I Nightwish sono un gruppo Symphonic Metal Finlandese, formatosi nel 1996 a Kitee, dall’incontro del compositore e tastierista Tuomas Holopainen con il chitarrista Erno “Emppu” Vuorinen e la cantante lirica Tarja Turunen. L’idea del gruppo nasce da Tuomas durante una serata estiva trascorsa in campeggio con gli altri due amici; appunto come un desiderio notturno, la band decide di chiamarsi Nightwish. Ma il gruppo non è ancora completo. Nel 1997 si aggiunge alla batteria Jukka Nevalainen e si passa da un sound acustico ad uno elettrico. La band pubblica il demo “Nightwish” e un album sotto etichetta Spinefarm Records, “Angel Fall First”, che raggiunge la trentunesima posizione nella classifica finlandese. Ma manca ancora la presenza del basso elettrico, che si unisce al gruppo nel 1998 con il bassista Sami Vänskä.

Esce quindi un album, a nostro avviso molto bello: “Oceanborn”. Il suo singolo “Sacrament of Wilderness” arriva in cima alla classifica finlandese, mentre l’album raggiunge dapprima la quinta posizione della classifica finlandese, per poi vincere un disco d’oro l’anno successivo. Nel 2000 esce “Wishmaster”: anch’esso raggiunge subito la cima delle classifiche e vince un disco d’oro. Nel 2001 i Nightwish registrano “Over the Hills and Far Away”, in cui sono presenti la traccia omonima, cover di Gary Moore, e altri tre brani. Poco dopo, sempre nello stesso anno, il bassista Sami Vänskä viene sostituito da Marco Hietala, con il quale la presenza dello strumento diventa più rilevante e che prende anche il ruolo di seconda voce per alcuni brani. Pubblicano quindi l’album “Century Child”, anch’esso secondo noi stupendo, che, oltre alla presenza più rilevante del basso, aggiunge in varie tracce un’orchestra sinfonica. L’album viene talmente apprezzato che diventa disco d’oro appena dopo due ore dalla sua uscita, stabilendo un record in Finlandia, e disco di platino due settimane dopo.
Ma arriviamo ora al loro album di cui volevamo parlare in questo articolo, secondo noi uno dei migliori della band: “Once”, che esce il 7 Giugno del 2004. Questo si differenzia notevolmente dai precedenti, mantenendo comunque una sorta di filo conduttore che lo lega a “Century Child”. Questa continuità si può notare in vari aspetti, soprattutto le tematiche affrontate, sempre legate alla speranza, alla poesia e ad atmosfere sognanti. Inoltre, la presenza di Marco come bassista e cantante è sempre molto rilevante e diventa indispensabile nel gruppo. Di fondamentale importanza sono anche le sperimentazioni vocali di Tarja, che ha ormai abbandonato l’esecuzione esclusivamente operistica, già largamente sviluppata in “Oceanborn” e “Wishmaster”, per dedicarsi anche ad altre forme di canto che le consentono una maggiore versatilità che le permette di adattarsi ai sentimenti espressi nelle canzoni. Altro carattere peculiare a “Century Child” e di fondamentale importanza è la presenza dell’orchestra, differenziandosi però dal precedente album dove questa svolgeva solamente un ruolo di sottofondo. L’orchestra che suona in molte canzoni dell’album (9 delle 11 tracce) è “The Academy of St. Martin's”, che aveva precedentemente realizzato anche la colonna sonora del film “Il Signore Degli Anelli”. Accanto al ruolo dominante dell'orchestra, la chitarra emerge in modo aggressivo, con suoni gravi e distorti, come anche le linee di basso, sempre più Heavy. Per quanto riguarda la chitarra di Emppu, bisogna però notare come accanto a riff sempre più potenti e graffianti, siano presenti anche alcune parti di chitarra acustica, che ricordano gli esordi della band con “Angels Fall First”.
Per quanto riguarda le composizioni, Tuomas ha seguito una strada volta sempre più alla spettacolarità e alla forza d'impatto dei brani, con orchestrazioni complesse, che a volte assumono caratteristiche tipiche di una colonna sonora, melodie orecchiabili e ritmi e ritornelli trascinanti.
Come “Century Child”, anche “Once” diventa disco d’oro in poche ore e disco di platino in poche settimane, raggiungendo ben presto la cima delle classifiche di metà Europa.

