Stavolta, sempre in tema di Tone Shaping, vi riporto le nozioni che ho trovato su vari siti dedicati appunto all’equalizzazione, particolarmente interessanti.
Così, oltre a studiarmela per le mie, vedo cosa avete da suggerire pure voi.
La chiave per comprendere come utilizzare l’equalizzatore è capire gli effetti delle differenti bande di frequenze nella musica e negli strumenti musicali.

E’ necessario stare attenti, quando si utilizza l’EQ, di non enfatizzare o tagliare troppo le frequenze sopra o sotto la ‘banda dominante’ dello strumento utilizzato. Questo perché andremmo a modificare il contenuto delle frequenze generate dalle ‘note’ dello strumento stesso.
L’altezza di una nota è praticamente determinata dalla sua frequenza;
- alta frequenza - note alte, acute
- bassa frequenza - note basse, gravi.
La chitarra ha la nota più bassa attorno agli 82Hz e la più alta a circa 1.175Hz (24^ tasto al cantino). Quando suonate il Mi basso e modificate la frequenza attorno ai 1.175Hz sentirete chiaramente una variazione sul suono del Mi basso perché i 1.175Hz stanno circa alla 4° ottava degli 82Hz.
Per darvi un’indicazione di massima di alcune frequenze ‘base’ che possono essere modificate per far cambiare le ‘caratteristiche’ del suono possiamo fare riferimento a questa tabella:
31 Hz - 63 Hz - 125 Hz - 250 Hz - 500 Hz - 1 KHz (1000 Hz) - 2 KHhz - 4 KHz - 8KHz - 16KHz
Per attenuarle consigliano un equalizzatore (parametrico) settando come Q una banda stretta, mentre per enfatizzarle settare una banda larga.
La prima ottava
Questa banda di frequenze viene chiamata pure Low Bass e si riferisce alla banda compresa tra 40 e 80 Hz e spesso viene centrata attorno ai 50Hz.
Ci sono pure suoni che stanno nella banda ancora inferiore, 20-40 Hz, ma praticamente vengono sempre tagliati via con un filtro perché effettivamente NON servono (sono più che altro frequenze di disturbo).
Tornando alla nostra banda 40-80Hz questa serve per dare il senso di potenza al suono, non a caso in certi tipi di musica dance, house, hip-hop alcuni strumenti, soprattutto la cassa della batteria, vengono leggermente spinti in questa banda sempre stando attenti a NON esagerare altrimenti il suono diventa troppo ingolfato e confuso.
Ovviamente questo discorso è relativo ad impianti hi-fi o per i subwoofer che vengono montati sulle auto affinché possano gestire questa banda di frequenze.
Altrimenti, chitarristicamente parlando, questa zona dei bassi NON ci interessa dato che la chitarra stessa ‘parte’ da una frequenza di circa 80Hz (per le sei corde).
Banda dei bassi
Questa banda copre circa un’ottava e mezza dagli 80 ai 250Hz. Utilizzando gli equalizzatori ci sono due frequenze che vengono spesso fissate come ‘centro’, i 100Hz ed i 200Hz. Questa banda di frequenza determina la ‘pienezza’, la grossezza del suono degli strumenti come chitarra e basso.
Enfatizzando la banda centrata sulla freq. dei 100Hz aggiungete corpo e pienezza al suono anche se bisogna sempre stare attenti a NON esagerare perché il rischio è di avere un suono troppo incupito. Per verificare il funzionamento corretto di questa banda è necessario provare i suoni sia a basso volume che ad alto volume perché questa banda di freq. è molto sensibile a quello che viene chiamato effetto Fletcher-Muson, il quale, senza addentrarci troppo in nozioni teoriche, è relativo a come l’udito umano percepisce i suoni a differenti frequenze e livelli.
Inoltre, essendo una freq. che ‘tocca’ anche il basso, eventualmente sulla chitarra sarebbe perfino opportuno attenuarla un po’.
Ovviamente però quello che conta è quello che sentite, per cui se al vostro suono serve... serve!
Per darvi un’indicazione più utile, se proprio attenuate l’intorno dei 100Hz potete sempre provvedere a dare una leggera enfasi sui 200Hz per non incorrere nello spiacevole effetto che alcune note si sentano bene, quasi quasi troppo forti, mentre altre invece sembrino addirittura troppo basse nel contesto.
Banda della ‘presenza’ dei bassi e Medio bassi
Questa banda copre circa un’ottava dagli 250 ai 500Hz. Le due frequenze che più spesso vengono fissate come ‘centro’ sono i 300 ed i 400Hz. In questa banda di freq. si accentua l’effetto ambiente e la presenza, appunto, degli strumenti che lavorano nelle frequenze basse (ed in questo contesto il basso appunto).
La banda tra i 250 ed i 350Hz è spesso chiamata “registro superiore dei bassi” ed è utilizzata per enfatizzare la chiarezza e la pienezza della voce, soprattutto delle “splendide cantati” ;)
E’ interessante notare che la parte bassa di questa banda, 250Hz, vi permette di far sì che si possano “distinguere bene” il basso dalla cassa della batteria enfatizzando il basso e attenuando la cassa, per la stessa frequenza.
Medi !!!
