Questo articolo non ha pretese, se non quella di sottolineare i momenti salienti che hanno caratterizzato la vita di questo meraviglioso strumento di “costruzione di massa”. Si parla di argomenti già ampiamente noti alla maggior parte dei chitarristi (e trattati con leggerezza), ma che non fa mai male ricordare.
Si parte.

Non ti sento… La chitarra ha dovuto da sempre confrontarsi con il volume degli altri strumenti. Negli anni in cui il jazzla faceva da padrone, tale confronto divenne impari. Ecco perché divennero così popolari strumenti come il banjo e la chitarra resofonica, più nota col nome del marchio Dobro (“DOyopera BROthers”).
Ma non si tratta solo dell’esigenza di “farsi sentire”: la limitata emissione sonora condiziona l’esecuzione e addirittura la scrittura del pezzo. Frasi melodiche “a corda singola” sono praticamente impercettibili e non fanno quindi ancora parte del frasario di un chitarrista.
Eddie Durham posiziona per primo un microfono davanti allo strumento e registra il solo di “Hittin’ the Bottle” a corda singola.

Archtop
Vita più lunga avranno le ArchTop, con una forma presa in prestito dagli strumenti ad arco (violoncello in particolare). Questi strumenti sono dotati, oltre alla tavola armonica arcuata, di buche con le caratteristiche aperture ad “f”. Un modello da ricordare è sicuramente la Gibson L5 del 1922, utilizzata da Freddie Green nell’orchestra di Count Basie.

Rickenbacker e la “padellina per friggere”
Il primo strumento ad usare un’amplificazione elettrica fu però una “steel guitar”, più nota come “chitarra hawaiana”. George Beauchamp inventa nel 1931 il primo pickup magnetico che converte le oscillazioni meccaniche delle corde in una tensione elettrica. Lo strumento, in seguito prodotto da Rickenbacker, diviene universalmente noto col nomignolo di “Frying Pan”, la “Padellina”.

Bigsby “Merle Travis”
Nel prototipo di Bigsby del 1948 si trovano alcune anticipazioni degli strumenti che verranno in futuro: ad esempio la tipica paletta Fender, la cassa a spalla mancante della Gibson Les Paul e naturalmente l’applicazione del concetto della cassa piena: la solid body. In realtà la paternità della forma della paletta è alquanto controversa: questo è il secondo esemplare costruito e può essere stato influenzato dalle Fender.

La voce della chitarra elettrica
Tutti i pickup oggi disponibili sono riconducibili a due tipologie basilari: Single Coil (a bobina singola) ed Humbucking (“elimina ronzio”, a bobina doppia). Il suono dei primi è aperto e metallico, quello dei secondi chiuso e caldo. L’invenzione degli humbucking (1955) si deve a Seth Lover della Gibson.
Mister Gibson
Orville Gibson dopo aver fondatola sua società nel 1894 inizia ad interessarsi di elettrificazione nel 1935; Walter Fuller sviluppa in quello stesso anno un pickup che alloggia dal 1936 nel cuore della ES 150 (“Electro Spanish”), prima chitarra elettrica ad essere prodotta e commercializzata in serie; lo strumento amplifica la sua fama nella mani di Charlie Christian, magnifico chitarrista di Benny Goodman.

Gibson ES 175
I primi strumenti a fare scalpore sono elettrificazioni di chitarre archtop già esistenti. Nel 1949 la Gibson ES 175 (la più antica chitarra elettrica ancora in produzione), nasce in tale versione. Sarà Barney Kessel il primo musicista ad utilizzare lo strumento sempre amplificato e non solo durante gli assoli!

E in Italia?
Valentino Airoldi di Galliate, in provincia di Novara, tecnico alla centrale telefonica, nel 1937 costruisce una chitarra e un mandolino elettrici solid body che amplificava con una radio.
Il mito Fender
Fullerton in California ha dato i natali a colui che sarebbe diventato un punto di riferimento della chitarra elettrica: Leo Fender. Leo si interessò fin da giovane all’elettronica. Completati
gli studi in economia avviò un’attività per la riparazione di apparecchi radio, ma nel 1947 fu convertita in un’azienda che produceva steel guitar e amplificatori. Nasce in quel periodo l’idea di una chitarra elettrica solid body.