Tracklist:
01. Dark Chest Of Wonders
02. Wish I had An Angel
03. Nemo
04. Planet Hell
05. Creek Mary's Blood
06. The Siren
07. Dead Gardens
08. Romanticide
09. Ghost Love Score
10. Kuolema Tekee Taiteilijan
11. Higher Than Hope
Bonus Track:
- White Night Fantasy
- Live To Tell The Tale
- Where Were You Last Night (Ankie Bagger Cover)
In copertina è raffigurata la statua di un angelo disperato appoggiato su un monumento che porta l’incisione “Once”. La scultura originale che ha dato l’ispirazione si trova a Roma, nel cimitero acattolico, accanto alla Piramide Cestia. La forte somiglianza è ben visibile soprattutto tra la copertina della Limited Edition per il mercato Americano (immagine sopra) e la foto di tale monumento (sotto).


L’album si apre con “Dark Chest Of Wonders”, con la frase quasi sussurrata: “Once I had a dream, and this is it” (Una volta ho fatto un sogno, ed è questo). Il brano presenta un bellissimo connubio tra una grande enfasi lirica di Tarja e i suoni molto ritmati, duri e distorti della band. L’introduzione è travolgente: inizia con chitarra e basso, ai quali ben presto si aggiunge la batteria, seguita dalla graduale entrata degli elementi dell’orchestra in un crescendo di suoni. Posizione di rilievo è anche quella del coro, che fa da contrappunto a Tarja nelle strofe. Il testo si riferisce ad un ritorno all’infanzia e a ciò che la caratterizza maggiormente: meraviglia e fantasia.
Qui il brano nella versione live di Helsinki, in Finlandia, del 21 Ottobre 2005, inserito nel DVD “End Of An Era”, che conclude il tour “Once Upon a Tour” del 2004/2005.
La seconda traccia è “Wish I Had An Angel”, che diventa anche il secondo singolo dell’album. Brano dal sound aggressivo, dovuto anche alla maggiore distorsione degli strumenti e alle strofe cantate da Marco, alternate e contrastanti a quelle cantate da Tarja. Questo pezzo sperimenta elementi nuovi per i Nightwish: la parte cantata inizia subito, senza alcuna introduzione, con un duetto tra Tarja e Marco; quindi, irrompono la chitarra e il basso distorti, con un accompagnamento ritmico di batteria molto marcato. Le strofe vengono inizialmente cantate da Tarja, mentre Marco interpreta il ritornello, cantando con la sua tipica voce roca e grintosa, come già detto contrastante con quella pulita e soprana della cantante. Vi è poi un intermezzo quasi parlato di Marco, dalla voce sempre più arrabbiata, per poi giungere al termine con la ripetizione del ritornello, completato dal backing vocals di Tarja, e da una serie di “I wish I had an angel” gridati a squarciagola da Marco. Il risultato è sicuramente una canzone molto diretta, che colpisce il pubblico e rimane in testa, perfetta per essere resa in concerto.
Il video viene girato da Uwe Böll, regista del film “Alone In The Dark”, di cui il brano è anche colonna sonora. Vi sono per questo due video, in uno dei quali sono inserite alcune scene prese appunto dal film. Proponiamo qui però il primo, in cui si vede solo la band che suona.
Segue “Nemo”, che è anche il primo singolo di Once. Questa è, a nostro avviso, una delle migliori e significative tracce insieme a “Wish I Had An Angel” e “Dark Chest Of Wonders”. Uscito un mese prima dell’album, anch’esso diventa disco di platino in meno di un mese.
Il brano comincia con una splendida introduzione di Tuomas al pianoforte, seguita da un tranquillo riff chitarra e dalla voce di Tarja, accompagnata dall'orchestra e dalla batteria. Nel ritornello entrano anche la chitarra e il basso con tutta la loro potenza, in una struttura di strofe Soft e ritornello più Heavy. A tre quarti del brano, un inserto strumentale dell’orchestra sfuma prima di un assolo di chitarra abbastanza semplice ma molto espressivo.
La canzone affronta tematiche legate alla voglia di poter nuovamente sognare e ritrovare la propria identità, con un testo molto incisivo e poetico, di cui abbiamo realizzato questa traduzione:


Per questo brano viene poi girato un videoclip, su cui viene investito un considerevole budget. Complimenti al regista Antti Jokinen per la realizzazione di questo stupendo video, girato in un hangar con effetti speciali di grande impatto.
