Ha 52 anni, l’ hanno suonata un numero impressionante di icone della musica,dal blues al metal, è ancora adesso in produzione con una gamma che spazia da modelli più accessibili a modelli custom. Finora tutto facile vero? Questo misterioso strumento è sicuramente la Les Paul, non vi è dubbio. E invece no,sto parlando di una delle due sorelle della serie X Factor,lanciata nel lontano 1958(dei prototipi,col logo a rilievo in metallo dorato,giravano già nel 1957),la immortale e ancora oggi aggressiva e moderna Gibson Flying V.

Non possiamo sapere cosa accadde quando venne ultimato il primo prototipo, ma a me piace immaginare Orville Gibson che nel paradiso dei liutai grida “al sacrilegio!” e Les paul interdetto dall’ aspetto futuristico di quelle tavole di mogano o più probabilmente korina. Fatto sta che nel ’58 parte la produzione in serie di questi strumenti, per lo più apprezzati da bluesman che volevano distinguersi nei “club” imbracciando uno strumento dalla linea nuova e disarmante. Indubbiamente fu così per Mr. Albert King, che con le sue Flying V mancine ha sfornato brani ed assoli memorabili.
Soffermiamoci sulle due Flying V di Albert: una, la prima, è una Gibson della prima serie, probabilmente una ’58, con il tipico ponte a V e le corde passanti per il corpo, e fin qui nulla di strano. La chitarra davvero eccezionale è invece la V che gli fu donata da Billy Gibbons degli ZZ Top, una artigianale costruita da Tom Holmes, creatore di diversi strumenti utilizzati da Billy (circa venticinque asce in totale) che è stata costruita secondo le tecniche costruttive tipiche della Les Paul, e cioè mogano per manico e corpo con top in acero fiammato, modellata sulle consuete forme della Flying V di casa Gibson ed arricchita con binding su manico e paletta, nonché doppio binding sul corpo e nome dell’artista in madreperla apposto sulla tastiera.

Un’altra famosissima V è quella di Jimi Hendrix, nera con motivi psichedelici. Questa è una ‘67 con tremolo e “long headstock” che Jimi utilizzò in più occasioni, unica deroga alle famosissime stratocaster palettone a quattro viti cui maggiormente si lega il nome di Hendrix (anche se per amor del vero utilizzava talvolta anche stratocaster più risalenti).

La flying V di Lonnie Mack invece è quella più incredibile:datata ’58, era una custom order venduta a Cincinnati e recante di serie un Bigsby ancorato ad una barra di metallo incastonata fra le due ali,unico esemplare mai prodotto dalla Gibson con una simile configurazione. Per non parlare dello strano colore “Cherry” che con la luce dei palchi sembra quasi un “Candy Apple Red” di casa Fender.

Ma la storia della Flying V può essere raccontata attraverso le storie (e le note) di tanti altri musicisti che hanno fatto epoca, da Eddie Van Halen che suonava una Flying V del ’58 in brani come “Hot For Teacher” e “Top Of The World” fino a KK Downing dei Judas Priest, che vanta una V originale del ’64.

Ma quante Flying V ha sfornato casa Gibson? Tantissime, perché è uno strumento capace di attirare l’attenzione di generazioni sempre nuove e che pertanto ha dovuto rinnovarsi e aggiornarsi, pur senza cambiamenti epocali. Senza indugiare su ogni singolo modello ripassiamo le tappe fondamentali dell’evoluzione di questa chitarra.
Le prime furono quelle del periodo ‘57/’59, generalmente in korina, riconoscibili per la presa jack in basso sull’ala inferiore incastonata in un bottone in plastica distaccato dal resto del battipenna (le serie successive avranno il jack integrato nel battipenna, più grande del precedente), inoltre dall'attaccacorde a forma di V e le corde passanti per il corpo oltre che dai tre potenziometri disposti “in fila indiana”. La prima evoluzione si ha nel 1967, con le cosiddette “first reissue”, che presentano un battipenna più grande dove trova alloggio anche la presa jack, una diversa disposizione dei tre controlli e un attaccacorde tipo Les Paul,di certo meno originale del precedente, o in alternativa un ponte tremolo. Per farsene un'idea più chiara ecco una foto comparativa.

