Ciao accordiani.
Il soggetto di questo articolo è un piccolo accessorio che fa parte di ogni chitarra, ma passa quasi sempre inosservato e viene normalmente sottovalutato (se non proprio ignorato) almeno finchè... non è troppo tardi.
Il nome italiano di questo oggettino sarebbe "pirolo reggicinghia", ma converrete con me che fa meno ridere se usiamo il termine inglese "strap pin". Anche perchè c'è poco da ridere se questo -apparentemente- insignificante particolare non fa il suo dovere al 100%. E' sufficiente che fallisca una sola volta, per ricordarselo per sempre.

In effetti è strano come molti di noi osservino, studino e analizzino mille aspetti della propria chitarra, arrivando a valutare ogni singolo particolare che possa rendere prezioso il proprio strumento, e poi lo affidino senza grandi pensieri ad un paio di vitine e due semplici boccolette di metallo. Non è una novità che le asole delle tracolle (anche qui suona meglio "straps") con il tempo tendano a cedere ed a slabbrarsi, rendendo quindi più probabile un distacco accidentale, con conseguenze potenzialmente disastrose. E in quel momento la costosa e pesante custodia a prova di bomba (a quella sì che avevamo pensato!) non può farci proprio niente.
Meglio prevenire, quindi. Con una spesa non eccessiva possiamo garantire alla nostra bella una vita più sicura.
Nella maggior parte dei casi le chitarre montano dei semplici strap-pins composti da tre elementi: la boccoletta metallica, la vite e il feltrino (che ha lo scopo di proteggere la vernice nel punto di contatto tra metallo e chitarra). Anche la maggior parte delle chitarre di marca si presenta solitamente così.

Le varianti sono molte, la dimensione e la forma della boccola possono essere anche molto diverse (ricordo alcune Ibanez degli anni '80 con i pins a "V" rovesciata), la vite può essere più o meno lunga o avere diametro limitato o generoso. Normalmente le boccole più grandi garantiscono una tenuta migliore, come pure le viti più lunghe e grosse, ma questo dipende anche dalle caratteristiche del legno: più il legno è morbido (e la chitarra pesante), più la vite deve essere lunga e robusta.

Qualcuno utilizza anche dei sistemi più avanzati, come fa la Vigier che inserisce un robusto tassello nel legno, corredandolo da una sorta di rondella perfettamente sagomata, che permette un solido fissaggio del pirolo senza rischi di danneggiamenti della vernice.

In ogni caso, per me non è un sistema sicuro. Quando ad esempio durante una pausa si lascia la chitarra quasi dietro la schiena, con la paletta pericolosamente rivolta verso il basso, quando ci si "agita" particolarmente durante una performance o pù semplicemente quando si "indossa" la chitarra e non si controlla bene se la parte posteriore della tracolla è posizionata correttamente, si possono determinare degli angoli "infelici" con lo strap pin che a volte causano un improvviso distacco. Orrore.
Vediamo quindi come possiamo evitare di piangere sul latte versato.
Sul mercato si possono trovare diverse possibili soluzioni. Esistono per esempio straps che prevedono già dei sistemi di sicurezza. Tra le tante sono piuttosto conosciute quelle di Planetwaves.

A mio avviso questi sistemi hanno due punti deboli: l'incastro per il pirolo tende a deformarsi con l'utilizzo, allargandosi. Il dispositivo poi è tutt'uno con la tracolla, non consentendo al chitarrista di usare tracolle diverse. Normalmente le tracolle associate sono in materiale sintetico, leggero e indistruttibile ma scivoloso, cosa che può renderne problematico l'utilizzo con strumenti non perfettamente bilanciati (ad esempio la SG). La larghezza della tracolla è anch'essa fissa, e normalmente non supera i 6 cm. Chi suona con chitarre pesanti (vedi LesPaul) normalmente si trova meglio con tracolle più larghe e morbide. DiMarzio ha risolto almeno la prima parte del problema, realizzando la (coloratissima) Cliplock.

In questo caso le estremità della tracolla vengono avvitate direttamente alla chitarra (sostituendo gli strap-pins) e possono essere attaccate e staccate per mezzo di innesti a baionetta simili a quelli comunemente utilizzati negli zaini. Rimane il fatto che non si può scegliere un diverso materiale per la tracolla.
Quindi, se per motivi funzionali o estetici vogliamo utilizzare la NOSTRA tracolla, bisogna trovare una soluzione diversa.
La soluzione più comune è l'utilizzo di strap-locks metallici. Il principio è molto semplice ed è comune a tutti i modelli, seppure con qualche variazione: una parte del dispositivo si fissa alla tracolla, attraverso l'asola. Un robusto dado lo blocca in maniera stabile e sicura (ma ogni tanto è meglio dare una controllata). La seconda parte va a sostituire il pirolo originale, ed è sagomata in maniera da potersi incastrare nella parte fissata alla tracolla, che prevede anche un dispositivo per l'innesto e il bloccaggio/sbloccaggio.