La quarta traccia, “Planet Hell”, è caratterizzata dalla massiccia presenza dell'orchestra e del coro, ai quali è affidata l'introduzione, lunga e carica di tensione, al termine della quale inizia a cantare Marco, ancora una volta in un alternarsi di voci con Tarja. Anche in questo brano il ritornello è ripetuto in coro dai due cantanti. Il tema affrontato è quello di un mondo diventato ormai infernale, in cui anche i bambini vivono in guerra e l'unico pensiero rimasto è “salva te stesso e lascia soffrire gli altri”.
Segue “Creek Mary's Blood”, ballata lenta con presenza di orchestra e inserti di musica indiana. Altro brano di grandi sperimentazioni, rievoca il genocidio degli Indiani d'America, massacrati in una lotta impari con i Bianchi, da cui si sono visti depredare le proprie terre.
La principale novità consiste nella partecipazione al brano di un Indiano d’America, John Two Hawks, artista della tribù dei Lakota, originario dell’Arkanas. Musicista conosciuto (ha avuto anche una nomination per i NAMMY, ovvero i Grammy Awards dei Nativi Americani), è anche insegnante di cultura indiana. In “Creek Mary's Blood” suona un flauto tipico della tradizione di quelle tribù, canta e recita una poesia (scritta originariamente da Tuomas e da tradotta poi da John Two Hawks) nella lingua Lakota, dando un'impronta caratteristica all'intero pezzo. Nella prima parte del brano, piuttosto lenta, Tarja canta accompagnata solamente dalla chitarra acustica e dall’orchestra. Vi è poi una ripresa, sostenuta da un ininterrotto martellare di tamburi, che ricorda le danze delle tribù indiane. In questo frangente è evidente la partecipazione vocale di John Two Hawks. Il brano si conclude poi appunto con la recitazione della poesia in Lakota, mentre la musica sfuma in sottofondo.
Sesta traccia è “The Siren”, che diventa il quarto singolo di “Once”. Brano strumentale in cui compaiono, anche questa volta, strumenti esotici quali il violino elettrico ed il sitar, che colpisce appunto per il sound orientaleggiante, dovuto in gran parte appunto a questi strumenti, e per le sperimentazioni vocali di Tarja. In questo brano Tarja rappresenta la sirena che chiama a sé il marinaio, Marco, che, legato, desidera raggiungerla, come nel mito di Ulisse. Mentre l’ascolta, egli si interroga sul proprio futuro, mentre il vento soffia nelle vele, trascinando lontano la sua imbarcazione. L'intero brano è percorso da dolci cori in sottofondo, che rievocano il movimento delle onde, sottolineato anche dall'arpa. Particolare anche l'utilizzo dei già citati violini, con tonalità molto acute e quasi distorte.
La traccia successiva, “Dead Gardens”, è una delle più Heavy dell’album, di cui apre una parte più cupa. L'introduzione consiste in un riff molto grave di chitarra e basso, accompagnati dall’orchestra. Dal testo emerge rovina, particolarmente nei versi “All the tales are told, all the orchids gone. Lost in my own world, now I care for dead gardens” (Tutte le storie sono raccontate, tutte le orchidee andate. Perso nel mio mondo, ora mi interesso dei giardini morti). La voce soprana e limpida di Tarja, mentre canta questi versi, contrasta molto con il sound distorto e ritmato. Nella parte centrale è presente anche una parte recitata dalla cantante, sempre accompagnata dal pesante riff. Si conclude poi con un riff di chitarra e batteria ripetuto ossessivamente, che ad un tratto finisce come tranciato di netto.
“Romanticide” continua sullo stesso stile di “Dead Gardens”. La chitarra, sempre più pesante, contrasta con la voce di Tarja. Anche in questo caso il testo è triste e privo di speranze, probabilmente anche in parte autobiografico. Ricompare il termine “Dead Boy”, usato da Tuomas nell’album “Wishmaster”. Particolare il finale, molto ritmato e quasi solamente parlato da Tarja e Marco. Anche in questo caso è presente un riff molto movimentato, unito a cori che urlano un ripetuto “Hey, hey” in sottofondo, che si conclude quasi improvvisamente.
