Lo so, ormai le vacanze per la maggior parte di noi sono finite, ma è proprio ora che con calma e con l’analisi del dopo possiamo accorgerci di come la nostra passione per lo strumento, ci accompagni per 365 giorni all’anno (366 negli anni bisestili).
Spero che tutti abbiate portato con voi in vacanza la vostra chitarra.

Ovviamente i viaggi in aereo sono quelli in cui, per l’amore e la cura che abbiamo per la nostra compagna a 6 o 12 corde, tendiamo ad evitare di portarcela dietro… se mai la compreremo lì, sempre che il nostro portafoglio ce lo permetta e sempre che, almeno per quanto mi riguarda, la spesa per l’acquisto sia stata pianificata diversi mesi prima. Il mezzo con il quale secondo me è più difficile scendere a patti è la moto: sapete, con tutte quelle vibrazioni ed il vento, il rischio è troppo alto. Comunque una volta sono tornato da Madrid con una Bandurria della liuteria Contreras a tracolla; al rientro era perfettamente integra ma io ero un po’ stressato…
Guardate cos’abbiamo trovato: certo che viaggiare così, con l’amplificazione Montarbo sul bauletto… La foto sembra un po’ datata, però la voglia di viaggiare e suonare è più che evidente…

Comunque sia, l’idea di poter dividere l’emozione di una vacanza con la nostra compagna di sensazioni nei momenti belli o anche nelle incognite, dovute magari alle novità del posto in cui andremo o alla prova stessa di convivenza con gli eventuali nostri amici di viaggio, ci rende più predisposti ad affrontarle.
Anche quest’anno non abbiamo rinunciato a portarcela dietro e, poiché per noi è ormai una consuetudine, non potendo portarci dietro due chitarre oltre all’ampli e a qualche effetto, abbiamo diviso la scelta. Una Fender Telecaster Messico per il mare.


In montagna invece la strepitosa Gibson Les Paul Junior Billie Joe Armstrong che abbiamo recentemente acquistato.


E pensare che fino a 20 anni fa mi bastava la mia Majr acustica Hummingbird style e lo zaino! Ecco una foto di una tipica situazione di campeggio:

Siamo comunque certi che se qualcuno di voi non ha potuto portarsela al seguito, non ha rinunciato all’opportunità di provare, anche se occasionalmente, la chitarra di un amico o qualcun altro avvicinato per caso proprio perché magari suonava anche lui i nostri stessi pezzi. E poi, non dimentichiamoci che la chitarra, qualunque sia, ha in sé un grande potenziale: quello dell’aggregazione. Ma allora com’è che non riusciamo a trovare in giro quasi nessuno che suoni un qualsiasi strumento?! Al mare abbiamo appena incrociato un chitarrista dei Paesi Nordici purtroppo in partenza e una ragazza sempre dei Paesi Nordici che però suonava un violoncello celtico… In montagna invece abbiamo trovato Luca, un bravo chitarrista Metal proprietario dell’unico negozio musicale della zona e della valle, ma comunque ben fornito, disponibile a farci provare la sua Dean Cadillac USA customizzata con humbucker al ponte, con un amplificatore Orange Tiny Terror… Lo abbiamo provato al massimo delle sue saturazioni (Oliver, come ti capiamo)…

Ma la sorpresa più bella è stato quando siamo tornati da Luca, attratti dalla forza di gravità del sue attrezzature e ci ha fatto vedere e provare una strepitosa Dean The Lost 100 Z nera: pensate era la 45° sul totale di 100 prodotte e realizzate a mano. Nel 1977 queste serie (V, Z, ML) furono prodotte partendo dal numero di serie 77 00101. La mancanza dei primi 100 numeri è stata colmata nel 2006, con la realizzazione di questi tre modelli sulle esatte specifiche di quelle del 1977, firmate da Dean B. Zelinsky, accompagnate ovviamente ognuna dal proprio certificato di autenticità firmato. Cosa possiamo dirvi, un esemplare stravolgente con P.U. DiMarzio cattivissimi ed una tastiera stupenda!



A proposito di vacanze, anche Luca, quando l’abbiamo incontrato, era in procinto di partire per gli States e pensava probabilmente di ritornare con una bella chitarra, forse una Gibson.
L’anno scorso invece abbiamo passato uno splendido pomeriggio e serata a 1400 metri sulla terrazza di un bar adibita a palco, sul piazzale principale, con i Mr. Feedback, un’ottima tribute band dei Led Zeppelin. Musicisti bravi e soprattutto molto disponibili con i quali ci siamo intrattenuti parte del pomeriggio provando anche le chitarre, per poi gustarci il concerto la sera, interrotto, per fortuna quando ormai era quasi giunto al termine, da un forte temporale.
Il chitarrista, figlio di un liutaio e a sua volta maestro di musica, ci ha mostrato e fatto provare le sue due Fender Telecaster, di cui una Made in Japan Custom anni ’80 con meccaniche Schaller autobloccanti. È stato così simpatico che ci ha anche raccontato di aver sostituito, in un momento di bisogno, poiché non lo trovava, il copri-selettore dello switch a tre posizioni con un pezzo di plastica fusa modellato al momento con le dita.