Questa banda copre circa due ottave dagli 500 ai 2000 Hz. Le due frequenze che più spesso vengono utilizzate come ‘centrali’ sono gli 800 ed i 1500 Hz. L’intorno delle frequenze tra i 500Hz ed il 1000 Hz dà un suono nasale, mentre enfatizzando tra i 1000 Hz ed i 2000 Hz si può avere un suono più aperto ma ‘fino’.
Per accentuare la presenza e l’attacco di un basso si possono enfatizzare gli 800 oppure i 1500 Hz mentre per dare enfasi, per esempio, ad una chitarra ritmica si può incrementare la banda attorno ai 1500 Hz.
Solitamente però questa banda di freq. spesso viene attenuata su voce, chitarra e pianoforte (esempio: per togliere i picchi su una chitarra acustica si tende ad attenuare tra i 500 ed i 800 Hz) mentre io tendo sempre ad enfatizzarla, anche troppo, ma per uscire dal mixer queste sono le frequenze giuste.
Comunque sia, ripeto, per avere ben chiari gli effetti delle bande di frequenza basta PROVARE e ASCOLTARE!
Medio/Alti
Questa banda copre una ottava tra i 2000 ed i 4000 Hz. Molto utile lavorare attorno ai 3000 Hz. Questa banda vi dà attacco, soprattutto su suoni percussivi, e dà ‘chiarezza’ alla chitarra. Unica accortezza è quella di non enfatizzare veramente troppo questa banda altrimenti può dar fastidio anziché dare ariosità e trasparenza al suono.
Presence
Questa banda copre mezza ottava tra i 4000 ed i 6000 Hz. Come freq. ‘centrale’ viene utilizzata spesso la 5000 Hz. Le parti vocali e/o melodiche risultano più aperte e distinte anche se enfatizzandole troppo escono suoni fastidiosi ed irritanti per l’udito.
Alti
Questa banda copre circa le ultime due ottave tra i 6000 ed i 20.000 Hz. Molto spesso è utile lavorare in questa banda soprattutto se siete cantanti ! Avete presente il problema delle “S” !
Generalmente tutte le frequenze sopra i 10.000 Hz hanno a che fare con la ‘brillantezza’ del suono d’insieme.
Terminata questa prefazione generale passiamo ai dettagli. Riporto la/e frequenza/e interessate e l’effetto che queste hanno sul suono, ovviamente in particolare per la chitarra !
100-120 Hz:
Queste sono le frequenze basse più interessanti. Enfatizzandole di circa 6 o max 8dB si ottengono le potenti potenti ritmiche heavy utilizzando il palm-muting.
Se vengono enfatizzate troppo però avrete un suono chiuso, cupo.
200-250 Hz:
Queste freq. di solito è bene attenuarle, toglierle, di solito si attenuano tra 2 a 6dB, perché sono responsabili del suono intubato, chiuso.
400 Hz:
Questa frequenza è molto utile per dare corpo e pienezza al suono. Enfatizzandola di poco, circa 2dB, si ottiene l’effetto voluto. Attenzione però a non esagerare altrimenti ci si inscatola.
Se invece si vuole aprire il suono della chitarra SENZA aumentare agli acuti, si può attenuare un pò ed in questa maniera si avrà enfasi sugli acuti .
650 Hz:
Diventa importante soprattutto in sessioni di studio, per registrare, soprattutto delle parti a solo.
800Hz:
Eccoci arrivati alla frequenza per eccellenza della chitarra. E’ la più importante freq. che, sia enfatizzata che attenuata, raggiunge il suo scopo. Enfatizzandola, da 2 a 4dB, si esce benissimo dal mixer e si ottengono sonorità molto idonee agli assoli o a ritmiche con power chord. Attenuandola invece si ottiene il tipico ‘scooped tone’ per ritmiche dure e … pesanti. Il popolo heavy lo sa.
1,6 KHz:
Dopo gli 800 Hz è la seconda freq. più utilizzata per ottenere il tipico scooped tone . Oppure, suonando una chitarra pulita particolarmente ‘scura’, come suono della chitarra, enfatizzando questa freq. di circa 2dB e tagliando i 400Hz potete dargli maggior ariosità.
3-4 KHz:
Sempre relativamente alla chitarra una leggera enfasi di 2 o 4 dB su questa frequenza dà maggior presenza e aumenta la dinamica al tocco – Van Halen docet.
10-14 KHz:
Queste frequenze sono fuori portata ma lo stesso importanti più che altro per togliere gli eventuali fischi o ‘zanzare’ ai suoni distorti
Bene spero che questa piccola dispensa sulle frequenze serva a qualcuno altrimenti... sarà stato un buon esercizio di memorizzazione delle informazioni che mi servono.

Molto interessante!
Ho comprato il Varioboost apposta
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re: Ho comprato il Varioboost apposta
Grazie
Re: Grazie
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Capire come funziona
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Re: Capire come funziona
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Antonello
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Re: Capire come funziona
ma perchè....
''La Grinta dell' Heavy Metal dipende dalle chitar
"La chitarra ha la n
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Piccola precisazione
Re: Piccola precisazione
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Questo articolo è interessante.. ma per il live..
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
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Come ha già detto q
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Meritatissimo premio!
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Ciao Antonello, l'ar
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E questa
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Tre pillole.
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Bell'articolo!
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