prima di rincontrarci, era addirittura amplificata.
Questo perché il GGC ti lascia sempre qualcosa di buono dentro, una gioia viscerale, mista a stanchezza (di quella “positiva”); come dopo una partita di calcio fra amici, che alla fine non ti ricordi più neanche chi ha vinto, ma sei comunque contento; e quello appena terminato è stato un Grappa diverso dalle ultime due edizioni, “atipico” in qualche modo, quasi un ritorno alle origini... infatti il numero non enorme dei partecipanti e la location hanno reso possibile parlare insieme a lungo, approfondire i temi dei seminari e non solo: nel caso di Luca Villani, addirittura dare vita ad un secondo seminario non programmato, nato dalla voglia di conoscere da una parte e dal desiderio di condividere dall’altra!
Ma andiamo con ordine...
La scelta della location era avvenuta fra ottobre e novembre dello scorso anno, ad opera di un manipolo di audaci esploratori capitanati dal Grappero per antonomasia, Mr. Frank Varano.
Il centro vacanze “Verde Azzurro”, già ad una prima occhiata, aveva rivelato tutte le sue potenzialità: tanti posti per dormire, in bungalows alla giusta distanza dall’area di massima emissione sonora, un intero pub a disposizione attrezzato per seminari e jam-session, sala ristorante capiente con bar incorporato (io e Pier ne sappiamo qualcosa :-), bungalow adibito a “bunker del Decibel” per provare ampli e quant’altro a manetta, sala per gli acustici ecc. ecc. ecc.
L’arrivo,venerdì nel primo pomeriggio, non fa che confermare le prime impressioni, che unite alla cortesia della proprietaria Maila e dei suoi collaboratori, mi mettono subito di buonumore.
Scaricata la batteria dall’auto di Manu (mia moglie, compagna e complice di scorribande chitarristiche in giro per l’Italia) e un bello stack dalla mia, ci dirigiamo verso il nostro bungalow per la sistemazione dei bagagli...
Alle tre di pomeriggio siamo ancora soli, com’è ovvio, ma i primi non tardano ad arrivare, con macchine cariche di ogni ben-di-Dio! Ecco Franco e il suo carico di acustiche da sogno, poi Minguccio & Virginia, Frank, Luca (LuVi), Flaviux, Riccardo, Carlo & Emilia, Seba con la sua futura Avvocatessa :-))) ecc ecc ecc.
Non nascondo la felicità che ho provato nel veder arrivare ogni singola macchina (e un po’ ti dispiace per quelli che, cause di forza maggiore, sai già che non verranno: Smilzo, Andrea, Maia, Nafta, AlePasqual, Teo, Doando, Michele, Antonio, Enzo, Mauro ecc... ci siete mancati!!!), perché significava rivedere vecchi amici e conoscerne di nuovi; già nell’aiutarsi a vicenda a scaricare gli strumenti c’è un qualcosa di unico, la passione che ci accomuna esce subito allo scoperto: “Oh, ma che hai portato questa volta? Questa custodia è nuova, a settembre non ce l’avevi!!! Me la fai provare in quel pedale con quell’ampli con quella cassa...?”
Una delle novità rilevanti è l’”evoluzione” degli acustici... no, che avete capito, niente distorsori (anche se Pier lo cercava dentro la buca della Breedlove!), ma due combo della SR, rispettivamente il Jam 150 e il 400, lo spara-basi (lettore midifile, drum machine, sequencer, mp3 player) di Flaviux e un digitech jamman: queste nuove presenze “tecnologiche” hanno dato modo di organizzare delle vere e proprie jam acustiche, talmente ben riuscite da sembrare un concerto... aggiungo che i chitarristi rumorosi, nel girone dei quali ho l’obbligo morale di mettermi, dovrebbero prendere esempio :-)
Per il futuro si progettava di organizzare jam elettriche a tema (questa volta ci siamo andati vicini, senza riuscirci per problemi di disponibilità della band) in modo da poter partecipare e divertirsi tutti, anche chi ascolta...