Nelle vicinanze quest’anno abbiamo invece scorto un giovanissimo chitarrista di 12 anni Riccardo proveniente da Seriate (BG) in vacanza con la sua chitarra classica nell’immancabile gig-bag.


Non dimentichiamo comunque che, anche se intraprendiamo il nostro viaggio da soli, in realtà con lei non lo siamo mai; forse senza saperlo in quel caso possiamo anche scoprire in noi una vena creativa che non eravamo ancora riusciti a tirar fuori… Sì, l’introspezione, l’esprimere delle nostre emozioni con la musica, è forse l’aspetto più affascinante per muovere i nostri più profondi paesaggi interiori. La nostra chitarra ci aiuta meglio a focalizzare le sensazioni e i nostri stati d’animo. Durante le nostre vacanze, sia che ci sentiamo carichi di sentimenti positivi che di negativi, come purtroppo capita, prendendo la nostra chitarra, con lei esprimiamo tutte queste esperienze di vita in musica. Anche solo eseguendo lo stesso brano, ma in situazioni interiori appunto differenti, la musica che ne esce ha sfumature diverse e possiamo accorgercene anche solo dal fatto che il riff che scaturisce non è uguale. Magari molti di noi hanno bisogno di un po’ di tensione per esprimersi al meglio, forse per cercare anche interiormente un appagamento dall’ esecuzione che può stranamente risultare migliore, dico stranamente perché ci si aspetterebbe che il pezzo non venga bene, invece… Ci siamo riequilibrati lasciando uscire la tensione e incanalandola nelle nostre mani forse più attente e sensibili, ne abbiamo tratto così una maggior attenzione e pulizia nell’esecuzione.
Altre volte, anche se il nostro stato d’animo è normale, quindi abbastanza neutro, non abbiamo raccolto stimoli particolari e prendiamo la chitarra, magari senza una particolare voglia, solo per esercitarci e non perdere la mano. Non siamo molto soddisfatti del nostro modo di suonare e erroneamente pensiamo che dovremmo insistere ancora: continuiamo, ma il risultato, invece di migliorare, diventa di qualità sensibilmente minore. A questo punto non dobbiamo scoraggiarci, la nostra chitarra, ora in questa particolare situazione di vacanza, funziona sempre più da catalizzatore e rivela il nostro stato d’animo. In pratica più cariche e stimoli abbiamo, di qualsiasi genere siano, più la nostra chitarra scarica in musica tutto questo rendendoci soddisfatti se già siamo di buon umore e riequilibrando la nostra rabbia in modo positivo e rimettendoci, se possibile, più in linea con i nostri stati d’animo.
In vacanza, comunque, si sa che si è tutti più recettivi e che quindi un altalenarsi di situazioni e di stimoli nuovi dati appunto da questa esperienza crea uno stato di suono per noi in continua evoluzione.
Comunque sia, la carica che il nostro strumento ci dà in questi momenti, forse più liberi dagli stress quotidiani, è altissima. Quanti di voi, al ritorno da una vacanza, se pur breve, passata purtroppo senza la beneamata chitarra, dopo poco non l’ha imbracciata, quasi volendola abbracciare, per riscoprirla nelle sue sonorità? Eppure lei è la stessa, che magari solo una settimana prima avremmo detto non più all’altezza, ma che ora scopriamo saperci regalare ancora emozioni. Eh no, le emozioni sono le nostre, ci siamo rigenerati.