I prodotti più diffusi sono quelli della Schaller e della Dunlop. Il primo permette lo sbloccaggio tirando verso l'esterno il pomello sporgente, il secondo premendo il pulsantino che si trova al centro. Sono prodotti validi e sicuri, non proprio economicissimi (ma i prezzi possono variare moltissimo)

Anche questi non sono esenti da pro e contro. Un aspetto che trovo particolarmente fastidioso negli Schaller è ad esempio la rumorosità: i due elementi hanno un discreto gioco e, pur garantendo una tenuta sicura, causano qualche "sferragliamento". C'è poi lo spostamento del punto di fissaggio della tracolla, che viene a trovarsi all'incirca a 1 cm di distanza dal corpo della chitarra: questo comporta da una parte un miglioramento dell'equilibrio dello strumento (in pratica come se avesse un "cornetto" più lungo di un paio di centimetri), dall'altra una leva molto superiore sulla vite di fissaggio, che alla lunga può rovinare la sede del foro nel legno, soprattutto se si tratta di legno tenero o se lo strumento è pesante.
Questo problema può essere facilmente generato anche dalla presenza di un feltrino di spessore eccessivo.
In questi casi bisogna intervenire sostituendo la vite con una più lunga, non prima di avere ripristinato la tenuta del foro rovinato: sarà sufficiente inserire uno stuzzicadenti (nel caso di fori molto danneggiati potrebbe essere necessario un bastoncino di quelli usati per gli spiedini) e un po' di semplice colla vinilica.

Un altro difetto (relativo e soggettivo) di questi sistemi -soprattutto Schaller- è che sono... brutti!
Personalmente non amo vedere tutta quella ferraglia che appesantisce e rovina le linee armoniose di una bella chitarra.
Ma ci sono anche altri sistemi. Semplici ed economici, per giunta.
Ad esempio io mi trovo bene con gli strap locks in plastica della Dunlop, di costo veramente limitato e di efficacia assoluta. L'idea è semplice e pratica: si tratta grossomodo di due dischi, entrambi con un foro di diametro sufficiente a farci passare la parte più grossa del pirolo, montati però eccentricamente (non nel senso che hanno gusti fuori dal comune). Ruotando un disco rispetto all'altro il foro si riduce ed impedisce al dispositivo di sganciarsi dal pirolo.

Oltre al prezzo (quando le chitarre sono 5, 7, o 10 fa la sua differenza!), questi aggeggini hanno un ingombro limitato, non producono alcun rumore e sostanzialmente è come se non ci fossero.
Infine, diamo spazio al Diumafe che c'è in noi e usiamo un po' di creatività :)
Le soluzioni possono essere molte, cito solo alcuni esempi.
Un tizio si è inventato un sistema intelligente per la sua acustica: quando non la collega ad un amplificatore, assicura la tracolla con... un jack! Più ovvio di così.

Qualcuno si limita a togliere i piroli originali, avvitando direttamente la tracolla alla chitarra con l'ausilio di un paio di rondelle. Il problema è che così la tracolla deve rimanere sempre attaccata alla chitarra, cosa che in certi casi non è possibile (ad esempio se la custodia rigida è veramente su misura e non lascia spazio sufficiente).
Una delle soluzioni più simpatiche è quella che prevede l'impiego della guarnizione delle bottiglie con tappo "a leva", come usava molto un tempo. Pare che le bottiglie di birra Grolsch siano molto ambite dai chitarristi proprio per questo (anche se secondo me è un'ottima scusa per farsi una birra).

Insomma, spazio alla fantasia. Si accettano suggerimenti.
E, in casi estremi, si può sempre fare come il buon vecchio Eddie...


EVH forever
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
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Articolo interessant
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Re: Articolo interessant
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Una precauzione semp
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Con gli strap-locks
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....shaller!!! mai n
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Carino, interessante e completo
strap locks in plastica dunlop!
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Schaller tutta la vita
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Gibson.
Custom Shop
Non molto tempa fà
uso schaller da poc
io però gli shaller
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beh..
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rondelle
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