
Ma il luogo non è stato scelto a caso fra le grandi estensioni disponibili. Tra gli artisti residenti a Woodstock c’era Bob Dylan, che vi risiedeva e registrava nella comunemente detta “Grande Casa Rosa”.

Nel 1968 vi abitava anche una comunità di artisti. Si, questa località nello stato di New York era uno splendido posto fra le colline con appena 7000 abitanti. Pensate che dopo il Festival molti altri artisti decisero di andarci a vivere, tra questi Ravi Shankar, Pat Metheny, Carlos Santana e David Bowie, tanto per citarne alcuni. Il feeling col posto crebbe molto in quegli anni. Anche Albert Grossman, manager di Dylan e di Janis Joplin, decise di fermarsi e fondare anche una etichetta discografica, la Bearsville Recording Studio, che diventò dopo poco tempo la Bearsville Records. Trasmetteva anche in quegli anni una radio on line e lo scrittore e poeta Edward Sanders con la moglie anche lei scrittrice ed artista Miriam Sanders vi pubblicarono una testata giornalistica di controinformazione.

Non c’è che dire, un posto davvero magico! C’era un fervore di idee e di stimoli che rendeva felice la convivenza con gli abitanti locali di sempre. Soprattutto il rispetto. Si, rispettare gli spazi vitali di ognuno penso che sia la chiave in cui tutto vada esaminato ed elaborato.
Purtroppo oggi mancano nelle nostre città spazi sufficienti e adeguati in cui poter socializzare attraverso la musica, spazi alla portata di tutti, senza bisogno di essere per forza grandi musicisti, ma semplicemente persone con una grande passione comune. Suonare, comunicare e socializzare fra di noi.
La megalopoli andrebbero ridisegnate pensando agli spazi vitali con circoli culturali musicali artistici che stimolino la creatività e i rapporti costruttivi: questo vorrebbe dire più equilibrio, momenti di pausa rigeneratrice, dialogo, rinnovamento delle idee, coltivare il pensiero e lo spirito, alzare lo sguardo da cose come consumismo, violenza… per trovare un perché alla propria cultura e alla propria crescita.
La musica anticipa i tempi, stimola al giudizio, alla critica e al confronto, supera altri mezzi per intensità comunicativa e trascende la realtà. E’ un mezzo particolarmente congeniale ai giovani che permette di esprimere il loro mondo in forma concreta scaricando nella musica anche la rabbia sociale, l’incertezza e le problematiche relative al loro futuro inserimento sociale. L’opportunità poi di confrontarsi sviluppa l’analisi interiore, la socializzazione, l’accrescimento musicale e la formazione di band che nascono,vivono, si modificano… e crescono anche di livello!
Anni fa erano nati nelle grandi città alcuni grandi centri sociali, ma poi, per problemi di vario genere, sono per lo più stati sgombrati.
Ma le nostre periferie cosa offrono? Dov’è l’incontro costruttivo?
I circoli culturali musicali dovrebbero essere istituzionali, luoghi belli e ampi in cui sentirsi a casa, dove si respira autonomia associativa culturale, così che lo stress non si traduca in carica distruttiva ma produca musica! Ancora meglio se in uno spazio verde!
