Per tagliare subito la testa al toro: il suono c'è. Naturalmente (anche ad averne la possibilità materiale) il confronto con l'originale potrebbe risultare ingiusto: stiamo parlando di emulazione digitale in un pedale da poco più di cento euro mentre l'originale è un affare costoso e ingombrante come una testata a valvole.
Specifico subito che l'FRV-1 Non è un unità riverbero per tutti i palati: fa solo quello per cui è stato progettato, se cercate suoni realistici e versatili da studio guardate altrove. Se invece siete degli estimatori delle chitarre “affogate nell'oceano” arriva il divertimento. Le regolazioni, ricalcando quelle dell'originale, non sono lineari come ci si aspetterebbe: “mixer” e “tone” fanno (più o meno) un lavoro prevedibile, mentre la funzione del “dwell” in originale credo fosse quella di caricare lo stage valvolare, quindi si comporta più o meno come un gain, introducendo anche un po' di carico al suono (una leggera ma credibile distorsione valvolare).
A bassi livelli il suono è caldo e dinamico, ma sempre “a molle” (ad esempio non c'è modo di regolare la lunghezza della coda), mentre ad alti livelli: attenzione alle orecchie! Il piccoletto è in grado di generare una quantità rivoltante di rumori, fischi, sbattimenti e risonanze. La parte divertente è che il tutto è estremamente dinamico: sembra di vederle le molle che sbattono ai colpi più forti.
Le regolazioni all'inizio disorientano un po', ma tutto sommato con tutte le manopole a metà si è già al punto e non ci sono grandi variazioni da esplorare.
Concludendo: il pedale fa tutto sommato solo una una cosa, ma che gusto!