

Questa è, sotto molti punti di vista, la mia (utopica) ambizione di musicista. La passione per il nostro strumento mi ha fatto conoscere una quantità discreta di musica, che mi ha reso oggi quello che sono, musicalmente parlando. Ho pensato che in molte scienze si elaborano teorie sull’evoluzione della mente umana e che dal pensiero di innumerevoli filosofi traspare la possibilità che il nostro “diventare grandi” sia influenzato dalle nostre esperienze, dalle conoscenze che ogni giorno acquisiamo.
Mi piace pensare (anzi ne sono assolutamente convinto) che la nostra crescita musicale derivi da questo calderone virtuale che abbiamo in testa, nel quale gli ingredienti che ogni giorno ricaviamo dagli ascolti, dagli studi si possano mescolare per produrre qualcosa di nuovo. Credo che questa possa essere la base di partenza dell’essere crossover.
Il fatto è che tutti i musicisti che ho amato ed amo sono in qualche modo crossover. Penso a Pat Metheny e al suo essere così jazz, pop e rock; a Paul Simon e al suo essere così intimamente acustico e, allo stesso tempo, così “world” nella sua esuberanza emotiva; a Frank Zappa e alle sue incursioni nella musica contemporanea o nel jazz e potrei andare avanti per tanto tempo. Così, non credo che Joe Pass sarebbe diventato quello che è stato se non avesse ascoltato con tanta passione i pianisti che tanto amava. Nel libro dedicato al Jazz di uno dei più grandi critici nostrani di questa musica si legge che con l’orecchio del jazzista si possa arrivare ad essere un “ascoltatore totale”: questa figura mi affascina enormemente e mi rende desideroso di essere un “musicista totale”. Credo che questo si riallacci, ancora una volta, alla voglia di essere crossover. L’esperienza pratica che mi ha portato a queste considerazioni è proprio di questi giorni: con fatica cerco di studiare jazz e sto provando ad imparare alcuni arrangiamenti in chord melody. Dopo giorni di insuccessi ho deciso di chiedere consiglio ad un chitarrista classico esperto e diplomato al conservatorio (insomma il contrario di quello che sono io) su due temi: il finger style e l’impostazione. Il secondo tema vi farà sorridere (pretendi di suonare jazz e ancora non hai una buona impostazione?) eppure ho capito che c’era qualcosa che non andava nella mia impostazione dopo l’arrivo di dolori al mignolo e al polso che per 5 anni di suonate avevo sottovalutato. Senza entrare nei particolari vi dico che quella chiacchierata mi ha aperto la mente (e noi che snobbiamo la chitarra classica): sono qui seduto a scrivere davanti al computer e vicino a me c’è Guitar Gradus di R. Chiesa, storico manuale di chitarra classica per principianti. Insomma ho praticamente iniziato da capo per rivedere una serie di cose e il bello lo sapete qual è? Che sono contento di farlo. Sono felice perchè sarà un altro gradino verso il mio essere crossover.

La curiosità verso la chitarra classica mi ha portato a vedere altri orizzonti, a conoscere nuova musica. Tanta nuova musica. E sono felice anche della mia curiosità.: ho 22 anni e grazie a questa curiosità tanta musica si aggiungerà a quella che già porto nel cuore. E questa visione del futuro è la più rosea che possa immaginare.

Magari ancora non sono bravo abbastanza, forse ancora non posso permettermi attacchi di gear acquisition syndrome, ma almeno posso non pensarci (o pensarci un po’ di meno ;-)) perché sarò impegnato a studiare tante cose.
Buon ascolto a tutti
AM
Sei fortunato
dirsi la verità
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Attenzione !!!
Credo che sia un fatto naturale
fa piacere...
Re: fa piacere...
Mi permetto di dissentire
sono tuo coetaneo e
fraintendimenti
Life is a lot like jazz. It's best when you improv
Frank ci manki :)
Anche a me manca tan
Life is a lot like jazz. It's best when you improv
E se ti piacesse sem
www.reliveband.com
therobbiekids.com
Essere crossover vuo
:-)
"Sure I like country music, I like mandolins, but