Negli anni 80 nascono diverse serie “speciali” della V, dalle “Special Colors” del periodo 1980/1981, fino alle pregiate “Heritage”, che erano fedeli repliche delle ’58 in korina (e che adesso hanno prezzi spropositati), poi alcune follie come la “Flyer”, una pazzesca Flying V con corpo tradizionale e paletta da Explorer (!!!) eponte Kahler,oppure la “Golden Eagle”,variazione sul tema Flying V con un solo pick up,un controllo volume e l’estetica più tamarra mai presentata dalla Gibson.

Attualmente la Gibson propone diversi modelli di Flying V, tra i quali le più accessibili sono le versioni “faded” e le ’67 reissue. Queste ultime tra l’altro non sono vere e proprie reissue, in quanto i pick up che montano sono i 496r/500t, indubbiamente poco vintage come sonorità, ma non necessariamente votati a generi spinti. La caratteristica che rende questa serie molto appetibile sono i colori lucidi (non faded) e il prezzo molto contenuto, di circa 800 euro.
Io possiedo un’esemplare di questa serie, anche se ho dovuto ordinarlo (ed aspettare un po’) in quanto il colore che avevo in mente (classic white) non è facilmente reperibile. Appena liberata dall’imballo ci accoglie l’hardshell case Gibson che già da solo fa la sua bella figura, con il tolex nero esterno e logo “Gibson USA” impresso in argento.
Appena aperta la custodia ecco un magnifico colpo d’occhio: l’interno è in peluche bianco, intonatissimo con la mia bambina classic white!

Tirato fuori dal suo candido nido,lo strumento presenta davvero ottime finiture:tasti posati benissimo,verniciatura precisa e omogenea.Insomma imbracciare questa freccia è una vera goduria e già da spenta risuona che è un piacere,sembra di avere fra le mani uno strumento di fascia ben più elevata.
L’impatto estetico è di quelli che non lascia di certo indifferenti,o la si ama o la si odia,c’è poco da fare. Da spenta sono i bassi che colpiscono al cuore il chitarrista. Sono presenti e definiti, mai confusi, quasi acustici, caratteristica che non solo non perderemo una volta amplificato lo strumento, ma che verrà addirittura enfatizzata.
Utilizzando corde 0.11 ho dovuto agire sul truss rod per compensare la maggiore tensione delle corde, e va detto che quest’ultimo lavora egregiamente: agisce in maniera progressiva e opponendo la giusta frizione al movimento impostogli, permettendo di ottenere regolazioni ottimali con facilità.
Confesso che, siccome lo strumento ricalca fedelmente gli originali del periodo 67/69, ho deciso di coprire i pick-up di serie, comprando separatamente le cover e devo dire che almeno ai miei occhi lo strumento ne ha guadagnato parecchio in termini estetici, mentre non ho rilevato differenze apprezzabili tra il prima e il dopo in termini di suono.
Un ultimo appunto va al capotasto. Infatti se si cambiano corde con altre di maggiore tensione come ho fatto io, il mi basso e il mi cantino potrebbero “scappare” dalla loro sede, data l’angolazione di queste due corde sulla paletta della V. In ogni caso bastano due colpetti di lima e il gioco e’ fatto.
Ma come suona? Direi indubbiamente bene. I controlli che abbiamo “on board” sono due volumi e un tono generale, oltre al classico switch a tre posizioni. Il tono lavora in maniera molto progressiva ed è facile trovare le diverse sfumature che si intendono ottenere, mentre i due volumi non registrano il solito calo di “stratocasteriana memoria” dal “10” al “7” delle relative manopole.
La prova l’ho effettuata dapprima sul mio Fender Bassman Blackface del ’65 (uno degli ultimi pre cbs) e su quest’ampli, con pick up al manico selezionato e toni spalancati, questa Flying V non sembra affatto lo strumento di distruzione che si immagina comunemente, ma un’ottima macchina da blues, con un suono molto meno nasale della cugina Les Paul e con dei bassi davvero portentosi:grossi,potenti eppure iperdefiniti. Selezionando entrambi i pick up si entra in territori più melodici, gli arpeggi vengono fuori in maniera naturale e il suono si fa più acustico,ma senza diventare aspro. La posizione perfetta per accennare qualche ballata con uno strumento da cui non te lo aspetteresti mai. Il pick up al ponte è davvero cattivo, potente, incisivo. Infatti c’è da dire che fin quando ho suonato attaccato al Bassman il suono é rimasto ancorato in territori blues, sebbene molto più "hard", ma quando ho successivamente provato la bestiola attaccata alla tiny terror (versione testata-cassa) ho letteralmente tirato giù i muri con un suono molto “AC/DC-oriented”.
Tirando le somme questo pick up al ponte ha tutte le potenzialità per farsi largo in generi ben più spinti dell’hard rock, ma non è il mio campo e quindi non oso addentrarmici (per fortuna dei miei vicini di casa). La tastiera è davvero stupenda,di un’ ebano scurissimo, nero, che per omogeneità di colore sembra quasi dipinto,oltre che perfettamente levigata. Lo stesso dicasi per i bordi dei tasti, problema a cui io sono molto sensibile in quanto suono spesso col pollice “appoggiato” sulla parte alta della tastiera:sono levigati in modo impeccabile e la mano non può che ringraziare.
Uno strumento ricco di storia e carisma, questa Flying V,consigliata a chiunque grazie alle sue camaleontiche doti che le hanno permesso di attraversare più di un cinquantennio di musica risultando sempre fresca e nuova agli occhi (e alle dita) di chi l’ha imbracciata.