Posti con degli spazi anche e soprattutto all’aperto, per dare appunto a tutti la possibilità di assistere e, previa iscrizione, di esibirsi liberamente senza paura di misurarsi tra loro e di accettare i giudizi del pubblico che liberamente si forma su una scaletta di esibizioni anche in continua evoluzione.
A questo punto sorge un importante dilemma. Tutto questo ovviamente ha dei costi anche solo di pura gestione, come risolverlo? Una strada potrebbe essere quella ovvia di Sponsors che con il loro nome potrebbero risolvere quasi totalmente i costi organizzativi, d’altronde ne avrebbero ovviamente un forte ritorno di immagine e di popolarità accresciuta anche a livello locale dal movimento continuo di pubblico attivo e passivo che vi ruoterebbe intorno. Eh si, il pubblico appunto attivo perché non dimentichiamo che queste manifestazioni non sarebbero mirate solo a gruppi più o meno noti, ma soprattutto a ragazzi che a seconda della situazione, potrebbero essere musicisti o spettatori.
L’altra parte dell’onere di gestione spetterebbe al Comune o, eventualmente, alla Provincia che, così facendo, ne avrebbe anche un ritorno di immagine positiva ed avrebbe fatto qualcosa di positivo e di costruttivo a livello dei vari progetti giovani che ogni Comune di solito propone, al di fuori della propria appartenenza politica. Del resto Accordo ci insegna: nel ventaglio di gusti musicali in cui possono cimentarsi le nostre chitarre e le nostre ideologie, siamo più o meno in 21.000 a scambiarci pareri e dubbi sui nostri amati strumenti, e soprattutto, nonostante le ideologie di noi Accordiani siano sensibilmente varie e disparate, c’è spazio per tutti, c’è dialogo e quindi confronto, alcune volte anche con dibattiti molto accesi, ma del resto, se si vuole crescere si deve avere il coraggio di mettersi in discussione e quindi di accettare le critiche purché ovviamente siano costruttive ed argomentate. Perché non potrebbe essere così, concretamente anche nelle nostre città?
Sarebbe bellissimo se una rete virtuale si coniugasse con una rete che vive in centri musicali sul territorio per esserne anche riferimento! Un po’ come Accordo già ha sperimentato partecipando a varie manifestazioni musicali. Voglio sperare che tutto questo discorso propositivo non sia solo una bella utopia.
A Milano, per esempio, Don Gino Rigoldi è riuscito a far realizzare un progetto che ha visto nascere un centro culturale in zona periferica sud, e con varie sfaccettature all’interno di esso. Nonostante sia un centro di intrattenimento per tutte le fasce d’età, c’è un teatro, una sala prove e una piazza con una struttura a fungo, in cui saltuariamente si esibiscono gruppi emergenti, anche di varie Etnie e quindi vari generi musicali; lo stesso si organizza all’interno del teatro e del locale “café” colorato e sufficientemente ampio.