La nona traccia, “Ghost Love Score”, è uno dei pezzi più impegnativi dell'album, dalla durata di poco superiore ai 10 minuti. La prima parte è costituita da una pomposa introduzione dell’orchestra, seguita dalle strofe di Tarja, alternate e miscelate al ritornello, in un crescendo del coro con Tarja come backing vocals. Al termine di questa parte piuttosto ritmata, è presente un intermezzo molto tranquillo in cui la parte principale è svolta dalla voce di Tarja e dai violini. Questa piccola parte si conclude con un semplice ma melodioso assolo di chitarra. Inizia quindi una parte completamente strumentale, in cui i vari elementi dell'orchestra si aggiungono uno ad uno, fino a introdurre una nuova parte cantata, un po' più movimentata delle precedenti. In questa parte un ruolo predominante è svolto anche dall'orchestra, che ripete alcuni elementi inseriti nell'intermezzo e nell'introduzione. Segue una nuova ripresa di canto, questa volta dolce e melodiosa, più veloce però di quella iniziale, che introduce il finale. Questo riprende e amplia il primo ritornello, in un coro che sfuma pian piano.
“Kuolema Tekee Taiteilijan” è una ballata cantata nella lingua madre della band, il Finlandese, come già precedentemente era avvenuto per “Erämaajärvi” del loro primo album, “Angels Fall First”. Il titolo di questo brano letteralmente significa “La Morte Crea L’Artista”. Caratteristica principale del pezzo è la melodia molto dolce ma malinconica cantata da Tarja, accompagnata solamente dall’orchestra, che riesce a trasmettere particolari emozioni anche a chi non può comprendere il testo, non conoscendo la lingua. Successivamente uscirà comunque anche una versione in Inglese, che rimarrà però meno nota e non presente nella normale tracklist dell’album.
La canzone che chiude “Once” è “Higher Than Hope”, scritta a quattro mani da Tuomas con Marco. Si tratta di una ballata, dedicata ad un amico del gruppo da poco scomparso. Anche in questo caso la canzone è divisa in due parti: una introduttiva, in cui i protagonisti sono la chitarra acustica e il canto, e una che esplode improvvisamente e comprende il ritornello, sostenuto dal martellare lento ma costante di Jukka, che dà l'impressione di un passo affaticato. Segue quindi un intermezzo strumentale, con una voce registrata in sottofondo, che può far pensare ad una conclusione. Invece, viene poi ripetuto il ritornello, fino a giungere al finale.

A questo album segue il già citato tour “Once Upon a Tour” del 2004/2005, in cui i Nightwish si esibiscono in tutto il mondo. Purtroppo, questo è l’ultimo tour in cui la band suona con Tarja. Infatti, dopo aver registrato, verso la fine del 2005, all'Artwall Arena di Helsinki il loro album live “End Of An Era”, la band decide di continuare senza di lei. Senza parlare, le consegnano invece una lettera scritta da Tuomas e firmata da tutto il gruppo. In questa, che viene pubblicata anche sul loro sito ufficiale, scrivono che i comportamenti di Tarja, dopo il suo matrimonio con il business-man Argentino Marcelo Cabuli, sono cambiati nei confronti del gruppo e differiscono dalla loro filosofia, e che anche il feeling non è più quello di prima. Pare che questa lettera abbia gettato Tarja nello sconforto e che lei abbia detto attraverso il suo sito ufficiale che il tutto non era giustificabile e che non corrispondeva alla realtà. Scrive poi una lettera in risposta che pubblica sul suo sito e che ha molto eco sui media. Ora Tarja continua la sua carriera da solista. I Nightwish, invece, dopo varie audizioni, hanno scelto come nuova voce Anette Olzon, oltre che per il vocalist anche per la sua presenza scenica e il suo carisma sul palco.
Curioso il fatto che tutto sia avvenuto dopo il live raccolto nel DVD chiamato, guarda caso, “Fine di un’Era”...
Riportiamo qui di seguito la traduzione della sopra citata lettera scritta da Tuomas:
Cara Tarja,
E’ tempo di decidere se la storia dei Nightwish debba finire qui o se debba continuare per un periodo indeterminato di tempo. Lavoriamo a questo progetto da 9 anni e non siamo ancora pronti per mollare. I Nightwish sono uno stile di vita, qualcosa per cui vivere, e siamo certi che non possiamo mollare ora.
Ugualmente certo è il fatto che non possiamo più andare avanti così con te e Marcelo. Durante l’ultimo anno è accaduto qualcosa di triste, a cui penso ogni giorno, dal mattino alla sera. Il tuo atteggiamento e il tuo comportamento non possono più accordarsi con i Nightwish. Ci sono cose che non avrei mai creduto di vedere nella mia vecchia cara amica.
Persone che non si parlano per un anno non possono appartenere allo stesso gruppo.
