È innegabile che il desiderio nascosto di ogni chitarrista sia costruirsi la propria bambina, è forse la più evidente conseguenza dell'amore verso uno strumento che, a tutti gli effetti, si possiede.
Io stesso abbandonai il bellissimo quanto distante pianoforte, per questo pezzo di legno tutto da abbracciare.
Così, dopo numerosi proclami tra amici, diluiti in anni e anni di trascorsi musicali, decido di fare il grande passo, e costruirmi una chitarra. In questo mio primo articolo da Accordiano, parlerò della prima fase di questo processo, ossia la scelta, riservandomi di raccontarvi in seguito le successive procedure di costruzione, verniciatura e test vero e proprio.

Quale chitarra? La prima scelta si è risolta molto velocemente: avendo una SG e una Jetking, desideravo una chitarra che montasse single coil. Detestando senza motivi validi la stratocaster, mi dirigevo verso quella affascinante macchina di twang che è la tele: suono peculiarissimo, spartana nei componenti, design ammiccante.
Convinto nella mia concezione romantica di dedicare la mia prima opera da liutaio alla prima solid body mai costruita, cominciavo una lunga ricerca su come costruirla.
L'idea di partire dai legni grezzi non mi aveva mai toccato: non era proprio il caso di cominciare -da assoluto profano- con le stregonerie del legno. Bazzicando su ebay, mi era venuta una mezza idea di prendere i pezzi separatamente: idea abbandonata molto presto, considerati sia i prezzi pazzi, sia la scarsa attività liuteristica che avrei potuto esercitare, sia il frequente pericolo fregature, che le pagine di Accordo e diverse altre fonti mi avevano fatto rilevare.
Capito su warmoth: benchè suggestiva, l'idea si presentava altamente antieconomica. Sicuramente prima o poi cadrò nelle spire di quel sito, ma i primi preventivi che mi ero fatto portavano la spesa ad oltre mille euro, ben oltre le mie possibilità da studente!
Tuttavia non era tutto perduto: il mio incessante navigare mi aveva portato ad uno splendido sito, guitarattack, dove diversi malati di chitarra come noi condividono le loro esperienze liuteristiche. Tale sito riporta una intera sezione sui kit Saga, a me totalmente sconosciuti fino a due mesi fa, proponendo un buon numero di esemplari, corredati di piacevolissimi reports: scrivono proprio tutti, dal papà che costruisce assieme al figlio adolescente il suo futuro strumento, al semplice appassionato, al reliccatore impenitente, al bluesman ramingo.
Leggendo tutti questi racconti, mi saltavano all'occhio diversi aspetti comuni, riportati da tutti, ma proprio tutti, gli improvvisati liutai: divertimento, economicità, resa superiore a quanto atteso.
Pur sapendo che, per il teorema melodycentral, nessuno parlerà male del proprio acquisto, davvero non riuscivo a trovare un punto a sfavore del kit Saga. A dirla tutta, le poche pecche presenti venivano saggiamente riportate ma, trattandosi di particolari (e conoscendoli già, grazie agli articoli), decidevo per dare una chance a Saga, ponendomi un limite di budget indicativo (300 €)
Occorre fare una breve descrizione delle specifiche di questo kit: questo consiste in corpo in tiglio, manico in acero e tastiera in palissandro. Questi sono già lavorate con un primer grossolano e hanno già i fori per tutte le viti. Assieme al corpo e al manico anche meccaniche, pots e pickups. Persino le corde.
Avendo quindi già tutto, ordinavo questo fatidico kit, assieme ad alcuni componenti.
Le grandi critiche a questo kit sono rivolte a meccaniche (tuners che fanno pena, ponte non string thru body), pots e pickup: mi fido ciecamente di quanto esaustivamente letto e ordino delle chiavette gotoh kluson style. Già che ci sono, prendo anche un ponte, sempre gotoh, a sei sellette, abbandonata ben presto la golosa idea di montare un bigsby. Per quanto riguarda i pickup, beh, questo meriterà una storia a parte, dato che proverò ad avvolgermeli da solo. Prendo anche a poco prezzo una control plate già assemblata.
Prima impressione
Ovviamente il primo pacco oltreoceano che mi arriva è quello di stewemac (accessori), benedetto dalla bolla doganale e dall'Iva. Ma è piuttosto futile dirvi che, in quel preciso istante, avrei pagato cinque volte tanto per avere quel pacchettino: "benvenuto nel mondo della Gear Acquisition Syndrome", sibilava il fattorino andandosene.
Attendo ancora qualche giorno per il pezzo forte, pregando che la scure tributaria non si abbattesse ancora su di me: il servizio tracking (quante volte avrò fatto reload?) mi informa che potrebbe essere il grande giorno, così faccio di tutto per farmi trovare a casa. Suona il campanello, il fattorino è simpatico e allegrotto, mi prende un po' in giro sul fatto di aver comprato una chitarra per posta ma, soprattutto, non mi fa pagare alcunchè. Incasso le burle e, doppiamente felice, scarto.
Il pacco presenta una grafica anni '90, sembra un kit per bambini. Inghiotto amaro, come solo quando hai paura di averla fatta grossa, e apro: i pezzi sono ordinati e integri, c'è un foglio delle istruzioni che presenta una pratica checklist a fini inventariali. Controllo che ci sia tutto, ma non prima di esaminare l'attrezzo.
Il manico sembra dritto, la tastiera è tipicamente tele-style: sarà dura abbandonare le comodità della SG! L'headstock è un enorme rettangolo, tutta da sagomare. Sembra infatti che mister Fender abbia brevettato la forma delle sue palette.
Il corpo a prima vista è composto da cinque pezzi (d'altronde da qualche parte avranno dovuto risparmiare), questi si confondono tra loro in modo appena percettibile, le venature del legno non sono spiacevoli: tanto meglio, visto che volevo lasciarla natural.
Faccio un rapido check dei fori, che sembrano combaciare tutti, tranne quelli per le meccaniche (si tratta di allargare a 8,5 i fori già esistenti e fortunatamente ben allineati) e per il ponte: il nuovo gotoh copre parzialmente tutti i buchi del ponte originale, così non dovrò sforzarmi di riempirli perfettamente. Ovviamente mancano i buchi per le boccolette blocca corde, quelli li dovrò fare io: fortunatamente, diversi articoli di guitarattack affrontano il problema.
Nel complesso i pezzi sembrano a posto, il neck pocket è perfetto -il manico entra appena a fatica- e sembra tutto allineato giusto.
Giudizio sommario
Rimango complessivamente (e provvisoriamente) soddisfatto dell'acquisto: non potrò mai essere troppo grato a guitarattack, grazie al quale ho scoperto questo curioso mondo di liutai diy, che forniscono una quantità impressionante di esperienze, utili e piacevoli, come spero siano e saranno questi articoli che andrò a scrivere.
Fortunato investimento è stato quello sulle chiavette, dato che quelle in dotazione sono, in una parola, indecenti. Un altro accorgimento è stato comprarmi un bel sacchetto di viti di ricambio: quelle fornite sono di scarsa qualità (ebbene sì, ho già montato il manico e spanato due viti), inoltre è ben possibile perderle.
A prima vista ni pickup non sembrano granchè: ma quelli saranno davvero gli ultimi dei miei problemi!
E ora... non resta che montare!
beh che dire...
HeY MuMmA, LoOk At Me, I'm On My WaY To ThE PrOmIs
Complimenti...
Che bella idea! Non
<p>Darei la vita per non morire. (Jim Morrison)</p
e i kit SX?
-caval con tre zate sparagna sulle zavate-
grande!
" Fanculo il week end al mare, devo avere il
...tutto da me!
Strato a meno di 70 Euro
grazie!
una domanda
Re: una domanda
risposta
ahahahahahahaha xD a