La Telecaster
Disegnata con una struttura semplice e insieme geniale, la Telecaster (1950) attira l’interesse di una motitudine di chitarristi. Manico e corpo costruiti separatamente e solo successivamente uniti per mezzo di viti (bolt-on) abbattono i costi di produzione e permettono a molti l’acquisto di uno strumento di qualità; la sezione a “V” del manico permette di scavalcare la tastiera e premere con il pollice le corde basse, mentre il corpo in frassino massiccio elimina il feedback e dà al suono una pulizia mai sentita prima. Anche qui si sono susseguite molteplici versioni del pezzo originale.

Miss Stratocaster
Ponte con vibrato preciso ed efficiente caratterizza la Stratocaster che vide la luce nel 1954, inconfondibile per versatilità e vera icona del Rock & Roll. Elettronica sostanzialmente simile a quello della Tele ma con l'aggiunta di un terzo pickup. Quelle che hanno fatto nascere il mito sono però state le forme moderne del suo design. Se si aggiungono i colori “automobilistici” impiegati (come il famoso Fiesta Red) è facile capire perché la Strato sia stata presto elevata a titolo di icona.

Più forte ragazza…
Ecco che l’amplificatore comincia a farla da padrone. Modelli come il VOX AC 30 (usato anche dai Beatles) sono entrati nella storia, ma il mito è arrivano con Jim Marshall. Ancora oggi i migliori amplificatori utilizzano la tecnologia a valvole termoioniche: questo sia per ragioni tecnicamente oggettive sia per un certo “conservatorismo” dei chitarristi. Fino alla fine degli anni ’60 i chitarristi utilizzavano l’amplificatore che trovavano sul posto. Ma Jimi Hendrix per primo iniziò a portarsi il “suo” amplificatore, una serie di Marshall, e ad utilizzarli nei suoi concerti come naturale appendice dello strumento.

In Effetti…
In ordine di apparizione: riverbero, distorsore, wah, flanger, chorus. Sono solo alcuni degli effetti che i chitarristi hanno usato per ampliare la propria rosa di suoni. Anche grandi nomi come ad esempio David Gilmour dei Pink Floyd devono molto a persone come l’ingegner Bini di Milano se sono riusciti creare il “loro” sound…

Da un mito all’altro…
Grande chitarrista Jazz ma anche geniale inventore di apparecchiature elettroniche (come il primo registratore a 8 tracce), Lester William Polfuss (Les Paul) entra nelle file della Gibson nel 1950 e vi porta subito contributi originali. Leo Fender… trema!
Il matrimonio…
Nel 1957 incollando il manico (con paletta inclinata di 17°) alla cassa solida, bombata come una archtop, Gibson partorisce la celeberrima Les Paul. Nella versione “Standard” i pickup sono gli humbucking di Seth Lover. Lo strumento è però un costoso macigno e non riscuote subito molto successo, tanto che nel 1960 esce di produzione.

Volando a V…
Una linea ancora oggi futuristica, ma sviluppata da mamma Gibson ormai nel 1957, ecco la Flying “V”. Il prototipo era in legno di Korina, simile al mogano ma più leggero. Al ponte il classico Tune-O-Matic. Negli anni ’60 Albert King, Dave Davies e Jimi Hendrix, alla ricerca di un look il più personale possibile, iniziarono a brandire le prime Flying V.
Quante ne abbiamo fatte? 335…
Fondendo le virtù di soli body ed archtop, Gibson crea u nuovo mito: il 1958 vede nascere la ES 335, la prima Semi-Hollow (o semiacustica). All’interno della cassa (vuota) sono inseriti, in blocco, ponte, attaccacorde e pickup. Feedback ridotto e timbro caldo sono il marchio di fabbrica di questo strumento.

Les Paul is back!
Grazie a Jimmy Page ed Eric Clapton, la Les Paul viene amplificata dai Marshall: nasce il timbro dell’Hard Rock. Questa chitarra diventa adesso un oggetto osannato e rarissimo tanto che anche i prezzi dell’usato salgono alle stelle. Nel 1968 Gibson ne riprende la produzione.
Dalle stelle alle stalle…
Nel 1962 Leo Fender vende la sua azienda alla CBS e lentamente la qualità della produzione degrada e, in seguito, anche mamma Gibson non è…da meno! Dagli anni ’80 fioriranno una notevole messe di produttori indipendenti (ad esempio Paul Reed Smith). Parallelamente, si rafforza il mito degli strumenti di annata o vintage. Nel 1985 gli ex-dipendenti Gibson dopo aver rilevato lo storico stabilimento di Kalamazoo fondano The Heritage.