Ecco dei video realizzati all’interno del “café” del centro culturale in occasione della finale nella categoria Cover Band del concorso "Band of The Year 2009"
A Ferrara nell’ultima settimana di Agosto si è tenuto per le strade della città un festival di arti e musica con artisti provenienti da varie parti del mondo, il tutto all’insegna di scambio e di arricchimento culturale. Un fervore di iniziative in cui è stato possibile trovare anche concerti di band per le strade, spero che qualche Accordiano di questa bella cittadina abbia potuto parteciparvi.

Tengo a precisare però che manifestazioni di questo genere sono apprezzabilissime ma purtroppo non dovrebbero essere limitate a periodi estivi e di breve durata, dopotutto, in molte località turistiche durante appunto questo periodo, è stato possibile vedere eventi più o meno simili o a tema, ma dovrebbero essere appunto focalizzate in vari spazi all’interno di ogni località adibiti appunto a centri musicali aggregativi e, soprattutto, per la durata dell’intero anno.
Questi sono solo alcuni esempi parziali di quello che si potrebbe fare ed eticamente si dovrebbe, bisognerebbe chiedersi perché ciò non avviene così spesso ed egualmente distribuito su tutto il territorio Nazionale…
Si parla tanto di bullismo in età adolescenziale, di delinquenza e mancanza di sicurezza nelle nostre megalopoli, noi pensiamo che una importante risposta preventiva sia anche questa.
La voglia di suonare, specialmente la musica intesa come formazione di gruppi musicali, deve essere stimolata fin dalla scuole medie o prima, per poi essere importante soprattutto nelle scuole superiori.
Utopia direte… Eppure guardate questo giovane chitarrista di appena 7 anni: pensate la storia si svolge in Giappone dove l’apprendimento della lingua Inglese per un bambino di quell’età non è certo facile. Aggiungiamoci anche il fatto che le strutture lessicali Giapponesi-Inglesi sono totalmente differenti.
Bene, la sua insegnante, d’accordo con i genitori, vista la passione del giovanissimo chitarrista per i Green Day ha pensato bene di stimolarlo insegnandogli il testo e gli accordi di Jesus Of Suburbia. Risultato? Giudicatelo voi.
Va bene che avrà imparato a dire anche alcune “parolacce” in Americano e parole in slang, ma quelle valgono pure il risultato ottenuto!
E ancora una volta questi stimoli ci arrivano anche da dei Cult Music Films. Vi ricordate lo strano professore di “School Of Rock” interpretato dal bravissimo e simpaticissimo Jack Black?
Cosa si era inventato per stimolare l’attenzione dei suoi studenti e per renderli partecipi di questa grande passione del Rock?
A questo punto come non poter citare quel bellissimo film, Rock ‘N’ Roll High School del 1979, in cui erano addirittura presenti i Ramones? Qui la storia si svolge in un Liceo.
E quanti di voi non hanno mai sognato di vedere la Preside o il Preside del proprio Istituto, se di mentalità molto “ottusa”, in queste condizioni?
Il potenziale della musica è già noto da tempo se il messaggio è arrivato da decenni anche al cinema.
Sapete quale è il vero problema? La paura per l’aggregazione non controllata che spinge a glissare questi nostri bisogni. Ma sì, dicono, tanto cresceranno, dovranno pensare al lavoro e smetteranno di suonare…
Da sempre alla musica sono state riconosciute grandi possibilità e noi dovremmo poter, con consapevolezza, saperle valorizzare. Comunque pensiamo che tra non molto tutte queste mancanze verranno al pettine. La musica è pensiero, evoluzione del linguaggio comunicativo, scambio culturale e quindi aggregazione e scambio fra persone con simili interessi e perché no, un modo non nocivo di scaricare le proprie tensioni accumulate nell’arco di una giornata lavorativa.
Tutto questo già avviene attraverso la Rete, direi che è un ottimo risultato per potersi trovare, conoscersi e, perché no, contarci. Si, sapere che siamo veramente in tanti a condividere questa passione per i nostri strumenti ci aiuta a valutare bene la dimensione di questo comune bisogno.
E’ importante credere nei propri sogni per avere la forza di realizzarli.
Beh, adesso forse ci siamo lasciati un po’ prendere, sembra quasi un “Programma”…
Allora, cosa vogliamo fare, ora che Pone si è svegliato dal suo sogno milionario e non potrà più realizzare la “Cittadella della Musica”?
Peccato però, sarebbe stato uno di noi, capace di capirci… E magari ne avrebbe realizzata una in ogni Regione…
Beh…allora, una bozza del “Programma” per le adesioni c’è, il tam-tam su Internet pure grazie ad Accordo, possiamo quindi confrontarci per sviluppare il concetto.
Sapete cosa vi diciamo? Sono aperte le iscrizioni!

Per la Redazione
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
=)
Re: =)
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Re: =)
Re: =)
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Re: =)
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e vai!!
Marcoark
* non è vero un cazzo.
Re: e vai!!
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Re: e vai!!
Re: e vai!!
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Re: e vai!!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: e vai!!
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Re: e vai!!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: e vai!!
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Crediamoci!
Re: Crediamoci!
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Bello
"Il tuo cristo è ebreo. Lα tuα democrαziα grecα. I
Re: Bello
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Interessante!
NO!!! ebay, early 80's strats are not "vintage"...
Re: Interessante!
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Re: Interessante!
NO!!! ebay, early 80's strats are not "vintage"...
Re: Interessante!
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divago un po'
"Ok ragazzi, questo è un blues con riff in Sì, per
Re: divago un po'
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Il mio parere
Re: Il mio parere
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Un parere sommesso
jeb
Re: Un parere sommesso
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Re: Un parere sommesso
jeb
Re: Un parere sommesso
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ottimo spunto di rif
"Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto
Re: ottimo spunto di rif
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