BFG Gary Moore

di jimy92 - accordiano DOC #20637 | 10 September 2009 @ 17:51 |
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Entrai in negozio e la vidi lì, davanti a me, che mi guardava con aria eloquente. Le sue curve parevano onde del mare e io, troppo emozionato, distolsi lo sguardo per posarlo sullo stand che la reggeva. La luce, riflessa dal top, conferiva alle venature dell’acero un’aurea divina, che saliva su, lungo la tastiera, fino alla paletta, maestosa corona di legno per una dama che un solo nome poteva avere: Gibson Les Paul BFG Gary Moore.

Come avrete ben capito non si parla di soavi donzelle, bensì di rumorose chitarre; in particolare, di una delle ultime nate in casa Gibson. La BFG Gary Moore è la riedizione di un modello uscito di produzione l’anno scorso, che proponeva la qualità Les Paul ad un prezzo contenuto e, soprattutto, con un’estetica differente e più “spartana”.
Caratteristiche di quest’ultima erano il top in acero e il corpo in mogano, non rifinito ma lasciato grezzo con le venature del legno bene in vista (al tatto è una vera libidine,credetemi) e senza alcun binding; il manico, dal profilo ’50, era anch’esso in mogano e la tastiera, a ventidue tasti e in palissandro, senza dots.
La BFG Gary Moore ha ereditato tutte queste caratteristiche, insieme alla configurazione dei pickup: al ponte troviamo un BurstBucker 3, humbucker dal carattere decisamente aggressivo che rifà ai classici Paf degli anni ’50; al manico è presente in mitico P-90, single coil che ha fatto innamorare, con il proprio suono, ben più di un chitarrista…
Tale configurazione dei pickup consente una grande varietà timbrica, dal blues al rock più spinto.
Il top della Gary Moore è più chiaro rispetto alle precedenti versioni della BFG (che era proposta in livrea nera, rossa e gialla); il ponte è il tipico tune-o matic e le meccaniche sono grover; tutto l’hardware è cromato.
I potenziometri, due volumi e un tono, sono diversi tra loro ed è presente il controllo kill-switch,che permette di “spegnere” pick-up: utile per creare particolari effetti.
Affrontiamo ora il problema delle camere di alleggerimento, di cui la Gary Moore è provvista: la Gibson le ha studiate per diminuire il peso (mica da poco) della Les Paul, rendendola più equilibrata, con grande attenzione a non andare a “rovinare” il suono della chitarra, compromettendone così la bellezza; sono quindi un pregio, non un difetto (come alcuni obiettano), e all’ascolto si scopre che la timbrica generale non è assolutamente modificata.
Il sito ufficiale Gibson propone lo strumento a più di duemila dollari, ma in realtà e venduta ad un prezzo inferiore ai mille euro (circa quello di una LP studio).
Il giudizio è sempre soggettivo; tuttavia, vi piaccia o no l’estetica, si consiglia vivamente una prova: il suono è very cool

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Tutti i commenti

  • mah
    di ZZRicky - accordiano #15733 | 11 September 2009 @ 02:48
  • toggle kill switch coi LED !
    di orlandonzo - accordiano #25091 | 19 September 2010 @ 14:17

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