L'impiego della musica a scopi curativi risale alla notte dei tempi, quando ancora si pensava che la malattia fosse dovuta alla presenza di spiriti che dovevano essere spaventati e allontanati.
Nelle culture dell'antichità musica e medicina erano praticamente una cosa sola: lo sciamano sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche dell'uomo, è dominata dal ritmo e dall'armonia, e pertanto la musica era in grado di esercitare un potere incantatorio e riportare l'armonia perduta.
Gli stessi Platone, che affermava che la musica era la più nobile delle arti perchè più slegata dalla realtà, e Aristotele, oltre che filosofi erano musicologi, convinti che le arti del ritmo contribuissero a migliorare la calma interiore, e avessero un potere catartico, liberatorio delle tensioni psichiche.

Per Pitagora la musica era in grado di adattarsi all'individuo, di cambiarlo nel profondo e di liberare l'anima; egli inoltre calcolò le analogie tra intervalli musicali e rapporti matematici inaugurando una lunga tradizione di calcolo dei vari intervalli appartenenti ad ogni tipo di scala.
Damone descrisse sei differenti scale modali specificandone le caratteristiche tecniche e attribuendo ad esse anche delle qualità morali, e il motivo era che le diverse scale erano modellate sulle voci e sulle movenze delle persone che avevano queste qualità.
é interessante notare come nella mitologia greca Apollo era contemporaneamente dio delle arti, della musica e della medicina.
Il mito di Marsia racconta di una gara di abilità musicale tra Apollo, suonatore di cetra, e Marsia, suonatore di aulos, uno strumento aerofono.
Secondo il mito Marsia era diventato così bravo a suonare l'aulos da incantare le genti, che affermavano che era in grado di superare in maestria lo stesso dio, e pertanto Apollo infuriato l'aveva sfidato.
Durante la gara i due improvvisarono ognuno col proprio strumento una melodia, e le muse,uniche giudici della gara, assegnarono un pareggio: Apollo allora come seconda sfida impose di capovolgere lo strumento e sfidarsi nuovamente: ovviamente Apollo riuscì a eseguire una melodia col suo strumento capovolto, mentre per Marsia fu impossibile. Come la gara fu persa da Marsia, Apollo decise di legare marsia a un albero e, per punirlo, lo scorticò vivo.
Questo mito non funge soltanto da insegnamento contro la superbia, ma la sua stessa crudeltà è un'affermazione di estetica musicale: la cetra era uno strumento logico, capace di riprodurre le armonie del gusto classico e purificare le anime da passioni irrazionali; l'aulos invece aveva natura ambivalente, faceva leva anche sullo spirito irrazionale dell'uomo, e come tale non poteva essere accettato.
L'etimologia della parola “ ritmo “ è greca, e tra i testi che sono rimasti dell'antichità si trova per la prima volta il concetto di ritmo in un racconto domestico : un bambino piange e la madre lo culla e il “ ritmico “ movimento del cullare calma il bambino e gli permette di addormentarsi.
In culture lontane dalla nostra si possono similmente trovare stretti rapporti tra medicina e musica: nella cultura cinese appare verso il terzo millennio A.C. il primo libro di medicina, che è contemporaneamente un libro di musica, dova viene indicata la struttura della prima scala pentatonica.
La musica era ritenuta avere poteri magici anche per motivi pratici, gli stessi strumenti, come le pelli dei tamburi e le corde, erano ricavati da animali morti e alcuni erano analoghi a strumenti da caccia: l' arco facilmente poteva diventare uno strumento a corda, e da qui la superstizione che potessero costituire un interfaccia tra due mondi, un mondo reale, e un mondo spirituale.
Ai tempi attuali l'approccio tra musica e medicina è stato studiato in maniera scientifica, e diverse ricerche hanno dato riprova di quello che il mondo antico aveva ipotizzato.
Per esempio si è scoperto che la musica e il canto sono in grado di stimolare la produzione di endorfine, che hanno un effetto benefico sugli stati d'animo e sul benessere psicofisico.
Le campane tibetane, che hanno la caratteristica di generare suoni ricchissimi di armonici, vengono usate per curare gli stati d'ansia,così come alcune musiche di Mozart, per la loro caratteristica di essere scritte con un architettura armoniosa ed equilibrata, sembrano efficaci per le terapie dei pazienti autistici.
Sono ancora più incredibili i risultati delle ricerche scientifiche nel campo della cura neonatale: il feto è come immerso in un orchestra composta da battiti cardiaci e suoni materni, in cui ogni rumore esterno viene attutito, e la musica è in grado di fare regredire il neonato a uno stato fetale, tanto che si è rivelata efficace nella cura dello stress neonatale.
Una delle domande più seducenti che riguardano la musica è perchè ci piace, cosa insomma stabilisce la bellezza di un pezzo e cosa ci porta a cestinarne un altro. Ovviamente la caratteristica del gusto è di essere individuale, tuttavia ci sono musiche, temi, ritmi, così radicati nel nostro inconscio da scatenare emozioni profonde e a cui non si riesce dare nome. Non a caso Jung afferma: “La musica non proviene dalla parte cosciente dell’anima e non si indirizza al cosciente, ma la sua forza emerge dall’inconscio e agisce sull’inconscio”.
Se il vissuto di ognuno influenza il suo gusto, così come la storia della musica intesa come evoluzione nella nostra civiltà, e questi parametri tuttavia sono inutili perchè individualistici, forse una base la può gettare la musicoterapia, in quanto a prescindere dal gusto, la musica interagisce con la parte ancora misteriosa della nostra mente, ed è in grado di portarla in superfice, abbattendo l'impianto logico, razionale, e in tal modo provocando piacere.

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