Siamo tutti impegnati in un’industria in cui i fattori economici sono un male necessario di cui bisogna preoccuparsi tutto il tempo. Ma siamo anche un gruppo che ha sempre creato musica con il cuore, grazie all’amicizia e alla musica stessa. La soddisfazione mentale dovrebbe essere sempre più importante del denaro! I Nightwish sono una band, sono emozioni.
Sembra che sfortunatamente per te il denaro, gli affari e tutte le altre cose che non hanno niente a che fare con queste emozioni siano diventati più importanti. Ti senti come se avessi sacrificato te stessa e la tua carriera musicale per i Nightwish, invece di pensare a ciò che ti è stato dato.
Questo atteggiamento l’ho visto chiaramente in due cose che mi hai detto su un aereo a Toronto: “Non ho più bisogno dei Nightwish” e “Ricorda, Tuomas, che io potrei lasciare questo gruppo in qualsiasi momento, dandoti solamente un giorno di preavviso”.
Semplicemente, non posso più scrivere canzoni per te.
Hai detto tu stessa che sei più una “musicista ospite” nei Nightwish. Ora la tua visita finisce e i Nightwish continueranno con una nuova cantante.
Siamo sicuri che questo sarà un grande sollievo, sia per te che per noi. Siamo già stati male abbastanza.
Ci hai detto che, indipendentemente da tutto, il prossimo album dei Nightwish sarebbe stato il tuo ultimo. Nonostante ciò il resto di noi vuole continuare, finché ci sarà la passione. Perciò non ha senso fare il prossimo album ancora con te.
Noi quattro abbiamo continuato in questa situazione innumerevoli volte e abbiamo capito che è quello che vogliamo fare nella vita. E’ tutto quello che sappiamo fare. Nel Dicembre 2004, in Germania, hai detto che non saresti stata più in tour per più di due settimane consecutive. Hai anche detto che ci potevamo scordare gli Stati Uniti e l’Australia, perché i compensi erano troppo bassi e i locali troppo piccoli.
Nelle interviste ho sempre detto che se Tarja avesse lasciato i Nightwish sarebbe stata la fine della band. Capisco che la gente la penserà in questo modo. I Nightwish, nonostante ciò, sono una rappresentazione della mia anima e non sono pronto a lasciarli per colpa di una persona. Una persona che vuole focalizzare la propria creatività da un’altra parte, una persona i cui valori non corrispondono più ai miei.
Non ci siamo mai sentiti disturbati dal fatto che tu non partecipassi alla scrittura e all’arrangiamento dei pezzi, in 9 anni non sei mai venuta a preparare i pezzi con noi prima di entrare in studio. Non ci ha mai dato fastidio il fatto che in tour hai sempre voluto prendere l’aereo assieme a tuo marito, separatamente da noi. Non è il fatto che sei indiscutibilmente l’immagine della band.
Abbiamo accettato tutto e ci è sempre andato bene, eccetto l’avidità, la poca importanza data ai fan, la rottura delle promesse. Eravamo d’accordo tutti e cinque che i Nightwish dovevano essere la priorità in tutto ciò che avremmo fatto nel 2004 – 2005. Ma nonostante ciò c’erano molte cose più importanti per te. L’esempio supremo è stato lo show di Oslo, già sold out, che hai voluto annullare perché dovevi riposarti per i tuoi concerti solisti, incontrare amici e andare al cinema. Queste sono le parole che Marcelo ha usato in una e-mail per spiegare l’annullamento. E questo è solo un esempio dei tanti. Non potrei pensare a un modo più brutto di essere così egoista e di deludere i nostri fan.
I Nightwish sono uno stile di vita e un lavoro con molti obblighi. Tra di noi e verso i fan. Con te non possiamo più portare avanti i nostri doveri.
Volendo approfondire non sappiamo chi di voi ci ha portato a questo punto. In qualche modo Marcelo ti ha trasformata da una ragazza amabile in una diva che non pensa e che non si comporta come si comportava prima. Sei troppo sicura della tua insostituibilità.
E’ ovvio che tu dia la responsabilità del tuo stress e della tua infelicità a noi quattro. E pensi che non ti rispettiamo o che non ti ascoltiamo. Credici, abbiamo sempre avuto il massimo rispetto verso di te, sia come magnifica cantante, sia come amica. E molto spesso negli ultimi anni i piani sono stati fatti solamente in base alle tue decisioni. Sei sempre stata l’unica a volere più soldi dagli show.
Questo interesse così spinto verso il denaro è la cosa che più ci rende delusi!