Il sabato fin dal mattino iniziano a vedersi volti nuovi in giro, attirati dai seminari e dalla possibilità di provare strumenti made in Italy. L’arrivo di Jurgen e di Pier è salutato con il consueto “Annamo a beve?” :-)
Alle 11:00 il seminario di Frank: già lo pregustavo da un po’... il blues è una delle mie grandi passioni, ma mi ci sono avvicinato tardi e partendo “dalla fine”, come molti chitarristi rock; la mia conoscenza della sua storia e dei pezzi che tale storia hanno creato e reso leggendaria, sono racchiuse in un cofanetto acquistato qualche anno fa in un centro commerciale, una sorta di raccolta da 10 euro...
Be’, in un’ora e mezza di seminario Frank è riuscito a colmare queste mie lacune, illustrandoci (in un italiano ormai perfetto!) le origini e l’evoluzione del blues, dai campi di cotone alle prime contaminazioni, fino alle strutture in 8 o 12 battute, con tanto di esempi a suffragare ciascun punto trattato: veramente un lavoro di grande impegno, per cui sento il dovere di ringraziarlo anche qui, dopo averlo fatto personalmente!
Così come utilissimo è stato il seminario sui “suoni del blues” di Luca Villani (i seminari con filo conduttore mi sono molto piaciuti... si era capito?), che con l’ausilio di una decina di basi blues in stili diversi e il suo gusto assolutamente fuori dal comune, ci ha spiegato non solo come ottenere certe sonorità dalle nostre chitarre (ha usato una strato, una semiacustica e una Les Paul), ma come utilizzarle all’interno dei brani.
Aggiungo una mia considerazione: spiegare qualcosa lo si può fare anche tramite un PC, ma il valore aggiunto di poter vedere/ascoltare da un metro di distanza è senza prezzo, e spesso vale le centinaia di km in auto per assistervi.
Oltretutto, come già accennato, prima del seminario programmato abbiamo fatto una lunga chiacchierata sfruttando le competenze di Luca su circuiti, plettri e quant’altro. Di nuovo grazie!
Un’altra considerazione e un ringraziamento particolare vanno a tutti i produttori presenti: Luca Villani (pickup I-Spira), Carlo Sorasio (LAA pedali, ampli), Costantino (pedali CostaLab), Seba (BRBS amplification), Pierangelo (Masotti Guitar Devices), Ricky Fornasero (Chitarre di liuteria... tra cui la famosissima FIGA e il prototipo di una “chitarra a serramanico” assolutamente geniale), Roberto (BluMusic Amps).
Tutti intervengono al Grappa con uno spirito assolutamente giusto, non come produttori, quanto come musicisti e appassionati (e stavolta si è potuto suonare veramente tanto insieme, anche grazie a loro che forniscono un buon 80% degli strumenti presenti); un esempio per tutti: Luca, durante il suo seminario, è sembrato a tratti endorser Mesa (usava un Lonestar), a tratti endorser Barber (l’overdrive che aveva in pedaliera), ma per sentirgli dire due parole sui suoi pickups abbiamo dovuto chiederglielo noi (le sue parole: “Non è mica una fiera: io vengo per divertirmi, non per vendere e stare dietro a uno stand”); lo stesso vale per Pier, sorpreso addirittura a suonare ed apprezzare una mini-testata (solo nell’aspetto) a transistor BluMusic. Insomma, tutti loro hanno condiviso lo stesso spirito, e secondo me questo è uno dei motivi del successo del GGC.
Torniamo alla cronaca: il contenuto del “bunker del Decibel” a metà pomeriggio era da bava alla bocca per tutti i GASati! Nell’ordine, da sinistra a destra:
- 2 testate Masotti (Modern 6L6 e Monocanale), sopra un rack contenente mixer MXM + Eventide Eclipse + TC 2290 delay, su 4x12 Marshall fine anni ‘60 coi Greenback;
- 2 casse Dragoon (una coi Century ed una coi Vintage 30) + Hiwatt DR103 primi anni ’70 + Ceriatone Trainwreck + Cornell Plexi 45/50;
- 3 testate BRBS (1 monocanale, 1 bi-canale, 1 tri-canale) con diverse gradazioni di gain, su 4x12 Marshall con i Vintage 30;
- 2 testate LAA Custom DualMono (leggermente diverse fra loro come estensione tonale) + testatina BluMusic British Classic, su 4x12 sempre LAA (2 Greenback + 2 Vintage 30).