In alcuni post, inoltre, abbiamo letto dei problemi verificatisi in vacanza per incompatibilità di generi musicali. Molti hanno rinunciato a suonare la chitarra perché gli è stato chiesto di eseguire brani per loro (e per la maggior parte di noi) demoralizzanti. Alcuni addirittura fanno finta di non saper suonare… Esiste però anche un’altra “corrente di pensiero”: se qualcuno ti chiede di suonare qualcosa di Carta o Tokio Hotel vari (senza nulla togliere al rispetto verso questi generi che però non condividiamo), “sparagli giù” i pezzi più “duri” che conosci, che siano Hard Rock, Punk, Metal, Rapcore… Ok, va bene che questo di solito non favorisce la socializzazione, però almeno abbiamo espresso il nostro parere musicale senza rinnegare lo strumento. Però c’è anche chi, furbescamente, consiglia di prepararsi prima di partire qualche pezzo di folk classico, anche datato, ma di sicura conoscenza di tutti…
Come vi avevamo detto in precedenza, non abbiamo trovato molta gente che suona. Però in montagna ci siamo divertiti a far “scoppiare” il resto della contrada… Tutto per salvare le nostre orecchie. Su una cinquantina di persone residenti, abbiamo dovuto combattere con i generi musicali più commerciali possibile: Carta andava per la grande, sparato a volume altissimo, anche dai nostri vicini, aggiungendo anche che il pezzo veniva cantato sopra in maniera stonatissima… La nostra risposta? Peavey sul terrazzo, distorsore, jack, chitarra e brani che andavano dai Rage Against The Machine, ai Nightwish, ai Green Day, agli AC/DC, ai Ramones, ai Led Zeppelin, ai Guns N’ Roses… Altre volte invece bastava solo rispondere attaccando l’MP3 al Peavey… Dopo un po’ di battaglie musicali, si è giunti ad un tacito accordo in cui il loro volume era minore, mentre noi se volevamo suonare molto alto, suonavamo in casa. Anche questa volta la chitarra ci ha salvati e ha evitato discussioni spiacevoli.

Altro aspetto importante è quello che riguarda la scelta della chitarra. Se non si dispone di una situazione in cui si può soggiornare comodamente, anche con amici, in case, quindi provvisti della grandissima comodità della corrente elettrica, la chitarra elettrica con l’amplificatore non fa al caso nostro. In campeggio o per spostamenti veloci e tappe brevi, magari all’estero, direi che la chitarra acustica o classica sia la cosa migliore. Lo so, per gli amanti delle scale in tonalità sopra il 12° capotasto non è il massimo e, diciamolo, ce le possiamo in parte scordare. Lo stesso vale per le veloci corse sulla tastiera accompagnate da effetti che , vista la mancanza di elettricità, risulta praticamente impossibile. Ma volete mettere le sonorità che una chitarra acustica è in grado di darci o di farci riscoprire? Senza parlare del fatto che se abbiamo deciso di portarci dietro una normalissima acustica, anche se non è una Martin o una chitarra alla stessa altezza se non superiore, abbiamo la possibilità di suonare con una miriade di sfumature di suoni e magari riscopriamo quanto sia importante una corretta impostazione. Senza parlare di alcune bellissime tecniche quali il Fingerpicking o quella a mio avviso con un groove molto ritmato e stupendo, utilizzando il body come ritmica alternata alle note e agli armonici. Una cosa certa però è che appunto riscopriamo l’attenzione e la cura per il nostro strumento… sai che rischio rovinarla? E poi, l’umidità: gli farà male? Appunto per le acustiche, di buona o media qualità che siano, penso che, a discapito della comodità di trasporto, una custodia rigida sia meglio di una comune gig-bag, anche se ben imbottita.
Spero anche che non abbiate trascurato l’opportunità di portarvi dietro una muta di corde di ricambio e, per sicurezza, anche un Mi e un Si di scorta. Non in tutti i posti per quanto strano si riesce a trovare un negozio di musica attrezzato, sapete in molte località turistiche molti negozi hanno solo CD…
Noi ci siamo portati dietro anche un accordatore, anche se i puristi preferiscono il diapason, più che altro per non uscire troppo dall’intonazione del La che ad orecchio può salire o scendere di mezzo semitono.
Infine pensiamo che non vi sarete dimenticati un oggettino piccolo del peso di solo un grammo ma per molti importantissimo: il plettro. Ed anche qualche altro di scorta: sapete, è facile perderli. Comunque è anche facile trovarseli in tasca involontariamente dopo aver provato la chitarra di un amico occasionale.
Ma il motociclista nella foto...
Re: Ma il motociclista nella foto...
Re: Ma il motociclista nella foto...
Re: Ma il motociclista nella foto...
Re: Ma il motociclista nella foto...
Re: Ma il motociclista nella foto...
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Re: Ma il motociclista nella foto...
Re: Ma il motociclista nella foto...
L'ho portata pure io!
Giorgio
Re: L'ho portata pure io!
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Bello
"Il tuo cristo è ebreo. Lα tuα democrαziα grecα. I
E non dimentichiamoc
Re: E non dimentichiamoc
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caspiterina........
....vacanza senza troppi bagagli !!!
Re: ....vacanza senza troppi bagagli !!!
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Re: ....vacanza senza troppi bagagli !!!
....complimenti per
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Ma allora non sono i
Re: Ma allora non sono i
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Finalmente dopo 16 a
Re: Finalmente dopo 16 a
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
bell' articolo !
ilpratodidefault.blogspot.com
Re: bell' articolo !
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Re: bell' articolo !
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Re: bell' articolo !
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Re: bell' articolo !
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bell'articolo !!
Re: bell'articolo !!
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rRagazzi.la cosa pi