Che caldo. Non basta più bere i quotidiani 10 litri di acqua. Ogni mattina, ormai obnubilato dal sudore, vedo il mare, le palme, una bella hawaiiana davanti a me… devo decidermi a cambiare quel maledetto asciugamano! Per fortuna sono iniziate le ferie.
Fervono i preparativi: due valigie piene di mutande, costumi da bagno, vestiti, mettiamo anche qualche spazzolino da denti per evitare il formarsi delle alghe gengivali? Ma sì!
Quando tutto sembra pronto e caricato in auto sento che mi sono dimenticato qualcosa: ma certo! Ho lasciato mio figlio a letto! Accidenti. Salgo su, dopo essersi lavato e vestito a dovere lo trasporto in vettura ma ancora mi riassale quella strana sensazione. Per tutti i numi. Mi stavo dimenticando lei, con la quale ho deciso di condividere la mia vita, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza (mah!) ed in povertà (soprattutto in povertà) finchè… va beh, lasciamo perdere. Ormai sono certo che si sia capito di chi sto parlando. Della mia adorata chitarra!

Tiro fuori una dimenticata chitarrina classica che ogni anno ci accompagna nelle nostre avventure marittime. La infilo di corsa in macchina (ove una infastidita moglie già stava sbuffando come un treno) e di corsa si parte per freschi lidi. In onore alla moglie sbuffante metto su Crazy train e Rock’n’roll train.
Durante il viaggio non sono mancate le code. In quei momenti di noia mi sono avvalso della facoltà di non rispondere alle invettive della mia consorte perché dovevo intrattenere il pubblico con ricchi accordi in vettura. Ormai non ci si vergogna più di nulla.
Arrivati a destinazione monto la tenda e ci sistemiamo in una ombreggiata piazzola di un campeggio della Corsica. Che bellezza. Che pace. Che frescura!
Passano 30 secondi scarsi che già siamo proiettati su una fantastica spiaggia lambita da un mare che non desidera altro che essere usato. Effettivamente mi scappava un po’ la pipì, ma ho resistito!
Prendo possesso delle mie facoltà mentali e mi tuffo in quella fantastica distesa di acqua. Refrigerio! Si apre la mente e si aprono i pori! Vedo un cane sdraiato al sole completamente insabbiato respirare affannosamente senza nemmeno un poro libero… poro can!
Dopo 13 ore di bagno ininterrotto, ormai cotto dal sale e dall’immersione, esco completamente grinzo e viola. Tra le facce inorridite degli astanti mi trascino verso l’asciugamano e… pàm! Cado giù dritto in un sonno profondo. Non vi racconto i sogni perché in basso a sinistra c’era il bollino rosso.
Una volta risvegliatomi biascico un po’. Ho la bocca impastata. Bevo e mi sveglio.
Mi guardo intorno. Che fare? Mi giro a destra: mare. Mi giro a sinistra: mare. Davanti: mare. Dietro: mare. Mare? Dove diavolo sono? Menomale, è solo una gigantesca donnona che indossa un costume intero con sopra disegnata un’isola. Ormai confortato dall’idea di non essermi perduto nell’oceano decido di imbracciare lo strumentino che avevo portato con me per intrattenermi.
Qualche accordo da spiaggia, alcuni riff bluesy e già mi sono ripreso dalla visione della big mama travestita da Madagascar.
Quando mi tuffo in una rocambolesca versione della Romanza mi accordo con grande stupore che al posto del do sulla prima corda c’è una frustata che mi risveglia dal torpore della melodia. Sguardi increduli intorno a me. Cori da stadio. Fischi. Non demordo e mi rilancio nell’esecuzione e di nuovo si ripropone l’incubo. Mi si sono impastate le dita di sale? Provo di nuovo a suonare la nota e sento ancora Togni che fa schioccare la sua frusta. Non era colpa la mia scarsa tecnica ma un tasto più alto! Che si sia storto il manico? Apro la borsa del mare e con grande amarezza mi accorgo non c’è una lima, un cacciavite, un accordatore, una chiave a brugola e la carta vetrata. Mi volto con sguardo interrogativo quando mia moglie mi conferma che al mare non sono elementi indispensabili e quindi mi rassereno e abbandono ogni speranza di riparare quel danno. Sto buono buono per cinque minuti (forse quattro e mezzo). Mi alzo e dico: “Vado a fare quattro passi”.
Ed infatti è vero. Però guardo con fissità il terreno sul quale cammino perchè so che troverò quello che cerco. Ed infatti ecco che da sotto la sabbia appare… una lima! No, scherzo.
Però l’oggetto che ho rinvenuto mi è stato molto utile.

Dopo qualche minuto di “grat grat grat” ecco che finalmente quella maledetta
frustata è diventata un fantastico do.

Il pubblico applaude. Chiede il bis. Ed io non posso che concedere di nuovo quella nota gentilmente resuscitata da una grande amica. Grazie pietra pomice.


AHAHAHAH
Re: AHAHAHAH
Rifletti prima di pensare.
Quando mi tuffo in u
Re: Quando mi tuffo in u
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ahaha
Re: ahaha
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Ohi ohi Diumafe, che
This goes up to eleven... It's one louder!
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La musica ci insegna
Re: La musica ci insegna
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AHAHAH! Oddio che ri
<p>Darei la vita per non morire. (Jim Morrison)</p
ahaha..grande.. buo
Re: ahaha..grande.. buo
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:))
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Grande! A metà lett
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corsica
Re: corsica
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meglio di ETA BETA
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Antonello
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siamo malati
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un' ottima soluzione...
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Mitico!
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Possiamo dire ......
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Ho riso di gusto
<a>Enrico Viglianti</a><a></a>
Re: Ho riso di gusto
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troppo forte!!
Re: troppo forte!!
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Re: troppo forte!!
Re: troppo forte!!
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Re: troppo forte!!
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UHAUHAUHAUHA
I don't wanna live forever.. i just wanna burn lik
Re: UHAUHAUHAUHA
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10 e lode!!!!
Re: 10 e lode!!!!
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diumafe mito!
Kirsute Gomen!
Maestro, te l'ho gi
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Maestro, te l'ho gi
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Re: Maestro, te l'ho gi
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McGuiver ti deve pul
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MItico
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
Re: MItico
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<i><b>Keep on Rocking in a Free World</b></i>
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Gunny
Re: Gunny
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Grande
Gratta
Re: Grande
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Re: Grande
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Porca paletta questa
Re: Porca paletta questa
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Re: Porca paletta questa
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complimenti! un otti
So di non sapere. (Socrate)
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TU RESTERAI SEMPRE
Antonello
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Re: TU RESTERAI SEMPRE
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Bravo bravo bravo bravo
Isidoro Serrati
"chitarristi passano metà del