Approfitto del mio primo articolo per recensire la Warmoth Strat-style, completamente autoassemblata, di cui avevo già dato qualche anticipazione nel mio diario e che ormai uso quasi quotidianamente da un mese abbondante.
Negli ultimi 4 anni ho suonato quasi esclusivamente una Stratocaster Mexico Standard di cui, fino a pochi mesi fa, ero molto soddisfatto. Ma tutto è iniziato quando ho avuto l'occasione di provare strumenti (sempre stratocaster, fra l'altro) di ben altro livello, sia Fender vintage originali, sia di liuteria. Nulla a che vedere con la produzione Fender standard, ne tantomeno con la Mexico di cui stavano emergendo i limiti.

Complici anche un immediato bisogno di manutenzione alla Mexico (urgeva un cambio di sellette e vitine, ormai arrugginite, e una rettifica alla tastiera) ho deciso di fare il grande salto e ho deciso di costruirmi questa chitarra ispirandomi a ciò che avevo visto e sentito fino a quel momento.
Dopo ore ed ore passate online a visitare i principali negozi on-line e i più famosi forum sull'argomento ho deciso, benchè sia piuttosto caro, di optare per Warmoth, famosa per la qualità indiscussa in ambito legni.
Ma veniamo al dunque: corpo in alder, top in acero quilt, finitura blueburst e un bellissimo ma non troppo vistoso binding fra top e back. Body poco convenzionale per una Strat, ma con un'estetica azzeccatissima, soprattutto accompagnato dal battipenna vintage pearl a singolo Strato.
Ancora meno tradizionale il manico: acero birdseye con tastiera in pau-ferro, raggio di curvatura variabile da 10 a 16 pollici, profilo 59 roundback, tasti 6105 in acciaio inox, capotasto in grafite, meccaniche autobloccanti Planet Waves.
Ora qualcuno dirà... Ma non ti eri ispirato a chitarre vintage? Giusta osservazione. Ho però anche pensato che sarebbe stato quasi impossibile riprodurre fedelmente il suono ed il feeling di una vera vintage ed in realtà non è esattamente ciò che cercavo. Così ho deciso, almeno per i legni, di optare per una buona dose di personalizzazione.
Ho invece preferito puntare a qualcosa di più tradizionale per quanto rigurada ponte e pickups. In realtà questi ultimi non sono del tutto comuni: un set di Kinman Woodstock che, come ben noto, sono pickups noiseless che si ripropongono, pur con il doppio avvolgimento, di mantenere la timbrica single coil ispirandosi al classico suono dei pickups di fine anni 60.