Acustica “elettrizzata”…
All’inizio degli anni ’60 Charles Kaman, ingegnere aeronautico progettista di elicotteri (professionista) e chitarrista country (dilettante), inizia a produrre strumenti con cassa bombata in materiale composito. Verso il 1967 le sue Ovation sono le prime chitarre acustiche ad essere equipaggiate con un pickup piezoelettrico al ponte: nasce così uno strumento che mantiene il suo timbro acustico originale anche quando viene amplificato.
I mitici Anni ’80 e ’90
Negli anni ’80 e ’90 imitando storici modelli “del passato” nascono, vivono e cresco molti produttori di chitarre. Tra questi sono da ricordare David Thomas McNaught, Roger Sadowsky, Brian Moore, Ned Steinberger. L’ultimo menzionato (il più innovatore) utilizza materiali compositi (resine epossidiche); il conservatorismo di fondo dei chitarristi però non permette al prodotto di “prendere quota”.
Una mosca di lusso? La Parker Fly DeLuxe
Nel 1993 il cugino di Spiderman, Ken Parker, porta agli occhi del mondo la sua creatura: la Fly DeLuxe. Una chitarra estremamente leggera e risonante (pioppo rivestito di un sottile strato epossidico) e con una sonorità che ricorda la ES 335. La novità? Un pickup piezoelettrico Fishman al ponte per rendere un timbro acustico: lo strumento ha quindi due diverse uscite, una dedicata all’amplificazione elettrica ed una a quella acustica.
E relic sia!
Manie dei collezionisti e insicurezza dei principianti fanno sì che nasca quel fenomeno commerciale manifestatosi sotto forma di vendita da parte delle maggiori case produttrici di una linea di strumenti invecchiati artificialmente che riproducono graffi ed ammaccature dei modelli realmente posseduti da artisti famosi.

Più unico che raro…
“Come vorrei avere la MIA chitarra!”. Ecco che nasce il Custom Shop, la “boutique” dove vengono realizzati esemplari unici su ordinazione del cliente o per fini promozionali.

Miss Taylor
La T5 è la prima chitarra ibrida della Taylor con due anime, acustica ed elettrica. E’ uno strumento a corpo sottile dotato di switch a 5 posizioni, per passare facilmente da un suono acustico ad un elettrico vero e proprio: pickup al manico, microfono dinamico al top ed il terzo al ponte. Controlli del preamplificatore sulla tavola armonica.

Line 6
La Line 6 con la serie Variax fornice chitarre elettriche prive di pickup tradizionali ma che contengono una sofisticata elettronica che consente di emulare la risposta di un numero notevole di strumenti diversi (chitarre resofoniche, acustiche e 12 corde). Anche Fender cade in tentazione e lancia la Stratocaster VG (“Virtual Guitar”) con Roland.

That’s all folks!

Bell'articolo!! Manc
La mia band: Spex Trio
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Re: Bell'articolo!! Manc
Rifletti prima di pensare.
Re: Bell'articolo!! Manc
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The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Paletta fender
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ciao!bell'articolo e
Re: ciao!bell'articolo e
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Alla prossima su Quark speciale!
Re: Alla prossima su Quark speciale!
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Un'articolo pieno di
This goes up to eleven... It's one louder!
www.mys
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ES 335
Re: ES 335
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qualcosa manca, fatalmente
Re: qualcosa manca, fatalmente
<i>...ecco ascolta...assieme al <b>Suono</b> si se
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Bravo Maestro! Bell
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Bravo Maestro! Bell
Rifletti prima di pensare.
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Ottimo lavoro!
<i>...ecco ascolta...assieme al <b>Suono</b> si se
Re: Ottimo lavoro!
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Per ciò che riguarda la paletta....
Bell'articolo! Anc
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Ma la Parker avrebbe
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Re: Ma la Parker avrebbe
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
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c'e un libro uscito
Re: c'e un libro uscito
Rifletti prima di pensare.
Re: c'e un libro uscito
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una piccola curiosità...
shut the funk up!
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Ora dico la mia
Ora dico la mia. Rimando perchè manca il finale
Rimando solo il finale
Bello davvero!
Ciao,
Ercarnar
"Se non fischia non c'è abbastanza
Re: Bello davvero!
Rifletti prima di pensare.
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Rifletti prima di pensare.
Grande! Del resto di
myspace.com/mirkorusso
Re: Grande! Del resto di
Rifletti prima di pensare.
storia breve ma intensa!
"Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto