“Nel loro rock, racconto di storie, viaggi ed esperienze personali, descritti con uno stile influenzato dall’esperienze dell’indie rock statunitense” ha scritto su Repubblica Felice Liperi e “uno spettacolo di puro alternative rock” riporta sempre il Corriere.it.

Con i live di luglio abbiamo quindi colto l'occasione per intervistare i due fondatori della band Tiziano Rizzuti e Marko Resurreccion.
D: Da dove nasce il nome Jesus Was Homeless?
R: Il nome nasce da un cartello esposto da un comunita’ di homeless che si sono stabiliti Venice Beach e che abbiamo conosciuto in viaggio…e’ un’affermazione che rivendica una sorta di orgoglio della scelta di vita e ci ha subito ispirato…per quel senso di provocazione a riflettere, non una provocazione aggressiva, ma piu’ intima, che porta a confrontarsi con alcune cose, la realta’, la societa’...
Jesus Was Homeless nasce proprio da li’, da questo viaggio e dalle persone incontrate, che ci hanno aiutato a riflettere su una serie di signicati, sul fatto di essere homeless, sull’esistenza e la sopravvivenza di movimenti di pensiero al limite con le religioni e cosi’ via…
D: Un progetto nato decisamente on the road quindi…”The Landing” vive di queste influenze americane?
R: Certamente. Il song writing e’ avvenuto in questo viaggio, musiche e atmosfere vengono da li’, poi il lavoro vero e proprio e’ avvenuto in tappe e luoghi diverse.
Si e’ trattato di un viaggio americano si’, pero’ non all’insegna di “USA I love you”. I luoghi e le esperienze non sono stati quelli tradizionali, ma quelli poco frequentati e conosciuti, non da cartolina californiana insomma. Abbiamo vissuto spazi che non rispondono al concetto di sogno americano, ed e’ stata questa la vera esperienza.
Los Angeles e’ una citta’ decadente e soprattutto Venice, sull’Oceano, posto popolato da freaks and geeks e da persone che hanno scelto lo status di homeless e dunque concretizzano una fuga possibile. Tanti sono artisti e molto disponibili al dialogo, e’ stata un’occasione per scoprire e confrontarsi con una realta’ umana interessante e “altra”.
E “The Landing”, la stessa copertina, a partire dal caravan, testimonia con le foto queste realta’. Per ricordare la volonta’ di “rivendicazione”, nel senso “tu mi discrimini, ma il tuo Dio era vicino a me”…
D:Cosa c’e’ di questo “esistenzialismo” o confronto con l’esistenza e l’alterita’ nei vostri testi?
R:Al contrario di quello che si possa pensare, nonostante gli arrangiamenti puntino su una certa orecchiabilita' e su ritmi coinvolgenti, a parte le due canzoni d’amore, il resto dei brani sono di critica sociale: “mi alzero’ daro’ fuoco alla mia scrivania e ci piscero’ sopra”.
L’esperienza insomma e’ rimasta nei testi e in alcune musiche. Lo stesso singolo Melting e’ proprio una riflessione sulla sorte dei cosiddetti “perdenti” in questo sistema e nel sistema dello show business, nell’impotenza di chi non ha acquisito una serie di caratteristiche per sopraffare il prossimo e avere “successo”, in una visione imposta del mondo, in cui esistono “vincenti e perdenti”…cosa che non ci trova molto d’accordo!
Poi The Landing finisce con un brano musicale dal titolo molto esplicativo: Age of Nothing.
Per i fan, ricordiamo a tutti i lettori che il nuovo album e' gia' in cantiere perche', hanno dichiarato "siamo molto ispirati e la chimica all’interno del gruppo sta generando nuove idee…"