Faccio fatica a ricordare la quantità di pedali (dico solo quelli che mi sono piaciuti, va’: il Barber di LuVi, il Rock Devil di Carlo, il chorus e il delay di Costantino, il Plush di un ragazzo di Ancona dalla pedaliera ben fornita), nonché le chitarre a disposizione (anche qui, tra le tante: la R8 di Pier, la strato ’74 di Minguccio, la Suhr di Jurgen coi toni chiusi, la mia Les Paul Custom e la Black Beauty di Customblack, due semiacustiche Gibson da sogno ma che non sono capace di suonare, alcune acustiche di cui abbiamo già parlato un po’...)
I volumi sono stati alti, neanche a dirlo!, ma con un po’ di buonsenso ognuno ha potuto provare quello che più gli interessava, me compreso; però, non essendo questo l’articolo giusto per dilungarsi in recensioni... la prossima volta chi è interessato può saltare in macchina e venire a suonare con mano ;-)
La serata del sabato ha visto protagonista prima un’infuocata jam-session elettrica, un po’ disordinata è vero... ma alla fine chiunque abbia partecipato si è divertito e credo che al prossimo Grappa qualcuno si aggiungerà alla sparuta comitiva marchigiana alla volta di Campo Solagna!
Forse l’unico devastato alla fine era il batterista di Customblack, attirato con l’inganno, ma che ha egregiamente supportato la jam (altrimenti saremmo stati in balia del neo-drummer mancino Fornasero!)
Nella sala acustica, contemporaneamente, altra jam decisamente più pacata ed ordinata e... un po’ vi ho invidiato, sapete?
Poi, a notte ormai fonda, quando quasi tutti sono ormai a nanna... be’, guardatevi le foto allegate (il link è nelle risorse) e quelle nell’articolo-quiz di ieri, che sono assai più esplicative di qualunque parola... ricordo solo che il jukebox acustico Ricky Fornasero ci ha allietato con pezzi che vanno da Jeeg Robot all’intero repertorio di Battisti, passando ovviamente per Figli Delle Stelle, fino a circa le 5 di mattina, rigorosamente all’aperto!
La domenica mattina, dopo colazione, con un po’ di malinconia si inizia a smontare... tra un’ultima prova del pedalino, un’ultima plettrata a quella chitarra...
Ma questa parte non mi va di ricordarla... preferisco iniziare a pensare che presto ci rivedremo per un nuovo week-end di musica, con alcuni amici vecchi ed altri nuovi, magari con qualche nuova iniziativa che si sta discutendo... insomma, ci si vede a fine agosto-primi di settembre!!!
P.S. Complessivamente sono molto soddisfatto di quest’XI GGC: siamo riusciti tutti a suonare tanto, nelle diverse situazioni e combinazioni possibili, a parlare, a scambiarci opinioni e consigli, a provare strumenti; l’unico rammarico che rimane è questo: visto (e “vissuto”) il posto a disposizione, si sarebbero potuti ottenere gli stessi risultati anche se fossimo stati mooolti di più... peccato, soprattutto per chi non è riuscito a venire :-)
foto?
Re: foto?
Lory - Grappero Forever
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Re: foto?
Luca
GRANDE GGC
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Re: GRANDE GGC
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Re: GRANDE GGC
It's only RnR...
Re: It's only RnR...
ZZ Train - Shaven ZZ Top Tribute Band
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Bello!!
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Re: Bello!!
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Re: Bello!!
grazie
<p>-Grappero Forever!-</p><p><a href="http://www.m
Re: grazie
non avete dei video
SONO 1 RAGAZZO UNICO....NON SO SE IL MONDO SAREBBE
primo grappa anche p
Re: primo grappa anche p
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Re: primo grappa anche p
Bella esperienza davvero!
Re: Bella esperienza davvero!
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Re: Bella esperienza davvero!