La chitarra di Joe e la vera storia del Nowhere Italian Jazz Club

di Cukoo - accordiano #17731 | 29 August 2009 @ 22:54 |
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In questo articolo ho raccolto qualche ricordo di Joe, uno dei primi chitarristi jazz italiani, possessore di una storica Gibson L5 e della collezione completa della ‘Settimana Enigmistica’. Il vecchio Joe suona ancora alla grande ma ci tiene a vivere tranquillo, e non ha voluto che rivelassi il suo nome intero.

“Mala tempora currunt!” Il farmacista non perdeva l’occasione per sfoggiare qualche ricordo di latino. Era anche l’unico in paese che parlasse un po’ di inglese. Suonava la tromba e si era invaghito del jazz. Aveva i dischi americani, vecchi di qualche anno, e fondò il ‘Nowhere Italian Jazz Club’.

Joe (ci teneva a farsi chiamare Joe) aveva imparato a suonare la chitarra di famiglia, una delle pochissime L5 importate in Italia, da papà (un vero pioniere!) e soprattutto curiosando tre le bande zingare che si fermavano in periferia. E aveva preso una decisione: avrebbe fatto il chitarrista tutta la vita. Ad ogni costo. Forse era troppo giovane per una decisione così definitiva. Era comunque abbastanza giovane per evitare la guerra.

Quando Joe entrò disse solo “Voglio essere del Nowhere”. Il farmacista lo guardò.
“Mala tempora currunt! Ma non ti rendi conto che qui con la musica americana è come andare col moschetto in montagna? E poi Joe, Joe proprio no. Così sono solo guai”.
Era il 1943, e tutto intorno c’era la guerra. Joe capì che era più sicuro il nome vero, italiano e lungo quanto basta. Ma per il farmacista e per il contrabbassista fu sempre Joe, sussurrato piano.

Il contrabbassista veniva dalla città vicina, aveva fatto il conservatorio, amava la musica, gli enigmi e la libertà. E amava starsene zitto. Fu il farmacista che gli chiese di entrare nel Nowhere Italian Jazz Club. Come tutta risposta quello ripose l’archetto di pernambuco, non più utile, in fondo alla cassapanca e preparò il trasloco. Tanto, viveva solo.

Si trovavano al bar Marchi, dove la campagna diventava infinita. Il bar, da tempo abbandonato, era famoso per la torta Marchi, che facevano solo lì. Altri tempi, però. Il padrone era sparito dalla circolazione da un bel po’, chi dice per le donne chi per i debiti, lasciando soltanto i resti dell’ultimo sacco di farina.

Il trio nascondeva gli strumenti alla meno peggio dietro il bancone del bar, tra un incontro e l’altro.

Il farmacista, come segnale per lanciare la canzone, urlava il numero che aveva aggiunto, in alto a sinistra, sullo spartito. Erano tutti pezzi vecchi di qualche anno che il farmacista arrangiava per il trio, scrivendo di suo pugno le tre partiture e aggiungendo il numero in alto a sinistra. Joe amava più di tutte la canzone numero sette, e sopportava a mala pena e con qualche imprecazione la preferita dal farmacista, la numero quindici, dove la ritmica entrava dopo dieci battute di assolo di tromba. Il contrabbassista si prendeva qualche libertà nell’esecuzione, ma non commentò mai le scelte del farmacista.

La cosa però non poteva durare.

Era inevitabile e se l’aspettavano, soprattutto Joe, che avvertiva i cambiamenti nei movimenti e negli sguardi delle persone.

Il contrabbassista sparì in piena notte con la sua enorme custodia sulle spalle. Gli spararono lungo il sentiero che portava su in montagna, forzarono la custodia e trovarono il moschetto con le munizioni. La custodia la buttarono giù per la scarpata tra le sterpaglie, con dentro il magnifico contrabbasso un po’ impolverato di farina e un archetto di pernambuco con i crini di cavallo ancora intatti. Andarono poi al bar Marchi, ma non trovarono nessuno.
E non trovarono nemmeno le prove di una probabile complicità: la tromba e la chitarra. Senza questo era difficile incastrare il farmacista, figura importante in paese e mai veramente compromesso, e quel mezzo zingaro suo protetto.

Quando qualche anno dopo tutto finì al farmacista restava solo una pila di spartiti di musica jazz, diventata di gran moda.

Joe e il farmacista arrivarono sul sentiero ognuno per proprio conto e nello stesso istante, guidati da un istinto e da un destino comune. Senza parlare scesero giù nella scarpata e in mezzo alle sterpaglie trovarono l’enorme custodia. Il contrabbasso era nascosto nell’erba alta lì vicino, scollato e gonfio di umidità.

Joe, inquieto, guardava in giro giocando con l’archetto ormai privo di crini.
All’improvviso si avvicinò alla custodia, strappò la fodera interna e mostrò al farmacista una lettera chiusa e in buono stato. Lessero assieme:

“Il Nowhere è stata la mia famiglia. Mettete insieme le vostre musiche”

Sotto c’era la firma del miglior contrabbassista della regione e un saluto scolorito dal tempo e dall’umidità del bosco.

Non fu però il destino che li portò entrambi il giorno dopo al bar Marchi. Il padrone aveva ripreso possesso del vecchio bar, e si godeva il fresco della sera.
“Siamo qui per la torta, signor Marchi”.
“La torta … non la faccio da prima della guerra” disse Marchi incredulo ma felice. “Solo al bar Marchi si fa la torta Marchi!”.
Accese il forno, poi Joe e il farmacista lo aiutarono a spostare un mobile e ad aprire una botola nascosta.

Nell’oscurità c’erano lo stampo per il dolce, spatole, matterello e setaccio e, protette da uno strato di paglia, la tromba e la chitarra.

“Se anagrammi ‘Chitarra e Tromba’ ti esce ‘Bar Marchi e Torta’ spiegò Joe al ritrovato pasticcere, sempre più incredulo. Non era stato poi così difficile. Avevano messo insieme le loro musiche, come aveva detto il migliore dei contrabbassisti, amante della musica, degli enigmi e della libertà. E ora gustavano la torta Marchi, il dolce più buono di tutta la loro vita.

Poi il farmacista prese la tromba e, nel fresco della sera, chiamò: “Joe, vai con la … la sette!”

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Tutti i commenti

  • caspio,che storia...
    di edgar587 - accordiano #15315 | 30 August 2009 @ 22:23
    • Re: caspio,che storia...
      di Cukoo - accordiano #17731 | 30 August 2009 @ 23:41
  • Che storia stupenda!
    di marcellopacifici - accordiano #12487 | 30 August 2009 @ 22:56
    --
    La mia band: Spex Trio
    https://www.facebook.com/s
  • Una fiaba che parla
    di vix86 - accordiano #18127 | 02 September 2009 @ 10:13
  • storia stupenda
    di muskio - accordiano #20591 | 03 September 2009 @ 13:05
    • Re: storia stupenda
      di Cukoo - accordiano #17731 | 13 September 2009 @ 16:44

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