Ancora un disegno che non vuol descrivere questa volta la timbrica di un ampli e le varie reazioni alle diverse tipologie degli strumenti applicati ma solo un modo per assemblarlo considerando il crescente numero di autocostruttori che si affacciano sul sito con il desiderio di condividere le loro idee innovative o tradizionali che siano.

Nella foto il progetto di un ampli da 20 o 50 watt realizzabile indifferentemente con le 6v6 o le 6l6/5881 inserendo i trasformatori adeguati e nulla modificando a livello circuitale ad eccezione della resistenza di controreazione.
Da destra, in alto, i vari momenti di alimentazione determinati da una induttanza in posizione classica tra il t.u. e le griglie schermo seguita da due resistenze di disaccoppiamento anodico per le quali consiglierei vivamente il tipo da tre watt a filo che assolve egregiamente.
Invece da sinistra, in basso, i collegamenti tramite cavi ai potenziometri del volume ed a quelli del circuito dei toni alcuni dei quali dovrebbero essere realizzati con buoni cavi schermati per ridurre il rumore.
Al centro l'alimentatore per le tensioni negative, identico per ambedue i vattaggi ed in grado di erogare da -25 a -65 volts a seconda dell'alternata in ingresso.
Lo schema prevede quattro ingressi ricalcando il bassman o le plexi, ha un circuito di toni a tre bande e dalla sfasatrice si diramano un presence ed una controreazione, il primo per una più fine regolazione dell'uscita finale, la seconda per eliminare o ridurre fortemente la distorsione di crossover conferendo al finale una maggiore linearità.
L'ampli è stato montato e collaudato in ambedue le versioni e suona magnificamente rispondendo a pieno alle aspettative progettuali - personalmente prediligo la versione con le 6v6 per circa 20 watt in uscita - ma il dato più saliente è che con questa soluzione diciamo ibrida, cioè a metà tra un point to point ed un pcb si assottigliano notevolmente i tempi di costruzione per un risultato assolutamente identico nel suono ed una identica affidabilità dato che le valvole sono collocate comunque al di fuori della piastra e, come per i potenziometri, fissate saldamente allo chassis.
Questo tipo di assemblaggio si rivela ancora più funzionale quando è necessario, per esigenze progettuali, introdurre ad esempio dei piccoli relays di segnale che altrimenti dovrebbero essere incollati ad un supporto e collegati con cavi di piccola sezione che, se maldisposti, arrecano comunque rumorosità all'apparecchio.
Chiaramente un simile sistema si può estendere anche ad altre tipologie di amplificatori dotati di pre più sofisticati e lievemente più critici o con maggior guadagno e ad apparecchi di maggior vattaggio - ad esempio adeguando i trasformatori e la prima capacità di filtro di possono ottenere i fatidici 100 watt da questo schema lasciandolo praticamente invariato.
Qualche dato per 20 watt con 12ay7 - 12ax7 - 12at7 - 6v6 - 6v6 - 5ar4:
TA - 330 0 330 - 3.15 0 3.15 - 0 5 - 0 30
TU - 8000 OHM PRIMARIO - 0 4 8 OHM
Z - 8/10 HENRY 120 MA - CIRCA 158 OHM
Qualche dato per 50 watt con 12ay7 - 12ax7 - 12at7 -6l6 - 6l6- gz34
TA - 350 0 350 -3.15 0 3.15 - 0 5 - 0 45
TU - 6600OHM PRIMARIO - 0 4 8 OHM
Z - 10 HENRY 160MA - CIRCA 158 OHM
Per una versione da 100 watt forse è consigliabile usare i diodi per raddrizzare la tensione consentendo attacchi più immediati ed una migliore resa totale ma c'è chi preferisce, ed io sono uno di essi, quei suoni magnificamente slabrati e strascicati che una raddrizzatrice asmatica e stressata ci propina prima di gettare la spugna.
Negli anni sessanta gli amplificatori di marchio italiano erano tutti così e sembrava ti facessero un piacere a farti concludere una serata.
Un saluto dal vecchio Gwynn
Se non fosse per gli elettrolitici...
Cristian
Re: Se non fosse per gli elettrolitici...
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Cristian
Ben fatto, inoltre n
Re: Ben fatto, inoltre n
Re: Ben fatto, inoltre n
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E' con orgoglio che vi posso dire.....
<p>
--</p><p>La mia musica è una sorta di blues.
Re: E' con orgoglio che vi posso dire.....
Lascio saluti e complimenti
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
http://www.ampwares.
Mamma mia, non ne co