Wow.
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Grazie!
I want to run, I want to hide...I want to tear dow
Complimenti...
''La Grinta dell' Heavy Metal dipende dalle chitar
Bell'articolo, ma no
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Bell'articolo, ma no
Gran bella chitarra
Giorgio
Bellissimo articolo,
This goes up to eleven... It's one louder!
www.mys
Re: Bellissimo articolo,
Re: Bellissimo articolo,
This goes up to eleven... It's one louder!
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Ottimo strumento
Quando ho iniziato a suonare mi hanno detto: Sesso
La presi nel 1992, h
Re: La presi nel 1992, h
Complimenti per l'ar
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
... ma da seduti ?
Re: ... ma da seduti ?
Re: ... ma da seduti ?
"Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto
Re: ... ma da seduti ?
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: ... ma da seduti ?
"Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto
Re: ... ma da seduti ?
Re: ... ma da seduti ?
I want to run, I want to hide...I want to tear dow
ecco l'articolo che
You See, I Cannot Be Forsaken
http://www.youtube
Re: ecco l'articolo che
Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
Re: ecco l'articolo che
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Forma Rock?
Ciao a tutti!!!!! :-)
Re: Forma Rock?
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Un'estetica mozzafiato
come spettro
thanks
Gratta
bell'articolone ! C
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.
Un'idea malsana è b
''La Grinta dell' Heavy Metal dipende dalle chitar
Re: Un'idea malsana è b
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Un'idea malsana è b
''La Grinta dell' Heavy Metal dipende dalle chitar
la forma??
Re: la forma??
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Re: la forma??
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Ottimo Acquisto!
è bellissima!! il
Re: è bellissima!!il
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L'ho sempre sognata, ma purtroppo sono un fesso...
Re: L'ho sempre sognata, ma purtroppo sono un fesso...
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Complimeti!
Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
Re: Complimeti!
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E' sempre piacevole
<i><b>Keep on Rocking in a Free World</b></i>
Re: E' sempre piacevole
Re: E' sempre piacevole
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Giù il cappello.
maledetto......che v
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Perchè?
Re: Perchè?
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Corpo
Ottima scelta!
Re: Ottima scelta!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Ottima scelta!
mio padre ne aveva u
articolo bellissimo
Mamma mia quanti fan
Avrei bisogno di alc
Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
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Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
Re: Avrei bisogno di alc
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C'è da dire che non
Datemi una Gibson e vi sollevo il mondo!
Re: C'è da dire che non
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io ascoltando tutto
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Il problema...
"Mi piace la chitarra e adoro suonare, ma dal
Re: Il problema...
Re: Il problema...
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Re: Il problema...
Re: Il problema...
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Copri pick up
Re: Copri pick up
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