Il ponte è invece un Callaham Vintage S, riproduzione del classico 6 viti. Questo è forse l'unico componente su cui ho voluto inutilmente esagerare e che probabilmente non sceglierei di nuovo, non a causa della qualità, comunque molto alta, ma per il rapporto qualità/prezzo, l'unico punto secondo me a suo sfavore. E' comunque un ottimo ponte, costruito con ottimi materiali, di cui mi piace sopratutto la leva, più corta rispetto al normale e con un aggancio perfetto.
Per quanto riguarda il montaggio posso affermare che, con un po' di manualità e dimestichezza con trapano e saldatore, chiunque può riuscire ad assemblare una chitarra di questo livello. Le operazioni più delicate sono state tutto sommato poche: forare il corpo per le viti di battipenna e jackplate, forare la paletta per le viti delle meccaniche, assemblare il circuito elettrico. Tutte le rimanenti fasi sono eseguibili, con un po' di attenzione, da chiunque sia in grado di effettuare un setup ad una qualsiasi altra chitarra, dal montaggio del manico alla regolazione del truss-rod, dal settaggio delle molle del ponte alla regolazione di action e intonazione.
Personalmente l'unico passaggio che dovrò a breve affidare ad un liutaio è la regolazione del capotasto: esce di fabbrica già lavorato, ma con i solchi molto profondi e piuttosto alti rispetto alla tastiera. Un capotasto così settato causa un action molto alta sui primi tasti e non permette lo scorrimento ottimale della corda. Devo però ammettere che già così la chitarra tiene bene l'accordatura.
La suonabilità è ottima, grazie anche ai tasti stainless, ben lavorati e già rettificati, alla finitura satinata del manico, per niente scivolosa o appiccicosa, e non ultimo al legno della tastiera, molto compatto e rigido. Molto comodo anche il raggio variabile, che facilita notevolmente i bending anche con action basse.
Passando infine al circuito elettrico, personalmente mi sono voluto sbizzarrire con una soluzione che anche Kinman propone sottoforma di kit pre assemblato, ad un prezzo non esattamente popolare: ho inserito, oltre a volume e un unico tono, anche un potenziometro push-push che nelle posizioni intermedie mette in serie anziché in parallelo i pickups, abbinato ad un terzo potenziometro che miscela ponte e manico. Riprodurre da zero il circuito è stata forse la parte più complessa, non solo per quanto riguarda il disegno dello schema, ma soprattutto quando si è trattato di saldare i fili tra potenziometri, switch a 24 poli, push-push e pickups, facendo attenzione a non fondere qualche cavetto o intaccare le parti in plastica!
Il suono: sicuramente molto strat-ish, molto più vicina ad una Straotcaster di stampo vintage rispetto alla sorella messicana, pur avendo caratteristiche inusuali. Merito quasi sicuramente da attribuire ai pickups, che conferiscono dinamica e sensibilità al tocco, un suono apertissimo ma non eccessivamente brillante, che si sposa benissimo sia con suoni puliti ed effettati grazie alla pulizia dei “finti” single coil, sia con suoni distorti grazie alla potenza del segnale e all'assenza di ronzii. Direi che Kinman è realmente riuscito a catturare il suono single coil su un pickup noiseless, coniugando pulizia, generosa potenza e brillantezza al punto giusto.
I prezzi: calcolando un buon 25% di tasse doganali sul materiale Warmoth e qualcosa in meno sui pickups e tenendo conto di tutte le spedizioni, sono riuscito a fermarmi a circa 1300 euro. Sicuramente non sono pochi, considerando anche una buona percentuale spesa in dazi e spedizioni ed il rischio sempre in agguato con i corrieri. Direi però che, visto il risultato, ne è valsa decisamente la pena.

Insomma... un'ottima chitarra, secondo me il compromesso ideale tra Boutique e Standard, con un evidente vantaggio in termini di personalizzazione e con un prezzo non troppo distante da una Fender Standard.
Lo svantaggio più evidente è la rivendibilità: difficilmente si troverà un acquirente disposto a pagare per una Non-Fender-Strat il suo reale valore. E' anche vero però che quasi nessuno vende una chitarra costruita su proprie specifiche (o per lo meno quella è l'intenzione).
E poi chissà... Warmoth ormai è un marchio famoso nel mondo, è possibile pensare che fra quarant'anni avrò una quotatissima Warmoth vintage!
Bella
Re: Bella
Complimenti verament
Anche io ho una Stra
Re: Anche io ho una Stra
Re: Anche io ho una Stra
Re: Anche io ho una Stra
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BEllissima!
www.reliveband.com
therobbiekids.com
Re: BEllissima!
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Una parola : bella!
come ti invidio!! :-(
Re: come ti invidio!! :-(
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Re: come ti invidio!! :-(
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Decimo comandamento...
Through nature's inflexible grace I'm learning to
Re: Decimo comandamento...
la warmoth è la warmoth,
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gamby non venderla!
www.myspace.com/solarflames
Re: gamby non venderla!
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ottimo
Cosa dici? rapporto qualità/prezzo, l'unico punto secondo me a suo sfavore?
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re: Cosa dici? rapporto qualità/prezzo, l'unico punto secondo me a suo sfavore?
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complimenti! è davv
www.myspace.com/noisenoirpoint
Davvero bella
molto interessante..
Re: molto interessante..
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'Ho sentito una barzelletta, un uomo va dal dottor
sinceramente non mi
in tutta sincerità
Complimenti, benvenu
Complimenti
jeb
Re: Complimenti
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Re: Complimenti
Re: Complimenti
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jeb
Re: Complimenti
Ahia... ahia... stav
... and the forests will echo with laughter.
Re: Ahia... ahia... stav
Una vera delizia
da quando e' uscita
Forse
Gratta
scelte
complimenti
Le opinioni espresse non sempre concordano col pe
bella
warmoth body si.... neck no