Speriamo tutti che da ora in poi ascolterai il tuo cuore invece di Marcelo. Le differenze culturali combinate con l’egoismo, l’opportunismo e l’amore sono una combinazione pericolosa. Non appassire.
Non siamo molto fieri di questa decisione, ma non ci hai dato scelta. La distanza tra di noi è troppo grande. E la decisione è stata presa da noi quattro all’unanimità. Siamo oltre il punto in cui le cose possono essere sistemate parlandone.
Tutto il meglio per la tua vita e la tua carriera,
Tuomas
Emppu, Jukka, Marco
PS: Questa è una lettera aperta
Ma concentriamoci ora su quello che a noi chitarristi può maggiormente interessare: la strumentazione di Emppu.
Chitarrista con uno stile tecnico che fa un particolare uso di tapping (di solito senza utilizzarlo per scale veloci, ma anche per alcuni passaggi e chiusure di fraseggi) e del vibrato in diverse situazioni. Utilizza riff e pennate classici del Metal, che si intersecano e completano le ricche parti di tastiera di Tuomas. I suoi solisti non sono molto lunghi, ma espressivi ed incisivi.
Per i primi album utilizzò soprattutto chitarre Washburn, in particolare una CS-780, sia in versione bianca che viola.

Ora utilizza spesso anche varie ESP. Tra queste usa soprattutto versioni custom della Horizon FR-II, da cui ha realizzato la ESP EV-1 (Emppu Vuorinen 1) con ponte Floyd Rose e Pick Up Seymour Duncan: humbucker TB-5 al ponte, single-coil SHR-1n al centro e humbucker SH-2n al manico, di cui è stata realizzata in Finlandia una Signature nel 2004, che però non appariva nei cataloghi ESP di qualche anno fa. Ha inoltre realizzato un altro modello, anch’esso diventato Signature con il nome di ESP EV-2 con le stesse caratteristiche ma in colore viola (la precedente era bianca) che presenta un’aerografia dietro al ponte.

Utilizza anche una ESP Eclipse Vintage Black, che si può vedere nei video di “Amaranth” e “Bye Bye Beatiful”, dell’ultimo album “Dark Passion Play” del 2007 realizzato con Anette.
Sempre della ESP, utilizza anche due LTD MH-400 (una nera ed una blu), che però non suona nei live.
Monta corde DR 0.09-0,42 per l’accordatura in Mi, mentre DR 0.10-0.46 per l’accordatura in Re. Per i plettri predilige quelli di spessore 0.83.
Usa molti effetti, tra cui una pedaliera Midi Boss FC-50, Wah-Wha Dunlop Cry Baby, un Whammy Digitech WH4, un Morley Power Wah, un Boss Metal Zone MT-2 modificato e un Boss FS-5U. Come preamplificatori usa un SansAmp PSA-1 Preamp e un T.C. Electronic G-Major.
Per concludere, i suoi amplificatori sono un Mesa Boogie Dual Rectifier e un Mesa Boogie Stereo 50/50 con casse 4x12 Marshall JCM800 e JCM900. In studio utilizza anche amplificatori Bogner ed Engl.

Mi piacciono.
- Matteo Barducci
Re: Mi piacciono.
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che voce!
Re: che voce!
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Stronger than any faith...
cacchio saketman, ce
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Re: cacchio saketman, ce
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Mitici
www.reliveband.com
therobbiekids.com
Re: Mitici
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Re: Mitici
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AAAAAh! Il dito sulla piaga!!!!
Aspetto ancora l'uscita di "Guitar Hero - Ric
Re: AAAAAh! Il dito sulla piaga!!!!
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magnifici i nightwis
Re: magnifici i nightwis
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a mio parere è roba
Re: a mio parere è roba
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Re: a mio parere è roba
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Bravissimo saket
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Gran bell'articolo,
Corriamo curvi come gatti, travolti da quest'onda
Re: Gran bell'articolo,
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grande articolo!!!
"Basta una serie di note...il resto è improvvisazi
Re: grande articolo!!!
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Mamma che articolo!!!
"You lock the door and throw away the key,
Re: Mamma che articolo!!!
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Re: Mamma che articolo!!!
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Bellissimo.
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Hamster A Dentist
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Senza nulla togliere
Re: Senza nulla togliere
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Ma perchè? perchèm
Da parecchio tempo m
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Incredibile...
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Tarja vs Anette
Re: Tarja vs Anette
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Re: Tarja vs Anette
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